Tutti gli articoli di Claudia Mercaldo

Giornalista pubblicista, laureata in scienze della comunicazione presso l'Università di Torino, collabora da diversi anni con Agendaonline.it

Weekend a Parigi: a spasso tra ristoranti, bistrot e brasserie mangiando tipicità francesi.

Stai pensando di trascorrere un weekend a Parigi ? La Ville Lumière(la città delle luci)  oltre a essere una delle capitali più romantiche del mondo e tra le mete più frequentate durante tutte le stagioni (dalle piacevoli passeggiate primaverili lungo la Senna all’atmosfera magica che si respira a Natale, con i suoi mercatini e le luci che invadono ogni strada e monumento), è soprattutto capitale della buona cucina.

E’ risaputo che i ristoranti francesi siano tra i più famosi al mondo. La passione per la buona tavola fa del mangiar fuori uno dei piaceri più desiderati di un soggiorno a Parigi.

Cosa mangiare a Parigi?

Ristoranti stellati, caratteristici bistrot, tranquille sale da tè, culturali caffè, enoteche che servono pregiati vini dalla lunga storia: il gusto francese si declina in molteplici forme.

Nella Ville Lumière la scelta dei cibi è molto ampia e va dalla tipica baguette farcita (la soluzione più economica e più parigina che ci sia per risolvere un pasto veloce insieme alle crepes, disponibili dolci o salate, presenti nei banchetti e nei chioschi della città), ai raffinati piatti di carne cucinati con cura e presentati con eleganza, alla pasticceria che vanta una lunga ed eccellente tradizione.

Per gustare la semplice cucina regionale conviene entrare in una delle tante brasserie o bistrot, dove vengono serviti deliziosi piatti a prezzi generalmente economici.

I ristoranti sono ritenuti veri e propri ambasciatori del buon gusto.

Tra vini superlativi e formaggi, foie gras ed escargot, coq au vin o boeuf bourguignon, senza dimenticare le onnipresenti ostriche, immancabili sulla tavola dei parigini.

Dove trovare buoni ristoranti e bistrot a Parigi?

Difficile dirlo perché a Parigi si mangia bene un po’ ovunque (i migliori sono sicuramente però quelli più frequentati dai francesi).

Numerosi sono i locali caratteristici nelle zone di St-Germain-des-Prés e del Quartiere Latino, interessanti anche quelli del quartiere dell’arte del Marais.

Ristoranti più cari invece nella zona degli Champs-Elysées e della Madeliene.

Alla scoperta del Piemonte: vacanze tra storia, attrattive naturali e buon gusto a tavola.

Il Piemonte, oltre alla bellezza del suo capoluogo Torino, città ricca di fascino e dal passato illustre, raccoglie al suo interno tanti tesori architettonici e artistici oltre a numerose aree protette naturalistiche.

Il turista potrà visitare non solo la città sabauda, attraversata dal Po, e i suoi monumenti, ma anche le immense distese del Monferrato, i parchi tra le colline dell’astigiano, antichi castelli e pregevoli regge disseminati lungo tutta la regione, oltre a itinerari sportivi e invernali che possono contare su rinomate località sciistiche.

I percorsi culturali nel Piemonte, sulle orme sabaude

Torino, contro ogni pregiudizio che la definiva grigia e austera, si rivela agli occhi di coloro che decidono di visitarla una realtà vivace, creativa e ricca di attrattive e luoghi pieni di interesse.

A partire dalle numerose piazze circondate dai caratteristici portici: l’immensa Piazza Vittorio Veneto, che si affaccia sul Po e che guarda alla Chiesa della Gran Madre di Dio, è vicina anche al noto Castello del Valentino; Piazza Castello, adiacente alle residenze sabaude del Palazzo Reale e Palazzo Madama, sede del Museo Civico d’Arte Antica; Piazza San Carlo, cuore pulsante e commerciale della città, sull’asse della frequentatissima strada dello shopping Via Roma; l’ottocentesca Piazza Carlo Felice di fronte alla stazione di Torino Porta Nuova o la storica Piazza Statuto al cui centro troviamo il monumento al Traforo del Frejus.

