Will Dempsey ha quarant’anni, vive a New York e sta cercando di rimettere insieme i pezzi della propria vita. Dopo la separazione dalla moglie, durante le sedute di terapia, inizia a raccontare la sua storia: l’infanzia, il rapporto con i genitori, l’incontro con Abby, l’amore, le scelte che sembravano giuste e che col tempo si sono incrinate. Ma c’è un vuoto nel suo racconto, un nodo irrisolto che continua a sfuggire, come se una parte del passato fosse rimasta sospesa.
Da qui prende forma “La vita in un attimo”, oggi disponibile su Prime Video, un film che costruisce la sua identità narrativa intrecciando esistenze, epoche e luoghi diversi. La vicenda di Will non resta isolata: dopo un salto temporale di vent’anni, la storia si sposta su Dylan, sua figlia, e sull’incontro con Rodrigo, un ragazzo spagnolo destinato a riaprire ferite e connessioni mai davvero chiuse. È in questo continuo andirivieni tra presente e passato che il film trova il suo senso più profondo.
Scritto e diretto da Dan Fogelman, il film appartiene a quel filone drammatico-sentimentale che usa il melodramma come strumento per riflettere sul tempo, sulla memoria e sull’amore come forza capace di resistere alle tragedie. La struttura narrativa è volutamente frammentata: flashback, salti temporali e punti di vista differenti non sono un esercizio di stile, ma il modo scelto per raccontare quanto le vite siano legate da fili invisibili, spesso comprensibili solo col senno di poi.
Il doppio scenario geografico rafforza questo impianto. Da un lato la vitalità e l’instabilità di New York, dall’altro la quiete apparente della campagna spagnola. Due mondi lontani che finiscono per dialogare, riflettendo stati d’animo opposti e fasi diverse dell’esistenza. Il tempo, più che lo spazio, è il vero protagonista del film: scorre, accelera, ritorna indietro, mette alla prova i personaggi e lo spettatore.
A sostenere questo racconto corale c’è un cast di forte intensità. Oscar Isaac interpreta Will con una fragilità trattenuta, rendendo credibile un uomo che sembra sempre sul punto di capire qualcosa di fondamentale su sé stesso. Olivia Wilde dà volto ad Abby, figura centrale anche quando non è in scena, mentre Olivia Cooke porta sullo schermo una Dylan inquieta e alla ricerca di risposte. Accanto a loro, Àlex Monner e Antonio Banderas completano un quadro umano fatto di relazioni imperfette e scelte dolorose.
Prodotto da Temple Hill Entertainment, 17-28 Black e FilmNation Entertainment, il film nasce da una sceneggiatura inserita nella celebre Black List, segno di un progetto considerato promettente già sulla carta. Non a caso, i diritti furono contesi tra Universal Pictures, Paramount Pictures e Amazon Studios, che alla fine ne acquisì la distribuzione.
Alla sua uscita nel 2018, però, “La vita in un attimo” fu accolto in modo spigoloso dalla critica. Time Magazine lo definì addirittura “il film più brutto dell’anno”, una stroncatura che col tempo si è rivelata poco rappresentativa del rapporto con il pubblico. Su IMDb il film mantiene un solido 6,9 su 10, mentre su Rotten Tomatoes il gradimento degli spettatori arriva all’83%. Anche Google conferma un apprezzamento diffuso.
Rivisto oggi su Prime Video, lontano dalle aspettative eccessive dell’uscita in sala, il film di Fogelman appare come un titolo sottovalutato, che merita una seconda chance. Imperfetto, a tratti programmatico, ma sinceramente emotivo, è un racconto che crede ancora nel potere delle storie e nell’amore come legame universale. Un film da riscoprire con il giusto stato d’animo, lasciando che il tempo – dentro e fuori dallo schermo – faccia il suo lavoro.
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