L’attività fisica del positivo al Covid: tra sport e allenamenti, cosa fare e cosa non fare.

Cosa si può fare quando si è positivi al coronavirus? Posso fare sport o allenarmi con il COVID? Ne parliamo con il dottor Alessandro Ciarimboli, fisiatra.
Cosa si può fare quando si è positivi al coronavirus? Posso fare sport o allenarmi con il COVID? Ne parliamo con il dottor Alessandro Ciarimboli, fisiatra.

L’Italia torna in zona rossa ed il pensiero corre subito all’incubo lockdown e alle strette ad ogni forma di attività sociale, aggregativa e di condivisione.

Puntualmente, ad ogni cambio di colore, la domanda che risuona in ogni luogo è sempre la stessa: cosa si può fare quando si è positivi al coronavirus? Posso fare sport o allenarmi con il covid?

Ora, al di là di ciò che decreti governativi e ordinanze regionali o comunali intimano, ciò che si può continuare a svolgere, sia in casa che spostandosi nei paraggi della propria abitazione e sempre rispettando alcune semplici regole, è l’attività motoria.

Che resta un toccasana contro i fastidi che condizioni di immobilismo o di mobilità limitata potrebbero generare. Anche se si è o si è stati positivi al Covid-19.

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Come regolarsi se si è stati positivi al Coronavirus  e ci si vuol tenere in forma?

Lo abbiamo chiesto al dottor Alessandro Ciarimboli, fisiatra e primario del Raggruppamento di Riabilitazione Neurologica e Ortopedica della clinica Villa Margherita di Benevento e componente dello staff medico dell’Us Avellino Calcio.

Dottore Ciarimboli, la prima domanda che in tanti si pongono è: posso fare sport se ho avuto il Covid?

«Intanto,  è sempre bene rivolgersi al proprio medico di medicina generale. In linea generale, non esistano divieti a svolgere attività motoria controllata, neanche se si è in costanza di positività al Covid. In questo caso, però, occorre sempre rispettare le misure legate all’isolamento obbligatorio».

Se si è positivi al Covid, quali attività motorie si possono fare in casa? Ci si può allenare?

«Innanzitutto, occorre sempre usare il buon senso. Ci sono tante persone, penso ad esempio agli asintomatici che sono la maggioranza dei contagiati, che manifestano una buona condizione generale di salute. In questi casi si può svolgere attività fisica in casa: cyclette, tapis roulant, attività aerobica domestica non hanno controindicazioni ma è sempre bene utilizzare alcuni piccoli accorgimenti, come il controllo della saturazione o del senso di affaticamento».

Che tipo di attività fisica può fare chi non è in isolamento o ha avuto il Covid in forma leggera?

«Camminare all’aperto, compatibilmente con le restrizioni che ci possono essere nelle varie zone, per chi non è in isolamento e non avverte fastidi è sempre suggerito. Muoversi può contrastare l’insorgere di problemi muscolari, articolari e posturali».

Stare tante ore chiusi in casa a causa della zona rossa, dello smart working o della Didattica a distanza, può provocare tanti problemi al benessere fisico.

Quali attività posso svolgere, per evitare problemi di postura alla colonna vertebrale, se sono uno studente in Dad o un lavoratore in smart working e trascorro tante ore davanti ad un computer?

«Stare tante ore seduti davanti ad uno schermo può produrre atteggiamenti scorretti alla colonna vertebrale. E’ bene concedersi un piccolo spazio ogni giorno per dedicarsi ad attività motoria, esercizi semplici, da fare almeno una volta al giorno: auto stretching, mobilizzazione della cervicale, movimento del rachide lombare».

Fin qui i suggerimenti per chi non ha contratto la malattia o è risultato positivo asintomatico, senza sviluppare particolari sintomi che ne abbiano compromesso alcuna funzione.

Ma chi, invece, la malattia l’ha affrontata in maniera più decisa, con sintomi importanti e compromissione di organi, quali accorgimenti dovrà adottare prima di rimettersi in moto?

«Il passaggio obbligato resta il confronto con il medico di famiglia e con specialisti come il fisiatra a cui affidare l’analisi e la riabilitazione degli organi eventualmente compromessi dalla malattia».

La medicina riabilitativa è fondamentale per neutralizzare le criticità insorte durante la fase acuta. Riabilitazione che sarà innanzitutto motoria dopo un periodo più o meno lungo di immobilità.

Senza trascurare la riabilitazione polmonare, utile a superare gli effetti del Covid-19, e quella neurologica per contrastare i danni prodotti dalla malattia al sistema nervoso centrale».

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Riccardo Cannavale

Riccardo Cannavale

Giornalista di lungo corso, laureato in Scienze Politiche, appassionato di viaggi e gastronomia, fa parte dello staff di Agendaonline.it da diversi anni. Pubblicista dal 1999, collabora con numerose testate giornalistiche, tra cui “Il Mattino”.

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