Da non dimenticare la visita al famoso Duomo (1491-1498) con la cappella barocca dove è conservata la Sacra Sindone, meta continua di viaggi spirituali, alla Mole Antonelliana, simbolo indiscusso della città, collocata proprio nel cuore della città e raggiungibile dalla centralissima Via Po, nella quale poter visitare l’importante Museo Nazionale del Cinema, e al Museo Egizio, considerato il più importante al mondo dopo quello del Cairo per il valore dei reperti in esso conservati. Ma un viaggio culturale in Piemonte non include solo Torino.

Luoghi di interesse sono la vicina Basilica di Superga, la Reggia di Venaria, la Palazzina di caccia di Stupinigi, Patrimonio dell’Umanità Unesco nell’ambito del circuito delle residenze sabaude, il Castello Reale di Racconigi o il Castello Malingri di Bagnolo (in provincia di Cuneo), il Ricetto di Candelo (certificato tra i borghi più belli d’Italia, a pochi chilometri da Biella), il complesso dei Sacri Monti inseriti nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità Unesco tra cui il Sacro Monte di Crea (che si erge su uno dei punti più elevati del Basso Monferrato, nella provincia di Alessandria), il Sacro Monte di Ghiffa (con una splendida vista sul Lago Maggiore) e il Sacro Monte di Varallo, in provincia di Vercelli.

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I palazzi ed i castelli reali di Torino

Vacanze in montagna: ecco le località del turismo piemontese

Idee per le vacanze in montagna in Piemonte? Una meta nota a tutti gli appassionati di sport invernali è il Sestriere che con il comprensorio sciistico internazionale della Via Lattea assicura moderni impianti di risalita, 400 km di piste, innevate anche artificialmente, per settimane bianche all’insegna del divertimento. Sci di fondo praticabile anche nella bella Val Varaita (Cn), di cui il Monviso ne è emblema.

Tra i numerosi centri di fondo troviamo quello di Valmala con le piste che si snodano nelle tre direzioni del Pian Madama, del colle della Ciambra e della località Boisa.

La zona offre piste di sci da discesa, di sci alpino e attività legate alle cascate di ghiaccio. Non solo montagna invernale.

I parchi in Piemonte

Il Piemonte dispone di riserve naturali e parchi praticabili in tutte le stagioni: tra le colline astigiane troviamo il Parco Naturale di Rocchetta Tanaro, le riserve naturali di Valle Andona, Valle Botto, Valle Grande e Val Sarmassa; il Centro Cicogne di Racconigi, con centro visite e sentiero natura molto interessante anche per uscite con bambini; gli itinerari attraverso i cinque laghi della Serra di Ivrea oppure il Parco del Laghi di Avigliana, situato all’imbocco della Valle di Susa per passeggiate nella quiete della natura incontaminata.

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Le specialità della cucina piemontese e le vie del vino

Piatti tipici della regione sono la bagna cauda, il brasato al Barolo o la soma. Tra gli ingredienti principali della cucina il prelibato tartufo bianco di Alba, il formaggio Bra, il riso, coltivato nelle ampie risaie vercellesi, cucinato nei modi più svariati (ricordiamo qui la paniscia di Novara), le castagne e le nocciole.

Grande tradizione dolciaria che annovera cavalli di battaglia come il gianduiotto, l’amaretto di Saronno, i crumiri di Casale Monferrato, la polenta di Marengo, la torta di San Pedar. Eccellenti i vini, tra i più noti d’Italia.

Oltre al famosissimo Barolo, ricordiamo il Barbaresco, il Gattinara, il Ghemme, il Barbera, il Nebbiolo, il Grignolino, il Moscato, il Dolcetto e lo spumante delle uve astigiane da cui prende il nome.

Vacanze in Lombardia? Scopri gli itinerari culturali e naturalistici.

Prenotare una vacanza in Lombardia significa scegliere un territorio denso di attrazioni turistiche.

A partire dal capoluogo, Milano, città che pullula di attività ricettive e culturali, si può intraprendere un percorso tra le città d’arte di Pavia o Mantova, oppure panoramiche traversate del Lago di Como, del Lago Maggiore e del Lago d’Iseo, e perdersi tra le bellezze delle altissime cime delle Alpi, in Valtellina, adatte agli amanti dello sci alpino o delle valli prealpine per escursioni e itinerari naturalistici.

