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Recensioni Teatrali

Stefano Accorsi, l’attualità del Decamerone.

Stefano Accorsi al Teatro Gesualdo Avellino
* Foto di Alesandra Valentino scattate durante lo spettacolo messo in scena al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

A Sipario Chiuso. La recensione dello spettacolo “Decamerone Vizi, Virtù, Passioni” con Stefano Accorsi andato in scena al Teatro Gesualdo di Avellino

Ambizioso progetto quello di “Grandi Italiani” che, dopo “l’Orlando furioso” di Ariosto, porta Stefano Accorsi e il regista Marco Ballani a proseguire nel loro meritorio intento di riproporre e reinventare la lingua italiana, per una più semplice appropriazione e fruizione, mettendo in scena Boccaccio e il suo “Decamerone. Vizi. Virtù. Passioni.”, per concludere, in seguito, la trilogia, con la rappresentazione de “Il Principe” di Nicolò Machiavelli.

Ma parliamo del Boccaccio che, con il suo penetrante spirito di osservazione, proprio del grande narratore, e quella conoscenza e quel gusto dei costumi e dei caratteri dei diversi paesi mediterranei che confluivano in una Napoli angioina, visse e venne in contatto con la signorile e gioiosa vita della nobiltà e della borghesia napoletana, divisa tra l’aristocratica opulenza cittadina e lo spensierato agio nelle splendide campagne e marine del golfo partenopeo.

E queste esperienze, decisive e fondamentali per il narratore, vivono e vivificano nella sua fantasia, propria e degna di una travolgente vocazione letteraria.

Entusiasmi culturali, facili e gioiose esperienze di vita mettono a punto e arricchiscono il suo personale romanzo d’amore, frastagliato di alti motivi letterari, avventure e amori e ancora amori, luci e letizia della sua giovinezza; e i tormenti, l’estasi, le gioie, l’intensità di un nuovo lirismo, lontano da ogni autobiografismo e ostentazione, diedero forma definitiva al “Decamerone”, capolavoro della letteratura occidentale.

Non a caso è la concreta rappresentazione della “commedia umana” di una società che, ritratta dal Boccaccio assecondando l’estetica del tempo, diede, al di là del singolo episodio, un valore esemplare nella sua totalità, riuscendo a comporre la fiammeggiante irrequietezza sentimentale della sua giovinezza, in una solida visione religiosa.

Stefano Accorsi
Stefano Accorsi

E grazie alla sapiente regia di Ballani, e alla composizione apparentemente semplice, in realtà complessa, di quella geniale macchina teatrale, ideale contenitore, disciplinato ventre materno partoriente che smista e accompagna, svela e nasconde, in una ridda di situazioni e pulsioni, abbondantemente esplicitate ed esaltate in un inesauribile piano, lento, andante, andante con brio, andante quasi mosso, uno splendido coro di eccellenze attoriali, diretto dal maestro Accorsi, che magnifica la selezione delle novelle e distribuisce accortamente in un creato di spazi, e secondo uno studiato spartito, ruoli e vicende, erotismo, paradossi, storie grottesche, farsa e beffe e crudeltà, tradimenti, ma storie raccontate bene e ben rappresentate che ci parlano di preti, di sciocchi, creduloni, di mariti e di mogli e di amanti e di “morali” paradossali.

Ma anche e purtroppo di “attuale attualità”: Boccaccio rappresenta corruzione, impudicizia, mafie, impudenza dei potenti, malaffare, arroganza, imbrogli, bramosia, sfruttamento dei deboli e allora… ” oggi in una perdita di civile sentire, vogliamo far sentire la voce di Boccaccio, attraverso la voce di noi teatranti.”

Ottima Compagnia, bravissimo e indispensabile Accorsi, efficace e sapiente Regia e, ciliegina sulla torta, buon riscontro di pubblico.

Se proprio volessi fare un piccolo appunto, probabilmente qualche taglietto qua e là non sarebbe stato di troppo, anzi…

* Foto di Alessandra Valentino scattate durante lo spettacolo messo in scena al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino.

Le prossime date del Decamerone con Stefano Accorsi.


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