Tutti gli articoli di Boris Ambrosone

Sono nato sul finire del 1974. Ad Avellino. Qui ho vissuto fino al 2003, e poi ad Atripalda (Av). Ho frequantato il Liceo Scientifico Mancini di Avellino, e mi sono laureato in Sceinze della Comunicazione a Salerno nel 2001. Dopo la laurea ho portato a termine un corso di perfezionamento sugli strumenti e professione della comunicazione della pubblica amministrazione presso l’università di Salerno. Dal 2002 sono giornalista pubblicista. Ho lavorato in Radio (Studio Elle e Radio Punto Nuovo), in TV (Irpinia TV) e per la carta stampata (Economia 2000, il Mattino, Il Denaro). Dal 2011 sono addetto stampa e responsabile delle comunicazioni, presso Irpiniambiente, (dal 2004 ho ricoperto analogo ruolo per ASA S.p.A.) la società provinciale che opera nel ciclo integrato dei rifiuti. Ho curato numerose campagne elettorali come addetto stampa di diversi candidati al consiglio comunale di Avellino e regionale della Campania. Per molti anni sono stato addetto stampa della CGIL di Avellino. Con l’avvento dei nuovi media e grazie alla conoscenza di Lino Sorrentini, direttore di Agendaonline, nei primi anni del nuovo millennio mi sono appassionato alle forme di comunicazione on line, diventando collaboratore di Agendaonline, prima blogger e poi internauta di Facebook. Occasionalmente curo le pagine social di aziende italiane. Con Agendaonline ho trovato la dimensione più confacente tra lavoro e hobby, essendo appassionato di gastronomia e più che discreto cuoco, di viaggi e di musica rock, specialmente se live. Ho curato per Agendaonline numerose rubriche e redatto numerosi articoli su viaggi, gastronomia, cultura e tempo libero. Collaboro anche al sito Prodotti Tipici Campani. Amo il vino buono, preferendo quello rosso, ma non sapendolo fare, mi limito a berlo. L’unica passione estrema è la ROMA, almeno fino a quando non mi sono sposato e sono diventato papà di Ginevra e Zaira.

Come risparmiare al ristorante mangiando bene e senza spendere troppo.

Pance piene e tasche vuote? Quando il conto è più salato delle aringhe servite come antipasto, non sempre è colpa del ristoratore.

Ecco gli errori più comuni che commettono, soprattutto le comitive, nella scelta delle portate al ristorante e che costano caro.

Il primo allarme: il titolare del ristorante serve ai tavoli e prende gli ordini

Antipasto della casa, primi e secondi ordinati ad inizio pranzo o cena, vini ignoti a tre cifre, e per finire carrello di dolci e liquori free, che hanno una voce consistente nel conto, ma che magari avete mangiato e bevuto solo perchè già previsti nella comanda, ma che si rivelano un evidente eccesso alimentare.

Avere un contatto diretto con il titolare del ristorante è un aspetto molto apprezzato dai clienti. Se poi il titolare è anche lo chef meglio ancora.

Ma attenzione, dietro la “disponibilità” del gestore, la sua capacità di accoglienza, l’affabilità con la quale vi propone una pasta fagioli come se fosse l’ultima ricetta segreta di un master chef si nasconde la prima insidia.

Se siete clienti abituali, nessuna paura, lasciatevi consigliare, ma se siete avventori di passaggio è un chiaro intento, legittimo certo, di spillarvi qualche euro in più sul conto.

Quando entrate in un ristorante, per voi nuovo, attenetevi alla “carta” ed ai prezzi indicati.

Spesso, i fuori menù, il “pescato del giorno”, il taglio di carne appena arrivato frollato “millemila” giorni, proposti a voce, potrebbero riservare non solo sorprese gradevoli al palato ma difficili da digerire dal vostro conto in banca.

Attenti agli antipasti della casa da cento portate

Si parte con il classico affettato, bocconcini, ricottina, formaggio stagionato, si passa alle zuppe di stagione, a base di ceci, fagioli, castagne, poi arrivano i contorni, peperoni, melanzane, funghi e ovviamente la specialità dello chef.

Un altro paio di piatti, magari di mare e l’antipasto è servito. Ed ecco volare 40 minuti solo per sgranchire le ganasce. Ovviamente, di solito, un tal susseguirsi di cibo, con la fame agli occhi, non viene mai rifiutato.

Si arriva a snocciolare l’ultima oliva con lo stomaco pieno a tre quarti e ci assale il pensiero che prima dell’antipasto avevamo già ordinato gli assaggini di primo, il secondo ed il contorno, quando in realtà potremmo alzarci da tavola, pagare ringraziare e tornare a casa rotolanti come coccodrilli dopo aver trangugiato la preda.

Ed invece no, ormai è fatta.

Allentate la cintura o il corpetto ma preparatevi ad allentare anche i cordoni della borsa per il conto. Un antipasto del genere se ben fatto costa dai 15 ai 20 euro a persona.

Piatti esotici e cibi stranieri, occhio al prezzo

Kobe, Jamon Serrano, Patata Bonnotte, Caviale Almas Beluga, se vi imbattete in questi menù degustazione fate molta attenzione.

Nel caso in cui avete la fortuna di trovare un cubettino di kobe, o una fetta di Jamon Serrano nel vostri piatto gourmet, non vi lamentate del fatto che è poco.

Chiedere l’extra di Jamon Serrano potrebbe costarvi anche 40 euro in più sul conto, per sole tre, quattro fettine di prosciutto iberico.

Peggio ancora se chiedete una fetta di Kobe, probabilmente dovrete impegnare l’intera vostra tredicesima. In alcuni casi chi si accontenta gode e paga meno.

I centrotavola, specchietto per le allodole

Una frittura a centrotavola, un antipasto misto in vassoio, assaggini. Uno per tutti, funzionava per i tra moschettieri.

A tavola è di solito un tranello, si paga di più e si mangia di meno rispetto alla porzione ad personam.

Se sono un ristoratore e siete 4 in tavola, porto un vassoio centro tavola, unisco tre porzioni e ne faccio pagare 4. Elementare Watson, ed il conto si impenna. Eppure è uno degli errori ricorrenti.

Si dice che la fame aguzza l’ingegno, ordinate una sola portata e fatevi portare un piatto vuoto per dividerla con un commensale.

Magari non rispettate l’etichetta, ma la carta di credito si.

Pasta e fagioli dello chef, ma mi faccia il piacere!

Un chilo di fagioli costa da 1 euro a 3 euro, un chilo di pasta da 1 euro a 6/7 euro se fresca e fatta artigianalmente. Con due chili di ingredienti si realizzano circa 10 (abbondanti) porzioni di pasta e fagioli. A 6 euro a porzione il guadagno sarebbe già del 300%.

Stesso discorso vale per decine di portate classiche della cucina italiana.

Quando vi propongono la pasta e fagioli dello chef (che di solito prevede aggiunta di cozze o cotiche, due ingredienti low cost) drizzate le antenne. E’ un espediente per far lievitare il prezzo di uno dei piatti per antonomasia della cucina povera, che diventa “inspiegabilmente ricco” tanto lo pagate voi.

Tra l’altro, o siete al NOMA di Copenhagen, e dunque disposti a pagare anche il blasone, oppure non fatevi abbindolare.

Se siete alla ricerca dei vecchi sapori di una volta, attenetevi al disciplinare. Una pasta e fagioli classica abbondante è ben pagata già a 6 euro ma diciamo anche 8/10 euro, oltre questa cifra state pagando altro.

Se non sai cosa bere, scegli l’acqua, senza spendere troppo!

Rosso, bianco, fermo, bollicine, rosato, millesimato, invecchiato. I vini sono tanti, milioni di milioni, ma sapere cosa si vuole bere e conoscerne i prezzi vi mette al riparo da brutte sorprese.

“Da bere che vi porto?”.

E’ la domanda classica dei camerieri che arriva solitamente subito dopo aver preso la comanda del menù!

La risposta più sbagliata che ci può essere è: “Fate voi, basta che sia rosso”.

Non vi lamentate se a tavola arriva un Petrus di Pomerol (ammesso che il ristorante da voi scelto ne abbia mai vista passare una bottiglia nelle sue cantine).