Nella regione è da sempre molto diffuso un turismo d’affari nazionale e internazionale, supportato da una efficiente rete di trasporti. Ottimo il sistema aeroportuale che comprende le quattro strutture di Milano Malpensa, Milano Linate, Orio al Serio e Montichiari.

Cosa vedere a Milano

Milano è molto accogliente con i suoi visitatori: capitale della moda e dello shopping, degli aperitivi e del divertimento, ma soprattutto città culturale.

Per iniziare, la Pinacoteca Nazionale di Brera, una delle più grandi collezioni d’arte che racchiude lavori di Raffaello, Mantenga e Piero della Francesca; i maestosi monumenti tra cui ricordare il Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele II, il Teatro alla Scala, il Castello Sforzesco, la Basilica di San Ambrogio, il Cimitero Monumentale, la Stazione Centrale, il Monumento ad Alessandro Manzoni oltre a uno specifico percorso dedicato al genio di Leonardo da vinci, che ha vissuto a Milano diversi anni lasciandone tangibile traccia.

Cosa vedere in Lombardia

Città piene di fascino sono Mantova (famosa per aver dato i natali al poeta latino Virgilio, è avvolta nel fascino medioevale ed è ricca di monumenti di grande bellezza elevati durante il regno dei Gonzaga), Pavia (sede di una delle più antiche università, ha conservato magnifiche chiese, torri medioevali, il grandioso Castello Visconteo e numerosi monumenti storici e artistici), e ancora Como, Brescia e Cremona, con le loro bellezze naturali e paesaggistiche, sono ricche di notevoli esempi di architettura che le ha abbellite nel corso dei secoli.

Per coloro che vogliono conoscere meglio la storia della Lombardia, itinerari consigliati quelli alla scoperta della Bergamo Alta e di alcuni piccoli borghi tra cui segnaliamo Solferino, Magenta, Pontida e Goito, località molto importanti per le vicende che in passato li hanno visti protagonisti.

I percorsi dei laghi e le vie dell’acqua in Lombardia

Egregiamente descritti dal grande scrittore Alessandro Manzoni, i paesaggi lacustri della Lombardia sono pieni di fascino senza tempo.

Perché non programmare quindi una romantica navigazione su uno dei quattro laghi per ammirarne appieno le bellezze.

Iniziando proprio dal Lago di Como con i suoi caratteristici borghi: Cernobbio e le monumentali ville (Villa d’Este, Villa Pizzo, Villa Erba), Moltrasio, sede dei soggiorni di Winston Churchill e Vincenzo Bellini, Brienno, tra i borghi più antichi in assoluto, l’Isola Comacina, ricca di storia, Gravedona, che ospita la Chiesa di Santa Maria del Tiglio, uno dei massimo esempi dell’architettura romanica lombarda o l’oasi naturale del Pan di Spagna, circondata da campeggi rivieraschi; e ancora il Lago Maggiore varesino da Maccagno ad Angera, balneabile in alcuni punti, il Lago d’Iseo, dominato dal Monte Isola, dove poter praticare anche diverse attività sportive tra cui nuoto, windsurf, pesca o velistiche e subacquee o il Lago di Garda bresciano, da Sirmione a Limone del Garda, con le sue spiagge e i borghi lungo le rive. Infine i percorsi fluviali dell’Adda e del Ticino, cornice suggestiva di bellezze naturalistiche e faunistiche.

Cucina lombarda: non solo risotto e cotoletta alla milanese

I piatti lombardi più tipici sono sicuramente quelli della Valtellina, tra i quali ricordiamo i pizzoccheri, la polenta e il panadél.

Nella provincia di Mantova caratteristici quelli a base di baccalà e i tortelli di zucca (farciti con amaretti di Saronno).

Tra i secondi di carne, la cassoeula, fatta di verza e parti meno nobili del maiale, piatto della tradizione contadina.

Per finire con un brindisi, cosa c’è di meglio di un calice di Franciacorta, originario della omonima zona di produzione situata tra le città di Bergamo e Brescia.

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Professione Consulente Assicurativo, Sara Napolillo: “Orgogliosa del mio lavoro”.

