Tutti gli articoli di Claudia Mercaldo

Giornalista pubblicista, laureata in scienze della comunicazione presso l'Università di Torino, collabora da diversi anni con Agendaonline.it

Scuola di danza “Esmeralda”Avellino parte il nuovo anno accademico al Country Sport.

Sono partiti i corsi dell’anno accademico 2021-2022 della scuola di danza Esmeralda, rinomata realtà avellinese con sede al Country Sport.

Tra specialità già in essere negli anni precedenti, e alcune interessanti novità per quello in partenza, le attività riprendono dopo la pausa estiva con la solita grinta che trova forma e sostanza nell’operato della Direttrice Artistica, Guendalina Manzi

<<Da qualche settimana stiamo già accogliendo con entusiasmo i nostri allievi dando vita al nostro nuovo anno che prevede anche dei grandi progetti – spiega Guendalina Manzi. – >>. 

Guendalina Manzi

Quali sono i corsi in programma ai quali potersi iscrivere? 

<<Ci sono le discipline che caratterizzano la nostra scuola da sempre, ovvero la danza classica, che seguo personalmente insieme alla bravissima maestra Rosaria Carifano, e il contemporaneo, con la talentuosa maestra Valeria Lanzara. Poi proseguiremo con il dancehall, che ha riscosso un notevole interesse nei nostri allievi, e poi ci sono due novità in fase di avvio e per le quali nutro un forte entusiasmo>>. 

Cosa ci può dire in merito a questi nuovi corsi della scuola?

<<Inizieremo quest’anno i corsi di yoga, sia per adulti ma anche per bambini, un’attività fisica e mentale che in questi giorni è decisamente utile al proprio benessere personale. E poi faremo lezioni di passo a due, che tanto affascinano il pubblico, ma che presuppongono soprattutto una tecnica specifica legata molto alla coordinazione e all’empatia che si deve sprigionare danzando in coppia>>. 

Quali sono i desideri legati alla sua attività per questo nuovo anno accademico? 

<<Il mio obiettivo, nonché forte desiderio, è quello di organizzare diversi stage con maestri di fama internazionale e partecipare a concorsi, che mettano in luce la bravura degli allievi e diano loro chance per il futuro>>. 

La scuola di danza Esmeralda, da oltre 10 anni riferimento ad Avellino e provincia nella formazione di ballerine e ballerini, accoglie piccoli allievi fin dai 3 anni di età, avvicinando loro al mondo della danza in maniera ludica e giocosa. Allo stesso tempo, si affida a professionisti del settore per la formazione degli allievi più grandi, con la prospettiva di formare diplomati di elevato valore artistico. 

<<Non vedo l’ora di rivedere tutto il mio gruppo di allievi, che in questi ultimi periodi mi è mancato tantissimo. Ho tanti progetti nella mia testa dedicati a loro, che rappresentano la “mia famiglia danzerina”. Nella mia attività di insegnante, lavoro sempre affinché insieme possiamo realizzare i loro desideri e raggiungere ambiti obiettivi. E in questi mesi trascorsi, ho studiato tanti video, ascoltato nuove musiche, pensato a coreografie diverse e tante idee mi sono brulicate in testa. Ho cercato di utilizzare al meglio il tempo che ho avuto a disposizione per farlo fruttare e sono pronta, insieme alle preparatissime maestre che mi affiancano, a metterle in pratica>>.

La danza è una forma d’arte che da sempre affascina persone di ogni età. Lei la pratica da quando aveva 3 anni e la insegna da quando ne aveva 18. Cosa può dire alle giovani generazioni in merito a questo tipo di “attività”? 

<<Ritengo che, soprattutto partendo dalla più tenera età, la danza sia una forma espressiva che riesce a far sognare, ad andare oltre la realtà in maniera assolutamente positiva e sana. Per questo sono innamorata del mondo della danza e mi piace trasmettere questa passione che fa bene al corpo, perché lo rinvigorisce, lo mantiene giovane e in forma, e all’anima, fornendo quella necessaria dose di bellezza e di poesia che mai come oggi sono valori necessari. E’ importante non precludere la passione per la danza lì dove è presente, ma incentivarla per raccoglierne tutti i frutti preziosi che riesce a offrire, sia in termini personali sia in termini sociali>>.  

Come ogni anno, dall’inizio del nuovo anno accademico, la Scuola di danza Esmeralda mette a disposizione due lezioni di prova gratuite per tutti i nuovi iscritti.