Meglio richiedere la carta dei vini, valutarne i prezzi, anche perchè, la sorpresa non è solo in termini assoluti di prezzo, ma anche in termini di rapporto qualità/prezzo.

Potreste dover pagare una bottiglia diverse decine di euro, e scoprire, il giorno dopo, la stessa bottiglia tra gli scaffali del vostro supermercato a prezzi decisamente più contenuti ed abbordabili.

Solitamente la bibenda incide sul conto al ristorante per almeno il 25% ma con amici un po’ ‘mbriaconi il conto del vino può anche superare quello del cibo.

Se non avete le idee chiare su cosa volete nel bicchiere, scegliete l’acqua, ma attenzione la Supernariwa giapponese arriva anche a 9 mila euro al litro.

Dulcis in fundo, sed conto salato

Giunti alla fine del pranzo o della cena, un dolce non si rifiuta mai, ed anche il cordiale di chiusura, tra amari, grappe, distillati, vernacce e passiti.

Ormai prolifera l’artigianale, che di artigianale ha solo il prezzo e cioè fatto alla Carlona.

Ancora peggio il carrello dei dolci e dei liquori.

Messi di fronte ad ogni tipo di libagione glicemica, molti vengono attratti dall’idea degli “assaggini”. Un pezzo di crostata, un babà, una fetta di sbriciolona, per poi passare alle verticali di grappe.

Dopo i picchi glicemici di fine pasto, troverete anche molto sodio nello scontrino. Ormai i dolci più banali partono dai 5 euro a porzione e lo stesso dicasi per amari, distillati, grappe, passiti e vernacce.

Quando poi l’amico al tavolo ama il rum, tipo un Ron de Guatemala DOP XO Solera Gran Reserva Especial Zacapa, ed il cioccolato …zac il conto è aumentato di almeno 15 euro.

Quanto ci mancano le vecchie osterie

Non ce ne vogliano Cannavacciuolo, Barbieri, Gordon Ramsay e Cracco. A noi mancano tanto le vecchie osterie, quelle da 8 portate, 4 per i primi e 4 per i secondi, una sola tipologia di dolce, magari la crostata della nonna fatta davvero dalla nonna del cuoco (se è domenica magari anche il babà), vino della casa e per chi vuole proprio “strafare” antipasto classico, con una fetta di prosciutto, una di salame, acetelli, olive e bocconcini e l’ormai introvabile bruschetta con le acciughe sott’olio.

Ma se il cuoco diventa chef, anche nei peggiori ristoranti di Caracas, il cameriere diventa maitre, e l’oste diventa sommelier, è inevitabile che nel conto finirete per pagare non tanto ciò che avete vi viene servito ma soprattutto l’evoluzione linguistica.

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Come preparare la bistecca perfetta: la cottura della carne tra marezzatura, frollatura.

Se volete strabiliare, con una bistecca perfetta, scegliete la carne al top per marezzatura, frollatura e attenti alla cottura.

Tutto fumo e niente arrosto! Il vecchio detto popolare potrebbe sintetizzare al meglio ed in poche parole, quello che bisogna fare per cucinare una bistecca perfetta.

Tutti, almeno una volta nella vita, si sono cimentati con la prova del fuoco: la bistecca perfetta, assecondando gusti e preferenze degli invitati.

Non è facile mettere tutti d’accordo intorno alla griglia, anche perchè, non di rado, c’è sempre qualcuno che in fatto di bistecca, di carne alla brace ha la sua “teoria” sulla cottura, sui tagli, sulla conservazione della carne arrostita (un termine che ormai è alquanto desueto, anche perchè l’arrosto, in alcune zone d’Italia e non solo non ha niente a che vedere con la cottura a carboni ardenti).

Senza voler trattare enciclopedicamente l’argomento bistecca, proponiamo alcuni dettagli in merito alle caratteristiche base della carne: marezzatura, frollatura e gradi di cottura, termini che negli ultimi anni cominciano a diventare patrimonio comune degli appassionati della brace e della griglia e non solo.

Il grasso è il buono. La marezzatura è il sapore della bistecca perfetta.

La marezzatura, termine mutuato da settori lontani anni luce dalla gastronomia, indica il grado di distribuzione del grasso nei muscoli dell’animale. Maggiore è il grado di marezzatura, più la carne si presenterà simile al marmo, con striature di grasso bianco, o in alcuni casi con macchie simili a foglie di prezzemolo (prezzemolatura).

Più la carne è marezzata, più viene considerata pregiata, e salutare, perchè il grasso contenuto all’interno delle fibre muscolari è ricco di sostanze benefiche, come l’omega 3, dunque non fa ingrassare ed apporta notevoli benefici all’organismo.

Ma l’aspetto più rilevante riguarda il sapore che le fibre di grasso conferiscono alla carne. Queste, andandosi a sciogliere durante la cottura (alla brace o alla griglia) riscalderanno le fibre muscolari, consentendo una cottura controllata, doneranno sapore e umidità alla carne, evitando anche che la stessa si asciughi.

Per i Giapponesi, che sono depositari di una vera e propria “scienza” del manzo, la marezzatura viene chiamata Beef Marble Score (BMS), una vera e propria scala di presenza di grasso, che va da 1 a 12. In Europa, la stessa scala ha valori da 1 a 10. Maggiore è il grado di BMS, maggiore è il pregio della carne.

La carne di Wagyu, per esempio, razza tipica del Giappone, con il prodotto di nicchia Kobe, ha un BMS minimo di 9.

Con una marezzatura pari a 6, potete già ritenervi soddisfatti, senza dover spendere un occhio della testa per accaparrarvi un etto di Kobe, ma sufficiente per una bistecca perfetta.

La Frollatura della carne: la bistecca che si taglia con un grissino

Dopo la marezzatura, arriviamo alla frollatura, altro termine fino a qualche anno fa sconosciuto ai profani della bistecca, ma già noto negli ambienti specialistici e tra i griller.

La frollatura, altro non è che l’invecchiamento controllato, al giusto grado di temperatura ed umidità della carne, dopo la macellazione.

Un processo che può durare fino a 100 giorni, si avete letto bene, più di tre mesi dopo la macellazione dell’animale. Le nostre nonne, che mai si sarebbero sognate di parlare di frollatura, dicevano che quando la carne risultava dura e tenace era dovuto al fatto che l’animale era “fresco macellato”. Prosaicamente era proprio così!

Due sono i metodi prevalenti di frollatura: la frollatura a secco e la frollatura sottovuoto (generalmente utilizzata per tagli più piccoli).

Attenzione, però, la frollatura è un procedimento industriale, impossibile da attuare in casa, perchè necessita di sistemi di conservazione ad umidità controllata. Si tratta, infatti, di un processo chimico-fisico, di “invecchiamento” delle fibre grazie all’azione degli enzimi presenti nella carne. Il grado di umidità e la temperatura costante compresa tra zero e quattro gradi, oltre anche all’utilizzo di lampade per l’emissione di raggio UV, consente di tenere sotto controllo la carica batterica, in modo da evitare che l’invecchiamento (stagionatura) della carne sfoci nella putrefazione o nell’essicazione.

Maggiore è il tempo di frollatura, maggiore sarà la morbidezza della carne. Ovviamente, questo processo determina anche alcuni cambiamenti nell’aspetto delle vostre bistecche. Più è lungo il periodo di frollatura, più la carne si presenterà di colore rosso, arrivando anche ad assumere tonalità granata o addirittura scurissime. Anche il grasso circostante, con il passar del tempo tenderàa diventare di colore giallo carico.

Senzazioni visive che non sempre trovano il favore, soprattutto da parte dei non cultori, ma che verranno ben presto dimenticate quando la vostra bistecca con 40/50 giorni di frollatura si taglierà con un grissino, come il famoso tonno.

La cottura della carne: Bistecca al sangue o ben cotta?

Ed infine, dopo la marezzatura e la frollatura, arriviamo alla cottura della bistecca perfetta.

Sul grado di cottura della bistecca perfetta, si sono sciolte amicizie decennali davanti ad un barbecue.

Non esiste una regola precisa, ma esistono gradi di cottura diversi. Anche sui tempi è difficile frnire un canovaccio standard, molto dipende dallo spessore della vostra bistecca perfetta.

