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Danilo Rea una delle stelle della Rassegna del Teatro Gesualdo di Avellino "Musica al Parco"
Spettacoli

Al Gesualdo di Avellino, Danilo Rea in concerto.



Domani, lunedì 9 luglio, con inizio alle ore 21 “Musica al Parco”, il primo festival jazz della città di Avellino interamente prodotto dal Teatro “Carlo Gesualdo”, entra nel vivo della sua stagione estiva con il gradito ritorno di Danilo Rea e Flavio Boltro, nuovamente insieme per rendere omaggio all’Opera italiana.

Dopo il tutto esaurito fatto registrare sabato con il concerto gratuito dei Vino Tinto, nel meraviglioso scenario del Parco verticale del Teatro Gesualdo, “Musica al Parco” si illumina con la straordinaria presenza di Danilo Rea, uno dei pianisti che ha segnato maggiormente la scena jazz in Italia degli ultimi decenni, imponendosi come uno dei più importanti pianisti jazz europei. Diplomato in pianoforte al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, si è fatto strada nell’ambiente jazzistico suonando con alcuni tra i più grandi solisti statunitensi, come Chet Baker, Lee Konitz, John Scofield, Joe Lovano, Danilo Rea ha sempre avuto un feeling particolare con la città di Avellino e con il suo pubblico.

Per l’occasione, calcherà il palcoscenico all’aperto del Parco del Teatro Gesualdo insieme a Flavio Boltro, attualmente uno dei trombettisti più virtuosi ed influenti del panorama jazzistico italiano se non europeo.

Diplomato al conservatorio di Torino, si è esibito accanto a musicisti di grande levatura come Cedar Walton, Bob Berg, Don Cherry, Billy Hart e Billy Higgins. Dopo aver fatto parte stabilmente per quattro anni dell’Orchestre National de Jazz, e in seguito del sestetto di Michel Petrucciani, è stato componente del gruppo Di Battista-Boltro Quintet.

Prima di esibirsi sul palcoscenico del Parco, la straordinaria performance del duo Rea-Boltro sarà anticipata dalla sessione di “Retropalco”, il preludio-incontro pre-concerto che il direttore artistico del festival Luciano Moscati, presidente dell’associazione “I Senza Tempo”, ha pensato per coinvolgere maggiormente il pubblico del Gesualdo.

I musicisti, seduti comodamente nel backstage, appunto, si racconteranno al microfono del noto critico musicale Alceste Ayroldi, coordinatore di Jazzitalia e firma prestigiosa di riviste di settore come Musica Jazz e Il Giornale della Musica, e la giornalista cremonese Lorenza Maria Cattadori che modererà l’incontro tra il pubblico e le sue curiosità ed i due musicisti.

«Negli ultimi anni i musicisti jazz – fa notare Ayroldi – sono andati ad occuparsi di musica classica, con risultati alterni, perché in certi casi vi è la volontà manifesta di destrutturare, da subito, l’opera per lasciare spazio alla personale capacità espressiva. Sono rare le commistioni ben strutturate, rispettose di entrambi i generi musicali ed eseguite magistralmente. “Opera” di Danilo Rea e Flavio Boltro, è una di queste».

Sarà per l’indubbia cultura classica di entrambi, nata in accademica. Sarà che il pianista vicentino, già con “Lirico” aveva dato esempio di tale condizione. Sarà anche che Boltro, dal canto suo, ha arricchito la propria già rocciosa esperienza attraverso alcune collaborazioni con orchestre sinfoniche.

Sta di fatto che «il repertorio scelto – conclude Ayroldi – è bello e di ampio spettro. Spazia da Monteverdi a Rossini a Cilea, Puccini, Giordani e Bellini. Mai ammansito al jazz e viceversa, ma radiosamente fuso, l’uno nell’altro tanto da compenetrarsi, grazie al lirismo di Flavio Boltro, all’intonazione sempre impeccabile e al vasto vocabolario armonico, sempre a proprio agio e che distilla sempre stampi di classe, anche improvvisativi, come succede in “Vaga luna che inargenti” e nella “Sinfonia del Barbiere di Siviglia”».

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