Una giovane consulente assicurativa che ha trovato nell’ Agenzia  Generali  Avellino Italia  la propria dimensione lavorativa: l’esperienza professionale e personale di Sara Napolillo

Il percorso di formazione dell’ Agenzia Generali Avellino Italia punta a creare un Professionista che possa accompagnare il cliente nelle evoluzioni delle sue esigenze, sia personali e familiari, ma anche professionali .

Una figura che si prenda cura della protezione e delle opportunità di risparmio, necessarie a creare un futuro stabile e sereno.

Dell’Agenzia di Avellino, guidata dall’Agente Generale Paolo Sanfilippo, abbiamo parlato con la Consulente Sara Napolillo, fiera e determinata nonostante la giovane età. 

<<Ho 25 anni e sono nell’ Agenzia  Generali  Avellino Italia dal mese di settembre del 2016. Devo dire che quando sono entrata non avevo le idee chiare sulla professione, ma gradualmente è nata in me la curiosità di esplorarne tutte le sfaccettature, soprattutto vedendo il lavoro miei colleghi Senior e del mio Team Manager, Giovanni Taddeo. Ho desiderato mettermi alla prova muovendomi sul territorio non solo di Avellino ma anche di una parte della provincia a cui sono particolarmente legata, ed oggi porto avanti con passione il mio lavoro>>. 

Quali sono per lei i valori che deve possedere un consulente assicurativo?

<<Per me la trasparenza è fondamentale. Puntiamo tutto sulla nuova figura del Consulente Evoluto: siamo Professionisti specializzati e altamente formati nell’ aiutare le persone al raggiungimento degli obiettivi di vita con lealtà e correttezza. Rispondere alle loro  esigenze: ecco cosa ci motiva>>. 

Parlare di ruolo sociale del Consulente Assicurativo cosa vuol dire per lei?

<<Sentirmi dire “Grazie” rappresenta per me il valore “sociale” della Professione e mi rende assolutamente orgogliosa del mio lavoro>>. 

Cosa ci dice della sua Agenzia: punti di forza e motivi che la differenziano dal resto?

<<Generali Italia è un colosso del settore che mette al centro l’individuo, dal punto di vista umano e professionale. Fa della formazione, costantemente al passo con i cambiamenti, il proprio punto di forza. Seguiamo riunioni settimanali di aggiornamento on line con l’Agente Generale per avere sempre una visione completa e una preparazione ampia e approfondita. Essere ”Partner di Vita” è lo slogan a cui noi tutti ci ispiriamo affinché il cliente non si senta mai solo. Generali Avellino Italia ha puntato tantissimo sul digitale proprio per seguire tutti, nonostante l’insorgere dell’emergenza legata al Covid. Ci siamo adattati subito al cambiamento e anche questo è sinonimo di professionalità ed efficienza. >>. 

Cosa si sente di dire a un giovane che sta per entrare in Generali Italia?

<<Si lavora da libero professionista, quindi si ha la possibilità di organizzare al meglio il proprio tempo attraverso una seria pianificazione delle attività. Il nostro è un lavoro dinamico, emozionale, che offre tante opportunità. È una continua evoluzione, con la possibilità di migliorare e di crescere per raggiungere obiettivi sempre più sfidanti . Si entra in un Team, in una squadra coesa, che ti affianca fin dal primo giorno. E’ un lavoro ma anche una grande opportunità di vita>>. 

Entra anche tu nel team dei consulenti assicurativi e previdenziali di Generali Italia Avellino

Il Consulente assicurativo e previdenziale è un professionista specializzato nel cogliere i bisogni dei clienti e nel proporre le migliori soluzioni assicurative all’interno di un mercato in continua evoluzione grazie a strumenti digitali e all’avanguardia.

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I Mercatini in Piemonte nel 2021 tra usato, antiquariato e modernariato.

Cerchi le date dei mercatini in Piemonte? Scopri il calendario dei mercatini dell’usato ,delle pulci, dell’antiquariato, del modernariato e dell’artigianato organizzati nelle province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Torino e Vercelli.