Il primo grado di cottura viene chiamato “Blue”, dal colore che assume la carne appena scottata pochi minuti per lato e che al centro rimane praticamente cruda, acquisendo un colore rosso con sfumature violacee.

Il secondo livello di cottura è “al sangue”, livello ideale per carne con lunghi tempi di frollatura

Media/al sangue: la carne si presenta cotta per almeno un centimetro sulle superfici restando “al sangue” al centro.

Media, tutta la carne risulta cotta, anche al centro, mantenendo nel cuore la giusta umidità.

Ben cotta: la carne viene fatta cuocere per più di 7 minuti per lato, è indicata per chi non “tollera” la presenza di umidità e sangue in una bistecca.

I sei gradi di cottura, però, non rappresentano una “scienza esatta”.

Solo con l’esperienza si può acquisire la giusta maestria nella cottura delle bistecche, che viene influenzata anche da altri aspetti molto importanti, come lo spessore del taglio, il tipo di carne da “braciare” e soprattutto le “modalità” di cottura, legate alla preparazione della brace.

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Le 5 bistecche più costose del mondo e il Manzo di Kobe giapponese non è al primo posto tra le carni più pregiate

Lasciate ogni speranza, voi vegani. Ma si preparino, i “carnivori” incalliti a lasciare sul banco una cifra a tre zeri.

Stiamo per parlare delle carni più costose sul mercato.

Il primato è conteso, tra il manzo di Kobe giapponese e la Blonde d’Aquitaine.

Il primo tipo, il manzo di Kobe giapponese, è quotato intorno ai 1.000 euro al chilo, la seconda, la Blonde d’Aquitaine, addirittura 3.000 euro al chilo, anche se in quest’ultimo caso abbiamo il dubbio che sia una trovata di marketing dei cugini francesi, particolarmente avvezzi ad auto sopravvalutarsi.

In entrambi i casi, però, vogliamo sfatare subito una convinzione che farà rimanere a bocca asciutta gli estimatori della bistecca d’oro.

Difficilmente, un comune mortale, in qualche parte del mondo che non sia appunto la città di Kobe o un piccolo centro dell’Aquitania, riuscirà mai a deliziarsi con questo gioiello succulento.

Il motivo, la produzione è limitatissima, rarissima.

Del tutto insufficiente ad assicurare che un solo boccone di Kobe o Blonde d’Aquitaine possa varcare i confini del luogo dove viene preparata.

Più probabile, invece, che riuscirete a trovare una pur sempre costosa bistecca di Wagyu, la razza di mucca giapponese, dalla quale poi derivano le sotto selezioni, come il Kobe appunto, allevato esclusivamente nella città da cui prende il nome.

Blonde d’Aquitaine

Probabilmente la bistecca più costosa del mondo, ma molto meno nota della Kobe giapponese. Vanto francese o reale succulenza? Difficile dirlo, perché l’Aquitana, conosciuta anche con il nome di Garonnese, nonostante sia molto facile da allevare e abbia una facile capacità di procreare, non si trova facilmente sui ceppi delle macellerie o suoi menù dei ristoranti. La sua carne è particolarmente fine e morbida. Il costo salatissimo. Il doppio di uno stipendio medio per un solo chilo di bistecca.

Wagyu

Per gustare una Wagyu, non Kobe, bisogna mettere in conto un costo medio di 300 euro al chilo. Sul mercato è possibile anche scovare qualche quotazione inferiore, ma mai meno di 100 euro al chilo.

Perché il costo è così elevato?

Il luogo comune vuole che sia la cura cui sono sottoposti i bovini a far lievitare il prezzo (dai massaggi, alla musica all’alimentazione con integrazione di birra) in realtà il motivo è la rarità dei capi di bestiame come nel caso del Manzo di Kobe, con meno di 3 mila capi.

Una bistecca di Wagyu si presenta con un grado di marmorizzazione che va da 6 a 12.

Ma cos’è il grado o punteggio di marmorizzazione, detto anche più profanamente marezzatura?

Non è altro la distribuzione del grasso nelle fibre muscolari, che attribuisce a questa carne, ma non solo (anche alcune scottone italiane hanno un punteggio di marmorizzazione evidente) un aspetto simile a pezzi di marmo. Più è alto il punteggio di marmorizzazione (BMS) maggiore sarà la “burrosità della carne.

Tralasciando i prodotti di nicchia, troviamo carni più abbordabili e certamente attestate su livelli altissimi di gradimento.

Aberdeen Angus

Aberdeen Angus, è una razza originaria della Scozia che offre una carne estremamente morbida, con un alto grado di marezzatura.

Il costo può arrivare anche a 70 euro al chilo.

Rubia Gallega

Rubia Gallega, razza proveniente dalla Galizia, regione settentrionale della Spagna, offre una carne che solitamente può arrivare anche a 100 giorni di frollatura.

Caratteristico il colore del grasso circostante, di un giallo carico. La cottura, rigorosamente alla brace, con fuoco senza fiamma, ne esalta il profumo particolarmente “intenso” del grasso, che però a differenza di altre tipologie, non risulta edibile, perchè particolarmente consistente.

Il prezzo può arrivare anche a 100 euro al chilo, mediamente si aggira intorno ai 60/70 euro.

Manzetta Prussiana

Manzetta Prussiana, non è una razza, ma fa riferimento a tipi di bovino originariamente allevati nel nord della Polonia. E’ il tipo di carne che più delle altre si sta facendo strada sui mercati italiani, grazie al costo relativamente contenuto ed ad un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Ha un elevato grado di marezzatura, è particolarmente morbida e burrosa, grazie alle fibre di grasso equamente distribuite nelle fibre muscolari.

Va cotta lentamente per consentire al grasso, appunto, di riscaldarsi andando ad insaporire la carne circostante. Può essere cucinata sia alla brace che alla griglia.

Fassona Piemontese

Fassona, probabilmente la migliore razza bovina italiana, ma in tal caso dimenticate la marezzatura delle altre tipologie fin qui presentate.

La Fassona, allevata principalmente in Piemonte, offre una carne particolarmente magra, ma morbida e gustosa. Le fasce muscolari del bovino sono poderose ed evidenti. Per questo particolare viene considerata tra le razze da “carne” migliori del mondo.

Il prezzo è accessibile, si va dai 30 ai 50 euro al chilo. Rispetto alle altre tipologie, dopo la cottura, può essere insaporita anche con olio Evo.

Leggi anche:

  • Come cucinare la bistecca perfetta, tecniche di cottura per cucinarla al sangue o ben cotta.
  • Come preparare la bistecca perfetta: marezzatura, frollatura e cottura della carne.

*Foto di mali maeder da Pexels

Le date dei concerti dei Måneskin che tornano live con un tour in Italia nel 2021 e 2022.

I Måneskin ritornano ad esibirsi in concerto nel 2021 insieme a tanti altri artisti della scena mondiale e nazionale.

Dopo aver infiammato il palco dell’Ariston e dell’Eurovision 2021, i Maneskin si concedono live in Italia, a partire dal mese di dicembre 2021, aggiungendo date al loro calendario di eventi, che già vede sold out numerosi appuntamenti.

Damiano (voce), Victoria (basso), Thomas (chitarra) ed Ethan (batteria) promettono di non rimanere assolutamente “zitti e buoni” per questo imperdibile tour.

Già si conosce, tra l’altro, la play list che proporranno nella stagione indoor 2021-2021. I maneskin daranno ampio spazio al repertorio dell’Album Teatro d’ira – Vol. I, il lavoro nel quale è contenuta la hit “Zitti e Buoni”. Ci sarà spazio, ovviamente, anche per la canzoni dell’album d’esordio “Il Ballo della Vita” e per l’altra hit più nota della band, dal titolo Marlena.

Chi sono i Måneskin

Da X Factor, dove si piazzarono secondi al successo internazionale con “Zitti e Buoni” sono passati 3 anni, ed i Maneskin hanno lubrificato il loro sound rock italiano, tanto da essere accreditati, al momento, come la band rock italiana più hard presente sulla scena.

