Tutti gli articoli di Lino Sorrentini

Lino Sorrentini, Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine Nazionale dal 1986, è il fondatore e direttore responsabile di Agendaonline.it, magazine creato nel maggio del 1996. Curriculum Lino Sorrentini

C’era una volta il Sanguinaccio, ricetta “illegale ed immorale” dal gusto divino.

Quando George Bernard Shaw asseriva che i piaceri della vita o sono illegali o fanno ingrassare evidentemente aveva appena finito si assaggiare il sanguinaccio, che non è per niente dietetico e da qualche anno è anche bandito dalle vetrine delle pasticcerie.

Dunque, illegale e ipercalorico, ma chi ha avuto la fortuna in passato di “tuffarsi” in una tazzina di questa deliziosa crema a base di sangue di maiale, latte e cioccolata o bagnarci un savoiardo o meglio ancora una “chiacchiera” di carnevale, rimpiange i tempi andati, quando ancora le ferree, seppur giuste, norme in materia di somministrazione di alimenti, non avevano ancora messo al bando questo prodotto tipico della Basilicata e della Campania.

In casa, però, non è raro imbattersi in una “pignata” dove nel periodo tra fine gennaio e inizio marzo si adagiano litri e litri di sanguinaccio.

La ricetta del Sanguinaccio.

La ricetta originale, come spesso accade per le pietanze tramandate dalla tradizione contadina è andata persa.

Gli ingredienti base sono ovviamente il sangue di maiale, il latte, ed una cospicua dose di cioccolato e cacao, per lo più amari e lo zucchero. A questi ingredienti si aggiunge, secondo i gusti, la vanillina, e alla fine della cottura, che deve essere lunga, meticolosa e lenta, si impreziosisce il tutto con scaglie o pezzetti di cioccolata sempre amara e frutta candita, cannella, ed in alcuni casi brandy o rum.

Chi non ha pazienza e maestria ai fornelli e chi storce il naso alla vista del sangue opti per un più comodo vasetto di nutella acquistato al supermarket.

Il vero sanguinaccio necessità di una cottura a fuoco bassissimo, in una pentola con fondo doppio, per evitare che il liquido si rapprenda e si bruci e soprattutto un mescolamento con una cucchiaia di legno per oltre due ore.

Se siete adusi ad utilizzare in cucina robottini vari per comprimere i tempi di preparazione lasciate perdere, il sanguinaccio non è un obbligo, impiegate meglio le tre ore occorrenti a prepararlo, per una seduta di palestra. Dopo questo lungo processo, il sangue, mischiato al latte ed alla cioccolata, assume una densità tipica, a meta tra una crema spalmabile ed una cioccolata calda.

Tra le sue peculiarità, la possibilità di essere conservato per lungo tempo, anche tre settimane. Nei primi giorni è consigliabile non tenerlo in frigo per evitare che si condensi e perda la sua specifica spalmabilità. Dopo una settimana, invece, è evidente che la conservazione va fatta per forza in frigo, ma va consumato sempre a temperatura ambiente.

Si può gustare assoluto, con le chiacchiere, tipico dolce di Carnevale, oppure come farcitura di crostate di pasta frolla.

Aneddoti.

Altra curiosità, alquanto truculenta, riguardo al sanguinaccio consiste che il sangue di maiale utilizzabile deriva da maiali ammazzati con scannatura a terra o a “secchione” in modo da raccogliere il sangue senza che questo si mischi ad altri fluidi corporei.

La difficoltà nel reperirlo, tra l’altro, per chi non si cimenta di persona nell’uccisione di un suino di proprietà, sta nel fatto che molti ritengono “sacrilego” vendere o donare il sangue del maiale ucciso, ed è un gesto “foriero” di cattiva sorte, per la lavorazione della carne di maiale per farne soppressate, pancetta, prosciutti e tutti i prodotti che necessitano di stagionatura.

Leggi anche: Cerchi una ricetta della lasagna gustosa ed originale? Scopri quella di 5 chef stellati.

Ambasciate e consolati, le naturali estensioni istituzionali del proprio Stato all’estero.

Consolati ed ambasciate supportano il soggiorno a qualsiasi titolo, dei propri connazionali su territorio straniero, fornendo assistenza per le più elementari pratiche burocratiche, dagli atti civili alla celebrazione dei matrimoni, fino ai casi più gravi e luttuosi quando assicurano il rientro delle salme in patria nel caso di sopraggiunta morte all’estero.

Tra i servizi più importanti svolti dai consolati vi è la tutela dei diritti dei cittadini sul suolo straniero e l’assistenza in casi di emergenza.

Sono il punto di riferimento anche per chi fa impresa all’estero per avere un costante contatto con il paese d’origine, soprattutto nelle aree più remote del globo ed in particolare in quelle caratterizzate dalla situazioni politiche instabili o scenario di conflitti.

Particolarmente importante la funzione che svolgono per i turisti, cosiddetti “connazionali di passaggio” che durante il viaggio si trovino in situazioni di difficoltà, fornendo ogni tipo di assistenza, dalla duplicazione dei documenti di riconoscimento e di viaggio, come i passaporti, nel caso di smarrimento, all’assistenza medica sul territorio.

La loro funzione in Europa è stata fortemente ridotta dopo il trattato di Maastricht ma continuano a svolgere un servizio di supporto all’utenza, anche se gli stessi governi locali devono provvedere in funzione dei patti, all’assistenza ai cittadini europei.

Di grandissimo rilievo, invece, la loro importanza nei paesi non europei, in particolare nei casi in cui un connazionale incorra in sanzioni di carattere penale secondo le leggi locali, che potrebbero però essere in conflitto con i diritti riconosciuti dell’individuo.

Non possono, però, fornire indicazioni e operazioni di carattere generale, come la prenotazione di alberghi tanto per fare un esempio.

Importantissima, nell’ambito delle attività consolari e delle ambasciate, la costituzione dell’Unità di Crisi, che opera in aree di tensione ed è impegnata a realizzare piani di emergenza per la sicurezza dei propri connazionali ed a garantirne l’incolumità in situazioni di pericolo.

E’ buona norma, dunque, prima di recarsi all’estero, informarsi sull’ubicazione e sui numeri di telefono per mettersi in contatto con i propri consolati ed ambasciate, nelle aree geografiche considerate a rischio, in particolare in medio oriente, alcuni paesi dell’Africa centrale e dell’America Latina.

