Alberi monumentali in Irpinia
Alberi monumentali e secolari in provincia di Avellino
Arte e Cultura Prima Pagina

Da Aiello a Tufo, gli alberi monumentali irpini non vivono ad Avellino.

Ecco tutti gli alberi monumentali in Irpinia censiti dal registro tenuto presso il Ministero delle Politiche Agricole: assente la città di Avellino.

Al di là del valore ecologico, ambientale e affettivo, gli alberi, in quasi tutte le realtà territoriali e ancor di più nelle piccole comunità cittadine, rivestono anche un ruolo storico, culturale, simbolico.

Al punto che il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, attraverso uno specifico elenco, censisce quelli che sono considerati alberi monumentali, meritevoli di una particolare tutela.

Insomma, tra questi e il Colosseo non c’è praticamente differenza.

Una legge del 2013 individua come potenzialmente monumentali:

  1.  l’albero isolato o facente parte di formazioni boschive naturali o artificiali, ovunque ubicato, che costituisca raro esempio di maestosità e/o longevità o che mostri un particolare pregio naturalistico per rarità della specie o che costituisca un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario e delle tradizioni locali;
  2.  i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani;
  3. gli alberi inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.

Il censimento degli alberi monumentali è realizzato dai Comuni, sotto il coordinamento delle Regioni che, a seguito della schedatura, e dopo aver verificato il rispetto dei criteri per l’attribuzione del carattere di monumentalità, approvano l’elenco e lo inviano al Ministero per l’inserimento nell’elenco.

I criteri per riconoscere un albero monumentale.

I criteri che concorrono all’attribuzione del carattere di monumentalità di un albero sono sette:

  • pregio naturalistico legato all’età e alle dimensioni.
  • pregio naturalistico legato a forma e portamento.
  • valore ecologico.
  • pregio naturalistico legato alla rarità botanica.
  • pregio naturalistico legato all’architettura vegetale.
  • pregio paesaggistico.
  • pregio storico-culturale-religioso.

Gli alberi monumentali della provincia di Avellino.

La provincia di Avellino, nonostante sia considerata uno dei polmoni verdi della Campania, è presente nell’elenco con appena 16 alberi.

Tra questi, nessuno si trova ad Avellino che, pure, tra un abbattimento e l’altro ed in memoria di quello che un tempo fu il Viale dei Platani, vanta un orto botanico ricco di storia (la Villa comunale) ed il parco di Villa Amendola che ospita alberi e piante rare di pregio.

A questo punto, è lecito pensare che o gli alberi avellinesi evidentemente non rispettano i criteri sopra elencati o al Comune di Avellino nessuno si è mai preoccupato di avviare l’iter per il riconoscimento della monumentalità di qualche esemplare.

Tertium non datur.

Ma quali sono gli alberi monumentali riconosciuti dal Ministero che si trovano in provincia di Avellino?

Alberi Monumentali ad Aiello del Sabato.

Ad Aiello del Sabato sono 5 gli alberi monumentali.

La Quercia che si trova all’incrocio tra Via Croce e Via Unità d’Italia, con un’altezza di 20 metri ed un diametro di 4.

C’è poi il Castagno che dà il nome alla Contrada Castagno Grosso, un albero di pregio paesaggistico e dall’elevato valore storico, culturale e religioso.

Gli altri alberi monumentali di Aiello sono i Platani di Viale della Vittoria, i Carpini alla località Tavernole San Felice e la quercia roverella alla contrada Carpine, sulla strada provinciale 63.

“I Platani di Aiello del Sabato hanno circa 100 anni. La loro altezza mediamente raggiunge i 20 mt, la circonferenza massima del tronco è di 2,64 mt. I platani sono 14, disposti in un doppio filare, ed ornano i due lati del Viale. Conservati ottimamente con portamento discreto. Su molti fusti sono presenti delle nodosità. I platani vennero piantati dal Comune in memoria dei caduti della 1a Guerra Mondiale (1915-1918)”.*

Alberi monumentali ad Aquilonia.

Ad Aquilonia, in località Badia di San Vito, è segnalata una Quercia roverella di 17 metri di altezza ed oltre cinque di diametro, considerata monumentale oltre che per l’età e le dimensioni anche per la sua forma e portamento.

“La quercia di San Vito, collocata nell’area antistante la Badia di San Vito eretta nel XIII sec, e di notevole valore culturale e religioso.

Si racconta che, quando qualcuno tentava di tagliare la quercia per fare legna, al primo colpo l’accetta rimaneva incastrata nel tronco senza possibilità di estrarla, mentre i rami, a loro volta, piangessero lacrime di sangue. Solo quando i malfattori rinunciavano al malefatto la quercia restituiva l’accetta la notte successiva ed i rami terminavano il loro triste pianto.