Esmeralda Danza: per informazioni ed iscrizioni ai corsi 2021/2022:

Fino al 30 Ottobre 2021 Iscrizione Gratuita e 2 Lezioni di Prova per i Nuovi Iscritti.

  • Direttrice Artistica Guendalina Manzi – Telefono +39 349 392 7483
    Indirizzo: Contrada Valle Santa Caterina, 83100 Picarelli Avellino presso Country Sport.

Siti Unesco in Italia: Le Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia

Siti archeologici di un fascino eccezionale, annualmente visitati da migliaia di turisti italiani e stranieri, le Necropoli Etrusche di Cerveteri e di Tarquinia costituiscono testimonianza storica tangibile dell’antica civiltà etrusca, l’unica urbana antecedente a quella dell’Antica Roma.

Per la loro importanza sono state inserite nel 2004 nella lista dei siti Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO con la motivazione di rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo e di riprodurre nello schema architettonico una testimonianza unica di questa cultura scomparsa, essendo tra le più antiche ancora presenti sul territorio.

Le due necropoli del Lazio settentrionale sono tra i primi esempi di siti sepolcrali presenti in Italia, con affreschi che riproducono fedelmente la vita quotidiana di questa cultura.

La Necropoli di Banditaccia di Cerveteri

La vasta Necropoli di Banditaccia di Cerveteri, sviluppatasi a partire dal IX secolo a.C., comprende migliaia di sepolture che partono dalle antichissime del periodo villanoviano databili IX secolo a.C. fino a quelle etrusche del III secolo a.C.

L’itinerario dedicato ai turisti prevede una serie di tombe visitabili (la più nota è sicuramente la Tomba dei Rilievi con le sue bellissime decorazioni), molte delle quali conservano ancora bene affreschi, arredi e oggetti appartenuti ai defunti. Alcuni corredi funebri sono conservati nel Museo Nazionale Archeologico di Cerveteri, mentre la maggior parte dei reperti trovati nella necropoli è presente nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e in spazi museali sparsi nel mondo.

La Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia

A Tarquinia si trova invece la Necropoli dei Monterozzi, nella foto, caratterizzata da una fine pittura sepolcrale. La struttura vide il suo sviluppo a partire dal VII secolo a.C. e custodisce numerose tombe databili tra il VI e il II secolo a.C.

Tra le più note la Tomba della Caccia e della Pesca, composta da due ambienti, la Tomba delle Leonesse o la Tomba degli Auguri, tutte magistralmente affrescate con immagini che rappresentano scene di vita e abitudini della civiltà etrusca. Una buona parte dei dipinti è oggi ammirabile nel Museo Archeologico Nazionale Tarquiniense.

Le Necropoli sono siti di raro fascino, mete ideali per appassionati di storia e culture antiche.

Da lì in poco tempo è possibile raggiungere destinazioni come Roma, con il suo bellissimo hinterland, oppure numerose località della Toscana.

Graziella Di Grezia presenta la raccolta di poesie “Versi Immersi”

Sabato 9 e domenica 10 ottobre 2021, presso l’Università Irpina del Tempo Libero ad Avellino, si svolge la “Mostra di Poesie” dal libro “Versi Immersi” di Graziella Di Grezia.

L’occasione funge anche da presentazione ufficiale del volume, scritto durante il periodo della pandemia e pubblicato dalla casa editrice partenopea Graus nel settembre 2020. Si tratta della quinta raccolta di poesie dell’artista avellinese impegnata da sempre nella scrittura di poesie e racconti brevi, nonché stimato medico radiologo che si occupa di diagnostica senologica integrata.

Abbiamo rivolto alcune domande al medico e artista Graziella Di Grezia, che ci spiega qualcosa in più dell’idea di creare una presentazione inedita e sicuramente coinvolgente del suo ultimo lavoro editoriale. 

Cosa vuol dire poter tornare a un evento live? 

<<La volontà di rivedere le persone e interagire era molto forte – ci spiega Di Grezia – Il libro è uscito a settembre 2020 e a distanza di un anno c’è stato un bel riscontro sui social che comunque hanno aiutato tanto. Immaginiamo se la pandemia fosse accaduta senza i social, in quel caso saremmo rimasti completamente isolati. Però ciò non toglie che un incontro di persone, molte delle quali hanno già letto il libro, può essere uno spunto di riflessione ancora più stimolante. Il desiderio di creare una mostra è legato al fatto di avere la presenza di persone ma non contemporaneamente. Quindi dare la possibilità di girare non restando nello stesso spazio per un tempo prolungato, in ragione delle normative e della tranquillità di coloro che intervengono>>. 

