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Recensioni Teatrali

A Teatro “Storie di Claudia”, la Gerini racconta…

Claudia Gerini in scena a teatro in campania
Claudia Gerini in scena a teatro in campania

La recensione dello spettacolo teatrale “Storie di Claudia”, spettacolo portato in scena da Giampiero Solari, Claudia Gerini, Paola Galassi,Michela Andreozzi.

Era prevedibile. Claudia Gerini al Gesualdo e si visualizzano, nella mente del pubblico, complici anticipazioni azzardate e smentite dai fatti, i caratteri cinematografici creati da Verdone e i divertenti sviluppi.

Ma in realtà, “Storie di Claudia” ha un altro perchè, un altro percorso, più intimo, autobiografico ma nel contempo aperto e dedicato a grandi donne del passato che evocano e miscelano ricordi, sogno, realtà, presente, vaghezze di futuro e fantasia.

Logico che il pubblico si trovi spiazzato dall’atmosfera intimista, molto autoreferenziale, per un allestimento di classe, misurato e d’autore e da un impianto “pesante”, ben più impegnativo del previsto, e scarno, sorprendentemente avaro di sorprese e di leggerezza.

Anche qui i comunicati hanno peccato di improvvisazione, annunciando un corpo di ballo e un gruppo musicale di supporto che avrebbero certamente arricchito la messa in scena.

Niente di tutto ciò.

Niente ballerini, niente gruppo musicale, solo un pianista, bravissimo, e attraenti e pertinenti supporti visivi. Troppo poco.

Ma veniamo allo svolgimento dello spettacolo, parlando di chi, come e perchè.

Partiamo dai ricordi d’infanzia di una Claudia bambina e dal suo fatale incontro con la signorina Maria, vicina di casa avanti con gli anni, amante della musica e dell’arte nella sua interezza e complessità, che la investe con il fascino di un mondo così ben raccontato e descritto da fagocitare la nostra sprovveduta eroina.

E così, lei, a proprio agio e con discrezione, grazia e amore, fa rinascere e rivivere donne appassionate, famose, invidiate, desiderate, donne forti, deboli, donne da non dimenticare, anzi…

Così irrompono sulla scena Carmen Miranda e i suoi folli e variopinti copricapo, Marlene Dietrich, Frida Kahlo, Monica Vitti, tutte uniche a loro modo, in un one women show che si snoda tra momenti intimi, esuberanti, entusiastici, tra ricordi di provini, di sogni che diventano realtà, di realtà che delude, con Claudia che racconta, si racconta, canta, balla, recita, esaltata dagli ipercromatici costumi, indispensabili per creare le suggestioni di uno spettacolo così concepito.

Tra infanzia e maternità, tra sconforto, illusioni e momenti magici, porta se stessa nelle donne che racconta, donando loro una paradossale contemporaneità.

Eccellente la scenografia dalla attraente e geometrica sinfonia di colori, e i giochi di luce che creano e annullano spazi, e i supporti visivi che arricchiscono la scena e le storie; da incorniciare il “quadro” dedicato all’Angelo Azzurro della Dietrich vestita da volute di fumo, lampioni, nebbie e reminiscenze del reich.

Lo spettacolo comunque, appare inutilmente dilatato in alcuni momenti e passaggi che avrebbero guadagnato da qualche sforbiciata, che evidentemente la regia non ha praticato, assecondando l’esibizionismo e le esigenze della prima donna.

In conclusione, una Gerini bravissima e convincente in tutte le sue sfumature che, benevolmente, senza volermi ripetere, si è concessa del tempo superfluo, e si è avvertito, evidenziato da palesi segni di stanchezza di un pubblico a corrente alternata che, comunque, alla fine si sbilancia e si prodiga in un applauso fragoroso e “liberatorio”.

Due ore senza intervallo. Troppo, per un recital così impegnativo!

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