Scopri le migliori mostre di arte contemporanea gratuite nelle principali città italiane.
Le mostre di arte contemporanea a ingresso libero hanno offerto nelle principali città italiane una valida alternativa agli itinerari turistici verso mete più calde o verso le località sciistiche, anche durante la pausa invernale più lunga in cui l’anno bisestile ha lasciato la staffetta al 2025 nel segno del serpente.
Le figure primitive di James Brown alla Galleria Scaramouche (Milano)
Dopo un periodo trascorso a New York, il gallerista fiorentino Daniele Ugolini apre una sede di Galleria Scaramouche a Milano sud con una mostra dedicata a James Brown (Los Angeles, 1951 – Messico, 2020) già introdotto in Italia da Lucio Amelio a Napoli nel 1987.
La mostra Prehistoric New York: 1981-1986 aperta fino al 5 aprile 2025 unisce trenta tele di grandi dimensioni realizzate nell’arco di sei anni e accomunate dalla ricerca sui temi rituali, i gesti e gli elementi primitivi delle popolazioni indigene dell’Africa e dell’America.
- Informazioni telefoniche (+39) 02 50021077
L’arte cinetica di Jean Tinguely al centenario della sua nascita (Milano)
C’è tempo fino al 2 febbraio 2025 per visitare la più vasta retrospettiva presentata in Italia dopo la scomparsa di Jean Tinguely (Friburgo, 1925 – Berna, 1991) con oltre quaranta opere datate tra gli anni cinquanta e gli anni novanta alla Fondazione Pirelli HangarBicocca.
Il progetto espositivo a cura di Camille Morineau e Lucia Pesapane, due grandi conoscitrici del panorama artistico contemporaneo al femminille, e in particolare di Niki de Saint Phalle, moglie e donatrice delle opere di Tinguely al Museo di Basilea, e Vicente Todolí con Fiammetta Griccioli, direttore e assistente curatrice dal 2012 della Fondazione, ha uno stretto legame con l’originaria funzione industriale dell’edificio, luogo di produzione di componenti per locomotive e macchine agricole durante il primo conflitto mondiale, che si presta ad accogliere le sculture in ferro, acciaio e lamiera dell’artista svizzero.
- Informazioni telefoniche (+39) 02 66 11 15 73
La pittura polimaterica di Nicola Samorì all’Abbazia di San Giorgio Maggiore (Venezia)
Nicola Samorì (Forlì, 13 maggio 1977) interpreta le opere dei grandi maestri del Cinquecento e Seicento con lo spirito tormentato del linguaggio contemporaneo.
L’opera commissionata dalla Comunità Benedettina di San Giorgio Maggiore per la mostra «Carpaccio, Bellini und die Frührenaissance in Venedig» aperta al pubblico fino al 3 marzo 2025, riprende la figura di Santo Stefano nella sua iconografia tradizionale, con pietre vere fissate sulla pittura a olio ancora fresca.
- Informazioni telefoniche (+39) 375 6323595
L’autunno inscenato da Jorge Macchi alla Galleria Continua (San Gimignano)
Paradosso e ironia caratterizzano la mostra False Autumn dell’artista argentino Jorge Macchi che, fino al 9 febbraio 2025, presenta una serie di sculture, acquerelli, dipinti e installazioni realizzati appositamente per gli spazi dell’ex cinema e teatro di San Gimignano, prima sede di Galleria Continua fondata nel 1990.
Ogni opera mette a dura prova le abilità cognitive, nulla è come appare.
- Informazioni telefoniche (+39) 0577 943134
L’arte metafisica di Filippo de Pisis al Museo d’impresa del Gruppo Unipol (Bologna)
CUBO Porta Europa e Torre Unipol ospitano fino al 18 gennaio 2025 la mostra Filippo de Pisis. Nascita di un quadro (Ferrara, 1896 – Milano, 1956) a cura di Ilaria Bignotti e di Maddalena Tibertelli de Pisis: 16 capolavori in prestito da alcune collezioni italiane e Paesaggio (1926) già in collezione Gruppo Unipol.
Soggetti semplici tratti da scene di vita quotidiana, chincaglierie da rigattiere, cappotti sdruciti, baguette e guanti abbandonati vengono mescolati con i grandi temi della natura morta.
- Informazioni telefoniche (+39) 335 1453817
L’arte dell’arazzo in Italia dagli anni ‘50 a oggi alla Fondazione Dino Zoli (Forlì)
Sonia Delaunay, Gino Severini, Alexander Calder, Afro e Piero Dorazio sono solo alcuni tra gli artisti che si sono avvicinati all’arazzo come forma espressiva, in mostra alla Fondazione Dino Zoli, l’imprenditore nel settore del tessile, a cura della direttrice Nadia Stefanel.
Il viaggio attraverso le arazzerie ad esempio di Esino Lario e Elio Palmisano in Lombardia, o Studio Pratha in Sardegna, rappresenta un’opportunità unica per comprendere come l’arte e l’artigianato si uniscano in un processo creativo collaborativo.
- Informazioni telefoniche (+39) 0543 755770
Ours to keep di Maria Loboda alla Galleria Vistamare (Pescara)
Antropologia, linguistica, scienza, folklore e alchimia sono le scienze su cui si fonda il lavoro dell’artista polacca Maria Loboda (Cracovia, 1979) in mostra fino al 9 maggio 2025 negli spazi dell’ex negozio di antiquariato, dal 2001 prima sede della Galleria fondata da Benedetta Spalletti, nipote del maestro della pittura monocroma.
Ammiratrice di Bruce Chatwin, Loboda studia il linguaggio persuasivo e accurato dei testi per i cataloghi delle case d’aste, si interessa alla ceramica reale coreana celadon, al simbolo del serpente come guardiano di piccoli elementi ordinari.
- Informazioni telefoniche (+39) 085 694570
Il repertorio dei fiori di Betty Bee alla Galleria Umberto Di Marino (Napoli)
Reti esagonali, fili spinati e catene sono la barriera attraverso cui Betty Bee (Napoli, 1962) svela nei suoi dipinti scene di vita domestica e natura morta tra sensualità, noia e contemplazione.
I fiori sono una sentinella del cambiamento, i pericoli esterni e le carenze interne. Tra una serie di dipinti e video esposti negli spazi della Casa-Galleria Umberto Di Marino alle spalle di Piazza Plebiscito, è inevitabile il rimando alla Rosa Bianca di Jannis Kounellis (1967), ai fiori di Albino Rossi, ma anche ai reperti a sfondo erotico del Gabinetto Segreto.
- Informazioni telefoniche (+39) 081 1975 8060
