
di Riccardo Cannavale
Il suo volto è di quelli che non passano inosservati. E’ proprio vero che, per far ridere il pubblico, oltre che essere bravi attori occorre avere la faccia giusta.
Pippo Franco, attore romano classe 1940, gli attributi del comico li ha davvero tutti. Dal cinema al teatro, passando per la musica, la sua carriera è un elenco di grandi successi.
Alla compagnia del Bagaglino sono, senza dubbio, legate le sue esperienze di maggiore appeal sul pubblico, come testimonia il puntuale tutto esaurito che si registra al Salone Margherita di Roma in occasione dei suoi spettacoli.
La metafora del viaggio, intesa come analisi del quotidiano, è spesso presente nei suoi spettacoli. Ma, al di là del lavoro, quale è il suo rapporto con i viaggi?
Considerando la mia professione, viaggiare per me è quasi all’ordine del giorno. Di ogni località che visito cerco di cogliere l’essenza dei luoghi e delle persone.
Quando va in giro, cos’è che l’affascina di più?
Diciamo che i miei sono soprattutto viaggi interiori. Più che l’aspetto esteriore dei luoghi che visito mi soffermo molto di più sul come ci si sta in un posto.
Per questo motivo mi piace conoscere la gente, fermarmi a parlare con gli abitanti del posto, conoscere le loro abitudini, ciò che pensano, come vivono.
E’ una forma di crescita oltre che un modo per raccogliere spunti per il mio lavoro.
Per i suoi viaggi preferisce più spostarsi in Italia o all’estero?
Proprio per ciò che dicevo prima è del tutto indifferente. Nord, sud, oriente, occidente per me non fa differenza.
C’è un viaggio che ricorda con maggiore piacere?
Non uno in particolare. La mia è sempre stata una vita in viaggio. Di ognuno conservo splendidi ricordi perché ciascuno mi ha lasciato qualcosa.
Con quale mezzo di trasporto preferisce viaggiare?
Diciamo che, in generale, ogni mezzo è buono per viaggiare. Certo, una preclusione ce l’ho: la nave. Il fatto è che soffro tremendamente il mal di mare ed ogni volta che mi tocca salire a bordo, sono dolori!
Trovandosi spesso in tournèe avrà sicuramente avuto modo di scoprire la gastronomia italiana. Qual è il suo rapporto con la cucina?
Premetto che non sono la classica buona forchetta. Mangio poco e nemmeno di tutto. Sicuramente quando sono in giro, sia per lavoro che per relax, mi piace assaggiare le specialità del posto. In Piemonte, ad esempio, i peperoni sono a dir poco eccezionali, per non parlare delle mozzarelle della Campania e dei conigli ischitani, quelli allevati nei fossi, aspettandone la riproduzione per poi catturali e metterli in forno!
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