Com’è nata l’idea di una mostra di poesie? 

<<L’idea nasce sia dal criterio di adattamento a un evento che fosse quanto più vicino alla tranquillità dei presenti, sia dalla possibilità di variare l’approccio alla poesia. Normalmente a un evento di presentazione di un libro, o si parla della presentazione o dell’autore oppure si recitano dei versi che vanno ascoltati dal pubblico in maniera passiva. In questo modo invece cambiamo un po’ l’approccio: ognuno può scegliere su cosa soffermarsi, come fosse un vero e proprio quadro. Anche la possibilità di non avere le mani impegnate ma solo la vista e selezionare ciò che vuol essere letto. Ma anche poter fotografare, poter fare un selfie davanti a una cornice, potersi taggare sui social. Un approccio diverso, insomma. Rappresenta perché no, anche uno spunto di riflessione per poter sedere a una mostra senza dover necessariamente ascoltare parole sul libro o sull’autore in maniera piuttosto passiva davanti alla possibilità di interagire con la poesia stessa. E penso, anche virtualmente, che un giorno ognuno possa portare a casa una cornice o regalarla. La poesia che possa dunque girare in maniera diversa, come fosse un quadro>>. 

Graziella Di Grezia: medico e artista che sostiene la causa della poesia come elemento essenziale dell’esistenza umana. Come cura dell’anima. 

<<Partirei proprio dalla definizione di “stato di salute” da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che è stata da poco rivista. Esso viene definito come “benessere fisico, psichico, spirituale, sociale e ambientale”. Noi medici molto spesso ci occupiamo soltanto di un problema specialistico o legato a una problematica di un organo, di una patologia funzionale, del tentativo di tenere sotto controllo una persona operata. Ci occupiamo nel dettaglio di qualcosa che interessa meramente la malattia. Si è un po’ perso il concetto del medico che si occupa della persona e del suo benessere, anche in assenza di apparenti patologie. Sarebbe invece necessario garantire una figura quanto più umana possibile, che possa avere un rapporto con il paziente diretto e a tutto tondo, facendo capire la propria umanità che passa anche dall’ambito letterario. Molto spesso il medico diviene solo uno sterile operatore che si occupa di numeri, di scrivere referti, di fare interventi o visite. Concetto da rivisitare a mio avviso. Il medico è una persona che deve possedere una cultura letteraria di base e che si occupa della salute degli individui senza dimenticare le peculiarità dell’essere umano che ha di fronte. Tutto questo a favore del paziente. Mentre a favore del medico, il vivere tra malattie e persone senza condizione di benessere o con benessere parziale non è semplice. E avere la possibilità di occuparsi d’arte in qualche modo solleva dai mali quotidiani dell’essere medico. Perché le problematiche legate al lavoro operativo si possono superare con l’utilizzo di armi differenti. Quindi la poesia può rappresentare una cura per i pazienti che allo stesso tempo solleva noi medici. E se la uniamo anche alla musica, mettendo insieme i sensi, forse riusciamo ad avere una visione coinvolgente dalle stesse arti, talvolta difficili da rinnovare. Quindi è un tentativo di presentare un prodotto d’arte che nasca dalla quotidianità. La poesia nasce dalla quotidianità e si eleva ad arte>>. 

Durante l’evento “Mostra di poesie” da “Versi immersi” di Graziella Di Grezia, alcune poesie diventano protagoniste dell’esibizione di Pianoterraduo, che vede impegnate la stessa Di Grezia al pianoforte e Susanna Puopolo come voce recitante. La presentazione vede la partecipazione straordinaria del flautista Filippo Staiano, docente del Conservatorio di Napoli. 

Un Weekend alle terme in Italia e stacchi la spina dallo stress.

Con il rientro al lavoro e lo stress in agguato, è utile ritagliarsi un po’ di tempo libero per sé, magari regalandosi un weekend alle terme per staccare la spina e abbandonarsi al relax più totale.

L’Italia vanta un ampio ventaglio di strutture termali all’avanguardia, data la lunga tradizione che la caratterizza: già in epoca romana infatti nasce il fenomeno termale come luogo di benessere dall’alto valore terapeutico.

Da Nord a Sud, la Penisola offre grandi opportunità per trascorrere un piacevole soggiorno termale utile a riequilibrare la salute psicofisica.