Non è sempre facile riuscire ad ottenere informazioni precise dagli organizzatori delle fiere organizzate nella regione Piemonte. Non di rado i mercatini possono essere annullati, spostati senza preavviso e le date modificate. Contatta sempre gli organizzatori prima di recarti sul posto.

Vuoi inserire il tuo mercatino in Piemonte o segnalarci qualcosa? Scrivici

Mercatini del sabato e della domenica in Piemonte

Scopri le date dei mercatini organizzati il sabato e la domenica nella regione Piemonte.

In Piemonte si organizzano numerose manifestazioni fieristiche e sono davvero tanti i mercatini, sparsi in tutta la regione, che attirano ogni mese l’interesse della popolazione e dei curiosi alla ricerca di qualche bella occasione.

Mercatini Torino

Nel cuore pulsante di Torino, a Piazza Vittorio Veneto, ogni prima domenica del mese si svolge il Mercato dell’antiquariato: più di 80 espositori per soddisfare le esigenze di collezionisti e amanti dell’antico.

Spostandoci verso la grande area del centro storico cittadino, Porta Palazzo, oltre a trovare il quotidiano mercato all’aperto (il più ampio d’Europa), possiamo scoprire il Gran Balon: Fiera del c’era una volta. Ogni seconda domenica del mese, circa 200 espositori danno vita a un importante appuntamento per tutti gli appassionati di vintage e antiquariato.

Tra gli ulteriori mercatini del capoluogo piemontese ricordiamo: Il libro ritrovato a Piazza Carlo Felice, che espone libri antichi, e gli altri d’antiquariato e delle pulci: quello in Piazzetta della Gran Madre, quello in Piazza Abba, che si svolge tutte le quarte domeniche del mese, e quello al coperto di Via don Grioli, che si svolge tutte le seconde domeniche del mese, mercatini per tutti, privati, hobbisti e operatori professionali.

Mercatini Provincia di Torino

Ma anche la provincia di Torino è ricca di appuntamenti con artigianato, modernariato e antiquariato appunto. Tra gli altri ricordiamo i mercatini delle pulci a Giaveno, Pinerolo, Rivalta, Rivoli, San Mauro e quelli dell’antiquariato a Carmagnola, Grugliasco e a Venaria Reale.

Mercatini Alessandria

Alessandria, al centro del triangolo Torino-Milano-Genova, rappresenta un nodo strategico di interscambio tra le tre regioni. La provincia offre buone possibilità di trovare mercatini dell’antiquariato e degli oggetti antichi e usati, come quelli di Casale Monferrato, Novi Ligure, Ovada e Tortona.

Appuntamenti

Valenza torna il mercatino dell’antiquariato con l’Officina dei Ricordi che di svolgerà da domenica 27 giugno dalle ore 9 alle 19. L’evento si svolgerà lungo corso Garibaldi. Qui verranno disposti una serie di banchi selezionati di antiquariato, artigianato e prodotti di eccellenza del settore food. L’Officina dei Ricordi verrà ripetuta tutti i mesi la quarta domenica, diventando così un appuntamento fisso negli eventi valenzani.

Mercatini Asti

Asti, la città famosa al mondo per i suoi vini, dà appuntamento con i due mercati cittadini presso Piazza San Secondo e Piazza Cattedrale, per scovare occasioni tra gli oggetti antichi e usati. In provincia, ricordiamo ancora quelli che si svolgono nei comuni di Castelnuovo Don Bosco, Moncalvo e Nizza Monferrato.

Mercatini Biella

A Biella, ogni ultima domenica di marzo, giugno e settembre, in Piazza San Cassiano appuntamento con oltre 280 espositori per il Mercatino dell’antiquariato minore. Per gli amanti dell’antico, opportunità con scadenza mensile invece a Cossato, ogni primo sabato del mese.

Mercatini Cuneo

Nella città di Cuneo l’esposizione di oggetti di antiquariato è a Piazza Europa e Corso Nizza, con il Trovarobe, da gennaio al novembre il quarto sabato del mese. Spostandoci in provincia, mercatini delle pulci ad Alba (Ogni venerdì dalle 18.00 alle 24.00, da Maggio ad Agosto), Fossato, Mondovì e ancora dell’antiquariato e usato a Canale, Racconigi, Saluzzo.

