Quando la verità è più inquietante della finzione: su Netflix tre thriller che esplorano il lato oscuro delle persone e delle relazioni.
Chi non ha mai provato il brivido di guardare una serie o un film e sentire il cuore accelerare, non solo per la tensione della trama, ma perché lì dentro, tra quelle immagini, scorge qualcosa di profondamente umano? È questo il filo sottile che unisce tre titoli disponibili su Netflix – Mindhunter (2017), La ragazza più fortunata del mondo (2022) e Il segreto della famiglia Greco (2022) – tre modi diversi di raccontare il lato oscuro delle persone, delle famiglie, delle società.
Sono produzioni uscite da qualche anno e, proprio per questo, un po’ più difficili da scovare nel vasto catalogo Netflix: non le troverai in prima fila tra le novità, ma ti assicuro che vale la pena andarle a cercare. Tre storie che, pur arrivando da mondi narrativi differenti, si parlano sottovoce, intrecciando verità, traumi e paure ancestrali.
Tre produzioni che, pur arrivando da mondi narrativi differenti, si parlano sottovoce, intrecciando storie vere, traumi e paure ancestrali.
Mindhunter
C’è qualcosa di magnetico nel guardare Mindhunter (2017–2019), prodotta da Netflix e diretta in gran parte da David Fincher. Sarà che la serie nasce dal libro del fondatore dell’FBI John Edward Douglas – Mindhunter: Inside the FBI’s Elite Serial Crime Unit – e quindi trasuda realtà. O forse perché quelle interviste ai serial killer non sembrano solo “fiction”: hanno la freddezza della cronaca e il gelo dell’orrore.
Jonathan Groff, nel ruolo dell’agente Holden Ford, non interpreta solo un uomo, ma l’archetipo del profiler che prova a “entrare nella testa” dei mostri. Lo affianca Holt McCallany, e insieme iniziano a visitare carceri, a parlare con uomini che hanno ucciso senza pietà, a farsi domande che ti restano addosso: le circostanze creano il male, o il male nasce comunque?
Fincher (già dietro a Seven e Fight Club) gira puntate come fossero mini-film, con una precisione chirurgica. Quando a lui subentrano Asif Kapadia (Senna) o Andrew Dominik (Blonde), la tensione non cala. Mindhunter è una serie da rivedere oggi perché il male, quello reale, non invecchia mai.
La ragazza più fortunata del mondo
Dopo i corridoi grigi dell’FBI, si passa a un loft di Manhattan, alla vita apparentemente perfetta di Ani Fanelli (Mila Kunis). La ragazza più fortunata del mondo (2022, produzione Netflix) è un thriller drammatico tratto dal bestseller di Jessica Knoll, che ha dichiarato di aver riversato nel romanzo la sua esperienza di violenza adolescenziale.
Mike Barker dirige un film che non ha bisogno di colpi di scena clamorosi: la tensione cresce lenta, come un nodo allo stomaco. Ani è una giornalista di successo, ha un fidanzato benestante, una vita “instagrammabile”. Ma basta un’intervista, basta che qualcuno la costringa a parlare del passato, perché tutto crolli.
Mila Kunis offre un’interpretazione sorprendente, fragile e tagliente allo stesso tempo. E tu, spettatore, ti ritrovi a chiederti: quante donne vivono così, intrappolate in segreti che le corrodono, in apparenze che non salvano? Questo film su Netflix è più di un thriller: è una confessione collettiva.
Il segreto della famiglia Greco
Poi ci sono i Greco. All’apparenza una famiglia normale, perbene. Ma Il segreto della famiglia Greco (2022), miniserie thriller messicana in nove episodi, ci mostra che dietro la facciata della rispettabilità può nascondersi un abisso.
Ispirata alla storia vera dei Puccio in Argentina, la serie sposta gli eventi in Messico: il patriarca (Fernando Colunga) pianifica sequestri per mantenere il lusso domestico, mentre moglie e figli fingono di non sapere – o forse preferiscono non vedere.
Il regista Alejandro Ciancio costruisce un racconto teso, con una fotografia calda che contrasta con la freddezza dei gesti criminali. È il tipo di serie che ti fa venire voglia di fermare il video e dire: “No, non può essere vero.” E invece lo è.
