
Giovanni Luca de Magistro da Eboli
Le opere di Giovanni Luca de Magistro da Eboli
(Il Saggio, anno VI, n. 66, pp.34-35)
Nato ad Eboli alla fine del XV secolo, ha creato non poche difficolt?negli
storici, poich?verso la fine della met?del Cinquecento operava anche
un altro pittore ebolitano, quasi un omonimo, Giovanni Luca de Luca,
indicato dal compianto storico Carmine Giarla come suo figlio1.
Le opere di Giovanni Luca de Magistro risentono degli influssi della
cultura umbra filtrata attraverso i modi e le forme di Stefano Sparano
da Caiazzo, e del "rivale" raffaellita Andrea Sabatini da Salerno.
L'esemplarismo sabatiniano, fu fortemente attrattivo nei confronti di
Giovanni Luca de Magistro, che operava in contesti periferici e che
colse, tuttavia, il senso profondo dell'innovazione stilistica proposta2.
In Eboli sono rimasti pochissimi affreschi e anche mal conservati attribuibili
al pittore.
I primi cicli di affreschi (c. 1510) si possono ammirare sulla parete
centrale dell'abside nella chiesa di S. Francesco: raffigurano nella
sommit?cuspidale a destra la principessa offerta al drago e sulla sinistra
S. Giorgio che uccide l'orribile creatura; al di sotto ai lati della
grande monofora si notano a sinistra il "Martirio di sant'Erasmo" e
a destra il "Martirio di S. Felice".
Ancora ?ben visibile nella chiesa di S. Maria di Loreto la "Vergine
di Loreto" (1530) sulla parete di fondo della nicchia; opera attribuita
da Antonia D'Aniello ad Agostino Tesauro3 e che Carmine Giarla ha giustamente
restituito a Giovanni Luca de Magistro4; ?da segnalare che la "Vergine
di Loreto" ha molte affinit?pittoriche ed espressive, come annota fondatamente
Carmine Tavarone5, con il S. Michele nella chiesa di S. Maria ad Intra
di Eboli, dipinto nello stesso anno. Sempre nella stessa chiesa era
presente fino a poco tempo fa e poi perduto dopo i lavori di restauro,
la "Preghiera nell'Orto" (1534), un affresco ritoccato a tempera del
pittore ebolitano6.
Ancora da segnalare sono gli affreschi in discreto stato di leggibilit?
che si trovano in un androne di una casa congiunta al palazzo Romano
Cesareo (da esso si entra nel giardino indicato del poeta Gherardo Degli
Angeli), con forti richiami alla "Vergine di Loreto"; sono rappresentate
la Vergine con Bambino, S. Caterina di Alessandria con la ruota del
martirio e S. Maria di Magdala con il vasetto degli unguenti7.
Le opere meglio conservate di Giovanni Luca, per? le troviamo in Basilicata
dove l'artista ha lavorato a fianco di Giovanni Todisco di Abriola negli
affreschi della chiesa di S. Antonio a Cancellara. Il Todisco, inoltre,
affresca un S. Francesco di Paola (1548) nella chiesa di S. Francesco
a Senise sulla scorta dell'esperienza dell'ebolitano che della luce
e del colore fa i punti di forza della sua pittura; ma molto probabilmente
l'opera ?stata realizzata "a quattro mani" dai due artisti.
Nella chiesa di S. Antonio a Cancellara sono sicuramente da attribuire
al pittore ebolitano il "Cristo in Maest?quot; e le "Storie di Santa
Caterina di Alessandria"8. Gli affreschi, che si trovano nel catino
absidale lievemente abbozzato e diviso in due registri orizzontali,
mostrano nella parte superiore il "Cristo in Maest?quot;, la cui composizione
?perfettamente simmetrica, e nella parte sottostante S. Caterina d'Alessandria,
avvolta in un abito di color arancio chiaro ed un ampio mantello rosso
bordato di azzurro, e regge nella mano destra, ben modellata dal chiaroscuro,
una lunga penna e nella sinistra la ruota del martirio9. Questa figura
si richiama a quelle femminili affrescate nella chiesa di S. Francesco
di Pietrapertosa e alla stessa santa raffigurata in Eboli.
Gli affreschi di S. Francesco a Pietrapertosa eseguiti nel primo Cinquecento
portano la firma Ioan nis Luce de Ebulo. Il pittore in questi cicli
di affreschi aderisce ai modi del gotico internazionale, con un linguaggio
figurativo basato sulla semplicit?lineare e sulla costruzione plastica
e volumetrica della forma, plasmata essenzialmente dal colore. In questa
chiesa sono da attribuirgli tutte le scene della vita di S. Francesco,
divise da lesene con capitelli e cornici decorate a grottesche, consoni
al gusto dell'epoca10.
