
Le vacanze di Salvatore Gisonna : L’accoglienza del sud è senza eguali, ma al Nord, i servizi, anche per il turista, sono impeccabili.
di Boris Ambrosone
Salvatore Gisonna è ormai un volto noto dell’umorismo italiano di qualità. Cabaret e teatro sono il suo pane quotidiano, res ancora più gustoso dal Premio Charlot ricevuto nel 2006, prestigioso riconoscimento di livello internazionale.
A febbraio 2007 lo vedremo sul piccolo schermo nella trasmissione “Bravo Grazie”.
Nella sua valigia per le vacanze, Salvatore confida di non portare nulla che lo tiene “legato” al tran tran quotidiano.
“Vacanza è staccare la spina. Assolutamente. La intendo nel vero senso della parola, nessun compromesso con il lavoro, ed è per questo che dobbiamo optare per giugno o settembre, perch?a luglio e ad agosto, quando gli altri vanno in ferie, noi lavoriamo”.
Che itinerari predilige Salvatore Gisonna?
“Il mare o le grandi capitali europee, senza dubbio. E’ interessante conoscere culture e modi di vivere diversi dai nostri”.
L’ultima vacanza fatta?
“Poco tempo fa, nell’ottobre del 2006, a Praga e Vienna.
Il viaggio che ricorda con maggior piacere?
“Sicuramente a New York in viaggio di nozze. Un viaggio emozionante. La Grande mela ha un fascino profondissimo. Essere nel cuore di New York è come stare nel cuore del mondo. Va anche detto che la mia condizione di fresco sposo ha accresciuto il fascino di questa magnifica città, che rimane tale in qualunque condizioni si vada a visitarla”.
Lei viaggia molto anche per lavoro, che differenza riscontra tra il nord ed il sud Italia?
“L’accoglienza del sud, il calore del pubblico sono senza eguali, ma spesso tutt’intorno vi è improvvisazione. Al Nord, i servizi, anche per il turista, sono impeccabili. Mi rincresce doverlo dire da meridionale che ama il sud e Napoli”.
Oltre Napoli, in Italia che luogo l’affascina?
“Generalmente il verde, gli spazi all’aperto, quelli rilassanti a contatto con la natura, ma se dovessi cambiare Napoli, perch? costretto, sceglierei la Toscana. Qualunque posto della Toscana, da Firenze, alle colline Senesi. Tutta”.
Napoli e la Toscana, due luoghi dove la buona tavola è di casa, che rapporto ha con il cibo?
“Morboso. Talvolta sono costretto alla dieta ma la cucina è una tentazione irresistibile, escluso il latte ed i suoi derivati. Mi piace la cucina regionale italiana e quella tipica dei luoghi all’estero. Mi ha deluso, però, la tanto decantata nouvelle cuisine francese. Come si mangia in Italia, anche se è scontato, non si mangia da nessuna parte. La Toscana, per esempio, mi attira anche per le ricette regionali”.
Un posto nel quale vorrebbe andare non ancora visitato?
“Vorrei ritornare, ma questa volta con mia moglie, alle Maldive. In ogni caso amo i posti di mare tranquilli, mi piacciono quelli poco gettonati, non inflazionati, il Guatemala, per esempio, il Belize”.
Il rapporto con lo shopping?
“Se non ci fosse stato l’euro sarebbe stato meglio. Mi piace girare, certamente, ma occorre stare attenti alle spese. Nel mio show c’è una battuta. Non è vero che gli operai con l’euro non arrivano alla fine del mese, prendono lo stipendio il 27 e gli basta fino al 31. Questo è il senso del fare shopping oggi.
Basta vivere in maniera serena anche la spesa, senza eccessi.
Ora, (fine novembre 2006 ndr) siamo a Milano per registrare il programma della Rai per febbraio, per fortuna che ci tengono chiusi nel residence come dei militari, altrimenti passeggiare per Via Montenapoleone e non cedere alle tentazioni sarebbe stato difficile”.