Ami il vino al ristorante? Scopri il diritto di tappo !

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A quanti di voi è capitato di ritrovarsi a cena in un ristorante elegante, in un ambiente accogliente e dall’atmosfera ideale per condividere i piaceri della tavola con i propri commensali, grazie a sapori esaltati dalle abilità dello chef per poi scoprire la debolezza della carta dei vini proposti?

Diciamoci la verità: per chi ama la buona cucina il vino non potrà mai essere un accessorio, un di più.

Il vino è parte essenziale di ogni esperienza di gusto, in grado di aggiungere valore ad ogni singolo piatto ma anche al contesto.

Ed allora, toppare nella scelta di cosa bere rischia di mettere in discussione tutto.

E se il vino che voglio bere me lo portassi direttamente da casa?

Il Diritto di Tappo

Probabilmente, nella stragrande maggioranza dei ristoranti che frequentiamo, in Irpinia, in Campania ma un po’ ovunque in Italia, saremmo guardati con sospetto da gestori e maitre di sala.

“Ecco mister braccino corto che vuol risparmiare sul vino” sarebbe il commento più gentile che potremmo ascoltare.

Per evitare di passare per i taccagni di turno, però, potremmo provare a porgere la fatidica domanda: “posso esercitare il diritto di tappo?”.

Si chiama proprio così la possibilità che viene data agli avventori di provvedere in autonomia a scegliere cosa bere, acquistando altrove la bottiglia che si desidera e consumandola a ristorante.

Come funziona.

Una pratica già in voga da anni nel mondo anglosassone, dove è nota con la sigla BYOB che sta per “bring your own bottle” (porta la tua bottiglia) e che prevede la possibilità, a fronte del pagamento di una somma stabilita (appunto, il diritto di tappo), di provvedere in autonomia alla scelta del vino.

In fondo, quante volte ci troviamo di fronte a sapori sublimi, a piatti ben cucinati ed altrettanto ben presentati, il cui gusto rischia di essere minato dall’abbinamento di etichette scadenti o comunque che mal si sposano con la cucina proposta?

Il Costo del diritto di Tappo.

Con la richiesta del diritto di tappo (in media il ristoratore chiede una cifra che si aggira sui 6 / 8 €) tutto ciò non rischia di accadere.

Va detto che la pratica sembra incontrare ancora forti resistenze. In qualche ristorante stellato, soprattutto al nord, comincia a diffondersi ma al sud sono davvero pochi i ristoratori che lasciano facoltà al cliente di portarsi da bere da casa.

Questione di retaggi culturali (come quella legata alla dog bag, altra usanza anglosassone che stenta a decollare da noi) ma anche di scarsa lungimiranza da parte dei ristoratori che vedono nel diritto di tappo un mancato guadagno.

Eppure, così non è, visto che chi decide di bere il proprio vino riconosce al ristorante una sorta di fee, dovuta per il servizio.

Ed allora, proviamo a vedere anche qui in Irpinia quanti ristoratori sono pronti a dar fiducia ai propri clienti.

Che magari potrebbero presentarsi all’accoglienza con un Barolo Monfortino di Giacomo Conterno, un Brunello di Montalcino di Biondi Santi e, perchè no, un Taurasi Poliphemo di Luigi Tecce.

Ovviamente il discorso vale solo se davvero si è cultori del buon bere.

Evitate di proporre il diritto di tappo presentandovi al ristorante con un vino in tetrapack !

Rimediereste solo una figuraccia. Stellata.

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