Mercatini Novara

Novara offre ancora molte possibilità per trovare oggetti d’arte e dell’antichità. In città il Mercatino delle curiosità oltre all’antiquariato offre pezzi di artigianato, etnici e di collezionismo. Ad Arona, Cerano, Ghemme, Oleggio e Trecate altre opportunità di scovare oggettistica da collezione e vintage.

Mercatini Verbania

Spostandoci verso nord, in provincia di Verbania, a Domodossola, appuntamento al centro storico con il Mercatino dell’antiquariato ogni quarto sabato del mese.

Mercatini Vercelli

Infine Vercelli, la città delle risaie. Nella centrale Piazza Cavour ogni prima domenica del mese si svolge Barlafus, per tutti gli amanti del collezionismo è l’occasione per trovare rarità e pezzi antichi. In provincia troviamo ancora i mercatini di Borgo d’Ale, Crescentino, Serravalle Sesia e Varallo Sesia.

La Foresta del Parco nazionale di Bialowieza e il suo immenso patrimonio naturalistico

Ciò che rimane dell’immensa macchia verde che migliaia di anni fa copriva l’intera Europa centrale, nominata Riserva della biosfera nel 1976 e Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1979, tra le più vaste aree naturalistiche che conserva intatta la sua natura mai danneggiata dall’intervento dell’uomo: stiamo parlando della foresta di Bialowieza, al confine tra Bielorussia e Polonia.

Precisamente nella regione polacca di Bialystok e in quelle bielorusse di Brest e Grodno.

Cosa vedere nel parco di Bialowieza

L’area appartenente al territorio bielorusso include uno zoo, che ha garantito la salvezza dell’ultima popolazione di bisonte europeo, un museo, laboratori, piccoli alberghi e alcuni ristoranti.

Quella polacca comprende la grande radura composta da immensi alberi e ristoranti per fare escursioni nella natura o in sella a un cavallo. Parlando di animali, si sottolinea anche lo sforzo nel tutelare dall’estinzione il cavallo selvatico di Przewalski, ultimo rappresentante in libertà dei primitivi cavalli selvatici del ceppo euroasiatico.

Flora e fauna

L’intera area della foresta include una grande varietà di flora e di fauna, tra cui erbe, funghi, insetti di ogni specie, animali piccoli e grandi.

Sono presenti infatti oltre 200 specie di volatili e circa 60 di mammiferi. Di grande fascino le querce presenti nella distesa naturale, tra cui la quercia di Jagiello, tra le più note, e la grande Mamamuszi, la più grande con una circonferenza che supera i 6 metri.

L’area sulla quale si estende la Foresta di Bialowieza è molto vasta (1500 Km2 circa) ed è fortemente protetta da vincoli paesaggistici e tutelata per il suo enorme valore ecologico, è quindi normale essere sottoposti a restrizioni da parte delle guardie durante le visite.

Birdwatching nel parco di Bialowieza

Il periodo più adatto per ammirare da vicino questa foresta di rara bellezza è tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, accompagnati da giornate abbastanza lunghe e da un clima più mite nonostante la costante presenza di umidità, fattori che consentono una tranquilla attività di birdwatching oppure di dedicarsi alle osservazioni naturalistiche.

Il luogo più indicato per soggiornare è proprio il villaggio rurale di Bialowieza, che dispone di alcuni piccoli hotel e ostelli, raggiungibile in automobile oppure in autobus.

Il Castello di Schonbrunn a Vienna, l’antica residenza austriaca patrimonio dell’Unesco.

In Austra nella città di Vienna, a Hietzing nella periferia occidentale del capoluogo austriaco, si apre maestoso il Palazzo di Schonbrunn che con il suo lussureggiante giardino è stato incluso, fin dal 1996, tra i Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO.

La sua storia risale alla metà del 1500 ed ha rappresentato residenza di numerosi rappresentanti della famiglia imperiale. Dal XVI luogo prediletto dagli Asburgo, il maestoso complesso rappresenta una sintesi perfetta tra gli stili estetici e gli apporti artistici che nei decenni si sono succeduti.