E come ogni rock band che si rispetti, i Maneskin fanno parlare di loro non solo per le esibizioni canore e musicali. Dopo la polemica dell’Eurovision, quando Damiano fu accusato di aver fatto uso di sostanze stupefacenti sniffando dinanzi alle telecamere al momento della conferenza stampa post premiazione, adesso è la bassista Victoria a riempire le pagine dei giornali con la sua performance in topless al Festival di Ronquieres in Belgio.

Damiano fu scagionato dalle accuse della stampa francese, per non aver commesso il fatto, supportato anche dalle analisi cui si sottopose, che diedero esito negativo. Victoria, invece, sembra aver ricevuto il gradimento dei fan e l’invito a ripetere la performance nude look.

I concerti in Italia dei Måneskin a dicembre 2021

Per il 2021, i Maneskin partono da Roma, la capitale, che tra l’altro li ha visti musicalmente nascere nel 2016 e crescere, raggiungendo il successo internazionale.

Anche se alcune date sono già da “tutto esaurito” è possibile intercettare i biglietti dei concerti, anche su canali ufficiali di scambio o vendita biglietti tra fan.

Una soluzione che le principali piattaforme di vendita di biglietti on line hanno attivato per limitare la vendita sul mercato nero a prezzi maggiorati.

Le date dei concerti dei Maneskin nel 2021

  • Martedì 14 dicembre 2021 Roma – Palazzo dello Sport
  • Mercoledì 15 dicembre 2021 Roma – Palazzo dello Sport
  • Sabato 18 dicembre 2021 Assago (MI) – Mediolanum Forum
  • Domenica 19 dicembre 2021 Assago (MI) – Mediolanum Forum

I concerti live dei Maneskin a Marzo 2022

Anche se molte date sono già sold out, la band romana sta aggiungendo nuovi appuntamenti nei maggiori centri italiani, da Milano a Bari, passando per Bologna, Roma e Napoli.

  • Domenica 20 marzo 2022 – Casalecchio di Reno (BO) – Unipol Arena
  • Martedì 22 marzo 2022 Assago (MI) – Mediolanum Forum
  • Sabato 26 marzo 2022 Napoli – PalaPartenope
  • Domenica 27 marzo 2022 Napoli – PalaPartenope
  • Giovedì 31 marzo 2022 Firenze – Nelson Mandela Forum

Maneskin in concerto ad Aprile 2022

  • Venerdì 1 aprile 2022 Firenze – Nelson Mandela Forum
  • Domenica 3 aprile 2022 Torino – Pala Alpitour
  • Venerdì 8 aprile 2022 Bari – PalaFlorio
  • Sabato 23 aprile 2022 Arena di Verona

Concerto Circo Massimo Luglio 2022

  • Sabato 9 luglio 2022 Roma Circo Massimo – NUOVA DATA

Le date dei concerti di Piero Pelù nel 2021 in tour con “Gigante Live”.

Anche Piero Pelù, il front man dei Litfiba torna dal vivo con il suo tour 2021 Gigante Live.

Il mese di settembre, l’artista fiorentino ha programmato 4 date in giro per l’Italia, per la coda del Gigante Live Tour.

Gigante live è stato definito un tour energico dallo stesso Pelù, che per l’occasione suonerà accompagnato dai Bandidos. Nella scalette si trovano tutti i più famosi brani dell’esperienza musicale dell’artista con i Litfiba e proposte originali per l’occasione. Il tour di Pelù ha infiammato numerose località italiane già a partire dal mese di luglio.

Ora le ultime 4 opportunità per i fan del rocker italiano per ascoltare le tonalità dure accompagnate dall’inconfondibile timbro baritono di Pelù.

Chi è Piero Pelù

Presenza possente, voce baritonale, sguardo torvo. Così Piero Pelù, negli anni, insieme ai Litfiba, fino all’ultima apparizione al Festival di Sanremo, proprio con il brano Gigante, piazzatosi al quinto posto, in un’edizione sanremese molto più rock degli altri anni.

Piero Pelù è uno dei grandi vecchi del rock Italiano, insieme a Ligabue, Vasco Rossi solo per citare i nomi da decenni sulla cresta dell’onda. Nato e cresciuto anche musicalmente a Firenze, il suo nome è legato inscindibilmente ai Litfiba, gruppo che lo ha portato alla ribalta già nel 1980, anno fi fondazione della band, insieme al chitarrista Ghigo Renzulli.

Proprio dai dissidi avuti con il suo fido scudiero di chitarra, ebbe origine l’esperienza “solista” o di altre collaborazioni di Piero Pelù.

Prima dello scioglimento, i Litfiba diedero alle “stampe” ben 8album in studio e dieci raccolte live, ed il gruppo continuò a suonare senza Pelù fino al 2015, quando di destini di Renzulli e del front man si sono incrociati nuovamente.

Nel periodo solista di Pelù si ricordano le collaborazioni con Luciano Ligabue e Jovanotti, con il singolo Il mio nome è mai più, soft rock italico con chiaro marchio pacifista.

Sono stati sei, fino ad ora i lavori autonomi, come album, di seguito i titoli: Né buoni né cattivi, U.D.S. – L’uomo della strada, Soggetti smarriti, In faccia, Fenomeni, Pugili fragili.

Tra le altre collaborazioni dell’artista fiorentino si ricordano quelle con il gruppo emiliano dei  Modena City Ramblers e con Edoardo Bennato, e quella con Anggun, con il ballabilissimo brano Amore immaginato.

Da sempre politicamente impegnato, Piero Pelù non di rado ha lasciato trasparire la sua posizione politica negli album e nei brani singoli, sia con I Litfiba che in altre collaborazioni artistiche. Con il passare degli anni la “linea” politica ha lasciato lo spazio ad una produzione più intimista, come appunto il brano sanremese Gigante che dà il titolo al tour del 2021.

Le date del tour Gigante Live 2021

Il live 2021 di Piero Pelù ripropone i maggiori successi dei Litfiba ed i pezzi più rappresentativi della carriera da solista di Pelù, tra i quali si segnalano Bomba Boomerang, Regina di cuori, Fata morgana, El diablo

  • Giovedì 02 Settembre 2021 VERONA TEATRO ROMANO  DOPPIO SET (primo set ore 18:30)
  • Giovedì 02 Settembre 2021 VERONA TEATRO ROMANO  DOPPIO SET (secondo set ore 21:30)
  • Lunedì 13 Settembre 2021 CODIGORO (FE) CODISHOW
  • Giovedì 16 Settembre 2021 FIRENZE ULTRAVOX FIRENZE (Anfiteatro delle Cascine Ernesto De Pascale)

Le date dei concerti di Madame in concerto: ecco il nuovo tour.

Artista giovanissima, ma già ben definita che sta cercando una sua specifica collocazione nel genere Rap ed Hip hop con sfumature più melodiche.

Madame debutta giovanissima sulla scena artistica, a soli sedici anni chiude il suo primo contratto con la Sugar Music e da alle stampe il suo primo singolo Anna.

Dovranno trascorrere solo sei mesi per raggiungere il successo con il singolo Sciccherie, che la consacrano artista emergente, complice, sicuramente, anche una condivisone sul profilo Instagram da parte di Cristiano Ronaldo, che nell’agosto del 2019 scopre Madame e la “omaggia” della condivisione sul social, che conta diversi milioni di follower.

Non per niente, Madame non ha mai nascosto la sua passione per il calcio che si esprime anche con una grande capacità di palleggio.

Proprio nel 2019 la carriera di Madame ottiene un nuovo impulso grazie all’attenzione di Paola Zukar, manager riconosciuta tra le più brave della scena rap e non solo.

Grazie a questo connubio, Madame si cimenta in diverse collaborazioni e nell’incisione di diversi singoli. La più importante di queste sicuramente il brano dal titolo Madame – L’Anima, realizzato in collaborazione con Marracash.

Passo dopo passo Madame acquisisce sempre maggior padronanza e continua le collaborazioni con altri artisti del genere. Nel luglio del 2020 si ripete il connubio con Marracash, insieme a Dardust e Ghali con il singolo Defuera, brano meno criptico e più estivo e commerciale.

Tra le collaborazioni con maggior seguito di pubblico, anche le apparizioni a X Factor, edizione 2020, dove ha prestato alla concorrente Blind la sua Baby, cantandola in duetto e poi esibendosi alla finale insieme a Negroamaro con Non è vero niente.

