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Home » Stasera in TV » Prime Video

3 perle nascoste da scoprire tra i film di Prime Video.

25 Luglio 2025di Lino Sorrentini

Quando il cinema non intrattiene soltanto, ma mette alla prova, su Prime Video tre film da scoprire (o rivedere) assolutamente.

Cosa ci spinge, come spettatori, a scegliere un thriller psicologico invece di un film d’azione adrenalinico o una commedia leggera? Forse è il bisogno di addentrarci in storie che non offrono facili risposte, di restare sospesi tra inquietudine e fascinazione. Su Prime Video trovi tre opere diversissime, ma legate da un filo comune: scavano nell’oscurità dell’animo umano, in quei territori dove la paura non è un mostro urlante, ma un sussurro che ti si insinua dentro. Tre film che valgono la pena di essere (ri)scoperti e che dimostrano come il cinema possa ancora sorprendere, scomporre, far riflettere.

Partiamo da “Daydark – Il buio del giorno” (2023, produzione indipendente italiana), un piccolo miracolo del nostro cinema. Fabrizio La Monica, regista siciliano già autore di Dio non ti odia, firma qui un thriller disturbante e denso, che evita scorciatoie hollywoodiane per restare aderente a una verità scomoda.

La Sicilia che racconta è assolata e deserta, ma dietro quella luce c’è un’ombra che inghiotte tutto: un avvocato distrutto dalla scomparsa del figlio, una telefonata che riapre vecchie ferite, un dialogo perverso che si trasforma in trappola. Ferdinando Gattuccio è intenso, fragile, credibile: un uomo che crolla scena dopo scena. E la voce dell’antagonista – affidata al veterano del doppiaggio Marco Balzarotti – diventa un personaggio a sé, quasi spettrale. Non c’è bisogno di inseguimenti o effetti digitali: qui la tensione nasce dalla parola, dall’illusione di sicurezza che si sgretola.

Non è un film per tutti, e forse è proprio per questo che andrebbe visto: perché su Prime Video ci sono anche storie che non ti coccolano, ma ti sfidano.

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Da un’isola calda e spietata passiamo alle strade notturne di New York con “Una notte a New York” (2024, Amazon MGM Studios). Qui la regia di Christy Hall – al suo debutto – costruisce un film quasi teatrale, girato per lo più all’interno di un taxi. Una scelta rischiosa, che diventa la sua forza. Una giovane donna (una sorprendente Dakota Johnson) e un tassista maturo (Sean Penn in stato di grazia) si scambiano confessioni, provocazioni, silenzi carichi di significato. Due mondi opposti che si scontrano e si comprendono, in un dialogo che è cinema puro. Non succede “molto”, eppure succede tutto: il taxi diventa una capsula emotiva, un rifugio e al tempo stesso un confessionale. Un film di parole e respiri, che – come scrive The Guardian – “lascia il segno, senza urlare”. E ancora una volta Prime Video si rivela una miniera di opere che meritano attenzione.

Poi c’è il colpo di pistola, la polvere, la disillusione americana. “Cogan – Killing Them Softly” (2012, Plan B Entertainment), firmato dall’australiano Andrew Dominik, è un noir spietato travestito da crime movie. Ambientato a Boston durante la crisi finanziaria del 2008, racconta di rapine, regolamenti di conti e sicari ingaggiati dalla mafia.

Ma sotto la superficie c’è una riflessione amara sul potere e sulla corruzione, sulla caduta del “sogno americano”. Brad Pitt è magnetico: il suo Jackie Cogan è un killer filosofico, cinico ma quasi stanco, che “uccide dolcemente” per non sporcarsi con l’emotività. Accanto a lui, due giganti che oggi non ci sono più: James Gandolfini, con una prova improvvisata e potentissima, e Ray Liotta, che porta con sé l’eco dei suoi ruoli leggendari. Presentato a Cannes, accolto da una standing ovation, è un film che merita di essere recuperato: non solo per le interpretazioni, ma perché fotografa una ferita ancora aperta nella società contemporanea.

Tre titoli diversi, tre approcci al thriller e al dramma psicologico, tre sguardi che si completano. Daydark è l’incubo domestico, la paura che la sicurezza sia solo un’illusione. Una notte a New York è il viaggio intimo, la conversazione che scava nel cuore. Cogan – Killing Them Softly è la violenza spietata, il ritratto di un’America disillusa. Tutti, a modo loro, parlano di fiducia tradita, di ruoli che si ribaltano, di un pericolo che può arrivare da chiunque.

E forse è questo il motivo per cui vale la pena guardarli: perché dopo averli visti, ogni sorriso sembrerà meno innocuo, ogni parola avrà un’eco diversa. Prime Video non è solo blockbuster e serie di successo: è anche il luogo dove scovare perle nascoste, opere che non hanno avuto la visibilità che meritavano, ma che – una volta viste – ti restano addosso.

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