Tra questi spiccano gli interventi voluti da Maria Teresa d’Austria, che arricchì gli appartamenti, l’arredamento, i giardini, l’enorme serra. Un palazzo dalle dimensioni mastodontiche, basti pensare che conta ben 1440 stanze ricche di arredi e fasti, di cui circa 190 sono aperte al pubblico in veste di museo.

Attraversato il largo cortile del palazzo, si accede alla Gran Galleria attraverso un ampio scalone, ricca di affreschi e illuminata da enormi lampadari di cristallo.

A seguire la Piccola Galleria che porta sul Salone Cinese ovale e sul Salone Cinese circolare. Tra gli ambienti più noti la camera da letto, finemente decorata di arazzi, conosciuta anche come “Sala di Napoleone”, che qui soggiornò durante l’occupazione.

Molto interessanti anche il Salone delle Cerimonie, che racchiude delle grandi tele che rappresentano alcuni momenti della vita di Maria Teresa, e il Salone dei Cavalli, caratterizzato dai disegni che raffigurano cavalli presenti sui rivestimenti delle pareti.

Da non perdere infine il Salone degli Specchi, la stanza nella quale Mozart, alla tenera età di sei anni, diede il suo primo concerto.

Ma, oltre agli immensi spazi al chiuso, la tenuta è ricca di vegetazione e di ampi spazi all’aperto.

A est del palazzo trovano spazio le serre, fatte costruire da Maria Teresa, grande appassionata di piante esotiche e tropicali.

L’area situata al centro del giardino forma invece il Grande Parterre, caratterizzato da prato e aiuole affiancate sui lati da alberi e statue ispirate a personaggi della storia greca e romana.

Alla fine del parterre, la Fontana di Nettuno che, insieme alla Fontana dell’Obelisco rappresenta le vasche d’acqua più maestose della tenuta.

Oltre allo splendore dei giardini, il complesso è conosciuto per ospitare uno degli zoo più antichi al mondo.

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La Chiesa Santa Maria delle Grazie ed il Cenacolo di Leonardo a Milano

Secondo sito italiano in ordine temporale a essere stato incluso tra i Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO (nel 1980), la Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano è tra le più alte rappresentazioni del Rinascimento italiano settentrionale.

La Storia

Edificata nella seconda metà del XV secolo da Guiniforte Solari su espresso volere dell’Ordine Domenicano, fu in seguito portata a termine e ampliata dal grande architetto Donato Bramante, su committenza del duca Ludovico Sforza che voleva collocare al suo interno la tomba che avrebbe contenuto le proprie spoglie e quelle della moglie. Bramante si occupò anche della costruzione del grande refettorio.

La Chiesa dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci

Oltre a rappresentare un importante monumento architettonico italiano, ulteriore motivo di valore della Chiesa è rappresentato dal fatto che in essa è custodito uno dei capolavori del genio di Leonardo da Vinci, il “Cenacolo”, anch’esso protetto dalla designazione di “Patrimonio dell’Umanità” e custodito nell’ex refettorio.

Databile tra il 1497 e il 1498, è la più alta rappresentazione dell’Ultima Cena, dotato di una forte carica innovativa rispetto alle precedenti raffigurazioni della medesima scena.

Oltre la solita staticità, il dipinto di Leonardo infonde al contrario movimento a tutte le figure, compresa quella di Giuda, non più isolato dal resto degli apostoli fisicamente ma solo a livello emozionale, come dimostrato dall’incredulità che si legge sul suo viso e dal gesto involontario e improvviso del suo braccio appoggiato al tavolo.

Espressività nei volti e nelle mani, colori brillanti, eccezionale effetto prospettico che consente alle figure di risaltare sullo sfondo. Elementi che ne evidenziano la straordinaria unicità.

Il sito è costantemente oggetto di visite da parte di persone provenienti da tutto il mondo, punto di riferimento nell’ambito del percorso Vinciano che prende forma nel capoluogo lombardo e che consente di scoprire i capolavori artistici del periodo milanese di Leonardo.

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Butrinto, il sito archeologico più importante dell’Albania.

Dal 1992 proclamata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, la città di Butrinto si trova in Albania a circa 180 km a sud di Tirana, quasi al confine con la Grecia.