Un preludio alla partecipazione al Festival di Sanremo 2021, con il brano Voce, giunto ottavo. Il brano ha ottenuto grossi apprezzamenti dalla critica ed ha venduto oltre 100 mila di copie

Dopo la kermesse ligure, Madame pubblica il suo primo album, omonimo, che costituisce l’impianto del suo tour del 2021.

La musica di Madame

Tonalità morbide, anche se frequentemente sincopate, slang giovanile, testi accurati anche se non impegnati.

Madame è la classica artista che rappresenta una novità nel già sentito del genere rap ed hip hop, ma che deve piacere per quello che rappresenta. I puristi del genere non la considerano tra i maggiori esponenti, chi non è avvezzo a seguire il genere rap ed hip hop potrebbe trovarla di difficile comprensione.

Questi due punti di apparente debolezza potrebbero essere un suo importante punto di forza per ricavarsi uno spazio autonomo ed originale, se avrà il coraggio di farlo.

Le date del Tour di concerti di Madame

  • Sabato 04 set 2021 BRESCIA Arena Campo Marte
  • Martedì 07 set 2021 VICENZA Piazza dei Signori
  • Martedì 14 set 2021 TAORMINA Teatro Antico

Madame in concerto a Dicembre 2021

  • Venerdì 03 Dic 2021 – ROMA Atlantico Live!
  • Sabato 04 Dic 2021 – ROMA Atlantico Live!         
  • Lunedì 06 Dic 2021 FIRENZE – Tuscany Hall
  • Giovedì 09 Dic 2021 NAPOLI  – Casa della musica
  • Venerdì 10 Dic 2021 NAPOLI  – Casa della musica                             
  • Giovedì 16 Dic 2021 VENARIA REALE (TO) – Teatro Della Concordia
  • Domenica 19 Dic 2021 MILANO – Alcatraz
  • Lunedì 20 Dic 2021 MILANO – Alcatraz  

Alice in concerto con le canzoni di Franco Battiato.

Alice canta Battiato è il titolo che l’artista romagnola ha voluto per i concerti che toccheranno diverse località italiane nel 2021 ed in particolare le città della Sicilia, proprio in onore del musicista siciliano.

E’ ancora forte l’eco della scomparsa del musicista e compositore catanese, morto a maggio del 2021, lasciando un grande vuoto nel panorama musicale ed artistico italiano.

Franco Battiato, artista completo e poliedrico, ha rappresentato una delle pietre miliari della cultura italiana, con le sue continue sperimentazioni in grado di spaziare attraverso innumerevoli generi musicali e costituire riferimento e spunto per tanti artisti, nazionali ed internazionali.

Alice viene riconosciuta nel panorama musicale italiana, come una delle maggiori e più brave interpreti della musica e delle parole del maestro catanese, capace di esprimerne le forme e le musicalità in maniera fedele ma allo stesso tempo autentica ed elegante.

Chi è Alice

Il sodalizio artistico tra Alice ed il compianto maestro, recentemente scomparso, è da sempre nota ed apprezzata. Fu il brano scritto a quattro mani, “Il vento caldo dell’estate”, a rilanciare la carriera musicale dell’artista di Forlì, nel 1980. Questo brano, per chi conosce Battiato, è un classico lavoro del maestro, ampiamente riconoscibile, per musica e parole e splendidamente interpretato da Alice.

Un preludio beneaugurante, che consentì ad Alice di vincere il festival di Sanremo con Per Elisa.

La collaborazione tra Alice e Battiato si rinnova anche nell’album AZIMUT, nel quale due furono i brani di maggior successo: “Messaggio” e “Chan-son egocentrique”.

I due, poi, parteciparono insieme all’Eurovision Song Contest” del 1984 con il brano “I treni di Tozeur”, piazzandosi al quinto posto, un risultato soddisfacente, che consolidò la loro amicizia e la collaborazione artistica.

Risale al 2016 il TOUR BATTIATO E ALICE che raggiunse molti teatri Italiani che fece da preludio
al CD+DVD e doppio LP “BATTIATO E ALICE + Ensemble Symphony Orchestra LIVE IN ROMA” con una selezione di brani celebri dal loro repertorio e tre duetti che fu pubblicato a novembre di quell’anno

Prima dell’incontro artistico con Battiato, Alice non ebbe grande riscontro dal punto di vista commerciale. Le prime apparizioni, con il nome di battesimo, Carla Bissi, non lasciarono grandi tracce, nonostante la proposta di brani scritti per lei da artisti già affermati.

Oltre al cambio del nome ed all’incontro con Battiato, Alice beneficiò anche del cambio di casa produttrice dei suoi lavori.

Da allora il successo non abbandonò mai più la cantante romagnola, che oggi vanta 17 album in studio, due lavori live e decine di raccolte.

Il tour del 2021 di Alice

Nei concerti durante i quali Alice omaggerà Battiato proponendo i suoi brani di maggior successo, sarà accompagnata al pianoforte da Carlo Guaitoli, storico collaboratore di Franco Battiato, che ha ricoperto il ruolo di pianista e di direttore d’orchestra durante le performance dell’artista siciliano.

Alice Canta Battiato, le date del tour di settembre 2021

Il mese di settembre vede l’artista esibirsi in tre date tutte in Sicilia

  • Giovedì 02 Settembre 2021 MESSINA  – Arena Villa Dante
  • Venerdì 03 Settembre 2021 SIRACUSA – Teatro Greco
  • Domenica 05 Settembre 2021 PARTANNA (Trapani)  -Teatro Provinciale
  • Martedì 7 settembre Boario Terme (BS) Parco delle Terme
  • Giovedì 9 settembre Assisi (PG) Teatro Lyrick
  • Sabato 11 settembre Boretto (RE) Scorre il Festival Arena Cantieri Navali/Pirodraga

Le date dei concerti di dicembre di Alice in tour

Dopo la pausa autunnale, sul far dell’inverno, Alice ha in programma una tappa mantovana

  • Sabato 11 Dicembre 2021 MANTOVA – Grana Padano Theatre


De Gregori in concerto, le date del tour con i brani più noti

Francesco De Gregori in concerto, con i brani storici del suo repertorio, ecco le date del tour.

I fan hanno dovuto attendere più di anno, ma finalmente il momento è arrivato.

Il tour di Francesco de Gregori prevede ben 8 appuntamenti, tra settembre e novembre e la data di chiusura per l’estate 2022, allo Stadio Olimpico di Roma dove ci sarà una storica reunion tra due vecchi amici ed interpreti della canzone d’autore italiana: Antonello Venditti e Francesco De Gregori.

Chi è Francesco De Gregori?

Il cantautore romano non ha davvero bisogno di presentazioni, così come non hanno bisogno di essere ricordate le sue canzoni più famose, da La donna Cannone a Rimmel, da Viva l’Italia a Alice, da Buffalo Bill a Titanic e Generale.

De Gregori da oltre mezzo secolo incanta e appassiona giovani ed adulti, con la sua musica attraversata da tonalità rock, popolari e grandi ballate, alternate da temi politici e novelle introspettive e romantiche.

Memorabili le sue collaborazioni con Lucio Dalla, Ivan Graziani, Antonello Venditti, Riccardo Cocciante.

Mosse i primi passi artistici agli albori degli anni ’70, non ancora ventenne e la sua carriera non ha mai avuto battute d’arresto.

Con il Tour THE GREATEST HITS 2021, Francesco De Gregori proporrà i suoi brani più famosi, come suggerisce appunto il titolo del tour, riproponendo i suoi cavalli di battaglia che lo hanno reso famoso al grande pubblico.

I successi di De Gregori

Il primo successo in carriera è stato certamente il brano Alice, agli inizi degli anni ’70, bissato e amplificato da Rimmel, nel 1975.

Da allora, De Gregori ha sempre stupito positivamente critica e pubblico, con il suo sound ed i suoi testi, sia con quelli politicamente impegnati che le con i brani sentimentali e le ballate romantiche.

Nel 1979, l’album dal vico considerato tra i più belli di sempre della musica italiana: Banana Republic con Lucio Dalla

Sono ben 20 gli album in studio incisi da Francesco De Gregori e quasi altrettanti quelli dal vivo. Non si contano, inoltre le raccolte dell’autore romano.

