Nel catalogo di RaiPlay ci sono film che non vengono più spinti dall’algoritmo e non occupano le prime righe delle homepage. Eppure restano addosso. Sono opere che raccontano l’Italia senza filtri, che parlano di famiglie, periferie, sogni sbagliati, ambizioni fragili. Perle del cinema italiano che rischiano di finire nel dimenticatoio, ma che meritano tempo, attenzione e uno sguardo lento.
E’ giunta quindi l’ora di ripescarli dal catalogo e rivederli. Storie diverse tra loro, ma unite da una stessa urgenza: raccontare il presente attraverso personaggi che lottano, amano, sbagliano. E lo fanno senza retorica.
“Mancino naturale” (2022)
Il calcio come promessa, come illusione, come metafora della vita. “Mancino naturale”, diretto da Salvatore Allocca e prodotto da Emma Film, è uno di quei film che arrivano piano e colpiscono forte. Al centro c’è una madre che crede nel talento del figlio più di quanto lui creda in se stesso. Un amore assoluto, che rischia di trasformarsi in pressione.
La forza del film sta tutta nello sguardo: realistico, mai consolatorio. Il mondo dei provini, degli osservatori senza scrupoli, delle false occasioni viene raccontato per quello che è. Straordinaria la prova di Claudia Gerini, intensa e vulnerabile, capace di restituire il ritratto di una madre che ama troppo e nel modo sbagliato. Un film da recuperare assolutamente, perché parla di sogni infranti senza mai perdere umanità.
“Il contagio” (2017)
Tratto dal romanzo di Walter Siti, “Il contagio” è un affresco ruvido della periferia romana. Diretto da Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, prodotto da Rai Cinema, il film rifiuta ogni estetizzazione della povertà. Qui non c’è redenzione facile, ma un’umanità compressa, costretta a sopravvivere.
Vinicio Marchioni e Anna Foglietta danno corpo a personaggi complessi, segnati, credibili. La regia insiste sui volti, sui silenzi, sugli spazi claustrofobici. Come ha scritto Corriere della Sera, è “una foto di Roma oggi senza fronzoli e sovrastrutture”. Un titolo scomodo, poco conosciuti dal grande pubblico, che oggi su RaiPlay torna attuale più che mai.
“Diabolik – Ginko all’attacco!” (2022)
Il cinema popolare italiano che osa. I Manetti Bros. proseguono il loro percorso con il Re del Terrore scegliendo una via più matura, più consapevole. “Diabolik – Ginko all’attacco!” non è solo un sequel, ma un film che riflette sul mito, sull’identità e sul tradimento.
Il cambio di volto – Giacomo Gianniotti al posto di Luca Marinelli – funziona, così come la centralità del rapporto con Eva Kant, interpretata ancora da Miriam Leone. Valerio Mastandrea resta un Ginko solido, umano, imperfetto. Esteticamente coerente, narrativamente più ambizioso, è un film da rivalutare, soprattutto visto oggi su RaiPlay, lontano dal rumore dell’uscita in sala.
“Nuovo Cinema Paradiso” (1988)
Qui non siamo davanti a una perla nascosta, ma a un capolavoro senza tempo che vale sempre la pena (ri)vedere. Giuseppe Tornatore firma un atto d’amore totale per il cinema, la memoria, l’infanzia. “Nuovo Cinema Paradiso” è uno di quei film che cambiano a seconda dell’età con cui li guardi.
Il legame tra Totò e Alfredo, la musica immortale di Ennio Morricone, la nostalgia che attraversa ogni fotogramma: tutto contribuisce a renderlo eterno. Su RaiPlay è disponibile anche per chi vuole riscoprirlo con uno sguardo nuovo, magari dopo anni. Un film che non smette mai di parlare.
“Martin Eden” (2019)
Pietro Marcello prende il romanzo di Jack London e lo trasforma in qualcosa di profondamente italiano e universale insieme. “Martin Eden” è cinema che sfida, che divide, che resta. Ambientato in un tempo sospeso, il film riflette sull’ambizione, sulla lotta di classe, sull’illusione del successo.
La prova di Luca Marinelli, premiata con la Coppa Volpi, è magnetica. Il suo Martin è un uomo che sale e si perde, che conquista tutto e resta solo. Visivamente potente, narrativamente audace, è un piccolo capolavoro fuori dal radar che su RaiPlay trova finalmente lo spazio che merita.
