Calitri.

Comune di Calitri in provincia di Avellino, Italia.

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Calitri, comune della provincia di Avellino, dista 77 chilometri dal capoluogo; sorge su un colle fra le valli dell'Ofanto e del Cortino e si trova a 530 metri di altezza.

Da quando è stato inserito tra i "Nine places when you can retire and live like a king sito - Nove città dove puoi andare in pensione e vivere come un re"dal sito britannico International Living", sta ricevendo una notevole attenzione sia da parte della stampa, la rai Tv ha trasmesso un servizio molto particolareggiato, che da migliaia di pensionati di tutto il mondo.

La pubblicazione on line di spessore internazionale, con oltre 400mila lettori, ha stilato una vera e propria graduatoria del low-cost del pensionamento che seleziona i luoghi più indicati dove poter andare a vivere una volta andati in pensione. Diversi gli indicatori socio-economici presi in considerazione: mercato immobiliare, imposte sul reddito, assistenza sanitaria.

Con soli 15mila dollari – si legge nel prosieguo della valutazione - puoi acquistare un piccolo e non restaurato appartamento completo di tutto. Case classiche non restaurate possono essere comperate a Calitri per appena 42mila dollari. Coloro che cercano uno stile di vita più moderno possono, invece, scegliere lussuose case restaurate per circa 64mila dollari”.

L'economia di calitri abbraccia i principali settori dell'agricoltura, del terziario e dell'industria.

Le zone adatte alla coltura sono utilizzate soprattutto per la produzione di cereali, ortaggi, vino, olio e frutta. Un'ampia porzione del territorio è destinata a prati e boschi.

L'allevamento di bovini e ovini è considerata ancora un'entrata economica importante per le aziende agricole.

La Fiera di Calitri

E’ nota in tutta la regione per la Fiera Interregionale che si svolge l’ultima settimana di agosto, riservata agli espositori del settore agricolo e zootecnico.

La ceramica di Calitri

La produzione della ceramica artistica, grazie ai numerosi laboratori costituisce il fiore all’occhiello delle tipicità calitrane. La tradizione della ceramica si fa risalire al IV secolo avanti Cristo. Da allora, la maestria degli artigiani locali non ha conosciuto battute d’arresto.

Il Museo di Calitri

Alla ceramica è legato anche il museo, ricavato nei locali del borgo Castello, meritevole di una visita.

Una buona parte della popolazione è impegnata nel settore commerciale e in quello artigianale: si producono e si vendono laterizi, manufatti in legno, ceramiche artistiche, arredamenti e capi di abbigliamento.

Numerose le feste religiose e popolari che si tramandano da secoli e rappresentano i momenti di maggior richiamo per Calitri.

Per i turisti, vale la pena tenere in considerazione gli itinerari naturalistici nella vicina Valle dell’Ofanto, la tranquillità del centro storico e soprattutto le numerosissime ricette locali, che rappresentano una delle tradizioni di maggiore richiamo.

Tra queste vale la pena ricordare il caciocavallo di Calitri.

La Storia di Calitri

Il centro storico di Calitri

Un capitolo a parte della storia di Calitri è costituito dalle sommosse del ceto contadino affamato di terra. Tra queste meritano di essere ricordate quelle del 1797 e del 1881.

Le origini di Calitri sono antichissime. I numerosi reperti archeologici - vasi fittili, monete, epigrafi sepolcrali - rinvenuti nel nel suo territorio fanno ritenere che i primi insediamenti sarebbero sorti fra il quarto e il terzo secolo a.C. ad opera di colonie italiote del versante Adriatico.

Calitri deriva il nome da Aletrium, l'antica e fiorente città' irpina che fin dai primi tempi della Repubblica manteneva rapporti commerciali con Roma, con la Campania e con la vicina Apulia. Col tempo il toponimo fu trasformato prima il Caletrum e poi in Calitri.

Dopo aver conosciuto per alcuni secoli lo scettro di Roma, Calitri fece parte del gastaldato della vicina Conza e, come questa, dovette soggiacere alle dominanze gotiche, longobarde, normanne e angioine.

Primo feudatario della terra di Calitri fu Gionata di Balvano, Conte di Conza. Sotto la dominazione angioina il feudo fu assegnato al francese Galeotto di Fleury che, alla sua morte, lo lascio' al figlio ancora minorenne Giovan Galeotto.

Nel 1299, re Carlo ll d'Angio' lo concesse a Raimondo Del Balzo il quale, nel 1304, lo vendette a Mattia Gesualdo.

I Gesualdo lo tennero per tre secoli, fino alla morte dell'ultima erede della famiglia, Lavinia Ludovisi, che lo aveva ereditato dalla madre Isabella Gesualdo, andata in sposa a Nicolò' Ludovisi, nipote di Papa Gregorio XV. Non avendo Lavinia lasciato prole, tutti i suoi feudi passarono, per legge, alla Corona.

Il 16 maggio 1636 Nicolò' Ludovisi, padre di Lavinia, acquisto' i beni di casa Gesualdo, compreso il feudo di Calitri, che lascio' in eredita' al figlio Giambattista. Questi, assillato da gravi necessita' finanziarie, vendette il feudo a Francesco Mirelli.

Il nuovo signore si trasferì, con tutta la famiglia, nel sontuoso castello di Calitri, che contava circa trecento stanze ed era munito di due ponti levatoi, quattro grossi torrioni difensivi ed un passaggio segreto, sotterraneo, che portava fuori le mura di cinta del paese, in aperta campagna.

Intanto, l'8 settembre 1694, un tremendo terremoto distrusse gran parte dell'abitato e ridusse ad un cumulo di rovine il famoso castello, causando la morte di oltre trecento persone. Sotto le macerie del castello perirono tutti i componenti la famiglia Mirelli, gli ospiti che vi alloggiavano e l'intera servitù.

Della famiglia Mirelli sopravvissero soltanto il marchese Carlo, figlio di Francesco e Costanza che si trovava a Napoli.

Al vecchio Francesco Mirelli subentrò nel possesso del feudo il giovane nipote Francesco - figlio del marchese Carlo - il quale non ritenne opportuno ricostruire il castello, ma preferì edificarsi una nuova dimora un po' più a valle, nel centro del paese (l'attuale palazzo di proprietà del barone Zampaglione in via Roma). Morto Francesco Mirelli junior il feudo passò al figlio Giuseppe.

Ultimo signore di Calitri fu Francesco Maria Mirelli (succeduto al padre Giuseppe), il quale, nel 1814, si vide spogliato del feudo in forza della legge che aboliva definitivamente la feudalità.

Durante il risorgimento Calitri non fu estranea alle lotte insurrezionali, ne rimase impassibile agli aneliti di libertà che si levavano da ogni parte della Penisola.

Anche Calitri ebbe la sua vendita di carbonari e partecipò, tra l'altro, alla sommossa del luglio 1820 in appoggio all'azione di Silvati e Morelli.

Assai triste per la vita di Calitri e per quella di tutta la zona fu il periodo del brigantaggio pseudo - politico che imperversò dal 1861 al 1864. ...

Come raggiungere Calitri

Calitri è raggiungibile in auto attraverso la Statale 401 Ofantina, dallo svincolo di Lacedonia o Candela dell’A16 e dall’autostrada Salerno-Reggio Calabria, attraverso l’uscita di Contursi. Calitri, inoltre, è una delle ultime stazioni ferroviarie della linea Avellino – Rocchetta Sant’Antonio.

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