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Recensioni Teatrali

Toni e Peppe Servillo, Napoli ed un debito di riconoscenza da onorare.

Toni e Peppe Servillo con i Solis String Quartet
Toni e Peppe Servillo con i Solis String Quartet

A Sipario Chiuso – Napoli un mondo che viene contenuto e raccontato in un palcoscenico essenziale per “La parola canta”, lo spettacolo di Toni e Peppe Servillo, 

” Mi sento in debito con Napoli, per la grande ricchezza che mi ha donato “.

E l’enormità del patrimonio “personale ” che Napoli ha portato in dote rappresenta un debito grande, un impegno da rispettare e da onorare.


Napoli tra l’altro è una città dalla memoria lunga che, prigioniera del passato si autocita, si nutre dei suoi luoghi comuni, delle iconiche illusioni, del grottesco, del folklore, del patetico e delle paure puerili e ipocrite.

Napoli è la città della strada, delle strade, una, cento, mille, come diceva Viviani, e del malessere, intimo, intenso,  sofferto e radicato, e del pessimismo malefico, sentimento di rabbia e disperazione, la sua essenza vitale.

Peppe Servillo
Peppe Servillo

E la strada è il luogo giusto per la rappresentazione di un mondo da raccontare, in quanto mondo lei stessa.

La strada e la sua anima, la strada e il suo popolo, la strada e le sue voci, le sue illusioni, le speranze, i sogni e le delusioni.

E il popolo osservato, scrutato, studiato con affetto ma lucidamente, il popolo che da “oggetto” diventa protagonista, soggetto poetico e rappresentandosi , grida le proprie ragioni, si giudica e si condanna e si assolve,  in una Napoli globalizzazione di infiniti microcosmi.

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E questa immensità di anima, di cuore, di ragione, di poesia, di canzone e musica, trova voce, calore, perché e come e dove e quando e se.

Un mondo che viene contenuto e raccontato in un palcoscenico essenziale per “La parola canta“, lo spettacolo in cui il teatro si fa musica e la musica si fa teatro.

Un palcoscenico luogo non luogo per una totale libertà di interpretare e immaginare, attori e pubblico, in una messa in scena di amore e passione e bravura eccezionale e totale.

I Solis String Quartet, musicisti da Oscar e due “Animali da palcoscenico” Toni e Peppe Servillo, anima della Piccola Orchestra Avion Travel.

Toni Servillo
Toni Servillo

Toni, attore impareggiabile dallo stile unico, frutto di esperienza, di maturità, di sapienza della vita, che mirabilmente si rappresenta in una recitazione quasi statica, fatta di piccoli, inafferrabili, impercettibili gesti, di sguardi e del loro continuo mutare e andare e tornare, e dalla straordinaria, calamitante abilità nel sostenere e disciplinare e dettare ritmi a prosa e poesia, a fronte di una apparente, estenuante e tetragona imperturbabilità esteriore, essenziale espressione di equilibrio e saggezza.

Peppe, irrequieto, vitale, dalla esaltante fisicità paragonabile a quella attribuita da Wladimir Sokolof al “fantoccio” che si anima e vive da solo, attraendo e entusiasmando  lo spettatore e dona una diversa dimensione a carattere e rappresentazione propria di una vocalità “strana” ma affascinante e coinvolgente.

E che dire dei Solis String Quartet. Eccezionali ed esaltanti, tra jazz e pop, per una esibizione di raro e puro virtuosismo, in una elegante dimensione concertistica.

Spettacolo raffinato e di classe. Alto livello. E ovazioni senza fine.

(Foto di Alessandra Valentino scattate durante lo spettacolo andato in scena al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino)

 

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