P.S. Il ministero degli Affari Esteri invita tutti gli italiani a visitare il sito www.viaggiaresicuri.it e di registrarsi sul sito www.dovesiamonelmondo.it al fine di permettere all’Unità di Crisi, nell’eventualità che si verifichino situazioni di grave emergenza, di pianificare con maggiore rapidità e precisione interventi di soccorso.

I Vini DOCG della Regione Campania.

Quattro i vitigni a denominazione di origine controllate e garantita della regione Campania, tre situati in Irpinia ed un altro nel Sannio.

Si tratta del più recente Aglianico del Taburno DOCG e dei vini avellinesi Greco di Tufo DOCG, Fiano di Avellino DOCG e Taurasi DOCG, unico rosso della triade irpina che rappresenta l’esaltazione dell’invecchiamento in barrique dell’Aglianico.

I Migliori Vini della Campania

Il Greco di Tufo DOCG

Il Greco di Tufo è un vino bianco Docg la cui fama, da tempo, ha superato i confini nazionali.

Questo vino irpino viene prodotto con le uve del vitigno Greco, prodotto nell’ area del comune di Tufo, da cui il vino prende il nome.

Si tratta di un vino secco, da gustare freddo (intorno agli 8 gradi), si abbina perfettamente con antipasti e piatti a base di pesce ma anche con i rinomati dolci della cucina della Campania.

E’ prodotto in un’area molto limitata, estremamente vocata alla coltivazione della vite, che comprende otto comuni, tutti in provincia di Avellino.

Si ottiene dalla uve del vitigno Greco, “Aminea Gemina” di cui parlano i Georgici Latini, importata dalla Tessaglia dall’antico popolo dei Pelasgi, prima dell’era cristiana.

Catone, Varrone, Virgilio e Columella hanno scritto di questo vitigno e del suo prestigioso vino, che rappresenta una delle massime espressioni della tradizione vitivinicola italiana.

L’intima conoscenza da parte dei viticoltori delle esigenze del vitigno consente di raccogliere, rigorosamente in cassette, uve sane, perfettamente mature, che si esprimono, poi, sapientemente vinificata, in vini eleganti e ricchi di aromi.

Zona di produzione: intero territorio dei comuni di Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni, in provincia di Avellino.

Il vino Greco di Tufo ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita con Decreto Ministeriale del 18/07/2003.

Abbinamenti consigliati con il Greco di Tufo: crostacei arrosto e salsati, piatti raffinati a base di pesce nobile alla griglia, zuppe di pesce in bianco, frutti di mare; se di due anni è perfetto con pappardelle ai funghi porcini; tradizionale è l’abbinamento con pasta e cavoli e con la spigola in bianco

Il Fiano di Avellino DOCG

A far compagnia al Greco di Tufo, tra i bianchi, in forte ascesa nelle preferenze internazionali è il Fiano di Avellino DOCG, prodotto dall’omonimo vitigno nel circondario di Avellino.

Sui terreni collinari dell’irpinia con buona esposizione della provincia di Avellino, con le uve del vitigno Fiano e con l’eventuale aggiunta di quelle di Greco, Coda di Volpe bianca e Trebbiano toscano, si produce questo vino dal colore giallo paglierino più o meno intenso; odore intenso, gradevole, caratteristico; sapore secco, armonico.

Anche questo è un vino antichissimo che, nel Medioevo, fu particolarmente apprezzato da Federico II di Svevia che volle avere nella sua vigna oltre 16.000 viti di Fiano.

Sapore secco, si accompagna perfettamente con il pesce e con i piatti dal gusto delicato e con i formaggi tipici della Campania, su tutti la mozzarella di bufala campana Dop.

E’ uno dei pochi vini bianchi italiani meritevoli di invecchiamento.

Si ottiene dal vitigno omonimo, conosciuto presso i latini con il nome di Vitis Apiana, che deriva da ape, in quanto le api sono particolarmente attratte dalla soave dolcezza di quest’uva.

Il Fiano di Avellino ha caratteristiche aromatiche definite e inconfondibili, con sentori di nocciole tostate.

La zona di produzione comprende 26 comuni, localizzati nel cuore della provincia di Avellino, tutti vocati alla coltivazione della vite.

Il vitigno appare perfettamente armonizzato con l’ambiente di coltivazione; le uve raggiungono una graduale e completa maturazione nell’epoca più propizia per il vitigno, conferendo al vino gusto e profumi intensi e delicati.

Non è ammessa nella coltivazione nessuna pratica di forzatura.

Zona di produzione: intero territorio dei comuni Avellino, Lapio, Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, S. Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, S. Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, S. Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Monteforte Irpino, Ospedaletto D’Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia di Serino e San Michele di Serino, in provincia di Avellino.

Il vino Fiano di Avellino ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita con Decreto Ministeriale del 18/07/2003.

Abbinamenti Consigliati con il Fiano di Avellino: Antipasti raffinati a base caviale, ostriche e frutti di mare pregiati (fasolari, taratufi, vongole e cannolicchi), carpacci di pesci fresco, zuppe di pesce in bianco; perfetto come aperitivo; se invecchiato ottimi con formaggi caprini e a pasta semidura e stagionati.

Taurasi DOCG

A chiudere il terzetto di vini irpini Docg c’è il Taurasi, uno dei più apprezzati del Mezzogiorno d’Italia ottenuto dall’invecchiamento dell’aglianico, il principale vitigno da cui si ottiene.

In questo caso le origini sono ancora anteriori rispetto agli altri due vini: il toponimo aglianico deriverebbe, infatti, dal termine “ellenico”, a testimoniarne le origini greche.

Dal migliore vitigno dell’antichità la Vitis hellenica (l’odierno Aglianico) si ottiene il vino Taurasi, considerato a ragione il miglior prodotto, il Re, il Monarca di tale prestigiosa famiglia. Il nome deriva dalla cittadina omonima, l’antica Taurasia dalle vigne opime (Tito Livio).

Asciutto, pieno, equilibrato con persistente retrogusto, il Taurasi deve invecchiare tre anni, di cui uno in botte.

E’ prodotto in un area di grande tradizione vitivinicola, che comprende 17 comuni della provincia di Avellino, tutti in Irpinia.

Perfetto appare l’equilibrio tra il clima, il vitigno e il terreno, equilibrio che si è andato armonizzando e rafforzando nei secoli, fino a fondersi in un vino dalle caratteristiche superiori, che si caratterizza per la complessità aromatica, il gusto vellutato, pieno ed elegante, i profumi intensi e delicati.