Le Terme nel Lazio

Storici gli stabilimenti di Tivoli (Roma) e Chianciano Terme (Si), Fiuggi (Fr) centri ricchissimi di acque minerali ad azione curativa. Sauna e bagno turco per purificarsi dall’interno ed eliminare le tossine, piscine termali riscaldate e zone relax per distendere muscoli e nervi, getti d’acqua pensati appositamente per la delicata area della cervicale fino al piacevole massaggio della pianta dei piedi. Molto richiesti anche i trattamenti con il fango termale.

La fangoterapia è efficace per alleviare forme infiammatorie croniche dell’apparato locomotore come tendiniti, artrosi articolari e dolori muscolari.

Le Terme in Campania

In Campania sono storici gli stabilimenti di Pompei, Castellammare di Stabia e Pozzuoli, che uniscono alla lunga tradizione termale il patrimonio artistico, storico e naturale del Golfo di Napoli, da cui si salpa per Ischia, altra meta frequentatissima per i numerosi impianti di benessere.

Le Terme in Puglia

In Puglia ricordiamo Margherita di Savoia (Bt), città molto nota per le sue importanti saline, che offre attrezzature medico-sanitarie per cure inalatorie, riabilitazioni respiratorie, fango-balneo terapia (solo per citare alcune delle attività delle sue terme).

Le Terme in Toscana

Ancora l’asse toscano di Montecatini Terme (Pt) e Terme di Saturnia (Gr), immerse nello splendido contesto naturalistico toscano, da sempre polo di rilievo per la ricettività turistica della regione; il centro emiliano di Salsomaggiore Terme (Pr), posto tra le colline dell’Appennino parmense, o quello veneto di Abano Terme (Pd), fulcro delle antichissime Terme Euganee, che sorge in un’area vulcanica spenta.

I centri termali in Italia

Tutti all’avanguardia per attività di benessere o curative, data la lunghissima tradizione che li caratterizza, i centri termali italiani possono rappresentare una giusta pausa dal trantran quotidiano unendo alle attività che offrono una motivo in più per visitare le meravigliose città che li ospitano.

Altre informazioni

Un week end ad Assisi in Umbria.

Affacciata sulla Valle Umbra, in un rilassante paesaggio collinare, Assisi rappresenta una città ideale del Centro Italia per weekend in Italia tra natura, storia e spiritualità.

Conosciuta nel mondo per le figure di San Francesco e Santa Chiara, che qui nacquero, vissero e morirono, la città è stata riconosciuta nel 2000 Patrimonio dell’Umanità protetto dall’UNESCO insieme ai suoi siti francescani tra cui spicca la Basilica dedicata al Santo Patrono d’Italia.

I criteri di questa scelta risiedono nel ruolo fondamentale di questo fiorente territorio per la storia dell’arte mondiale, esempio perfetto di continuità tra città santuario e ambiente naturale di eterno fascino.

Assisi è infatti luogo di origine del movimento francescano che ha portato nel mondo il messaggio universale di pace e di rispetto, patrimonio immateriale custodito e protetto nel tempo.

La basilica di San Francesco

Luogo pieno di incanto e di pace, la Basilica di San Francesco custodisce fin dal 1230 le spoglie del “Poverello” di Assisi.

La sua struttura si compone di due chiese sovrapposte, la basilica inferiore in stile romanico umbro svolge sostanzialmente il ruolo di chiesa commemorativa, con la sua bellissima cripta, la basilica superiore in stile gotico ospita invece le funzioni liturgiche ufficiali ed è riconoscibile per la sua facciata con grande rosone centrale e per il prato antistante sul quale si legge la parola latina “pax”.

Bellissimi gli interni affrescati e l’imponente torre campanaria. Capolavori dell’arte medievale, basilica e affreschi di Giotto, Cimabue, Simone Martini, Pietro Lorenzetti rappresentano un chiaro punto di riferimento per lo sviluppo architettonico e artistico nel mondo.

Le altre chiese

Altri luoghi di indiscussa bellezza ad Assisi sono la Basilica di Santa Chiara, in stile gotico, edificata dopo la morte della santa tra il 1257 e il 1265, di cui custodisce la tomba e le reliquie; la Chiesa di Santa Maria Maggiore, risalente al XI-XII secolo, in stile romanico sorge su un edificio più antico di epoca paleocristiana; la Chiesa Nuova, barocca, nell’omonima piazza, accanto alla quale si trova anche l’Oratorio di San Francesco Piccolino costruito a partire dal XIII secolo; la Basilica di Santa Maria degli Angeli, cinquecentesca, che contiene la Porziuncola, la cappella dove San Francesco si raccoglieva in preghiera.