Rappresenta una delle più importanti aree archeologiche del Paese, le cui rovine racchiudono al loro interno diversi secoli di storia: a partire dalla fondazione corinzia, passando per la dominazione romana, quella bizantina, l’occupazione veneziana e ancora quella ottomana.

L’importanza di Butrinto si manifesta in modo particolare nella coesistenza di tutte le rovine delle diverse civiltà che vi si sono avvicendate nel corso dei secoli, facendone per questo un sito protetto e di interesse mondiale.

La cittadina è circondata da una cinta muraria dominata da una torre romana e da un torrione veneziano.

Di grande interesse l’acropoli, il teatro e le terme con il battistero paleocristiano.

Il sito conserva infatti le rovine di numerose case private, da cui si raggiunge il teatro, ben conservato, molto vicino alle rovine del tempio dedicato a Esclulapio.

Per quanto riguarda le terme, esse sono state costruite nel IV secolo a.C. e sono vicine al battistero, edificato però qualche secolo dopo, di cui si evidenziano le pavimentazioni a mosaico di rara bellezza.

Poco lontano si può ammirare ciò che resta di un’antica basilica di origine romana, un altro sito termale e ancora una grande chiesa costruita tra il VI e il VII secolo.

Attraverso una delle porte di accesso alla cittadina, è possibile salire verso un maestoso castello veneziano, scrigno di tanti tesori di cui molti sono stati trasferiti in Italia, altri sono rimasti in Albania, come la “Dea di Butrinto” conservata nel Museo Archeologico di Tirana.

Butrinto, per la maestosità del suo sito archeologico e per la ricchezza storica in esso racchiusa, è prova tangibile della compenetrazione e della sovrapposizione delle differenti civiltà che, nel corso della storia, si sono succedute in Albania.

La cittadina è raggiungibile via strada dalla città di Saranda, che si trova proprio di fronte a Corfù cui è collegata tramite aliscafo o traghetto.

Per questo motivo Butrinto è attualmente un’attrazione turistica molto frequentata da coloro che passano le vacanze nella vicina isola greca.

Siti Unesco in Italia: Castel del Monte ad Andria.

Nel suggestivo paesaggio collinare delle Murge, a circa 40 chilometri a ovest di Bari nel territorio comunale di Andria, sorge una delle realizzazioni più caratteristiche dell’architettura medievale del Mezzogiorno con innovazioni del gotico civile, Castel del Monte.

Maestoso e solitario in posizione dominante, fu edificato per volere di Federico II nel XIII secolo probabilmente come castello di caccia e residenza estiva nella sua tipica forma ottagonale.

La costruzione è priva di merlature, le pareti costruite con grossi blocchi di pietra calcarea, ma la caratteristica che subito salta all’occhio è la costante presenza del “numero otto”.

In ogni angolo della pianta ottagonale sorgono infatti otto torri anch’esse di forma ottagonale, mentre su ognuno dei due piani si trovano otto stanze corrispondenti alle otto facciate. Un elemento che lascia pensare a qualche preciso significato esoterico e che ancora appassiona gli studiosi.

Di particolare interesse l’impianto idraulico di ispirazione orientale, poco diffuso all’epoca.

Per il suo indiscutibile fascino e per l’unicità che rappresenta, Castel del Monte è stato proclamato nel 1996 Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO.

Effettivamente, osservandolo con attenzione, si scoprono innovativi e armoniosi legami con i modelli dell’antichità classica, con quelli culturali nord europei e con il mondo islamico e orientale in generale, motivi stilistici di rilevanza tale da inserire il “castello” fin dal 1936 tra i Monumenti Nazionali e renderlo attrazione turistica di portata internazionale.

Attualmente, visitando gli spazi interni si può notare come essi risultino piuttosto spogli, ma destano molto interesse le strutture degli ambienti, le scale a chiocciola, le strette feritoie nelle torri, così come il sistema che manovra la saracinesca di chiusura dell’antico portale principale.

Il cortile interno, quasi come a dare la sensazione di ritrovarsi in un grande pozzo, dà la possibilità di comprendere bene il perimetro ottagonale del maestoso edificio.

Tutt’intorno si apre un paesaggio ricco di vegetazione lussureggiante, di tradizioni e di enogastronomia, ideale per unire alla visita storica ulteriori e piacevoli momenti di culturali.