Oggi, il Taurasi, vinificato con le più moderne tecnologie, ma nel rispetto della tradizione, è uno dei pochissimi vini italiani meritevoli di lunghissimo invecchiamento.

La vite è, in prevalenza, allevata a guyot o a cordone speronato in vigneti specializzati, a sesti fitti, con produzioni che raramente superano gli ottanta quintali ad ettaro.

E’ il primo vino del meridione cui è stata conferita la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, massimo riconoscimento che può essere attribuito ad un vino.

Aglianico del Taburno DOCG

Dalle aspre pendici del Monte Taburno, ammantate da vigneti ed oliveti, si ottiene un vino di grande pregio  l’Aglianico del Taburno, dal 2011 DOCG, prima Denominazione di Origine Controllata e Garantita per la terra sannita, un risultato di indubbio valore per l’intero comparto vitivinicolo di Benevento.

L’Aglianico del Taburno è frutto delle favorevoli condizioni ambientali e della intraprendenza e delle capacità professionali degli operatori della zona.

L’area di produzione comprende 13 comuni, tutti nel Sannio; nell’area opera, accanto ad un crescente numero di aziende vitivinicole private, una importante Cantina sociale, con oltre 400 soci, che, attraverso una sapiente selezione delle partite e un’accurata cernita delle uve, elabora vini di grande pregio e spiccata tipicità, avvalendosi, per l’affinamento dell’Aglianico, di botti di rovere di Slavonia e di barriques di rovere francese.

I Castelli, le Fortezze e le Rocche più belli d’Italia.

L’Italia è un paese ricco di meravigliose Fortezze, Rocche e Castelli da visitare almeno una volta nella vita.

Alcuni molto noti come il Castello di Miramare a Trieste, Castel Sant’Angelo a Roma, ed il Castello Sforzesco a Milano, altri meno conosciuti ma che meritano una visita come Castel Del Monte ad Andria, il Castello Dei Conti Guidi a Poppi in provincia di Arezzo.

Tra i Castelli, le Fortezze e le Rocche più belle d’Italia ecco 10 mete da non perdere:

Castello Miramare – Trieste

Il Castello Miramare di Trieste venne costruito per volontà dell’Arciduca Massimiliano d’Asburgo che nel 1855 incarico’ l’architetto viennese Carl Juncker di costruire una dimora consona al rango del futuro imperatore del Messico.

Progettata volutamente in uno stile eclettico secondo i canoni dell’epoca presenta elementi di stili diversi che si completano rendendo il Miramare un unicum di stile e fascino.

Il Castello si affaccia sul promontorio di Grignano e gode di un parco circostante di 22 ettari rinomato per la varieta’ di piante.

Il Museo Miramare é visitabile tutti i giorni dell’anno e oltre alla visione degli interni perfettamente conservati ospita periodiche esposizioni di indiscusso prestigio.

Castel del Monte – Andria

Castel del Monte Andria

Le origini di Castel del Monte ad Andria risalgono al 1240 quando l’Imperatore Federico II di Svevia ordino’ a Riccardo da Montefuscolo, Giustiziere di Capitanata, di predisporre tutto il necessario per l’edificazione di un nuovo castello nella frazione omonima.

L’edificio fa parte del sistema dei Castelli federiciani sparsi nella Penisola, una serie di avamposti che l’imperatore volle edificare per controllare e preservare il territorio.

L’edificio ha subito diversi restauri nei secoli, che hanno riportato all’antico splendore l’edificio ottagonale e il corredo scultoreo.

L’armonia e il fascino che deriva dalla combinazione di stili nordeuropei, arabi e classici hanno indotto l’Unesco a iscriverla nella lista dei Patrimoni dell’Umanita’ nel 1996.

Castello dei Conti Guidi – Poppi (Arezzo)

Il Castello dei Conti Guidi a Poppi, in provincia di Arezzo, si erge su un colle che domina la valle del Casentino, e conserva ancora il prestigio e il potere di un tempo ospitando presso le proprie sale gli uffici del Comune di Poppi.

Le prime notizie dell’esistenza del Castello risalgono al 1191 ma fonti della antica famiglia Guidi fanno presupporre che le origini siano precedenti. La paternita’ dell’edificio é condivisa dai vari artisti che ne hanno disegnato lo stile tra cui si ricordano Lapo e Arnolfo di Cambio.

L’11 giugno del 1289 il Castello fu teatro della Battaglia di Campaldino, uno scontro tra le truppe guelfe e quelle ghibelline a cui prese parte anche Dante Alighieri sotto le effigie papaline. Il fascino del Castello dei Conti Guidi e del centro storico adiacente hanno consentito al comune di Poppi di essere stato selezionato tra i Borghi piú belli d’Italia.

Castello Sforzesco a Milano

Castello Sforzesco a Milano

Le origini del Castello Sforzesco risalgono al 1450 quando Francesco Sforza entro’ a Milano come nuovo signore della cittá e ordinó la riedificazione dell’antico castello visconteo ormai demolito. Molteplici furono gli artisti che furono chiamati ad apportare delle modifiche agli interni ed agli esterni, fra tutti Filarete, Donato Bramante e Leonardo da Vinci.

Il Castello Sforzesco di Milano visse sorti alterne durante l’occupazione francese segnata da occupazioni e saccheggi fino ad arrivare alla fortificazione a stella voluta dagli spagnoli.

L’uso militare della struttura rimase durante l’occupazione austriaca, tanto che divenne il simbolo della repressione durante le Cinque Giornate di Milano del 1848.

Oggetto di devastazioni e scorrerie in seguito alla fine dell’occupazione austriaca il Castello Sforzesco ha subito diversi restauri durante il XX secolo per riportarlo ai fasti di un tempo.

Castel Sant’Angelo a Roma

Roma Castel Sant’Angelo

Castel Sant’Angelo a Roma rappresenta uno dei pochi monumenti della Roma Antica preservato dalla demolizione integrale durante i secoli.

Edificato intorno al 123 d.C. come Mausoleo dell’Imperatore Adriano. Il nome attuale deriva dalla visione da parte del Pontefice Gregorio I in cima dell’allora Mole Adriana dell’Arcangelo Gabriele che annunciava la fine della spaventosa peste del 590.

Castel Sant’Angelo lega il suo nome a quello dei Pontefici a partire dal 1367 quando Urbano V ne fa una struttura fortificata e carcere.