L’Eremo delle carceri

Sulle pendici del monte Subasio, a 790 metri di altitudine, poco fuori Assisi, troviamo infine l’Eremo delle Carceri, tra i luoghi di culto più importanti della zona.

Il sito sorge tra grotte naturali frequentate già in epoca paleocristiana dagli eremiti ed accolse San Francesco e i suoi seguaci per le preghiere e le meditazioni. Molto mistica la passeggiata a piedi seguendo il percorso del santo.

Cosa vedere nel Centro Storico di Napoli.

Quasi 2.500 anni di storia e un patrimonio artistico di raro valore. Napoli conserva ancora oggi la testimonianza tangibile del suo passato glorioso e della mescolanza culturale che hanno consentito il proliferare di stili diversi.

Il tessuto urbano di Napoli custodisce gli elementi delle diverse epoche conferendo al sito un valore storico che ha esercitato una profonda influenza su gran parte del continente europeo.

Facile comprendere il perché della straordinaria complessità del suo tessuto urbano e della diversità dei quartieri e dei monumenti.

Delle sue origini greche rimangono poche tracce, ovvero alcune sezioni delle mura originarie, mentre del periodo romano testimonianza sono i cimiteri, le catacombe e il grande Teatro.

All’interno della Cattedrale troviamo il primo edificio religioso del periodo cristiano, la Cappella di Santa Restituita, mentre le chiese di San Gennaro e quella di San Giorgio possiedono elementi architettonici risalenti al IV e al V secolo d.C. Di epoca normanna il Castel dell’Ovo, tra i monumenti più rappresentativi della città partenopea, che si staglia nel mare creando un magnifico colpo d’occhio con il Vesuvio a cornice.

Di stile gotico longobardo sono invece la Chiesa di San Lorenzo Maggiore, Santa Chiara, Santa Maria Donnaregina e il Palazzo del Principe di Taranto.

A seguire, il filone architettonico legato alla dominazione aragonese, che include monumenti quali la Chiesa di Santa Caterina, il complesso di Monteoliveto e Sant’Anna dei Lombardi, il Palazzo Reale, il collegio gesuita di Capodimonte e il convento di Sant’Agostino.

Molto suggestivo e pittoresco rimane il quartiere vecchio, fatto di strette strade che occupano oggi l’originario centro greco-romano.

Qui si trova anche Castel Capuano, antica residenza reale, e Porta Capuana (1484).

Oltre al nucleo antico, meritano una passeggiata la costa cittadina, dove la bellezza della natura e del golfo incontrano la mano dell’uomo tra vicoli angusti e sfarzose costruzioni signorili, e la parte rinascimentale del centro città, dove troviamo anche il Teatro San Carlo, la Galleria Umberto I, il Maschio Angioino e la grandiosa e affascinante Piazza del Plebiscito.

Da oltre 200 anni, la Reggia di Caserta incanta il mondo.

Un complesso monumentale maestoso e sfarzoso, che si distingue per la sontuosità degli ambienti interni e per la cura del suo immenso parco, realizzato in base agli schemi delle migliori regge europee settecentesche: è il Palazzo Reale di Caserta che, insieme all’Acquedotto del Vanvitelli e al borgo manifatturiero di San Leucio, è fin dal 1997 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

La Reggia di Caserta, tra i monumenti più visitati in Italia, è uno dei più fastosi e splendidi palazzi che mai sovrano abbia fatto costruire. Infatti appena varcato l’ingresso, si ha subito l’impressione di entrare in un palazzo di fiaba.

Infatti non si può non restare colpiti dalla bellezza e dalla sontuosità delle sale di rappresentanza e di ricevimento, quasi tutte tappezzate con seta di San Leucio, ricche di preziose decorazioni, di arazzi, di mobili e specchi, che si snodano lungo ariosi corridoi e passetti, intorno ai quattro grandi cortili .

Dall’atrio si entra nelle stanze reali che si suddividono in appartamento vecchio ( fine XVIII secolo) ed appartamento nuovo (inizio XIX secolo). Dalle prime sale degli Alabardieri e delle Guardie del Corpo si giunge nel salone di Alessandro e quindi alla Sala del trono ed ad una serie di salotti e di stanze arredate da mobili in stile impero.

