Da Sean Baker a Ferzan Ozpetek, passando per Maggie Gyllenhaal: tre film drammatici su Raiplay con storie intense, poetiche e indimenticabili.
Quando la quotidianità sembra fatta di incertezze e contraddizioni, il cinema ha la straordinaria capacità di offrirci rifugi in cui riflettere, emozionarci e, a volte, guardarci allo specchio. Su Raiplay, piattaforma sempre più ricca di titoli d’autore e opere acclamate, ci sono tre film drammatici che, pur narrando storie molto diverse tra loro, sono accomunati da un’intensa introspezione emotiva e da protagonisti che vivono al limite tra realtà e desiderio.
Si tratta di “Un sogno chiamato Florida” di Sean Baker (2017), “Il bagno turco” di Ferzan Ozpetek (1997) e “La figlia oscura” di Maggie Gyllenhaal (2021). Tre pellicole che, ognuna a modo suo, affrontano i temi dell’identità, del senso di appartenenza e della ricerca di un proprio posto nel mondo. E che puoi vedere comodamente da casa, gratuitamente, sulla piattaforma streaming della Rai.
Partiamo dall’America ai margini, quella che vive nell’ombra dei sogni lucenti, dove un gruppo di bambini trova nella fantasia il rifugio contro una realtà difficile. “Un sogno chiamato Florida” ci porta a pochi passi da Disney World, in un motel economico abitato da famiglie che faticano ad arrivare a fine mese.
La piccola Moonee, interpretata da una straordinaria Brooklynn Prince, trascorre l’estate con i suoi amici tra risate, dispetti e giochi inventati, mentre sua madre Halley (Bria Vinaite), giovane e sregolata, cerca di sopravvivere come può. A vegliare su tutti c’è Bobby, un sorprendente Willem Dafoe, candidato all’Oscar per questo ruolo, che incarna la figura adulta che protegge senza giudicare.

Con una regia poetica e realista, Sean Baker (Tangerine, Anora) ci racconta con delicatezza la fragilità dell’infanzia e l’importanza di uno sguardo gentile. Prodotto da Cre Film e Freestyle Picture, il film ha ricevuto recensioni entusiastiche (96% su RottenTomatoes) e merita davvero una visione attenta, per il suo equilibrio tra dolcezza e malinconia.
Da una Florida color pastello ci spostiamo tra le strade assolate di Istanbul, città che profuma di spezie e di misteri. “Il bagno turco”, esordio alla regia dell’allora talentuoso Ferzan Ozpetek, è un viaggio sensoriale e spirituale.
Il protagonista è Francesco, interpretato da Alessandro Gassmann, un architetto romano che eredita un vecchio hammam da una zia sconosciuta. Il suo intento iniziale è quello di venderlo, ma ben presto si lascia avvolgere dalla bellezza e dalla calma di quel luogo, dove ogni pietra e ogni gesto raccontano un mondo altro, più autentico. Accanto a lui, Francesca d’Aloja, Halil Ergun e un giovane Mehmet Gunsur regalano interpretazioni intense.
Presentato a Cannes e prodotto da R&C Produzioni e Mikado Film, questo film del 1997 ha rappresentato l’inizio di un linguaggio cinematografico unico, che unisce emozione e sensualità. Il bagno turco non è solo un film sull’Oriente, ma un inno al cambiamento, alla scoperta di sé attraverso l’incontro con l’altro. E anche dopo più di vent’anni, riesce ancora a parlare alle corde più intime dello spettatore.
Il terzo titolo che ti suggerisco è La figlia oscura, opera prima di Maggie Gyllenhaal, tratta dal romanzo omonimo di Elena Ferrante. Qui ci troviamo sulle coste della Grecia, dove Leda, interpretata con sensibilità da Olivia Colman, si concede una vacanza in solitudine.

L’arrivo di una famiglia chiassosa, in particolare della giovane madre Nina (Dakota Johnson) e della sua bambina, riapre in lei ferite mai del tutto guarite. Inizia così un viaggio interiore potente, fatto di ricordi, sensi di colpa e verità scomode sulla maternità.
Il cast è completato dalla bravissima Jessie Buckley e da un intenso Ed Harris. La regia di Gyllenhaal è essenziale e precisa, capace di restituire tutta la complessità dell’animo femminile, senza retorica.
Il film, prodotto da Endeavor Content e Pie Films, è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e ha ottenuto tre nomination agli Oscar, tra cui miglior sceneggiatura non originale. La sua forza è quella di affrontare un tema tabù come il rifiuto materno senza giudizio, ma con una sincerità disarmante.
Tre film diversi per stile e ambientazione, ma uniti dal desiderio di raccontare storie autentiche, capaci di farci riflettere. Che tu abbia voglia di osservare il mondo con gli occhi di una bambina, perderti tra i vicoli di Istanbul o scavare nei sentimenti più intimi, questi titoli disponibili su Raiplay rappresentano una scelta di qualità. A volte basta premere play per iniziare un viaggio che non si dimentica facilmente.
