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Arturo Brachetti incanta ed affascina con il suo “Solo Tour”.

Arturo Brachetti torna nei teatri italiani con il suo Solo Tour, il nuovo one man show tra reale e surreale, magia ed illusioni, giochi di luce e laser.

Novanta minuti tutti d’un fiato, senza un attimo di respiro. Un’ora e mezza lì incantati a guardare, senza il tempo per domandarsi come sia possibile compiere, in una manciata di secondi, un cambio d’abito ma anche di espressione, senza trascurare dettagli importanti come la parrucca, le scarpe.

Una sessantina di personaggi nelle fasi dei racconti e tutti lì a guardare incantati quella sorta di matrioska con un costume dietro l’altro, uno completamente diverso dall’altro, chiedendosi la differenza di tempo tra quello consumato dal trasformista rispetto alle fasi di vestizioni mattutine di ogni comune mortale.

Arturo Brachetti ha incantato e affascinato il pubblico del “Carlo Gesualdo” nella sua prima serata ad Avellino, città omaggiata con il nome in forma di sabbia sullo sfondo delle opere realizzate con la magia delle mani sulla lavagna luminosa.





Uno spettacolo intenso, con un filo che porta indietro nel tempo, partendo dall’infanzia, il tempo ricordi conservati in una casa di cui Brachetti apre le porte al pubblico, portandolo “dentro” le varie stanze. In quella da bagno l’artista sviluppa il racconto delle fasi della vita attraverso un connubio tra tavola e water, manco a dirlo con le trasformazioni incessanti fino all’ultima che chiude amaramente il cerchio. Ma non c’è spazio per la tristezza, in uno spettacolo gioioso che sembra fatto apposta per i bambini e invece appassiona soprattutto gli adulti.

In quella casa senza luogo e senza tempo, abitata solo dei miei personaggi i miei sogni e le mie sorprese – come spiega Brachetti – è un luogo magico dove il sopra diventa sotto e le scale scendono per poi salire”.

E via con le illusioni ottiche, le splendide azioni di luci e immagini che incantano lo spettatore ancora lì senza fiato e curioso di capire come sia possibile fare tante, troppe cose, in pochi istanti, senza una minima pausa.



‘Solo’ il nuovo one man show di Arturo Brachetti andrà in giro per l’Italia fino a inizio dicembre per poi rispettare le date all’estero dove l’artista gode di una solida notorietà, esibendosi in ogni Paese e in diverse lingue, parlando, raccontando di se e proponendo quelle tante trasformazioni da Guinness dei Primati, unendo il teatro di figura alla giocoleria, l’acrobatica al circo contemporaneo, intervallando il tutto con disegni di sabbia e giochi d’ombre.

In quei novanta minuti che volano via come se fossero appena nove, si rincorrono decine di personaggi che raccontando storie di ogni genere, dalle star della musica ai personaggi delle fiabe antiche attraverso una preziosa scenotecnica fatta di laser e luci abbaglianti ma pure con arti semplici, come quella delle ombre cinesi, oppure con un semplice cappello, “quello del nonno”, con un buco al centro riempito con tanta fantasia per creare noti personaggi.

E quanto, in chiusura di spettacolo, confessa i suoi 61 anni vissuti come un eterno Peter Pan, il pubblico pensa ancora che sia una delle sue fantasie. E’ invece l’unica cosa reale di una serata di magia e ironia, durata 90 minuti ma trascorsi troppo in fretta.

(LILLY LIBERTO)

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