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Yari Gugliucci

Yari Gugliucci

Le vacanze di Yari Gugliucci: amo scoprire luoghi nascosti e piccoli ristoranti

di Riccardo Cannavale

Yari Gugliucci, salernitano classe 1974, è quello che si definisce un attore a tutto tondo.

Ha iniziato con il cinema e si è affermato col teatro, prima di farsi conoscere al grande pubblico con interpretazioni in fiction televisive.

La sua attività lo porta spesso a girare il mondo e, nonostante il poco tempo libero a disposizione, Gugliucci riesce ad avere un rapporto molto particolare con i viaggi.

Chi viaggia spesso per lavoro di solito riesce a trovare poco spazio per i viaggi di piacere. Come supplisce a questa mancanza di tempo?

I miei viaggi sono soprattutto per le tournèe, questo è vero. Ma, in fondo, con un po’ di organizzazione, è possibile anche fare il turista durante una trasferta di lavoro.

In fondo qualche ora libera ce l’abbiamo ed è allora che mi piace andare alla scoperta dei luoghi che ci ospitano.

E’ un modo per conoscere le bellezze locali ma anche per capire qual è il carattere della gente che poi ti verrà a vedere a teatro.

Stabilire un rapporto psicologico con il pubblico per un attore è fondamentale. E soprattutto aiuta ad uscire da quegli stereotipi che accompagnano determinate aree geografiche.

Spesso mi è capitato di trovarmi in piazze del nord Italia, notoriamente definite “fredde” e scoprire di trovarmi di fronte ad un pubblico particolarmente “caldo” e viceversa.

Qual è la tipologia di meta che preferisce?

Amo le piccole piazze, quelle che conservano ancora un legame stretto con le tradizioni. Purtroppo diventa sempre più raro frequentare tali località.

Il mercato dello spettacolo si rivolge soprattutto alle grandi città che, anche da un punto di vista turistico, quasi impongono un’omologazione che se va bene per il turismo di massa a me sta molto stretto.

A cosa si riferisce in particolare?

Al fatto che la mercificazione globale ha fatto perdere il fascino delle piccole azioni. Ormai esistono grandi gruppi  che monopolizzano tutto. C’è la catena di bar per il caffè della mattina, quella per il pranzo, l’altra che propone il brunch e così via.

 Dove sono i piccoli bar dove ti preparano il caffè in maniera tradizionale o i piccoli ristoranti di una volta con la cucina casereccia?

Ecco, quando posso, preferisco andare alla ricerca di questi posti caratteristici che aiutano a calarsi meglio nella realtà in cui ci si trova.

 Ricorda qualche aneddoto particolare nella ricerca dei particolari in qualche grande città?

Una volta ero a Genova per girare un film con Paolo Villaggio. Una mattina, prima di recarci sul set, mi invitò a fare colazione insieme. Ci incamminammo in alcuni vicoletti straordinari e ci fermammo ad una macelleria.

Bussò alla porta e ci venne ad aprire un uomo. Villaggio ordinò un caffè e… della trippa. Alle 10 di mattina! Un po’ pesante a dire il vero, ma in quel contesto era perfetto.

Lei ha fatto mai da Cicerone a qualche suo collega?

Naturalmente si. Quando si gira a Napoli o a Salerno, mia città natale, mi piace condurre gli attori attraverso i posti più nascosti, quelli che non fanno parte dei grandi circuiti. Devo dire anche in questo ruolo mi sento particolarmente a mio agio.

Mi sembra di capire che, dovendo scegliere, preferisce per un viaggio una località italiana piuttosto che una estera. E’ vero?

 In linea di massima si. In Italia abbiamo bellezze uniche al mondo che spesso, però, nemmeno conosciamo. Ho incontrato tanta gente che è di casa a Miami e non è mai stata a Venezia, che appena può corre alle Maldive e non è mai stata alle Isole Eolie.

E, poi, più viaggio per il mondo e più mi accorgo che in pochi altri posti esiste la capacità di mantenere le piccole tradizioni, quelle che, anche ad un attore, sanno trasmettere emozioni uniche.

Se dovesse consigliare un viaggio in Italia, quali mete indicherebbe?

Da uomo nel sud non posso che promuovere la mia terra. Il meridione d’Italia ha bisogno di essere pubblicizzato maggiormente. Campania, Sicilia e Puglia sono terre incredibili, che il mondo intero ci invidia. Basti pensare a località come Positano, Ravello, il Salento, Palermo che si sono fatte conoscere anche grazie al cinema neorealista, penso ai film di Luchino Visconti o di Roberto Rossellini.

Sinceramente una piccola critica mi sento di muoverla a chi organizza la promozione di questi posti, che avviene in modo un po’ troppo provinciale, a differenza di ciò che fanno al nord, dove riescono a vendere meglio il prodotto pur avendo una materia prima inferiore.

E per un viaggio all’estero, infine, cosa ci consiglia?

Premesso che adoro Londra, che frequento spesso per lavoro avendo lì il mio agente, bisogna riconoscere che la capitale inglese è cambiata molto negli ultimi anni, divenendo meno “grigia” e più europea. Una capitale sicuramente da conoscere.

Poi, in questo momento, mi sento di consigliare un viaggio a Berlino, una città molto brillante dal punto di vista culturale, e Barcellona, la cui vivacità in Europa non ha eguali.

  • Yari Gugliucci è in rete con il sito www.yarigugliucci.it

 

 



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