Prigioni che ebbero ospiti illustri come Benvenuto Cellini o il Cardinale Orsini. Numerosi artisti vennero chiamati ad abbellire gli interni, tra cui Antonio Sangallo e il Pinturicchio.

Temuto carcere politico durante tutto l’800 in seguito all’Unita’ di Italia si decise di farne un Museo che conta oggi centinaia di migliaia di visitatori ogni anno.

Castel Monteriggioni (Siena)

Nel cuore del Chianti sorge la corona muraria piu’ famosa, “il Castello di Monteriggioni” in provincia di Siena: il profilo coronato delle sue torri divenne il simbolo della corona, nello stemma d’Italia, a sigillo della inespugnabilità.

La sua cinta muraria torrita circonda l’omonimo borgo sulla collina di Punta Ala per un diametro di 172 mt.

Il castello venne voluto dalla Repubblica di Siena e fortificato agli inizi del XIII per difendere il territorio, resistendo ben 300 anni allo scontro tra senesi e fiorentini e cadendo poi in mano a questi ultimi per tradimento.

Rocca Borromeo ad Angera (Varese)

Un castello fiabesco che appare d’improvviso tra le sponde del Lago Maggiore. La Rocca Borromeo di Angera, in provincia di Varese, piace per il suo impatto e per la sua vicinanza con il lago. Nasce originariamente con l’intento di controllare i traffici commerciali sul lago e dall’assemblaggio di costruzioni fortificata nel corso di oltre mezzo millennio, dall’XI secolo al XVII.

E’ oggi la costruzione medievale meglio conservata in Lombardia e centro didattico di prestigio: di recente è stato aperto un giardino in pianta medievale che segue fedelmente i codici dell’epoca. La Rocca ospita anche la piu’ importante collezione italiana di bambole e giocattoli in un Museo.

Castel Sant’Angelo a Taranto

Castel Sant’Angelo (o anche Castello Aragonese) a Taranto venne costruito sui resti di una vecchia rocca di origini bizantine del 916 ed eretto nel XV secolo su commissione di Ferdinando di Aragona. E’ uno dei pochissimi castelli medievali con ponte girevole al mondo, oggi giorno simbolo della citta’ di Taranto, la “citta’ dei due mari”, svetta proprio su una posizione unica, a divisione del Mare Grande e del Mar Piccolo.

Superato il ponte, si possono ammirare i due torrioni principali, San Cristofalo e San Lorenzo. Quest’ultimo, con la sua merlatura, ammirabile dall’interno, è uno dei pezzi forti e piu’ apprezzati della visita al castello.

Castello Scaligero a Sirmione (Brescia)

La Rocca Scaligera di Sirmione

Il Castello Scaligero sorge sul punto piu’ stretto della penisola Sirmione, importante centro turistico e termale che si affaccia sul Lago di Garda, tra i golfi di Peschiera e Desenzano.

Cittadina famosa per aver dato i natali al poeta Catullo. Costuito nel XIII secolo dalla famiglia piu’ importante dell’epoca, gli Scaligeri, doveva essere base per la difesa e controllo del Lago.

Il Castello Scaligero di Sirmione colpisce per la sua torre pentagonale di 31 mt. che gli danno un aspetto fiabesco e per il complicato sistema di ponti levatoi e di saracinesche che sono rimaste completamente integri. Altra caratteristica del Castello, la darsena, è usata tutt’oggi come attivo porticciolo.

Castello di Gradara (Pesaro – Urbino)

Il Castello di Gradara in provincia di Pesaro Urbino, é una fortezza medievale che risale al XII secolo quando la casata dei De Griffo diede impulso alla costruzione di questo edificio che svetta su una collina che domina la vallata intera.

Diverse le famiglie che si contesero la proprietá del Castello, Malatesta, Borgia e Medici, ma Gradara lega la sua fortuna alla legenda che vuole che la Rocca abbia fatto da sfondo alla storia di amore tra Paolo e Francesca descritta da Dante Alighieri nel V Canto dell’Inferno.

Dopo un periodo di decadenza la famiglia Zanvettori ne rilevó la proprietá nel 1920 finanziando interventi di restauro. Le doppie mura ad anello sono visitabili passando per i camminamenti di ronda che collegano le torri quadrate dalle quali si scorgono a breve distanza San Marino e la riviera adriatica.

Idee Regali di Natale per chi ama la cucina creativa.

Una moda che ancora impazza sul web quanto sugli schermi televisivi è quella della cucina, vera protagonista della vita sociale e della quotidianità.

Se per Natale ancora non hai provveduto ad acquistare un regalo, per una grande fedele di trasmissioni quali Masterchef o di Bake Off, desiderosa di imparare i segreti della cucina e della presentazione dei piatti, ecco qualche idea regalo che sta spopolando nei negozi.

Parliamo di tutti quegli attrezzi da cucina inclusi nella cosiddetta dicitura di “Food Design”.

Sì perché, come gli stellati chef televisivi ci insegnano, la bontà di un piatto non può prescindere dalla sua presentazione, ovvero dal suo lato prettamente estetico.

Quindi buono ma bello…ma come?

Per cominciare, possiamo introdurre uno strumento per molto tempo lasciato nel dimenticatoio, il “coppapasta”. Se fino a ieri non è stato indispensabile in cucina, oggi diventa un vero e proprio must per effettuare un’impiattamento perfetto, che possa provocare un sorriso anche al più spietato Gordon Ramsay.

Ce ne sono tanti in commercio, perfetti per impiattare con stile riso, sformati di verdure, tartare, realizzati in acciaio inox e disponibili in una serie di dimensioni e forme. Sarebbe carino porvi vicino un libro da cucina di ultima uscita.

Per amanti del sushi, è possibile trovare in commercio kit ideali per realizzarne di bellissimi.

Da quelli che contengono anche la materia prima (alghe, riso Biyori, salsa di soia, Wasabi), a quelli che comprendono la stuoia per arrotolare, i bastoncini, il ricettario, gli stampi per realizzare la forma desiderata.

Si trovano, cercando su internet, anche set completi per impiattare come un vero Food Stylist.

Dalle pinze per aggiungere petali di fiori eduli alla propria composizione, alla siringa per iniettare creme, fino ad arrivare a forbici di precisione e spatole professionali.

Spostandoci dal salato al dolce, impossibile non pensare al Cake Design e al successo delle sue creazioni. Un successo scoppiato qualche anno fa ma che ancora non si esaurisce. Anche in questo caso la linea di strumenti è completa e molto vasta.