L’ala settecentesca è, invece, un vero e proprio museo dell’artigianato artistico partenopeo della fine del XVIII secolo. In essa di susseguono sale di ricevimento con affreschi ispirati alle quattro stagioni, salotti, “boudoir”, riccamente decorati secondo gli stili tardo barocco o rococò.

L’affresco della Sala di Alessandro il Grande, la Camera da letto di Francesco II e il suggestivo scalone d’onore (117 gradini, tutti realizzati in un unico blocco di pietra lumachella di Trapani) che ha visto sfilare nel 1994 i Capi di Stato intervenuti in occasione della riunione dei Sette Grandi, rappresentano solo alcuni esempi della grandiosità del Palazzo vanvitelliano che vanta anche una Biblioteca ricca di diecimila a volumi.

Il visitatore resterà inoltre stupefatto dalla varietà di stucchi e ori, marmi, della Cappella Palatina e del Teatro di Corte (unica opera che il Vanvitelli ultimò; infatti il compito di terminare la costruzione e di definire il parco ancora in fase di progettazione fu affidato a Carlo Vanvitelli , figlio di Luigi ) che continuano ad aprire i loro regali battenti per appuntamenti culturali di notevole valenza artistica. Una particolare attenzione merita il Presepe napoletano con pastori d’epoca.

Il Progetto

Il progetto della reggia casertana fu voluto da Carlo di Borbone nel 1750, quale simbolo di potere del suo regno che potesse competere per importanza e sfarzo con la Reggia di Versailles. Incaricato della realizzazione fu il Maestro Luigi Vanvitelli.

I numeri del Palazzo Reale sono davvero esorbitanti: 1742 finestre, 1200 stanze, 34 scale interne per cinque piani che si allargano su una superficie di 50.000 metri quadrati. La maestosità degli interni eguaglia quella degli spazi esterni.

I giardini della Reggia di Caserta

Il Parco

Il parco, anch’esso opera di Vanvitelli, sebbene terminato e in parte modificato dopo la sua morte, è strutturato con un asse principale lungo tre chilometri e scandito da fontane barocche e gruppi statuari che terminano con la Grande Cascata, altamente scenografica.

Il Giardino all’Inglese

Sulla destra si aprono i venticinque ettari di Giardino Inglese, in cui trovano luogo piante esotiche, vegetazione rara, statue e ruscelli.

Il suo volume (oltre due milioni di metri cubi) ha decretato la Reggia di Caserta la più grande residenza reale al mondo.

Essa rappresenta inoltre un importante polo attrattivo del Meridione d’Italia, visitata ogni anno da turisti italiani e stranieri.

Insieme alla Reggia, sono inclusi tra i Patrimoni dell’Umanità casertani anche San Leucio e l’Acquedotto.

L’Acquedotto di Vanvitelli

Quest’ultimo, i cui lavori coordinati dal Vanvitelli presero il via nel 1753, nacque per fornire il giusto apporto idrico alla Reggia e al complesso di San Leucio prelevando le acque dalla fonte del Monte Taburno.

Esso è ancora oggi un magnifico esempio di ingegneria idraulica e di architettura.

Il Complesso di San Leucio

Nel borgo di San Leucio troviamo infine il complesso tessile per la lavorazione della seta voluto da Ferdinando IV.

Era da qui che partivano un tempo per tutto il mondo alcune delle migliori lavorazioni in seta mai realizzate, che conquistarono presto la fama internazionale.

Ancora oggi nel Museo della Seta è possibile ammirare i macchinari del Settecento adoperati e, visitando il borgo, apprezzare questo gioiello dell’archeologia industriale.

Cosa vedere ai Musei Vaticani, le opere, i dipinti e le statue da non perdere.

Per trascorrere un weekend all’insegna della cultura, i Musei Vaticani rappresentano una delle mete predilette da turisti, appassionati o semplici curiosi.

Per i milioni di turisti che ogni anno arrivano a Roma sono un must.

La maestosità delle sale e la grandiosità delle opere in essi racchiuse ne fanno fiore all’occhiello dell’immenso patrimonio artistico presente sul territorio italiano.

I Musei Vaticani sono tra i luoghi d’arte più visitati al mondo. Ed anche tra i più “ricchi”, considerando che conservano un patrimonio artistico di inestimabile valore, accumulato, nei secoli, dalla Chiesa cattolica e dai Papi. 

