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Vittorio Marsiglia

vittorio marsiglia

di Riccardo Cannavale

Le vacanze di Vittorio Marsiglia: tanti ricordi e aneddoti dei suoi indimenticabili viaggi.

Attore di teatro e caratterista, grande interprete della famosa “macchietta” napoletana, Vittorio Marsiglia, beneventano di nascita e napoletano di adozione è da oltre trent’anni sulla scena.

Divenuto noto al grande pubblico per la sua partecipazione, al fianco di Corrado, alla fortunata trasmissione televisiva “Il pranzo è servito” dal 1986 al 1993 è soprattutto in teatro, però, che ha raccolto i migliori successi, lavorando al fianco di grandi nomi dello spettacolo italiano quali Aldo Fabrizi, Aldo e Carlo Giuffrè e Gino Bramieri.

Vittorio Marsiglia ha legato il suo nome allo spettacolo, che portò per la prima volta in scena nel 1973, “Isso, essa e o’ malamente” e che, a distanza di tanti anni, continua a riscuotere lo stesso successo.

Maestro Marsiglia, per il suo lavoro è costretto a viaggiare molto ma, al di là degli impegni professionali, le piace viaggiare anche per svago?

"Per la verità non è che viaggiare sia la mia più grande passione. Di viaggi di piacere ne ho fatti pochi, anche perché, costretto come sono a muovermi durante la stagione invernale per portare in giro i miei spettacoli, d’estate, quando c’è un po’ di tempo libero, preferisco riposarmi."

Essendo costantemente in giro per l’Italia, il nostro Paese per lei sicuramente non ha segreti. Quali sono i luoghi che preferisce visitare?

Effettivamente l’Italia la conosco molto bene anche se, proprio qualche tempo fa ci riflettevo, alla fine le città che si vanno a toccare sono quasi sempre le stesse.

Esistono però tanti luoghi, magari di periferia, che il teatro non raggiunge. Questo è un mio cruccio.

Mi piacerebbe poter avere la possibilità di conoscere da vicino quelle piccole realtà dove esistono anche piccoli teatri di provincia.

Cos’è dell’Italia che l’affascina di più?

"Il fatto che sia un Paese con delle bellezze naturali e culinarie uniche. Ogni zona ha le sue peculiarità, che sono diverse man mano che ti sposti da una città all’altra. Ogni realtà ha le sue specialità e non mi riferisco solo al cibo. "

Lei che è una caratterista, dovendo individuare tre “tipi” per descrivere il nostro Paese, quali sceglierebbe?

Meridionale, meridionale e meridionale! Sono un amante sfegatato del sud ed il meridionale lo vedo ovunque.

Prendiamo il caso che debba scegliere una vacanza in un posto mare: io non ho dubbi nel puntare su Ischia, che per me è il posto più bello del mondo. Sarà perché ci ho vissuto da ragazzo ma è lì che torno sempre con piacere. Ischia mi attrae molto più delle Bermuda.

Che tipo di turista è lei?

Sarà che sono abbastanza pantofolaio, ma non sono di quelli ama la vita frenetica. Quando sono in vacanza voglio riposarmi e mi accontento di fare cose semplici e rilassanti.

C’è qualche viaggio che ha fatto che ricorda con particolare piacere?

Ce ne sono due in particolare. Entrambi fatti con Corrado Mantoni, del quale ho avuto l’onore di essere l’ultimo amico. Forse non tutti sanno che io e Corrado, negli ultimi 25 anni della sua vita, eravamo come fratelli.

Insomma, io conoscevo l’uomo Corrado, non l’artista. Con lui abbiamo girato molto, ma ricordo con piacere i viaggi fatti in Spagna e Francia.

Lì ci siamo divertiti tantissimo. La mattina ci svegliavamo e ce ne andavamo alla ricerca dei posti più nascosti e sconosciuti. In Francia, ad esempio, ricordo che quando si faceva ora di pranzo fuggivamo dal centro di Parigi per andare alla ricerca di qualche trattoria di periferia, quelle con i tovaglioli a quadri bianchi e rossi per intenderci, dove non c’erano turisti e si mangiava una meraviglia.

A proposito di tavole e ristoranti, qual è il suo rapporto con la gastronomia?

"Diciamo che sono una buona forchetta. Mi piace provare le specialità dei luoghi in cui mi trovo. Ogni volta ch sono stato in America, ad esempio, non mi sono mai sognato di andare ad un ristorante italiano a mangiare gli spaghetti. Per me è un piacere provare altri gusti ed accetto volentieri di calarmi nella realtà in cui mi trovo.

In Russia, ad esempio, ho mangiato tante patate ma, soprattutto, ho bevuto degli ottimi vini della Georgia.

Non tutti lo sanno, ma nel sud della Russia fanno dei vini degni, non dico di quelli italiani, ma di quelli francesi sicuramente!"

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In rete: Vittorio Marsiglia.

 



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