Dagli anelli, ai tagliapasta nelle più svariate forme, dalla spatola al mattarello, dal rullo tagliapasta alla penna decoratrice, dalla sac-à-poche al set di pennellini per decorare.

Un universo veramente immenso per far volare alta la fantasia e trascorrere il proprio tempo libero in maniera allegra e conviviale.

Una serie di strumenti specifici per la pasticceria che parte dalle teglie e dagli stampi in silicone, anche tematici, e arriva fino ai gel coloranti, alla pasta di zucchero e alle perline alimentari che possono essere acquistati in kit finiti oppure selezionati a piacimento e magari inscatolati con creatività.

Cucinare, tagliare, modellare non è mai stato così divertente.

Ecco cosa regalare al marito o al fidanzato a Natale

E’ sempre difficile pensare al regalo per il proprio uomo, è vero, ma partendo da una caratteristica distintiva del destinatario in questione forse ci si facilita il lavoro.

Si tratta di un tipo sportivo, preciso, tecnologico, intellettuale, ironico?

Trovarne la sfaccettatura più marcata potrà fornire qualche buon consiglio.

Idee regalo classiche ed originali.

Per uno sportivo, chi l’ha detto che in casa non sia possibile praticare il proprio sport preferito?

Attrezzi Sportivi Pocket

Un’idea regalo originale per il fidanzato o marito amante dello sport in generale, di qualsiasi età, soprattutto per coloro che sono più dinamici e coinvolgenti, è quella dell’attrezzatura sportiva formato “pocket”.

Esistono in commercio, a prezzi molto buoni, ad esempio, rollnet e micro tavoli per ogni esigenza.

Ideali per un “free ping pong”, per giocarlo liberamente ovunque si voglia e su ogni tipo di superficie.

Smart Writing Set

Per un tipo preciso e puntuale, per esempio, ci sono in commercio gli Smart Writing Set (per appuntare tutti gli impegni e organizzare appuntamenti e note), sistemi che comprendono una speciale penna che riesce a trasferire dal foglio al cellulare i propri pensieri, disegni, scritture di ogni tipo.

Smartwatch

Il tipo tecnologico potrà apprezzare uno Smartwatch, iperconnesso al proprio Android e capace di registrare ogni attività della giornata, fornendo utili consigli anche contro la sedentarietà, ma anche una fotocamera istantanea formato pocket, una chicca per chi desidera conservare attimi della propria vita in maniera facile e immediata.

Libro

Il ragazzo o l’uomo intellettuale sicuramente apprezzerà un libro, ben scelto e ragionato, tra i tantissimi in uscita nella seconda metà dell’anno, come pure un E-reader che consente di tenere sempre con sé in formato digitale innumerevoli titoli da leggere e conservare per successivi momenti di relax.

Un uomo ironico, infine, potrà trovare interessante un gran numero di proposte regalo originali.

Da un indumento o un accessorio personalizzato al regalo fai da te in una simpatica confezione, da una cover con un messaggio simpatico a un abbonamento a una rivista cartacea o digitale che rispecchi il suo carattere solare, da un’esperienza divertente da condividere a un viaggio ispirato ad un tema particolare.

Week end a Firenze, dove la storia scorre sulle rive dell’Arno.

Hai in mente Firenze per un week end ? Chi progetta un viaggio a Firenze sicuramente saprà ciò che lo attende: uno straordinario museo a cielo aperto.

Città d’arte per eccellenza, meta costante di un turismo italiano e internazionale, luogo d’origine del Rinascimento, Firenze vanta un centro storico Patrimonio dell’Umanità Unesco (dal 1982) e il primato di essere tra le città ritenute più belle al mondo.

La città toscana ha rappresentato un importante centro culturale e commerciale nonché cuore artistico fin dal Medioevo per poi diventare capitale del Granducato di Toscana sotto il dominio delle famiglie dei Medici e dei Lorena. Nel corso della sua lunga storia sono sorti numerosi monumenti che ne ripercorrono le fasi artistiche e architettoniche.

Cosa vedere durante un week end a Firenze

Per un weekend nel capoluogo toscano all’insegna della cultura, la Galleria degli Uffizi rappresenta senza dubbio una tappa d’obbligo, essendo tra i musei d’arte più noti al mondo nel quale si può ammirare anche la celebre “Nascita di Venere” di Sandro Botticelli.

Vanta da tempo il primato di museo d’arte italiano più visitato e ospita una superba raccolta di opere dal valore inestimabile, provenienti dalle collezioni dei Medici e arricchite nel corso dei secoli (tra gli altri, ricordiamo i tesori qui conservati di Cimabue, Michelangelo, Botticelli, Giotto, Leonardo, Tiziano, Caravaggio).

Il centro cittadino è rappresentato da Piazza della Signoria, con il maestoso Palazzo Vecchio, la Loggia dei Lanzi con la galleria di capolavori scultorei e la già citata Galleria degli Uffizi.

Da qui si raggiunge facilmente il Duomo con il Campanile di Giotto e il Battistero di San Giovanni (da ammirare in particolare la nota Porta del Paradiso) e poi la cattedrale di Santa Maria del Fiore sovrastata dalla maestosa cupola.

Oltre agli Uffizi, ricordiamo gli altri musei della Galleria dell’Accademia (che conserva il “David” di Michelangelo), il Museo Nazionale del Bargello e Palazzo Pitti che ospita anche la Galleria Palatina con capolavori, tra gli altri, di Tiziano e Raffaello.

Impossibile dimenticare di fare una passeggiata sulle rive dell’Arno, che scorre proprio in mezzo alla città, e percorrere il Ponte Vecchio con le sue caratteristiche botteghe di gioiellieri su di esso ubicate (tipici gli oggetti a forma di giglio, simbolo della città).

I turisti in visita a Firenze potranno apprezzare il centro storico nella sua totalità dai colli che la circondano, in particolare dal Piazzale Michelangelo, dove poter visitare la basilica romanica di San Miniato al Monte, oppure dalla collina di Fiesole o dal Forte Belvedere, per gustarsi tra i panorami più entusiasmanti e romantici.

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La storia dell’archistar Andrea Palladio e delle sue Ville Palladiane, Patrimonio dell’Umanità.

Nel cuore del Veneto, la città di Vicenza è la dimostrazione tangibile di come la mano di un solo uomo possa averne esaltato la bellezza e decretato un fascino universalmente riconosciuto.