Impossibile, in ogni caso, riassumere oltre 50 anni di carriera del cantautore e musicista, personaggio poliedrico e intergenerazionale, capace di farsi apprezzare per il suo impegno politico e per la capacità di mettere in musica e parole tematiche impegnate e temi leggeri.

Numerosi anche i riferimenti storico-politici nei suoi brani antichi e recenti.

Dal vivo, inoltre, De Gregori non di rado propone riarrangiamenti delle sue canzoni con versioni originali rispetto ai brani incisi in studio.

Tra le curiosità che riguardano l’artista, quella relativa all’ammirazione per due mostri sacri della musica internazionale: “L’ammirazione sconfinata per De André mi ha convinto a provare a fare questo mestiere. E poi Bob Dylan”. Proprio con Bob Dylan, De Gregori ebbe un incontro nel 1984, quando fu accompagnato nei camerini del Palaeur dove Dylan tenne una serie di concerti.

Ecco le date del Tour THE GREATEST HITS

4 gli appuntamenti a settembre: concerti all’aperto tra piazze e stadi

  • martedì, 07 settembre 2021 Piazza del Comune, Cremona, Italia
  • giovedì, 09 settembre 2021 Piazza dei Cavalieri, Pisa, Italia
  • venerdì, 10 settembre 2021 Piazza dei Signori, Vicenza, Italia
  • domenica, 12 settembre 2021 Campo Sportivo Floro Finistauri, Acquasparta (TR)

I concerti indoor di Novembre

  • mercoledì, 17 novembre 2021 Vox Club, Nonantola (MO)
  • giovedì, 18 novembre 2021 Alcatraz, Milano
  • venerdì, 26 novembre 2021 Casa della Musica – Federico I, Napoli, Italia
  • sabato, 27 novembre 2021 Atlantico Live, Roma

Venditti e De Gregori in Concerto all’Olimpico di Roma

Attesissimo l’evento della prossima estate con i due mostri sacri della canzone d’autore italiana. Venditti e De Gregori apriranno l’estate romana 2022 con una data allo Stadio Olimpico, una location d’eccezione che farà sicuramente registrare il tutto esaurito con i biglietti già in vendita e già quasi sold out.

  • sabato, 18 giugno 2022 Stadio Olimpico, Roma, Antonello Venditti & Francesco De Gregori

Un Week end al Laceno: sentieri, grotte, gastronomia, sport e relax.

Il Laceno, o Lago Laceno, è una delle mete turistiche montane più apprezzate dell’Irpinia.

L’altopiano si sviluppa a poco più di mille metri di altezza, nel cuore dei monti Picentini, ed è circondato dalle vette del Monte Cervialto, Rajamagra, Cervarolo e Montagna Grande, comprese tra i 1.800 ed i 1500 metri di altitudine.

Il Laceno ricade nel territorio del comune di Bagnoli Irpino, noto a livello nazionale per la produzione del Tartufo Nero di Bagnoli, di cui sono ricchi i terreni dei boschi circostanti.

L’intera area dell’Altopiano, non distante tra l’altro da Montella e dal Monte Terminio, è servita da numerose strutture alberghiere e di ristorazione e gode di una più che discreta rete stradale.

Al centro dell’altopiano è osservabile un lago, che prende vita dal torrente Tronola, a carattere stagionale, molto esiguo nei periodi caldi e che copre l’intero bacino nei mesi invernali e primaverili.

Il Laceno è caratterizzato da un ampia conca a pascolo circondata da foreste per lo più di faggi, mentre le colture lungo le pendici di avvicinamento all’altopiano son prevalentemente castagneti, da cui la nota Castagna di Montella, comune poco distante dal pianoro.

Impianto Sciistico

Fino a qualche anno fa, il Laceno era una nota e frequentata stazione sciistica, poi chiusa principalmente a causa dei mancati interventi sugli impianti di risalita.

Ciò nonostante, il panorama innevato invernale e la rigogliosità della flora estiva ed autunnale ne fanno uno dei luoghi d’eccezione del turismo irpino e campano e di tutto il Sud Italia.

Cosa fare al Laceno

Il Lago Laceno è un lugo ideale per gli amanti della natura, adatto ad adulti e bambini, alle famiglie ed ai giovani. Oltre ad essere particolarmente frequentato durante le festività classiche per le gite “fuori porta” come la Pasquetta ed il Ferragosto, il Lago Laceno è ideale per trascorrere un week end all’aria pura, tra le vette delle montagne più altre della Campania.

Boschi transitabili e sentieri organizzati per escursioni sono le attrattive principali per i turisti. Nei mesi invernali, il paesaggio ampiamente innevato ed estremamente placido ed ovattato assicurano un soggiorno rilassante a chi ama la neve e le temperature rigide.

In estate, invece, la frescura della rigogliosa flora rappresenta un oasi sicura per allontanarsi dal caldo asfissiante della città.

Lacenolandia

Parco giochi Lacenolandia

E’ un parco giochi di montagna a tutti gli effetti, con numerose attrazioni e giostre, per grandi e piccini, dal Parco Avventura, alla giostra Discovery, al parco acquatico con i gommoni, e per finire alle classiche giostre dalla ruota panoramica al bruco mela.

E’ aperto tutti i giorni dalle 10 del mattino alle 20 di sera ma è opprtuno verificare la disponibilità legata alle condizioni meteo.

Picnic e ristoranti al Laceno

Area picnic Laceno

L’altopiano ed i boschi che lo circondano sono l’ideale per chi ama i picnic all’area aperta.

Esistono numerose aree attrezzate libere, dotate di tavoli e panche, ma anche numerosi ristoranti e strutture ricettive proprio sul limitare dell’altopiano.

I ristoranti tipici

  • Ristorante Lo Spiedo Altopiano Laceno – Via Serroncelli, 24 83043 Bagnoli Irpino Telefoni 0827/68074 0827/68074
  • Trattoria Il Fauno Altopiano Laceno – C.da Tronola, 25 83043 Bagnoli Irpino 0827/68029
  • Ristorante Il Lago Altopiano Laceno 83043 Bagnoli Irpino Telefoni 0827/68055 0827/68055
  • Ristorante Pizzeria Il Quadrifoglio C.da Rosole, 6 83043 Bagnoli Irpino Telefoni Telefoni 0827/62863 0827/62863 3398226628
  • Ristorante La Baita Solarium Altopiano Laceno – Via Serroncelli 83043 Bagnoli Irpino Telefoni 0827/68047
  • Ristorante La Piazzetta Altopiano Laceno – Via alle Mandrie 83043 Bagnoli Irpino Telefoni 0827/68022 3407834721
  • Ristorante Rifugio Amatucci Monte Raiamagra – 1700 metri s.l.m. 83043 Bagnoli Irpino Nessun telefono disponibile
  • Ristorante Rifugio Settevalli Monte Raiamagra – 1400 metri s.l.m. 83043 Bagnoli Irpino Telefono 3475408311
  • Ristorante Pizzeria Il Caliendo Altopiano Laceno – Via Serroncelli 83043 Bagnoli Irpino Telefoni 0827/68120 0827/68120 3339261746
  • Ristorante San Lorenzo C.da San Lorenzo, 1 83043 Bagnoli Irpino 0827/62743 Telefono 3497785243
  • Ristorante Settevalli Altopiano Laceno – Via Serroncelli 83043 Bagnoli Irpino Telefoni 0827/68061 0827/68061

I rifugi del Laceno

I rifugi del Laceno

Rifugio canadese

Partiamo dal più spartano. Il rifugio Canadese, situato sulla vetta rajamagra. Altro non è che una struttura in legno a forma di tenda canadese.

Occorre essere preparati fisicamente ed adegutamente equipaggiati, in tal caso, se siete dei pionieri da “nudi e crudi” potreste anche immaginare di pernottare, ma evitando i mesi più freddi dove la neve copre buona parte della struttura.

Rifugio Amatucci

Più che un rifugio è un vero e proprio ristorante ad oltre 1600 metri di quota. Vista impagabile e portate corroboranti dopo una impervia risalita.

In Mountain Bike e a cavallo al Laceno

Il Lago Laceno è il paradiso per gli amanti della Mountain Bike, ma anche per chi vuole solo visitare l’intero altopiano con una meno faticosa passeggiata in bicicletta.