Rosa Villani, inoltre, gli attribuisce sulla stessa parete tutto il
ciclo affrescato di scene neotestamentarie: la Nativit? l'Adorazione
dei Magi e la Presentazione al Tempio; la Resurrezione; la discesa dello
Spirito Santo e l'Incoronazione della Vergine; sulla parete di destra:
la Preghiera di Ges?nell'Orto; la Cattura; la Flagellazione e la Coronazione
di spine; la salita al Calvario; la Crocifissione e la Deposizione.
Concludiamo, infine, questo excursus sulle opere dell'abile ed esperto
artista ebolitano, con il gigantesco polittico della chiesa di S. Francesco
a Pietrapertosa. Lo stupendo e monumentale polittico (olio su tavola
488x347, c. 1540) restaurato nel 1977 da F. Giannitrapani, ? realizzato
su quattro ordini di gusto spagnolo con sulla cupola della cimasa l'Eterno
e al centro una nicchia ad arco depresso ove ?collocata la statua lignea
della Madonna delle Grazie di Domenico Napoletano (c. 1518). Nella cimasa
troviamo un Cristo in Piet?con ai due lati l'Annunciazione; al piano
sottostante al centro c'?S. Pietro in cattedra con a sinistra i SS.
Caterina d'Alessandria e Bonaventura, e a destra i SS. Ludovico da Tolosa
e Chiara d'Assisi. Ancora pi?sotto ? rispettivamente ai due lati della
nicchia troviamo le figure disegnate per intero dei SS. Giovanni Battista
e Francesco, e sulla sinistra i SS. Antonio di Padova e Giovanni Evangelista.
Nella predella, al centro i SS. Bernardino da Siena e Pietro martire
e ai lati i SS. Martiri del Marocco11.
Giovanni Luca de Magistro ancora vivo nell'ottobre del 1552, muore subito
dopo questa data come si evince da un atto del 3 maggio 155312.
NOTE
1. C. Giarla, Frammenti di arte ad Eboli nel Cinquecento, in, "Dialogo",
periodico di informazione della parrocchia S. Cuore e S. Berniero di
Eboli, anno XIII, n. 1, aprile 2000, p. 16.
2. R. Pinto, La pittura nel Salernitano attraverso i secoli, Napoli
1997, p. 98-100.
3. A. D'Aniello, Agostino Tesauro, in, Andrea da Salerno nel Rinascimento
meridionale, catalogo della mostra a cura di G. Previtali, Firenze 1986,
p. 273.
4. Eburum-Eboli, giugno 1988, depliant a cura di C. Giarla, Eboli 1988.
5. C. Tavarone, Devozione e immagini: gli affreschi della chiesa di
Santa Maria di Loreto, in, Quaderni di storia dell'arte, Eboli S. Maria
di Loreto, Salerno s.i.d., p. 26.
6. C. Giarla, Frammenti di arte ad Eboli nel Cinquecento, op. cit.,
p. 16.
7. C. Giarla, Un patrimonio da salvare, in, "Agire", settimanale dell'Archidiocesi
Salerno-Campagna-Acerno, 8 luglio 1989, p. 4.
8. L. G. Kalby, San Francesco di Eboli e i suoi documenti artistici,
in VII Centenario della fondazione della chiesa di San Francesco (1286-1986),
a cura di A. Cestaro, Montecorvino Rovella 1987, p. 71.
9. R. Villani, Il rapporto tra Luce e Todisco, Schede di documentazione
Ufficio del Sistema Informativo Regione Basilicata.
10. R. Villani, Giovanni Luce da Eboli negli affreschi di S. Francesco
a Pietrapertosa, Schede di documentazione Ufficio del Sistema Informativo
Regione Basilicata.
11.Cfr.: M. D'Elia, A proposito della mostra restauri in Basilicata,
in Bollettino d'Arte, LXV, 1980, n. 5, pp. 107-111; A. Grelle Iusco,
Arte in Basilicata, Rinvenimenti e restauri, op. cit., p. 67; C. Giarla,
Un pittore del Cinquecento salernitano, Giovanni Luce da Eboli, in,
"Agire", 1 luglio 1983; L. G. Kalby, San Francesco di Eboli e i suoi
documenti artistici, op. cit., pp. 70-1.
12. C. Giarla, Giovanni Luca de Magistro: un pittore ebolitano al servizio
del Duca D'Atri, in, Bollettino storico di Salerno e Principato Citra,
anno III, 1-2/1985, pp. 98-99.
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