Tonino Spagnuolo abbraccia il regista iraniano Amir Naderi, vincitore Premio Camillo Marino alla carriera 2016
Tonino Spagnuolo abbraccia il regista iraniano Amir Naderi, vincitore Premio Camillo Marino alla carriera 2016
Arte e Cultura Prima Pagina

Antonio Spagnuolo ed il Laceno D’oro, un sogno oltre ogni ImmaginAzione.

E’ stata una delle edizioni più ricca degli ultimi anni per la varietà degli autori presenti che sono arrivati dall’Iran come dal Portogallo fino alla Germania

Due giovani intellettuali irpini e quella caparbietà di dare forma ai propri sogni e alle proprie passioni.

Corre l’anno 1959: Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio dalle pagine della rivista Cinemasud lanciano, sostenuti dal nume tutelare Pier Paolo Pasolini, il premio cinematografico intitolato Laceno d’oro, un premio nato per valorizzare dal punto di vista turistico l’altopiano del Laceno e proporsi come un riconoscimento per le migliori opere cinematografiche ispirate al Neorealismo.

Da quell’anno, sino al 1988, si susseguirono ventotto edizioni e solo nell’80 il terremoto riuscì a impedirne la realizzazione.

Dopo gli inizi bagnolesi, il Laceno d’oro si trasferì ad Avellino e nell’immediato circondario, dove visse, nella seconda metà degli anni ’60 e nei primi anni ’70, il suo periodo più bello.

Sarebbe difficile capire la contestazione studentesca in Irpinia senza tener conto di questa presenza significativa e feconda che fu per centinaia di giovani autentica fucina di crescita culturale, l’occasione per aprirsi all’universo dell’autonomia di pensiero e della emancipazione intellettuale.

Imparando a conoscere il cinema di impegno civile e sociale, la produzione dei paesi dell’Est europeo, dell’Oriente indiano e vietnamita, dell’America Latina, del Terzo Mondo.

Il “Laceno d’oro”, da allora, cominciò a identificarsi definitivamente come una “Rassegna cinematografica” caratterizzata da interessanti dibattiti alla fine di ogni proiezione.

Della Giuria fecero parte nomi di spicco nel mondo giornalistico, cinematografico e letterario: oltre a Pier Paolo Pasolini, Domenico Rea, Cesare Zavattini, Carlo Lizzani, Marcello Gatti, Lina Wertmuller, Giuliano Montaldo, Luigi Zampa, Tinto Brass e tanti cineasti e intellettuali di prestigio.

A essere premiati, per le loro opere, furono artisti già affermati ma, più spesso, registi esordienti e attori giovani: alcuni futuri maestri del cinema mondiale (Antonioni, Pontecorvo, i fratelli Taviani, Scola) ottennero in Irpinia, prima che a Venezia e a Cannes, il loro primo riconoscimento ufficiale.

Dopo la morte di Camillo Marino, nel 2001 il Circolo ImmaginAzione, diretto da Antonio Spagnuolo, attivo in città per la promozione della cultura cinematografica, decise di istituire un premio dedicato alla memoria dell’intellettuale avellinese.

“L’idea nacque nel corso di una edizione di Cinema in Piazza Duomo: assessore alla Cultura del comune di Avellino era Mariella Barra – racconta Antonio Spagnuolo -. Il primo anno fu premiato Ettore Scola che, per l’occasione, tornò in città a distanza di anni. L’anno successivo toccò a Gillo Pontecorvo ricevere il premio”.

Il format del Festival del Cinema, nella formulazione attuale, con la denominazione Laceno d’oro fu rielaborato nel 2007.

“Avevamo avuto sentore che qualcuno volesse mettere le mani sul marchio Laceno d’oro. Con la scomparsa di Giacomo D’Onofrio non c’era più nessuno che potesse tutelarlo – ricorda Spagnuolo -. Allora, d’accordo con Marianna, la figlia di Giacomo, decidemmo di ripristinare il marchio per evitare che altri potessero metterci le mani su”.

Notevoli gli autori che dal 2001 ad oggi hanno ricevuto il Premio: Abel Ferrara, Ettore Scola, Gillo Pontecorvo, Aurelio Grimaldi, Antonietta De Lillo, Vincenzo Marra, Ken Loach, i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne, Marco Bellocchio, Laurent Cantet, Paolo e Vittorio Taviani, Olivier Assayas, Jia Zhang-Ke e, quest’anno, Amir Naderi.

Antonio Spagnuolo
Antonio Spagnuolo

“Continuiamo ad ospitare grossi nomi del cinema del reale europeo, riscontrando consensi unanimi per quanto riusciamo a mettere in piedi – continua Spagnuolo – e, soprattutto, per le risorse che abbiamo a disposizione. Ahimè, però, a volte devo riscontrare che il consenso che troviamo fuori non è pari a quello che riceviamo qui, dove evidentemente a qualcuno diamo fastidio”.

Come valuta l’edizione 2016 ?

“13 giorni di programmazione, oltre 40 titoli selezionati, più di 60 appuntamenti in cartellone, 21 incontri con autori, attori e sceneggiatori, 8 comuni coinvolti, 17 location differenti, 5 performance audio/video, 4 mostre, 2 concerti, 2 workshop ed 1 master class. E’ stata una delle edizioni – spiega Spagnuolo – più ricca degli ultimi anni per la varietà degli autori presenti che sono arrivati dall’Iran come dal Portogallo fino alla Germania, ma anche perché non ci siamo concentrati solo sul cinema. Come è successo già negli anni scorsi, c’è stato spazio per i concerti, le mostre: segno che il Laceno d’Oro è una rassegna a tutto tondo, una delle più importanti in Italia.  Non a caso abbiamo ricevuto i complimenti di moltissimi addetti ai lavori e avuto spazio e attenzione su tutte le riviste specializzate di cinema e non solo, segno che in Italia si è parlato molto di noi”.

Lo svolgimento nel periodo invernale ha danneggiato il festival ?

“Certo non ci ha molto aiutato – continua il direttore artistico – anche perché il cinema Partenio spesso è stato freddo, il Carcere Borbonico non è accogliente d’inverno come d’estate, ed infine le proiezioni al Movieplex per quanto seguite ed affollate non sono comodissime, visto che la multisala non si trova ad Avellino centro”.

Cosa auspica per l’edizione del festival 2017 ?

“Sappiamo tutti – conclude Spagnuolo – che la collocazione naturale del Festival è all’interno (  o all’esterno come nel 2014 ndr) dell’Eliseo, ma purtroppo i ritardi e i problemi relativi alla struttura anche questa volta non hanno permesso che questo avvenisse. Così come il fatto che il festival si sia svolto a dicembre non è dipeso da noi, ma dai bandi della Regione Campania e dai ritardi successivi relativi alle graduatorie. Comunque noi non ci fermiamo e per l’anno prossimo abbiamo già in mente diverse idee e novità che speriamo di poter realizzare”.


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