Grazie al Laceno Bike Park, un sistema integrato di percorsi cicloturistici, è possibile visitare l’altopiano e le aree circostanti, anche più difficili da raggiungere, grazie a 6 tracciati diversi, con diverse difficoltà.

Famiglie, bambini, ma anche amanti del cross country, possono cimentarsi, avendo anche l’opportunità di fittare in loco biciclette, mountain bike e anchè risciò per una pedalata di coppia o di famiglia.

Poco distante dall’altopiano, inoltre, è possibile godere di escursioni o passeggiate a cavallo, grazie al Piccolo Ranch, che si trova Montella.

La stuttura organizza diversi percorsi ed escursioni a cavallo anche a 1300 metri di altitudine, di diversa difficoltà, per neofiti e per chi vuole trascorrere anche un intera giornata tra i boschi dei monti Picentini, compreso di bivacco.

Le escursioni sul Lago Laceno

Dal Lago Laceno è possibile intraprendere numerosi percorsi che portano alle vette circostanti. Ogni percorso ha le sue caratteristiche e le sue difficoltà, dalla semplice passeggiata tra boschi e sentieri a vere e proprie performance sportive, rispetto alle quali bisogna avere una discreta preparazione fisica ed un adeguato equipaggiamento.

Le Grotte del Caliendo

Sono uno dei posti più suggestivi nei dintorni del Lago Laceno. Le Grotte del Caliendo, che da anni, purtroppo, attendono la realizzazione di percorsi visitabili da parte dei turisti, per i quali i lavori di realizzazione sono iniziati e poi sono stati interrotti, sono tra le grotte di maggiore interesse speolologico di tutta Italia.

Sono formate da lunghi percorsi che caratterizzano il sottostrato dell’intero Altopiano del Laceno.

Strapiombi, strettoie, stalattiti e stalagmiti caratterizzano il panorama quasi lunare che è stato più volte “portato alla luce” dalle riprese effettuate dagli speleologici.

E’ transitabile per buona parte nei periodi estivi quando la portata di acqua all’interno è ridotta.

Dove mangiare al Laceno

Ci sono numerosi ristoranti situati sull’Altopiano del Laceno in grado di soddisfare una considerevole domanda, soprattutto nei periodi di maggior frequenza, in particolare nei periodi estivi, anche se l’autunno e l’inverno sono le stagioni che permettono di apprezzare maggiormente il paesaggio montano e la gastronomia del luogo.

A farla da padroni sulla tavola del Lago Laceno sono il tartufo nero di Bagnoli e la castagna di Montella, prodotti tipici, rinomati e ricercati della zona.

Ristoranti, osterie, agriturismi, rifugi sono dislocati su tutto il territorio, sia sull’altopiano, nei dintorni dell’invaso, sia lungo le strade di avvicinamento, nei comuni di Bagnoli Irpino e di Montella.

Dove dormire al Laceno

Il Laceno è la località montana meglio servita da strutture alberghiere, eredità dell’epoca in cui la zona era un frequentato luogo scelto dagli sciatori.

Oggi, con le piste non più battute, vi è maggiore disponibilità e possibilità di pernottare al Laceno.

Tra gli hotel disponibili in zona, Il Grand Hotel Grisone, l’Hotel Cervialto, l’Hotel Ristorante Locanda Degli Hirpini.

E’ possibile anche optare per soggiorni più lunghi di un week end in sistemazioni residence o affittacamere per chi non vuole essere legato agli orari degli hotel e vivere la montagna senza limiti.

  • Grand Hotel Grisone Laceno: Via Serroncelli, 83043 Bagnoli Irpino (AV)
  • Hotel Taverna Capozzi Laceno: Via Delle Sorgenti Tronola, 1, 83043 Bagnoli Irpino (AV) 
  • Hotel Cervialto Laceno: Via Serroncelli, 10, 83043 Bagnoli Irpino (AV)
  • Hotel La Lucciola: Altopiano Laceno – Via dei prati, 2 Città: Bagnoli Irpino CAP: 83043
  • Hotel Belvedere Laceno: Via De Rogatis, 37 Città: Bagnoli Irpino CAP: 83043
  • Bed & Breakfast La Casa di Tornola: Altopiano del Laceno Via Delle Ginestre, 2 – 83043 Bagnoli Irpino (AV)

Eventi Lago Laceno e dintorni

Molti eventi al Lago Laceno vengono organizzati senza periodicità e sono saltuari. Fanno eccezione gli appuntamenti che si svolgono, ormai da anni e quasi ininterrottamente a Bagnoli Irpino e Montella

Al tartufo ed alla castagna, infatti, sono dedicati due frequentatissimi eventi, la mostra mercato del Tartufo di Bagnoli e la sagra della castagna di Montella.

Mostra Mercato del Tartufo Nero di Bagnoli Irpino

Si svolge nelle ultime settimane del mese di ottobre nel comune di Bagnoli Irpino, alle pendici dell’Altopiano. Il tartufo nero di Bagnoli, è il re dell’evento accompagnato dai non meno apprezzati prodotti locali, come i funghi e la castagna.

Numerosi gli stand enogastronomici che affollano strade e piazze di Bagnoli Irpino nelle due settimane dedicate al Tartufo. Numerosi anche i punti vendita della profumatissima pepita, denominata “il nero di Bagnoli”

Sagra della Castagna di Montella

Dal 1977 si svolge La Sagra della Castagna di Montella IGP, sempre nei primi week end di novembre. Stand gastronomici e punti vendita affollano la cittadina nei pressi del Laceno.

Oltre a pietanze e dolci con la castagna è possibile gustare prodotti caseari, formaggi stagionati, funghi e altri prodotti del sottobosco locale.

Come arrivare al Laceno

Per giungere il Laceno esistono diversi itinerari a seconda della località di partenza.

Per chi proviene da Ovest e da Nord occorre transitare lungo la Napoli Bari fono al casello di Avellino est proseguendo poi per la strada Ofantina verso Montella. Dall’uscita di Montella si raggiunge in venti minuti l’altopiano

Per chi proviene da Sud, percorrere la Reggio-Calabria Salerno e poi il raccordo Salerno Avellino, quindi imboccare l’Ofantina fino all’uscita di Montella e proseguire per il Laceno.

Da est, – Percorrendo l’Autostrada Bari-Napoli , fino  al Casello Avellino Est per poi imboccare l’Ofantina fino a Montella e poi al Lago Laceno.

In gita a Montevergine, dalla visita al Santuario della Madonna, ai sentieri di Acquafidia, alla scoperta dei sapori d’Irpinia.

Montevergine è la vetta del massiccio del Partenio che sovrasta la città di Avellino, nota in tutto il mondo per la presenza del Santuario, dove è custodito il quadro della Madonna di Montevergine, che richiama oltre un milione di visitatori e pellegrini ogni anno.

Il massiccio ricade geograficamente all’interno del territorio del comune di Mercogliano, ed è il centro più importante e conosciuto dell’intera area del Partenio, un parco protetto che tocca ben 4 delle 5 province della Campania: Avellino, Benevento, Caserta e Napoli, dove si trova anche l’oasi Wwf della Montagna di Sopra di Pannarano, sul versante del monte che affaccia sul comune del Beneventano, guardano ad Est.

Cosa fare a Montevergine

Il turismo è prevalentemente religioso, legato alla visita al Santuario ed alla venerazione del quadro della Madonna di Montevergine.

Unitamente allo spirito religioso delle visite, è possibile godere della natura incontaminata e usufruire delle numerose aree pic-nic libere sistemate lungo i tornanti di avvicinamento alla vetta.

Campo Maggiore a Montevergine

Per chi non resiste al richiamo della montagna, è d’obbligo una puntata a Campo Maggiore. Attraverso i sentieri del parco del Partenio, o dal santuario procedendo lungo stretti e irti tornanti si arriva in questo altipiano, dal quale è possibile ammirare le maggiori vette che costituiscono l’area del Partenio.

Campo Maggiore è una distesa di natura incontaminata a perdita d’occhio, dove il alcuni periodi dell’anno si assiste alla formazione di un lago carsico, che copre una parte dell’altopiano.

L’altopiano, situato a circa 1.300 metri, è raggiungibile a piedi o con auto ben equipaggiate.

