Prenotare un volo, scegliere l’hotel e costruire l’itinerario sono la parte piacevole di una vacanza. Poi arriva una domanda che molti si pongono soltanto pochi minuti prima di confermare l’acquisto: vale la pena aggiungere anche un’assicurazione viaggio?
La risposta non può essere uguale per tutti. Un fine settimana in una capitale europea, due settimane negli Stati Uniti o una vacanza con voli, traghetti e alberghi già pagati espongono a rischi economici molto diversi. E una polizza economica non è necessariamente conveniente se lascia fuori proprio gli eventi che potrebbero costare di più.
Prima di scegliere una assicurazione viaggio conviene quindi capire cosa può coprire, quali esclusioni prevede e soprattutto quale parte del rischio si vuole realmente trasferire alla compagnia.
Cosa può coprire un’assicurazione viaggio
L’IVASS, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, utilizza proprio la polizza viaggio come esempio di prodotto modulabile in funzione delle esigenze del cliente. Le principali garanzie possono riguardare assistenza, spese mediche, annullamento e bagaglio. Non significa però che ogni contratto le comprenda automaticamente tutte.
Una polizza può prevedere, ad esempio, assistenza durante il viaggio e pagamento delle spese sanitarie, ma non l’annullamento della partenza. Oppure può assicurare il bagaglio entro un determinato limite lasciando fuori oggetti di particolare valore.
Il primo controllo va quindi fatto sul contenuto effettivo della copertura, non sul nome commerciale del prodotto.
Assicurazione annullamento viaggio: quando diventa interessante
La assicurazione annullamento viaggio acquista maggiore valore quando buona parte della vacanza viene pagata anticipatamente e non è rimborsabile. Pensiamo a una famiglia che prenota voli, hotel e auto per diverse migliaia di euro oppure a un viaggio intercontinentale acquistato molti mesi prima. Un imprevisto può avere conseguenze economiche molto diverse rispetto alla cancellazione di un weekend prenotato con tariffe flessibili.
Ma anche in questo caso bisogna controllare quali motivi di annullamento sono coperti. Malattia, infortunio o altri eventi gravi possono rientrare tra le cause previste, mentre la semplice decisione di non partire generalmente non produce automaticamente il diritto al rimborso.
Bisogna inoltre verificare se esistono una franchigia o uno scoperto, quale documentazione deve essere presentata e quanto tempo si ha per comunicare l’evento.
Spese mediche all’estero: il Paese di destinazione cambia tutto
È probabilmente la voce più importante quando si viaggia fuori dall’Europa. Il costo potenziale di un ricovero o di un intervento sanitario può cambiare enormemente da un Paese all’altro. Per questo il massimale delle spese mediche merita più attenzione del prezzo complessivo della polizza.
Due assicurazioni che costano quasi la stessa cifra possono prevedere limiti di copertura molto differenti.
Prima di scegliere è utile verificare anche se la compagnia effettua il pagamento diretto alla struttura sanitaria oppure se il viaggiatore deve anticipare le spese e chiedere successivamente il rimborso.
Questo particolare può diventare decisivo quando gli importi sono elevati.
In Europa abbiamo la TEAM, ma non copre tutto
Per chi viaggia nell’Unione Europea, oltre che in Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Regno Unito, esiste la Tessera europea di assicurazione malattia, la TEAM, normalmente presente sul retro della tessera sanitaria italiana.
Consente di accedere alle cure sanitarie necessarie durante un soggiorno temporaneo alle stesse condizioni previste per gli assicurati del Paese visitato.
La Commissione europea, tuttavia, precisa un punto fondamentale: la TEAM non sostituisce un’assicurazione di viaggio. Non copre infatti l’assistenza sanitaria privata né costi come il rimpatrio sanitario, il volo di ritorno nel proprio Paese o la perdita e il furto dei propri beni. Anche operazioni di ricerca e soccorso possono richiedere una copertura specifica.
Per un viaggio in Europa, quindi, la valutazione non consiste nello scegliere tra TEAM e assicurazione privata: bisogna capire se le protezioni offerte dalla tessera pubblica sono sufficienti per il tipo di vacanza programmata.
Bagaglio perso o rubato: attenzione ai massimali
La copertura del bagaglio è una delle garanzie più facilmente comprensibili, ma anche una delle più soggette a condizioni. Non basta leggere che il furto o lo smarrimento sono assicurati. Bisogna verificare il massimale complessivo e gli eventuali sottolimiti applicati a smartphone, computer, macchine fotografiche, gioielli e altri oggetti di valore.
Può inoltre essere richiesta una denuncia alle autorità o, quando il problema riguarda un bagaglio affidato alla compagnia aerea, la documentazione rilasciata dal vettore.
Una valigia contenente oggetti per 2.000 euro non è necessariamente coperta per 2.000 euro soltanto perché il contratto utilizza la formula “protezione bagaglio”.
Franchigia, scoperto e massimale: le tre parole da leggere sempre
Sono termini che cambiano concretamente l’efficacia di una copertura. Il massimale è l’importo massimo che l’assicurazione può pagare secondo il contratto. La franchigia rappresenta invece una cifra che può rimanere a carico dell’assicurato. Lo scoperto viene normalmente espresso come percentuale del danno.
Per questo confrontare due polizze soltanto attraverso il prezzo può essere fuorviante.
Una copertura leggermente più costosa può avere un massimale molto più elevato o condizioni migliori, mentre la polizza più economica può trasferire una parte consistente del rischio sul viaggiatore.
Malattie preesistenti, sport e attività particolari
Un altro passaggio importante riguarda le esclusioni. Chi soffre di condizioni mediche già esistenti dovrebbe controllare specificamente come vengono trattate dal contratto. Lo stesso vale per chi durante la vacanza programma attività sportive o potenzialmente considerate più rischiose.
Trekking in alta montagna, immersioni, sport invernali, competizioni e determinate attività possono richiedere garanzie specifiche oppure essere escluse. Il problema emerge spesso soltanto quando si verifica l’incidente. È invece prima dell’acquisto che bisogna chiedersi quali saranno concretamente le attività svolte durante il viaggio.
Polizza annuale o assicurazione per un solo viaggio
Chi parte una o due volte all’anno può trovare sufficiente una copertura legata alla singola vacanza. Per chi viaggia frequentemente può diventare interessante confrontarla con una polizza annuale multiviaggio.
Anche qui il prezzo non basta. Le polizze annuali possono stabilire una durata massima per ogni singolo soggiorno o altre condizioni. Un’assicurazione valida dodici mesi non significa necessariamente che possa coprire dodici mesi consecutivi trascorsi all’estero.
Bisogna quindi considerare numero e durata dei viaggi previsti.
Quando l’assicurazione viaggio può avere più senso
Più aumenta l’investimento economico o il rischio potenziale, più diventa ragionevole valutare una copertura. Un viaggio intercontinentale, una vacanza acquistata con largo anticipo, un itinerario con molti servizi non rimborsabili o una destinazione dove l’assistenza sanitaria può avere costi elevati meritano certamente maggiore attenzione rispetto a un soggiorno breve e facilmente cancellabile.
La scelta della assicurazione viaggio dovrebbe quindi partire da una domanda diversa da “quanto costa la polizza?”. È molto più utile chiedersi quanto potrebbe costare affrontare personalmente l’imprevisto che si vuole assicurare.
Da lì diventa più semplice confrontare massimali, franchigie, assistenza, annullamento, bagaglio ed esclusioni e capire se la copertura proposta offre davvero una protezione adeguata.
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