Tra le zone meno battute della Campania, l’Alta Irpinia è una di quelle destinazioni che sorprendono proprio perché non cercano di farlo. Niente grandi flussi turistici, niente itinerari affollati: solo borghi arroccati, paesaggi ampi e silenziosi e una primavera che qui arriva lenta, colorando colline e vallate. È il periodo ideale per partire alla scoperta di questo territorio, soprattutto se si ha voglia di viaggiare con calma.

Il modo migliore per arrivarci è in auto. Da Napoli basta imboccare l’autostrada A16 Napoli–Canosa e a seconda della tappa uscire ad Avellino Est, Grottaminarda o Lacedonia. In meno di due ore il paesaggio cambia completamente: il traffico lascia spazio ai campi, l’aria si fa più fresca e i ritmi rallentano. È da qui che inizia davvero il viaggio.

Bisaccia

La prima tappa può essere Bisaccia, un borgo che si distingue subito per la presenza del suo imponente Castello Ducale, visibile già da lontano. Dominante e silenzioso, racconta una storia fatta di dominazioni e trasformazioni. Intorno, il centro storico si sviluppa tra case in pietra e stradine che si aprono su scorci panoramici. Nei dintorni, l’altopiano del Formicoso regala uno dei paesaggi più caratteristici dell’Irpinia: spazi aperti, vento costante e una natura essenziale.

Per una pausa a tavola, vale la pena fare una deviazione di venti minuti circa e fare tappa a Vallesaccarda  al ristorante Oasis Sapori Antichi (Via Provinciale, 8/10 Tel: 0827 97021), l’unico stellato della provincia di Avellino.

Calitri

Proseguendo si arriva a Calitri, probabilmente uno dei borghi più iconici della zona. La sua particolarità sta tutta nelle case colorate che si arrampicano lungo la collina, creando un colpo d’occhio unico che le hanno conferito l’appellativo di Positano delle aree interne. Camminare tra i vicoli è un’esperienza fatta di salite, scorci improvvisi e piccoli dettagli che raccontano la vita quotidiana. Dai punti più alti lo sguardo si apre sulla valle dell’Ofanto, che in primavera si trasforma in un mosaico di verdi.

Le cannazze di Calitri
Le cannazze di Calitri

Qui una sosta all’Osteria Tre Rose (Via Luigi Einaudi, 11, Tel: 0827 34123) permette di assaporare la cucina contadina e soprattutto un buon piatto di cannazze al ragù, specialità del borgo.

Rocca san felice

I ruderi del castello di Rocca San Felice
I ruderi del castello di Rocca San Felice – Foto Sorrentini / Agendaonline.it

Rocca San Felice introduce invece un’atmosfera diversa, quasi sospesa tra storia e mistero. Il borgo è piccolo, raccolto, dominato dai resti del castello medievale e da una piazza tranquilla al cui centro spicca un tiglio di notevoli dimensioni che risale al tempo della Rivoluzione partenopea.

Ma è poco fuori dal centro che si trova uno dei luoghi più particolari dell’intera regione: la Mefite nella Valle d’Ansanto. Si tratta di un laghetto sulfureo circondato da vapori e silenzi, un luogo che fin dall’antichità è stato associato a culti e divinità. L’impatto è quasi surreale, e vale da solo il viaggio.

L'area della mefite
L’area della mefite

Anche qui, per mangiare, il Ristorante Museo La Ripa (Via Ospedale, 1, Tel: 0827 215023) rappresenta una scelta solida, soprattutto per chi vuole assaggiare il pecorino di Carmasciano, una delle eccellenze del territorio.

Guardia Lombardi

Salendo ancora di quota, a quasi mille metri sul livello del mare, si raggiunge Guardia Lombardi, uno dei punti più alti dell’Irpinia. Il borgo, ricostruito in parte dopo i terremoti, conserva un aspetto ordinato e raccolto. La sua forza però sta tutta nei panorami: da qui lo sguardo si perde sulla valle dell’Ofanto e sulle colline circostanti, offrendo una sensazione di spazio raro. È il luogo ideale per fermarsi, camminare senza meta precisa e godersi il silenzio.

Nei dintorni, la cucina di agriturismi come Amico mio (Contrada Paschi 7, Tel: 368 753 4392) propongono piatti legati alla stagionalità, con grande attenzione ai prodotti locali, in particolare formaggi e carne.

Andretta

Infine, Andretta rappresenta forse l’anima più autentica di questo viaggio. Meno conosciuta rispetto ad altri borghi, conserva un carattere genuino, fatto di vicoli in pietra, architetture semplici e una forte connessione con la terra. Qui non ci sono attrazioni “da cartolina”, ma un’atmosfera che si percepisce camminando lentamente, osservando i dettagli, parlando con le persone. Intorno, boschi e montagne rendono la zona perfetta per chi ama le escursioni o semplicemente il contatto diretto con la natura.

In zona ci sono tante trattorie e gli agriturismi locali completano l’esperienza con piatti essenziali. Un suggerimento? Una tappa da Mamorè a Morra de Sanctis (SS7 Ofantina km 6+300, Tel: 331 217 0127): un’esperienza da fare assolutamente.

Visitare l’Alta Irpinia in primavera significa accettare un ritmo diverso. Non è un viaggio da fare di fretta, ma un percorso fatto di pause, strade secondarie e piccole scoperte. In due o tre giorni si può costruire un itinerario equilibrato, ma il vero consiglio è uno solo: lasciarsi guidare più dalla curiosità che dalla tabella di marcia o dal navigatore. Perché in questi luoghi, spesso, è proprio la strada che non si sa dove porti a regalare sorprese incantevoli.

Condividi