Soprattutto nei periodi freddi è opportuno tenere in considerazione le evoluzioni meteo, in quanto le precipitazioni, anche nevose sono improvvise e abbondanti.

Il santuario di Montevergine

La Madonna di Montevergine

Il santuario è il luogo di eccellenza del turismo a Montevergine. La sua storia è legata alla figura di Guglielmo da Vercelli, monaco eremita poi eletto santo.

Mirabile ed imponente il complesso abbaziale voluto da Guglielmo da Vercelli nei primi anni del 1100.

All’interno è custodito il quadro della Madonna di Montevergine. Il complesso ospita anche una ricca ed importante mostra di presepi provenienti da tutto il mondo.

Nella cripta, invece, sono custodite le spoglie di San Guglielmo da Vercelli.

All’interno del Santuario, in un percorso che attraversa ben nove sale, spicca la Mostra dei presepi di Montevergine. Qui sono esposti decine di presepi, alcuni molto antichi, provenienti da tutto il mondo.

Accanto alle sale che ospitano la mostra di presepi, da non perdere è poi il Museo Abbaziale, all’interno del quale sono custoditi, dipinti, paramenti sacri e reperti marmoreo di elevato valore artistico e storico.

I Rifugi e le aree Pic-nic

Nel parco del Partenio è possibile trascorrere anche un week end immersi nella natura godendo dell’aria pulita e dell’ambiente incontaminato, usufruendo delle numerose strutture alberghiere presenti in zona.

Oltre agli hotel situati nelle vicinanze, è possibile trascorrere ore di divertimento e relax nei numerosi rifugi presenti.

Rifugio Forcetelle

Situato nel comune di Summonte, il Rifugio Forcetelle è una struttura ubicata lungo il sentiero che arriva a Campo San Giovanni. Perfettamente integrata nel contesto, è dotata di cucina e servizi igieneici oltre ad aree attrezzate con giochi all’aperto.

Rifugio Campo San Giovanni

E’ un classico rifugio di montagna, rustico e selvaggio ma molto accogliente e suggestivo. E’ dotato di servizi igienici ed area pic-nic. Ideal per una giornata all’aperto in totale relax.

Divertimento e attività a Montevergine

Oltre ai pellegrinaggi al Santuario, Montevergine e l’intero Parco del Partenio offrono numerose opportunità di divertimento.

Oasi Wwf Pannarano

Si trova sul versante beneventano di Montevergine, nel territorio del comune di Pannarano. E’ un’oasi attrezzata dotata di numerosi sentieri per il trekking, raggiungibile anche in MTB. E’ possibile ammirare la notevole complessità della vegetazione e numerose specie faunistiche presenti. Nell’area è presente anche una sorgente di acqua oligominerale potabile.

Parco Avventura Montevergine

La montagna non è solo relax, ma anche sport e divertimento. Come il parco avventura di Montevergine, situato nella pineta di Ospedaletto d’Alpinolo. Il parco è dotato di percorsi acrobatici e di arrampicata, ponti tibetani, teleferiche, e tutto quanto necessario per avventure da scalatori, in piena sicurezza..

Montevergine cosa vedere

Oltre al santuario ed alle aree pic nic, o all’altopiano di Campo Maggiore, vi sono anche altri luoghi da visitare nelle vicinanze di Montevergine.

Acquafidia

Lungo le pendici del Partenio, a poca distanza dal Santuario di Montevergine è situata la località di Acquafidia, oasi di pace, caratterizzata dalla fitta vegetazione e da fredde sorgenti. Acquafidia è uno dei luoghi raggiungibili attraverso gli itinerari che da Mercogliano si inerpicano fino alla vetta del monte. Ad Acquafidia è possibile trascorrere una giornata a contatto con la natura, tra i boschi, utilizzando l’area attrezzata per il pic nic con tanto di barbecue.

Borgo di Capocastello a Mercogliano

Abbarbicato sulle pendici che da Mercogliano si innalzano verso Montevergine si trova il borgo di Capocastello, dove è rimasta inalterata la forgia medioevale della comunità originaria di Mercogliano. Tra viuzze e anfratti è possibile ammirare le antiche mura che circondavano il borgo, unitamente ai resti dell’antico castello recentemente restaurato. Mirabile anche l’affresco di San Martino, San Fiorentino e San Flaviano sulla Porta dei Santi.

Eventi ed appuntamenti a Montevergine

Sono due gli eventi più noti che si svolgono a Montevergine, ma molti altri animano le sere d’estate dei comuni limitrofi al monte. Proponiamo i due eventi legati al culto della Madonna di Montevergine.

La Juta

Il 12 settembre di ogni anno, in occasione della festa della Madonna di Montevergine si rinnova l’appuntamento con il pellegrinaggio a piedi che da Ospedaletto D’Alpinolo conduce al santuario. La mattina del 12 settembre, i pellegrini si radunano per compiere “la Juta” dal termine dialettale “sagliuta” e cioè salita.

La Candelora

Il 2 febbraio di ogni anno, per la festa della Candelora, si celebra la cosiddetta Juta dei Femminielli, che si recano al santuario per rendere grazie alla Madonna. Il rito è tramandato da una antica tradizione secondo la quale la madonna di Montevergine avrebbe protetto e liberato due omosessuali spediti nudi ed incatenati in montagna dopo essere stati scoperti a baciarsi. Un oltraggio che nel 1200 non poteva essere tollerato dalla comunità, ma che fu accettato dalla Madonna che consentì ai due amanti di vivere liberamente il loro legame.

Dove e cosa mangiare a Montevergine

La montagna di Montevergine e l’intera area del Parco del Partenio rappresentano anche un’oasi di sapori e di profumi per chi non rinuncia all’appuntamento con la buona tavola.

Sono numerosi i ristoranti che si trovano lungo il percorso e nei comuni che ricadono nell’area del partenio.

La cucina avellinese è fedelmente riprodotta alle falde del Partenio.

Funghi, tartufo, cacciagione, formaggi stagionati, insaccati, pasta fatta in casa e vini doc e docg come Aglianico, Taurasi, Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Falaghina del Beneventano sono solo una parte dell’offerta enogastronomica di cui si può godere sia in estate che in inverno.

Ristoranti

Nel cuore del borgo di Capocastello, si trova l’Osteria I Santi, ricavata dalla ristrutturazione di due antiche grotte. Cucina tradizionale rivisitata con grande raffinatezza. Prodotti tipici e ottima selezione di vini e menù stagionale.

Sapori tipici, sapientemente miscelati ed abbinati all’Osteria La Juta di Ospedaletto d’Alpinolo. Salumi e formaggi irpini, sono il must. I fusilli impreziositi con la cipolla ramata di Montoro e caciocavallo di Calitri sono il giusto carburante prima di dirigersi verso il santuario.

A pochi chilometri dalla vetta, lungo i tornanti che conducono al Santuario di Montevergine ci si imbatte nel ristorante il Casone. Menù tipico a base di carne alla brace, ma anche tartufo e castagne nel periodo.

Fuori dalla tipicità ma non per questo meno attraente, il ristorante Aurum, a Summonte, in un palazzo signorile del ‘600, dove è possibile gustare ottimo pesce all’ombra della montagna.

Agriturismi

Se volete un agriturismo di montagna, invece, la sosta obbligata è a Villa Maccario in Contrada Utracchi ad Ospedaletto d’Alpinolo. Cucina tipica, buona pizza, ampio spazio.

Come arrivare a Montevergine

Montevergine è facilmente raggiungibile, grazie alla vicinanza del casello autostradale di Avellino Ovest, sull’A16, Napoli Canosa, che dista appena 20 minuti dalla vetta e dunque dal santuario.

Giunti al Casello, occorre seguire le indicazioni per Mercogliano. Da qui è possibile raggiungere il santuario usufruendo della Funicolare che in soli sette minuti consente l’ascesa, oppure in auto lungo i tornanti del monte, passando per Ospedaletto D’Alpinolo e Summonte.

Anche il tragitto a piedi non è particolarmente impervio. Dopo aver raggiunto Mercogliano si può optare per una lunga passeggiata, seguendo i tornanti o i numerosi sentieri che li attraversano, meno agevoli ma più “economici” per quanto riguarda la distanza.