
Le vacanze di Gianrico Carofiglio: A tavola sono una persona curiosa: mi piace scoprire i piatti della tradizione locale
di Riccardo Cannavale
Gianrico Carofiglio, classe 1961, è Sostituto Procuratore Antimafia a Bari. Da alcuni anni abbina al suo lavoro la passione per la letteratura e la scrittura che lo ha portato a pubblicare alcuni romanzi, vincitori di numerosi premi.
L'esordio narrativo di Gianrico Carofiglio avviene, nel 2002, con “Testimone inconsapevole” (edito da Sellerio) mentre l’anno successivo manda alle stampe “Ad occhi chiusi”.
Grande successo ha avuto il suo lavoro, “Ragionevoli dubbi”, con l’avvocato Guerrieri, il protagonista di tutti i suoi romanzi, alle prese con un caso in cui un uomo, che si proclama innocente, viene condannato per traffico di droga.
Le opere di Carofiglio, inevitabilmente, sono pregne della sua esperienza professionale. Un viaggio nel panorama giudiziario ma anche nell’intimità dei protagonisti delle storie.
Dottore Carofiglio, i suoi libri, in un certo qual modo, rappresentano una sorta di viaggio attraverso la vita, le esperienze, il quotidiano.
"Ritengo che il viaggio sia una metafora esistenziale. I miei libri, in realtà, raccontano tutti dei viaggi. Alcune citazioni sono prese proprio dall’Agenda del Viaggio così come nel romanzo “Il passato è una terra straniera” c’è un momento centrale che è un percorso on the road."
Al di là delle metafore, qual è il suo rapporto con i viaggi?
"Mi piace viaggiare e scoprire posti nuovi ma gli impegni professionali e letterari mi lasciano poco tempo da dedicare a tale attività. In questo momento, ad esempio, sono impegnato a girare l’Italia, compatibilmente con il lavoro in Procura, per presentare il mio ultimo romanzo. Devo dire che sto conoscendo realtà che non conoscevo e da ognuna cerco di ricavarne esperienze utili."
Da uomo del Sud quale è, cosa pensa dell’offerta turistica delle regioni dell’Italia meridionale?
"Credo che, in fatto di turismo, il Mezzogiorno ancora non abbia imparato a sfruttare appieno le sue enormi potenzialità. Le nostre regioni posseggono grandi patrimoni storici, culturali e naturali che potrebbero attrarre molto di più. Che si faccia poco è un dato di fatto. D’altronde basta fare una comparazione con gli altri paesi meno ricchi, dove però il turismo è una risorsa che viene sfruttata al massimo, per capire che si potrebbe fare molto di più."
Quando se lo può permettere, qual è il tipo di viaggio che preferisce fare?
Adoro i viaggi on the road, fatti in macchina su lunghe strade. Mettersi al volante sulle chilometriche strade americane o del Canada è un’esperienza unica. Il prossimo viaggio mi piacerebbe farlo in Australia."
Si dice che la cucina italiana non abbia rivali al mondo. Qual è il suo rapporto con l’enogastronomia nostrana?
"E’ sicuramente un ottimo rapporto. A tavola sono una persona molto curiosa e, ovunque mi trovi, in Italia, ma anche all’estero, mi piace scoprire i piatti della tradizione locale. In particolare adoro le contaminazioni e la mia preferenza va sempre alle ricette tradizionali rivisitate. A questi, poi, è d’obbligo abbinare un buon vino, che è una bevanda estremamente spirituale."