A volte l’amore arriva in punta di piedi, senza annunciarsi, e stravolge tutto con un semplice sguardo. È quello che accade in una delle serie televisive più intime ed emozionanti disponibili oggi su Raiplay

Normal People non seduce con il ritmo, ma con la verità: la verità dei corpi timidi, delle parole mancanti, dei silenzi che pesano come decisioni irrevocabili. È la storia di due ragazzi che potrebbero essere chiunque e proprio per questo diventano tutti noi.

Prodotta da Element Pictures e trasmessa per la prima volta nel 2020, Normal People  adatta l’omonimo romanzo di Sally Rooney in una miniserie di 12 episodi, raccontando la storia di Marianne Sheridan e Conrad Wales, due ragazzi irlandesi legati da un rapporto fatto di attrazione, incomprensioni, silenzi e dolce crudeltà. La serie percorre diversi anni della loro vita: dall’ultimo anno di scuola fino all’università e oltre, in un intreccio che mescola vulnerabilità adolescenziale, ricerca di sé, potere e fragilità.

Il merito più grande della serie è la delicatezza con cui affronta i sentimenti. Nessuna idealizzazione: Marianne non è la ragazza perfetta, Conrad non è l’uomo solido. Sono due esseri confusi, spesso egoisti, quasi sempre troppo fragili per capire cosa vogliono davvero. Quella fragilità comunica meglio di mille parole. La regia di Lenny Abrahamson e Hettie Macdonald struttura le scene lasciando spesso spazio al silenzio, ai respiri, agli sguardi.

Daisy Edgar-Jones, protagonista tra gli altri de La ragazza della palude, e Paul Mescal, interprete coinvolgente ne Il nemico, sono la colonna portante della fiction. Lei è Marianne: fredda, cinica, disagiata; lui è Conrad: affascinante e tormentato, ma incerto. Il loro legame ha la forza di un uragano ma nasce per caso, per una mappa di coincidenze, dolori adolescenziali e sguardi scambiati di nascosto.

Le percentuali di gradimento sono altissime: il 91% su Google, 8,4/10 su IMDb, 91% anche su Rotten Tomatoes.

Per la critica internazionale la serie disponibile su Raiplay è consideratauna delle migliori rappresentazioni recenti dell’amore giovanile.

Come ricorda il periodico GQ, la serie è diventata un fenomeno anche per le scene hard: “Di fatto, non c’è nulla di scabroso o morboso nelle immagini hot dei due protagonisti, che vengono messi a nudo nella loro personalità e, quindi, anche durante i loro momenti di intimità, che però viene mostrata senza alcun intento scandalistico”.

La trama, essenziale ma intensa, si costruisce su passaggi “minori”: una notte di pioggia, una confessione scritta, un rifiuto, una telefonata non fatta, una distanza che brucia. Non ci sono drammi giganteschi, ma ferite piccole, quotidiane, silenziose. Momenti che molti hanno vissuto, o temuto, e che la serie restituisce con verità. Non c’è una fine definitiva, non c’è un lieto fine da cartolina: solo la vita, con le sue crepe, con le sue fatiche, con la sua bellezza fragile.

Dal punto di vista della produzione, la serie disponibile su Raiplay non fa uso di effetti speciali, grandi set o artifici narrativi: tutto è centrato sul volto, sulla recitazione, su dialoghi scritti con cura. Il successo della serie è legato al fatto che riesce a far sentire e pensare. È una storia di crescita, di errori, di relazioni instabili e di legami difficili. È un’opera che sfida il mito dell’amore perfetto, restituendo al sentimento il suo valore più vero, il dubbio, l’incertezza, la paura di farsi male.