Parliamo dell’intervento del grande architetto Andrea Palladio (1508-1580) il quale qui realizzò, durante il Cinquecento, numerose opere di grande rilevanza artistica e architettonica.

Le sue teorie, che rivisitavano i modelli classici e i canoni di perfezione stilistica, hanno dato linfa vitale all’architettura dei secoli a seguire ed è per questo che l’UNESCO ha deciso, tra il 1994 e il 1996, di inserire Vicenza e le sue opere palladiane nella lista del Patrimonio dell’Umanità.

Chi era Andrea Palladio?

Andrea di Pietro della Gondola, pseudonimo di Andrea Palladio, è stato un architetto veneto nato a Padova, grande teorico dell’architettura e scenografo italiano del Rinascimento.

«V’è davvero alcunché di divino nei suoi progetti, né meno della forza del grande poeta, che dalla verità e dalla finzione trae una terza realtà, affascinante nella sua fittizia esistenza.»

(Goethe nel suo diario di viaggio in Italia)

Andrea Palladio interpretò sapientemente le esigenze architettoniche della città e svolse la sua attività non solo nel nucleo urbano ma anche nelle campagne circostanti e successivamente in tutto il Veneto.

Egli riuscì a ideare un linguaggio architettonico innovativo, capace di coniugare le necessità pratiche della vita alla raffinatezza e all’eleganza che contraddistinguono ogni sua costruzione.

Video lezione su Andrea Palladio, uno dei più grandi e influenti architetti di tutti i tempi.

Il palladianesimo

La visione architettonica di Andrea Palladio, benché quasi totalmente confinata nel Veneto, divenne presto celeberrima e studiata in tutta Europa.

Nei paesi di tradizione anglosassone, diede vita a un fenomeno culturale noto come “palladianesimo“, diffuso nel Regno Unito, in Irlanda, negli Stati Uniti, come pure in Russia.

Il Docufilm Palladio di Giacomo Gatti 

Il regista Giacomo Gatti ha realizzato un film documentario tra le opere di Andrea Palladio il maestro del Cinquecento che ha influenzato generazioni di architetti nel mondo.

Un film d’arte che racconta il grande architetto veneto attraverso riprese e racconti che si spostano dal Veneto agli Usa coinvolgendo un gruppo di studiosi e restautori riunito a Villa Saraceno e un professore di architettura, Gregorio Carboni Maestri, che attraversa gli Stati Uniti sulle tracce dell’eredità di Palladio.

Il docu-film è un viaggio tra New York, la Virginia, Washington D.C. e le grandi ville in Veneto. Le sue opere vengono descritte da architetti e studiosi tra cui Peter EisenmanAntonio FoscariKenneth FramptonLionello PuppiGeorge Saumarez SmithAlexandra di Valmarana, che cercano di definire il pensiero di Palladio e i suoi ideali definiti “tra i più straordinari e influenti nella storia dell’architettura”.

Le Ville Palladiane

A Vicenza, tra le opere cittadine più rappresentative del maestro, a Vicenza troviamo la Basilica Palladiana, affacciata sulla centrale Piazza dei Signori, riedificata nel 1549 ma fin dal Medioevo cuore delle attività politiche.

Numerosi gli edifici pubblici e religiosi, e ancora sontuose residenze private che contraddistinsero l’aspetto urbano vicentino donandogli la sua forma definitiva.

Teatro Olimpico Vicenza

Tra questi si ricordano: il Teatro Olimpico, la sua ultima creazione, commissionato per la messa in scena delle tragedie classiche; la Loggia del Capitanio in mattoni, pietra e stucchi bianchi, progettata quale residenza per il rappresentante della Repubblica di Venezia nella città; il Palazzo Barbaran Da Porto, in contrà Porti, sede del Palladio Museum; il Palazzo Chiericati, progettato nel 1550, oggi sede del Museo Civico, ospita la pinacoteca; e ancora le residenze private nei dintorni della città come la famosa Villa Almerico Capra Valmarana (nota anche come “La Rotonda”), uno dei migliori esempi italiani di residenza di campagna.

Un totale di oltre 23 monumenti, 3 ville in città e 21 nel territorio veneto, che costituiscono una realizzazione artistica di eccezionale bellezza e di importanza sia dal punto di vista storico sia da quello urbanistico-architettonico.

La Casa Bianca, classico esempio di ispirazione palladiana.

La Casa Bianca a Washington

La Casa Bianca, residenza del presidente degli Stati Uniti d’America, è progettata in stile palladiano.
Con la risoluzione n. 259 del 6 dicembre 2010 il Congresso degli Stati Uniti d’America ha riconosciuto Palladio come “padre dell’architettura americana”.

Chi è Corrado De Santis, cosa produce la Desmon e come è nata l’idea degli ultra congelatori da trasporto per il vaccino anti Covid19.

E’ stato un passaparola mediatico con una coda talmente lunga sui giornali cartacei ed on line (La Stampa, Corriere della Sera, Il messaggero, Il Mattino, Fan Page, Il Riformista, Il Corriere del mezzogiorno) Radio (Domani in Edicola su radio1, Focus Economia su Radio 24 e Capital News), Tv (Uno Mattina, Oggi è un altro giorno su RAI Uno, TG Leonardo su RAI3, Tagadà e Coffee Break su La7, Diritto e Rovescio e Stasera Italia su Rete4), e soprattutto un paio di reportage della Agenzia Giornalistica AGI, ad accendere i riflettori internazionali su Nusco, il balcone sull’Irpinia d’Oriente, e su Corrado De Santis il presidente della Desmon, l’azienda che ha annunciato al mondo di essere in grado di costruire “ultra congelatori non alimentati” per mantenere una temperatura costante a -70º gradi utili per il trasporto dei vaccini basati su RNA come quelli del Pzifer.

Chi è Corrado De Santis?

Corrado De Santis, sposato con due figlie poco più che ventenni, è il CEO della Desmon, società campana che costruisce frigoriferi industriali ed altre apparecchiature per la refrigerazione per laboratori scientifici e per il settore Horeca, che ha creato insieme al fratello Ciriaco (Direttore Ricerca e Sviluppo) ed alla moglie Federica Vozzella (Direttore Generale).

Cos’è e cosa fa la Desmon?

La sede della Desmon a Nusco

La DESMON S.p.A è stata fondata dalla famiglia De Santis nel 1994, come azienda per la commercializzazione di attrezzature tecnologiche per il settore Horeca. Nel 1998 il salto nel mondo della produzione quando Desmon decide di rilevare un marchio storico della refrigerazione professionale ed avviare la costruzione di frigoriferi professionali a marchio proprio.