Dal grande Raffaello nelle Stanze a Michelangelo nella Cappella Sistina, dal genio di Leonardo, Giotto, Caravaggio nella Pinacoteca fino a Matisse, Van Gogh e Moore nell’area dedicata all’Arte Religiosa Moderna.

Per poi perdersi nei segreti di antichissime civiltà nel Museo Gregoriano Egizio e nel Museo Gregoriano Etrusco o in quelle extraeuropee del Museo Missionario Etnologico.

Attraverso cinque secoli, i Papi di Roma hanno costruito un paradiso culturale che racchiude le opere dei più importanti artisti di tutti i tempi. Ogni stagione è quella giusta per concedersi un weekend in una grande città d’arte, meglio se in compagnia dell’intera famiglia.

I Musei Vaticani, ubicati all’interno della Città del Vaticano, sono stati fondati nel XVI secolo da Papa Giulio II.

Il plurale, nella denominazione, è d’obbligo e dovuto al fatto che, in realtà, si tratta di un insieme di Palazzi, Cappelle e Gallerie che ospitano capolavori dei più grandi nomi della storia dell’arte.

Tra le Cappelle che ricadono all’interno dei Musei Vaticani, la più celebre è senza dubbio la Cappella Sistina, con le decorazioni di Michelangelo e di pittori del calibro di Perugino, Botticelli e Ghirlandaio giusto per citarne qualcuno, ma una visita accurata meritano anche la Cappella Niccolina e la Cappella di Urbano VII.

Suggestive per la ricchezza delle opere esposte sono, poi, le Gallerie, a cominciare dalla Galleria degli Arazzi e dalla Galleria dei Candelabri.

Particolarissime, per l’importanza storica che hanno rivestito e per gli attuali contenuti, sono le stanze e gli appartamenti: dalla Sala della biga all’Appartamento di San Pio V, dalle Stanze di Raffaello all’Appartamento dei Borgia.

All’interno dei Musei Vaticani è possibile visitare la pinacoteca vaticana (con opere, tra gli altri, di Michelangelo, Raffaello e Beato Angelico), la Collezione d’Arte religiosa moderna (con opere di Carrà e De Chirico), il Museo Gregoriano Egizio, il Museo Gregoriano Etrusco, il Museo Pio Cristiano, il Museo Gregoriano Profano, il Museo Chiaramonti, i Musei della Biblioteca Apostolica Vaticana, il Museo Filatelico e Numismatico, il Museo Missionario Etnologico e il Museo Pio Clementino.

All’interno dei Musei Vaticani sono conservate sia sculture dell’arte antica, come  “Augusto di Prima Porta”, “Gruppo del Laocoonte”, “Apollo del Belvedere”, “Statua colossale di Claudio”, “Ritratto del decennale di Traiano”, che opere medioevali (su tutte quelle di Giotto), rinascimentali (Raffaello, Michelangelo e Leonardo) e moderne (Caravaggio, Canova).

Cosa fare dopo la visita ai Musei vaticani?

Una romantica Roma ti attende con i suggestivi scorci, le passeggiate per le vie dello shopping, un viaggio sul Tevere a bordo del battello o semplicemente ripercorrendo i luoghi della Dolce Vita.

La Sardegna del Nord, una buona idea per un week end di fine stagione.

Cerchi idee per una vacanza di fine stagione? Prenota un week end in Sardegna. 

Quando si pensa a quest’isola subito vengono alla mente immagini di spiagge da sogno, mare cristallino, fondali ricchi e tanto divertimento nei locali tra i più blasonati d’Italia.

Da est a ovest, da nord a sud la Sardegna è totalmente affascinante: tra cultura e tradizioni, natura e storia, prodotti d’artigianato e specialità gastronomiche.

Qui vogliamo soffermarci sulla Sardegna settentrionale, scegliendo una località della costa nordoccidentale, Porto Torres, una più centrale, Tempio Pausania, e una del versante nordorientale, San Teodoro.

La prima, Porto Torres, si colloca nel mezzo del Golfo dell’Asinara e rappresenta il più importante porto di tutta la Sardegna del nord.

In provincia di Sassari, da cui dista circa 30 minuti di automibile, Porto Torres vanta magnifiche spiagge tra cui quella di Platamona. La città registra il maggior numero di sbarchi durante la stagione estiva, quando la costa sarda è letteralmente presa d’assalto da turisti provenienti da tutto il mondo.