Dopo molti vani tentativi tutti capirono che quella non era solo una pianta ma un albero speciale da proteggere e preservare perchè quella era la volotà del santo.

Da secoli la grande Quercia è avvolta da spirituale sacralità. Il 9 maggio ed il 15 e 16 giugno la comunità si raccoglie sotto l’ombra della grande quercia per i festeggiamenti in onore del santo Protettore di Aquilonia.

La sua forma a cupola, con i rami che quasi toccano il suolo, e le sue notevoli dimensioni(diametro di 30 mt altezze di 17mt e circonferenza di 120 mt) rendono il paesaggio circostante particolarmente suggestivo al punto tale che nell’estate del 2014 è stato realizzato uno spettacolo dal nome “Il Segreto della Grande Quercia”. E’ usanza dei giovani, durante i mesi estivi, ritrovarsi sotto l’ombra della quercia per delle scampagnate o momenti di divertimento, mentre per le persone meno giovani il luogo viene vissuto per momenti di relax e di preghiera”.*

Alberi monumentali a Contrada.

A Contrada, lungo il sentiero per Monte Faliesi, c’è il monumentale Faggio, di 28 metri di altezza, da cui è scaturito senza dubbio il toponimo Faliesi, che fa riferimento ai faggeti che si trovano nella zona.

“L’albero, con la sua indubbia imponenza, è anche origine del toponimo della località, storicamente nota per la sosta del santo (S. Michele Arcangelo) lungo la sua ascesa al monte Faliesi dell’8 maggio di ogni anno. Il culto di S.Michele risale al 667 d.C. allorquando i Longombardi sconfissero i Bizantini nella storica battaglia di Forino. Inoltre una delle probabili origini del toponimo “Faliesi” o “Fagliesi” è da individuare proprio nella diffusa faggeta tipica della dorsale montuosa”.*

Sempre nella stessa zona, nei pressi della Cappella San Michele, nell’elenco degli alberi monumentali del Ministero è segnalato anche un Cerro, albero appartenente alla famiglia delle Fagaceae.

“Quercus cerris L. – La quercia, nasce su uno strato roccioso di natura calcarea; presenta due branche primarie che si sviluppano ad appena 1 metro di altezza. Si notano radici sub affioranti visibili a qualche metro di distanza. La quercia è ubicata in prossimità della cappella di S.Michele Arcangelo, meta di pellegrinaggio delle comunità di Contrada e di Forino (in particolare dalla frazione Petruro). Inoltre si trova al punto di incontro dei due sentieri provenienti da Contrada e da Petruro e rappresenta quindi il sito di incontro dei due santi portati a spalla dalle due comunità. Sotto la “cerza” si tengono annualmente i saluti delle autorità civili e religiose che precedono le celebrazioni religiose e i successivi festeggiamenti”.*

Alberi monumentali a Forino.

A Forino sono invece tre gli alberi presenti nell’elenco: il Platano comune di Via Largo Ponte e i due Tigli comuni che si trovano nei pressi della Collegiata della Santissima Annunziata e della Chiesa di San Felicissimo a Petruro.

“Il Platano è collocato all’ingresso della porta secondaria del vecchio borgo di Forino, circondato da mura e storicamente dominato da famiglie nobili come gli Orsini e i Caracciolo. Accoglie turisti e visitatori in un viaggio tra storia, tradizioni, ambiente e cultura.  Ha più di 150 anni e rappresenta con l’architettura circostante, uno scenario paesaggistico di impronta storica e culturale di forte impatto scenografico. Punto centrale di via Largo Ponte, prospettico all’asse viario tra via del Gelso, Via Murato e Via Pezze. Il Platano è parte integrante del borgo”.*

Il Tiglio di Summonte

Il tiglio secolare di Summonte è situato nella piazza centrale del Comune, ovvero Piazza Alessio De Vito, meglio nota come piazza Tigli. L’età stimata è di circa 250 anni.

“Fusto diritto, con grossi rami laterali, fin dal primo impalcato che si abbassanno fino a modesta ltezza da terra. Portamento maestoso, di alto valore botanico ed ecologico, che si adatta bene nell’areale fitogeografico di riferimento con climi freddi e temperati. Rappresenta un esemplare raro per il suo valore paesaggistico-ambientale”. *

Alberi monumentali in Irpinia.

Gli altri alberi monumentali, tutelati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, sono il Tiglio selvatico del Castello di San Barbato a Manocalzati, il Tiglio selvatico che adorna la Piazza San Felice di Rocca San Felice,  i Lecci di Viale della Vittoria a Teora e il Platano occidentale di Via Pioppeto a Tufo.

  • * In corsivo le schede della Regione Campania
  • Nella Foto Copertina il Tiglio di Summonte