In pochi anni DESMON diventa un punto di riferimento internazionale nella fabbricazione di attrezzature refrigerate e nel 2015 entra a far parte della Middleby Corporation, una società americana di apparecchiature per la cottura e il processo industriale e commerciale quotata in borsa al Nasdaq con sede a Elgin, Illinois.

Grazie alla sinergia con la multinazionale Middleby e grazie ad una costante attività di ricerca ed implementazione del prodotto, non solo si è riusciti a superare le principali crisi economiche internazionali ma ad affermarsi come eccellenza mondiale.

I prodotti dello stabilimento di Nusco, dove lavorano un centinaio di dipendenti, sono sempre più apprezzati dalle grandi catene internazionali, da Pizza Hut a Kentucky Fried Chicken.

Ed è notizia recente l’aggiudicazione di un grande lavoro di diversi milioni di $ per Walmart, la più grande catena di ipermercati al mondo, per la fornitura di un prodotto ad elevato contenuto tecnologico: l’abbattitore rapido di temperatura.

I refrigeratori professionali per la sanità.

La Desmon con i suoi refrigeratori professionali per la sanità è presente in numerosi Ospedali e laboratori universitari e di ricerca italiani (Spallanzani, Umberto I, San Camillo Forlanini a Roma, ASL Roma 4 ASL Roma 2. MOLMED Milano, ATS azienda tutela Salute Sardegna, Cardarelli Napoli, Moscati San Leonardo Salerno, Policlinico di Bari) e di tutto il mondo (Clalit Health Services la più grande delle quattro organizzazioni israeliane incaricate dei servizi sanitari – Ministero della Salute Pubblica in Ecuador, Malayan Colleges Laguna, a Cabuyao, nelle Filippine – Ospedale universitario di Patrasso in Grecia – Hospital de São Francisco a Porto ed al Centro Hospitalar de Lisboa Central in Portogallo).

Come è nata la Desmon?

“Le prime esperienze di lavoro risalgono agli anni 90 e le ho fatte nell’azienda di famiglia – afferma il Ceo della Desmon Corrado De Santis – Poi arrivò la svolta quando con mia moglie Federica e mio fratello Ciriaco decidemmo di metterci in proprio”

Cosa avvenne?

“Rilevammo da un fallimento un’azienda che si trovava nell’area industriale di Nusco-Lioni, un’area che ha vissuto molte vicissitudini che dopo aver attratto tanti ‘investitori’ interessati molto di più ai contributi statali che non al progetto industriale, ha visto morire tante aziende.”

E poi?

“Partimmo da tre presupposti: la provincia di Avellino è un gran bel territorio per chi vuole investire ed è dotato di una cultura del lavoro; credevamo molto nel nostro progetto basato sull’eccellenza dei nostri prodotti; il mercato di riferimento sarebbe stato il mondo e soprattutto gli Stati Uniti”

Perché gli Stati Uniti?

“Negli Stati Uniti si lavora senza problemi se proponi prodotti di eccellenza. Qui vige anche c’è una sorta di “sano” protezionismo per le aziende che non fanno concorrenza sleale, quelle per intenderci che non mettono in vendita di prodotti a prezzi inferiori ai costi di produzione, che rispettano le normative sull’ecologia eo sulla sicurezza del lavoro od altro ancora”

Ed il risultato arrivò qualche anno dopo, nel 2015, quando la multinazionale americana «The Middleby Corporation», leader mondiale nel mercato del contract e della catena del freddo, decise di acquisire l’azienda italiana.

La Desmon ed i congelatori per i vaccini anti Sars Covid2

Come accennavamo, è stata la diffusione della notizia che sarà la divisione Scientific della “Desmon” a produrre non solo gli ultra congelatori capaci di conservare i vaccini anti Covid Sars 2 a temperature stabilizzate a -70 gradi ma anche quelli, già in produzione da anni, a temperature diverse per gli altri vaccini ad accendere l’interesse delle maggiori testate nazionali sull’area industriale di Nusco proprio nei giorni che celebrano i 40 anni dal terremoto del 23 novembre 1980,

La storia degli Ultracongelatori a -70° per i vaccini.

Dietro le eccellenze tecnologiche della “Desmon”, c’è anche la capacità distributiva dei propri partner commerciali, come la Pluris srl di Avellino, che si occupa della progettazione e della commercializzazione dei prodotti, provvedendo a curare i progetti chiave in mano in tutto il mondo, visto che ormai i progetti “Pluris” ed i frigoriferi “Desmon” sono presenti un po’ ovunque, dalla Florida all’Arabia Saudita».

Grazie alla Pluris, Desmon è stata anche coinvolta in un progetto di ricerca a tre: Pluris, Desmon e CNR di Avellino “Istituto di Scienze dell’ Alimentazione”, che prende il via l’idea per risolvere una delle più grandi criticità legate ai vaccini per il Covid-19: il trasporto.

«In quel progetto abbiamo messo a punto un sistema per la conservazione del pescato direttamente a bordo delle imbarcazioni. In pratica – spiega Luigi De Santis, Ceo di “Pluris” -, i pescatori abbattono il pesce appena tirato a bordo e poi lo stoccano in un congelatore non alimentato che, una volta giunti al porto, non viene svuotato ma semplicemente scaricato e trasportato ovunque, considerato che ha una resa termica della durata di 4 giorni. In altre parole, pur in assenza di energia elettrica, il congelatore manterrà stabile la temperatura al suo interno per un lungo periodo di tempo».

Ultra congelatore Desmon per vaccini anti Covid

Gli Ultra Congelatori da trasporto per gli americani.

“La storia parte ai primi di luglio del 2020. Quando da contatti con enti governativi in stretto contatto con l’azienda farmaceutica “Pfizer” – continua il presidente Corrado De Santis – è venuta fuori l’esigenza di creare per il trasporto un prodotto in grado di mantenere, per tempi lunghi, una temperatura costante di -70°. Una richiesta non semplice ma alla quale abbiamo trovato una risposta, grazie all’intenso lavoro condotto dal nostro reparto di ricerca e sviluppo guidato da mio fratello Ciriaco, basato anche su un lavoro realizzato qualche anno fa in collaborazione con il CNR e la Pluris.

