A volte basta un volto per definire un certo modo di raccontare il mondo. Ci sono attori che diventano fari emotivi, capaci di illuminare debolezze e grandezze dell’essere umano con la stessa naturalezza con cui altri accendono una scena. Il cinema americano ha pochi interpreti davvero riconoscibili in questo, eppure ogni volta che ci si ritrova davanti a un film di Tom Hanks, abbiamo la sensazione di entrare in uno spazio narrativo protetto, dove fragilità e lucidità convivono senza maschere.

Il percorso che ti propongo oggi su RaiPlay attraversa tre storie molto diverse tra loro: un dramma intimo e fragile ambientato nella provincia americana, un viaggio sospeso fra ironia e disorientamento nel cuore dell’Arabia Saudita e infine un thriller politico che rilegge uno dei momenti più delicati del giornalismo contemporaneo. Tre modi, insomma, di osservare l’uomo attraverso l’uomo, perché Hanks non interpreta mai un personaggio: lo abita, lo accompagna, lo difende.

La prima tappa è Non così vicino (A Man Called Otto), prodotto da Sony Pictures e uscito nel 2022. È uno di quei film che raccontano la solitudine senza trasformarla in un fardello narrativo, ma lasciando che diventi un campo minato emotivo.

La regia di Marc Forster dosa malinconia e leggerezza, mentre Hanks crea un personaggio spigoloso, sarcastico, segnato da una perdita che pesa come un inverno che non finisce mai. Lo sguardo di Hanks riesce a trattenere insieme rabbia e dolcezza, cinismo e bisogno disperato di connessione.

È un film drammatico rimasto nell’ombra al momento dell’uscita, ma oggi merita davvero una seconda occasione: racconta la possibilità di rinascere quando il mondo ti ha già detto che è troppo tardi.
Su IMDb ha un punteggio di 7.5, mentre lo score del pubblico su Rotten Tomatoes supera il 97%: cifre che confermano quanto questa storia abbia toccato profondamente gli spettatori.

Il viaggio prosegue con Aspettando il re (A Hologram for the King), produzione Lionsgate del 2016 diretta da Tom Tykwer, tratto dal romanzo di Dave Eggers. È uno di quei titoli che non hanno avuto la visibilità che meritavano, sfuggiti ai più per ragioni di mercato più che di valore artistico. La storia segue un uomo in crisi professionale e personale che vola in Arabia Saudita per una trattativa che sembra sempre sul punto di cominciare, senza iniziare mai davvero.

Tykwer costruisce un film sospeso, fatto di silenzi, paesaggi desertici, incontri imprevisti. Hanks interpreta un uomo allo sbando con un’eleganza che sfiora la poesia: un volto stanco, un sorriso che tenta di non cedere, uno sguardo che cerca ancora un posto dove sentirsi intero.

La critica internazionale lo ha accolto con tenerezza: il New York Times ha parlato di “un film che accarezza le fratture dell’animo umano”, mentre su IMDb mantiene una media di 6.1. Un titolo che vale la pena recuperare assolutamente su RaiPlay.

E poi c’è The Post, produzione 20th Century Fox del 2017 diretta da Steven Spielberg, una di quelle opere che ricordano perché il cinema politico americano sa ancora essere potente quando affonda le mani nella Storia. Accanto a Meryl Streep, Hanks interpreta il direttore del Washington Post Ben Bradlee, in un momento cruciale: la decisione di pubblicare o meno i Pentagon Papers, documenti top secret che rivelavano anni di manipolazioni governative sulla guerra in Vietnam.

Hanks costruisce un Bradlee energico, umano, combattivo, un giornalista che crede nel dovere di raccontare la verità anche quando farlo costa caro. La sua prova, intensa senza mai essere caricata, ha conquistato critici e pubblico.

Su Rotten Tomatoes il film ha un indice di gradimento del 88%, mentre su IMDb raggiunge 7.2. Una conferma della solidità narrativa e dell’impatto culturale di un film che oggi risuona con forza in un’epoca dove la libertà di stampa non può essere data per scontata.

Tre film, tre modi di raccontare la fragilità, il coraggio e l’incertezza dell’essere umano. Tutti disponibili su RaiPlay, perfetti per una maratona che attraversa emozioni, domande e ferite ancora aperte.

C’è poi un pensiero che torna sempre quando si parla di Tom Hanks: il desiderio di rivedere alcuni dei suoi film più iconici sulle piattaforme in chiaro. Sarebbe emozionante poter ritrovare su RaiPlay titoli che hanno segnato intere generazioni, come Forrest Gump e Philadelphia, le due interpretazioni che gli sono valse l’Oscar come Miglior Attore Protagonista.

E poi ancora il dramma umano e morale de Il miglio verde, la tensione quasi metafisica di Cast Away o persino il romanticismo intramontabile di C’è posta per te. Opere che hanno lasciato un segno profondo nel cinema e che sarebbe un piacere rivedere in streaming gratuito.

Opere che hanno cambiato il modo di raccontare le fragilità e il coraggio sul grande schermo, veri capisaldi della sua carriera.

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