Da Porto Torres in poco tempo si possono raggiungere le meravigliose spiagge di Stintino, ma prima si consiglia di visitare la città che racchiude un bel centro storico, alcuni interessanti scorci marini e numerose opere monumentali anche di origine romana.

Spostiamoci poi verso oriente, nell’entroterra, precisamente nel cuore della storica regione della Gallura.

Qui troviamo Tempio Pausania (capoluogo con Olbia della provincia Olbia-Tempio). Ben 22 siti nuragici, importantissimi reperti archeologici riconducibili all’età del Bronzo, impianti termali tra i più rinomati della zona e un’area naturalistica rigogliosa.

Tempio Pausania è una località che racchiude tutte le tradizioni e le caratteristiche più rappresentative di una delle regioni più conosciute di tutta la Sardegna.

Da qui si può facilmente raggiungere anche la zona costiera compresa tra Castelsardo e la celebre Costa Smeralda.

Scendendo la costa verso sud, superate Porto Cervo, Porto Rotondo, Olbia si incontra anche San Teodoro.

Tra le maggiori mete del turismo balneare sardo, per le sue incantevoli spiagge e un buon sistema ricettivo, San Teodoro può vantare numerosi piatti della più tipica tradizione culinaria gallurese tra cui la zuppa (a base di pane, formaggio e brodo di manzo) e il pescato (ostriche, aragosta, cernia).

La Scuola di Danza Esmeralda all’Avellino Summer Fest 2021.

Sarà la Scuola di Danza Esmeralda di Guendalina Manzi a dar vita allo spettacolo “Suite Danzante” che si terrà nelle giornate di mercoledì 25 (ore 21.00) e venerdì 27 agosto (ore 20.00) e di domenica 12 settembre.

Il Piazzale dell’Eliseo farà da palcoscenico alle coreografie delle maestre Guendalina Manzi, Direttrice Artistica della prestigiosa accademia di danza avellinese, e Valeria Lanzara.

Uno spettacolo che unisce danza classica e contemporanea attraverso nuove coreografie eseguite su brani immortali del repertorio musicale internazionale.  

A dare forma alla “Suite Danzante” dell’Esmeralda, ballerini professionisti che vantano prestigiose formazioni accademiche e che da tempo collaborano con la scuola che ha sede negli ambienti del Country Sport di Avellino.

Mario Genovese, Ludovica Amoroso e Salia Chiusano, con la loro grazia e preparazione, allieteranno il pubblico presente presso la struttura del centro cittadino per un evento serale di fine estate che fa sognare e regala bellezza.  

Programma

  • Needing Answers (coreografia Valeria Lanzara; danza Salia Chiusano)
  • Aria sulla IV corda, di J.S.Bach (coreografia Valeria Lanzara; danzano Ludovica Amoroso e Mario Genovese)
  • Por una cabeza, di C.Gardel (coreografia Valeria Lanzara; danzano Salia Chiusano e Mario Genovese)
  • Salut d’amour, E. Elgar (coreografia Guendalina Manzi; danzano Ludovica Amoroso e Mario Genovese)
  • Il Postino, di L.Bacalov (coreografia Guendalina Manzi; danza Ludovica Amoroso)

La scuola di danza Esmeralda, da oltre dieci anni riferimento per Avellino e provincia nella formazione di ballerine e ballerini di ogni età, vanta prestigiose collaborazioni con maestri esterni di fama internazionale e numerosi riconoscimenti ottenuti. 

E i suoi tre appuntamenti contenuti nel cartellone della rassegna vogliono dare il via a una nuova stagione all’insegna dell’arte e della bellezza. 

Avellino Summer Fest 2021

Con l’Avellino Summer Fest, organizzato dall’amministrazione comunale e fortemente voluto anche con l’obiettivo di ridare vita a spazi e strutture cittadine, la cultura si diffonde in ogni sua derivazione: dalla musica alla lettura, dal teatro al cinema, dalla fotografia agli eventi per bambini, dall’arte alla danza, appunto.  

Una ribalta dell’ultimo mese estivo mirata a promuovere i talenti locali e a ridare spazio a socializzazione e spettacoli dall’elevato spessore artistico.

Prenotazione Avellino Summer Fest

Nel rispetto delle norme anti-Covid, l’accesso agli spettacoli è consentito esclusivamente tramite prenotazione (al numero +3908251930524 dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30).

Ogni partecipante dovrà essere munito di Green Pass e rispettare le regole sul distanziamento sociale.