Oggi, siamo in grado di produrre, grazie ultra congelatori con le caratteristiche richieste: mantenere una temperatura costante anche in assenza di energia elettrica”.

Fin dal primo momento il trasporto è sembrato essere l’anello debole per la diffusione capillare del vaccino anti Covid basato su mRNA come quello della Pfizer.

“La novità è proprio questa. Gli altri congelatori, in assenza di energia elettrica, perdono la temperatura gradualmente. I nostri, invece, riescono a mantenere fissa la temperatura richiesta anche per molte ore, obiettivo 48 ore, il che è fondamentale nel trasporto dei vaccini, specie quando bisogna raggiungere luoghi non facilmente accessibili”.

E’ stato un grande lavoro di squadra capitanato dall’ingegnere Ciriaco De Santis, suo fratello.

“Si, il nostro mitico direttore R&D ha rivestito un ruolo fondamentale in circostanze come queste. Insieme al suo staff di altri 6 ingegneri studia e realizza i nuovi prodotti, cercando di utilizzare al meglio le varie tecnologie che abbiamo elaborato nel corso del tempo: questi due prodotti, ne sono il giusto esempio“.

I congelatori ed i Frigoriferi Desmon per gli altri vaccini

Federica Vozzella

Nessun problema invece per la refrigerazione degli altri vaccini come afferma Federica Vozzella, direttore generale dell’azienda. Su questo segmento la Desmon è pronta da tempo:

“Nel nostro stabilimento di Nusco la produzione dei congelatori da -20 gradi centigradi è già partita da tempo. È un prodotto che esportiamo, da anni, in tutto il mondo e risponde perfettamente alle esigenze di conservazione del vaccino Moderna, facilmente gestibile in quanto non richiede rigide temperature rispetto al vaccino della Pfizer. I nostri reparti tecnici sono in contatto da mesi per mettere a punto un sistema in grado di rispondere alle esigenze dei produttori dei vaccini” .

Il 100% delle attrezzature refrigerate prodotte da DESMON vengono realizzate nei due opifici di circa 25.000mq interamente coperti siti in Nusco in provincia di Avellino. La produzione degli ultra congelatori, una volta entrata a regime, si attesterà tra i 50 ed i 100 pezzi al giorno. Numeri che potrebbero essere facilmente aumentati in base alle richieste che arriveranno.

Desmon esporta in tutto il mondo il 95% di quello che produce.

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Made in Irpinia, gli ultra congelatori per i vaccini Sars-Covid 19 della Pfizer.

“Pluris”, il braccio operativo della storica azienda irpina DESMON produttrice di impianti refrigeranti per il mondo della sanità, della ricerca scientifica e del settore Horeca, comunica che sono in fase di studio avanzata gli ultra congelatori compatti in grado di conservare in perfetto stato farmaci e vaccini come quello della Pfizer, a temperature comprese tra i -60 e -86 gradi.

Pluris ha già avviato una serie di contatti per poter mettere a disposizione i nuovi ultra congelatori, pensati per poter custodire fino a 5.000 dosi di vaccino, non solo delle case farmaceutiche ma anche dei consumatori istituzionali e privati (Ospedali, Aziende sanitarie, Istituti di ricerca, Farmacie).

In casa “Desmon”, che fa parte ormai da 5 anni del gruppo americano, The Middleby Corp., si lavora, ormai da oltre un mese, al progetto che porterà a immettere sul mercato impianti refrigeranti che, per caratteristiche e dimensioni, saranno perfettamente compatibili con le esigenze legate al vaccino anti Sars-Cov-2 attualmente in fase avanzata di sperimentazione da parte della Pfizer.

Ad avviare lo studio e la messa a punto di ultracongelatori compatibili con i vaccini anti Sars-Cov-2 si è giunti a seguito di continui confronti con i laboratori scientifici internazionali che lavorano proprio per contrastare questa grave malattia.

Il laboratorio tecnico dell’azienda di Nusco, di concerto con i più importanti enti sanitari americani, ha ultimato i lavori preparatori ed è in attesa delle certificazioni necessarie.

Lo stabilimento Desmon di Nusco (AV)

Il know-how che “Pluris” e “Desmon” hanno maturato negli anni fa del gruppo irpino, capitanato dalla famiglia De Santis, uno dei più importanti player internazionali per ciò che riguarda la produzione di strumenti in grado di garantire performance eccellenti nella catena del freddo.

Che, nel caso di specie, significa assicurare temperature costanti capaci di generare freddo anche unplugged, in grado di mantenere la temperatura entro lo scarto di +\- 1° nell’arco delle 72h

«I nostri prodotti sono presenti, attraverso gare Mepa e Consip in strutture sanitarie pubbliche in tutta Italia – spiega Luigi De Santis, amministratore di “Pluris” –. Anche negli ultimi mesi, in piena emergenza Covid, i nostri congelatori di grosse dimensioni sono stati consegnati ai laboratori degli ospedali della Campania, della Puglia, della Calabria. Ora, stiamo lavorando per poter mettere a disposizione del mercato ultracongelatori di varie dimensioni, che possono essere utilizzati per la conservazione delle dosi di vaccino anche negli Ospedali, Aziende sanitarie, Istituti di ricerca, Farmacie».

Ultra congelatori vaccino anti Sars Covid 19 – Area Test

Oltre ai congelatori per la protezione dei vaccini, “Pluris” annuncia di essere pronta a mettere a disposizione del Ministero della Difesa anche un suo precedente progetto, pluripremiato a livello internazionale, il prodotto in questione un pozzetto congelatore con sistema a refrigerazione passiva ha di fatto ricevuto il riconoscimento SMART LABEL per il design e la tecnologia proposta, messo a punto in collaborazione con il CNR, per assicurare il mantenimento della temperatura controllata, con un delta all’arrivo di 0,1 gradi rispetto alla partenza in fase di trasporto.

Desmon S.p.A. è stata fondata dalla famiglia De Santis nel 1994, come azienda per la produzione di attrezzature professionali per il settore food-service e medicale. In pochi anni Desmon è diventata un punto di riferimento europeo nella produzione di attrezzature refrigerate per i due settori in cui opera. Nel 2015 è entrata a far parte della Middleby Corporation Company quotata in borsa al NASDAQ con sede a Elgin, Illinois.

Il 100% delle attrezzature refrigerate prodotte da Desmon vengono realizzate nei due opifici di circa 25.000mq interamente coperti siti in Nusco in provincia di Avellino. Attualmente l’azienda conta circa 120 dipendenti.

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