La Campania non è solo Napoli, la Costiera Amalfitana o gli scavi di Pompei, siti tra i più iconici e visitati d’Italia. Esiste un’altra geografia, più silenziosa e meno raccontata, fatta di posti tra I borghi più belli l’Italia o comunque vicini a siti UNESCO che resistono lontano dalle rotte del turismo di massa ma che rappresentano un’ottima idea di escursione.

Molti di essi sono oggi al centro di progetti di valorizzazione sostenuti anche dal FAI – Fondo Ambiente Italiano, che negli anni ha contribuito a riportare attenzione su un patrimonio diffuso spesso dimenticato.

Sono luoghi, ideali per una tappa durante un weekend in Campania, che conservano un’identità forte. Dove la dimensione quotidiana non è stata stravolta dai flussi turistici e dove il paesaggio, tra montagne, colline e mare, resta protagonista. Cinque borghi, meno conosciuti ma capaci di raccontare una regione autentica, da scoprire con uno sguardo più lento.

Tra i monti del Parco Regionale del Matese, nella provincia di Benevento, Cusano Mutri è uno dei centri medievali meglio conservati dell’entroterra, arroccato a circa 475 metri sul livello del mare. Il borgo nacque in epoca medievale attorno a un castello normanno, oggi in rovina. 

Cusano Mutri
Cusano Mutri – Foto di Giambattista Lazazzera / Deposiphotos

Le case in pietra si addossano lungo vicoli stretti e scalinate che seguono la morfologia del territorio. Il paese è immerso in un paesaggio montano che alterna boschi, gole e corsi d’acqua. Tra le principali attrazioni naturali figurano le Gole di Caccaviola e le Gole di Conca Torta, celebri per i percorsi di trekking e canyoning, oltre al Monte Calvario con i suoi sentieri panoramici.

La zona offre itinerari che coniugano natura, spiritualità e archeologia industriale, come il percorso dei mulini e le antiche miniere di bauxite. Qui il tempo sembra legato ancora ai cicli della natura, alle stagioni dei boschi e ai prodotti locali. Non a caso il borgo è entrato nel circuito de I Borghi più belli d’Italia, riconoscimento che premia non solo la bellezza ma anche la qualità della vita e la tutela del patrimonio.

Poco distante, ma con un carattere completamente diverso, Sant’Agata de’ Goti, borgo medievale della provincia di Benevento noto per il suo suggestivo centro storico arroccato su una rupe di tufo tra le valli dei torrenti Martorano e Riello.

Inserito tra I Borghi più belli d’Italia e premiato con la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, unisce fascino paesaggistico, arte sacra e tradizioni gastronomiche di rilievo. L’impatto visivo è sorprendente: un equilibrio perfetto tra architettura e natura.

Il centro storico, fatto di palazzi nobiliari e chiese barocche, si attraversa in silenzio, lontano dalla pressione turistica che caratterizza altre località della regione. Prodotti simbolo sono la mela Annurca IGP, i vini Falanghina e Aglianico DOC, l’olio extravergine e i dolci tipici ’nfrennule.

In Irpinia, Monteverde rappresenta una delle sorprese più interessanti della provincia di Avellino. Inserito anch’esso nel circuito de I Borghi più belli d’Italia, si sviluppa intorno a un castello longobardo che domina l’intera valle dell’Ofanto. Le origini risalgono al periodo longobardo, anche se l’area era abitata già in epoca romana.

Il Castello di Monteverde, costruito intorno al X secolo e ampliato dai normanni, fu un importante presidio militare. Oggi ospita spazi espositivi e offre una vista panoramica sulla valle. Da visitare il borgo medievale, l’ex Cattedrale di Santa Maria di Nazaret o il Lago artificiale di San Pietro dove nidifica tra gli altri la cicogna nera. E a pochi chilometri si possono trovare Cairano, l’Abbazia del Goleto o Lacedonia.

Cairano, organo a canne azionato dal vento
Cairano, organo a canne azionato dal vento / Foto Sorrentini /Agendaonline.it

Il borgo è piccolo, ma estremamente curato, con installazioni artistiche diffuse che dialogano con l’architettura storica. Passeggiando tra i vicoli si percepisce un equilibrio tra recupero contemporaneo e memoria storica. Un paese che rappresenta un esempio concreto di come un piccolo borgo possa reinventarsi senza perdere identità.

Nel Cilento interno, in provincia di Salerno, Roscigno Vecchia rappresenta un caso unico, un borgo fantasma perfettamente conservato. Abbandonato all’inizio del Novecento a causa di problemi idrogeologici, oggi è visitabile come una fotografia immobile nel tempo.

Le case, la piazza, la chiesa raccontano una vita interrotta ma ancora leggibile, in un contesto paesaggistico di grande suggestione. È conosciuto come la “Pompei del ’900” per il suo eccezionale stato di conservazione, che offre un’autentica testimonianza della vita rurale meridionale. Il borgo si sviluppa attorno a Piazza Giovanni Nicotera, dominata dalla chiesa madre e dalla fontana circolare in pietra, simbolo del paese.

Tra i punti d’interesse principali figurano il Museo della Civiltà Contadina, che conserva oltre 800 oggetti della vita agricola locale, il lavatoio e l’area archeologica del Monte Pruno.

Infine, affacciato su una delle coste più celebri del mondo ma spesso ignorato dai grandi flussi, Cetara conserva un’identità marinara autentica. Nel cuore della Costiera Amalfitana, oltre le tanto acclamate Positano e Amalfi, questo piccolo borgo vive ancora di pesca e tradizioni legate al mare, come la lavorazione della colatura di alici.

Cetara
Cetara – Foto Sorrentini / Agendaonline.it

Qui la quotidianità non è stata completamente trasformata dal turismo e la vita scorre secondo ritmi più genuini. Il nome deriva dal latino cetaria, “tonnara”, a testimonianza della vocazione marinara del luogo. Ma le prime tracce risalgono al IX secolo, quando fu base di insediamento saraceno. Il simbolo di Cetara è la Torre Vicereale, costruita nel XVI secolo e oggi sede di un museo civico dedicato alla storia della pesca e dell’arte locale.

Di rilievo anche la Chiesa di San Pietro Apostolo, con cupola maiolicata e interni barocchi, la Chiesa e Convento di San Francesco (XIV sec.) e la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, ricostruita nel 1921 dopo un’alluvione.

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