Quando il crimine parla italiano: scopri i nuovi romanzi thriller ambientati nelle città più affascinanti del Bel Paese.

Non serve volare oltreoceano per ritrovarsi immersi in atmosfere torbide, delitti enigmatici e investigatori fuori dagli schemi. L’Italia, con i suoi scorci suggestivi, le sue città intrise di storia e contraddizioni, è lo sfondo perfetto per il thriller contemporaneo. Tra piccoli borghi e metropoli, porti e periferie, le uscite del 2025 dimostrano che il giallo italiano gode di ottima salute.

Abbiamo selezionato cinque romanzi thriller  pubblicati recentemente ed ambientati nel nostro Paese, capaci di coniugare il gusto per la suspense con uno sguardo attento al presente. Indagini serrate, detective fuori dal comune, trame che intrecciano psicologia, cronaca e memoria: ecco cinque titoli da non lasciarsi scappare.

Bruno Morchio – La morte non paga doppio (Nero Rizzoli, 2025)

Bruno Morchio torna con un nuovo romanzo che ruota attorno al suo detective meno convenzionale: Mariolino Migliaccio, ex collaboratore della procura, ex tossicodipendente, ma con un sesto senso per la verità che pochi altri possiedono. Quando un operaio muore in un incidente sul lavoro in porto, tutto sembra portare a una tragica fatalità. Ma Migliaccio, come sempre, non si accontenta dell’apparenza.

Il romanzo si snoda tra i caruggi di Genova e i quartieri industriali, con un’attenzione particolare ai meccanismi economici che regolano il mondo portuale e ai legami pericolosi tra potere e illegalità. Morchio conferma la sua capacità di costruire un noir sociale, dove l’indagine è anche uno strumento di denuncia.

François Morlupi – Segnale assente (Salani, 2025)

Con Segnale assente, François Morlupi firma il gran finale della fortunata serie dedicata ai “Cinque di Monteverde”. Ancora una volta ci troviamo nella Roma dei quartieri residenziali, fatta di bar, strade alberate e palazzi grigi, ma questa volta il tono è più cupo, più intimo. Un misterioso blackout digitale manda in tilt la città, e presto si scopre che non è stato un guasto.

L’indagine si trasforma in una lotta contro il tempo, mentre i protagonisti devono affrontare anche le proprie crepe interiori. Morlupi intreccia perfettamente l’indagine di polizia con la dimensione umana e psicologica dei suoi personaggi, confermando di essere una delle voci più interessanti del nuovo noir italiano.

Vanni Santoni – Il detective sonnambulo (Mondadori, 2025)

Conosciuto per la sua scrittura sperimentale, Vanni Santoni sorprende ancora una volta, stavolta con un thriller che sconfina nella distopia. Il protagonista, Martino, è un ventenne italiano che si ritrova suo malgrado coinvolto in una rete internazionale fatta di poteri oscuri, finanza digitale, IA e crisi ambientale.

Il romanzo è in parte on the road, in parte thriller filosofico. Venezia è uno degli snodi cruciali del racconto: qui Martino scopre che il presente può essere più inquietante del futuro. Santoni costruisce un affresco complesso e incalzante, che riflette sul nostro tempo senza perdere il ritmo tipico del thriller.

Rosa Teruzzi – La giostra delle spie (2025)

Rosa Teruzzi, volto noto del noir al femminile, torna con una nuova avventura della sua investigatrice per caso, Libera Cairati, fioraia nel cuore del Giambellino. Questa volta, il giallo ha un respiro internazionale: Libera riceve una strana richiesta d’aiuto da una cliente che sospetta di essere pedinata da una spia.

La trama si snoda tra botteghe, terrazze condominiali e locali notturni, ma svela lentamente un intrigo molto più ampio che coinvolge un traffico di informazioni risalente alla Guerra Fredda. Lo stile di Teruzzi è ironico, brillante, e insieme profondo. Il giallo è sempre anche un pretesto per raccontare i legami familiari, la solidarietà femminile e le microstorie di un quartiere vivo e autentico.

Maurizio de Giovanni – Il pappagallo muto (2025)

Con Il pappagallo muto, de Giovanni arricchisce la saga di Sara Morozzi, ex agente dei servizi segreti, figura enigmatica e malinconica. Un pappagallo che ha smesso di parlare è il primo indizio in un’indagine che parte da un suicidio sospetto, ma che ben presto si rivela molto più intricata. Sara, con il suo metodo investigativo silenzioso e implacabile, segue tracce che solo un occhio addestrato riesce a cogliere.

Il romanzo è, come sempre per Maurizio de Giovanni, anche una riflessione sul dolore, sulla perdita e sul senso di giustizia. Napoli è presente in filigrana, tra vicoli e appartamenti carichi di memoria. Una storia che commuove e inquieta allo stesso tempo.

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