Tutti gli articoli di Lino Sorrentini

Lino Sorrentini, Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine Nazionale dal 1986, è il fondatore e direttore responsabile di Agendaonline.it, magazine creato nel maggio del 1996. Curriculum Lino Sorrentini

Il vero Pane Cafone dura 5 giorni, è di Avellino e non di Napoli.

Si tratta del Pane Cafone, il pane classico che si consuma nelle aree interne della Campania, e che tra Avellino e Benevento è semplicemente il pane, perché sono tutte le altre varianti ad avere bisogno di spiegazioni.

Napoli ha “usurpato” alla Provincia di Avellino una delle più famose ricette tipiche, attribuendole l’aggettivo napoletano “Cafone”, e facendone riferire le origini alle terre alle pendici del Vesuvio.

La storia del pane cafone.

Il fatto che a Napoli questa prelibatezza debba essere precisamente catalogata per essere distinta da altri tipi di pane, è già sintomatico della “ruberia” culinaria perpetrata ai danni della Provincia di Avellino.

Sicuramente c’è un fondo di verità nel fatto che fosse tradizionalmente preparato dai contadini ai piedi del Vesuvio, che a loro volta lo hanno acquisito da quelli delle aree interne.

Si tratta del pane tipico, con scorza dura ma non molto friabile, con il colore che va dall’oro carico al marroncino, cotto rigorosamente a legna.

Come si prepara il pane cafone.

L’impasto, fatto lievitare per molte ore, presenta una mollica, dopo la cottura, ben ventilata, con una medio bassa percentuale di acqua e che presenta grossi e numerosi buchi derivanti dalla lenta lievitazione.

Ha l’invidiabile caratteristica, data la bassa percentuale di acqua nella mollica, di mantenere la fragranza per molti giorni.

Il test di freschezza, tra l’altro è la cartina di Tornasole per verificare se si tratta del pane cafone originale o di una sotto variante industriale.

Il vero pane cafone non teme, infatti, lunghi periodi di conservazione e si mantiene appetitoso anche al dopo 5 giorni dalla preparazione.

Inutile spiegare le origini del nome, sapendo che Cafoni, erano i identificati coloro i quali nel Medioevo, recandosi per la prima volta in città dalle aree rurali, per non correre il pericolo di perdersi in una dimensione urbana ad essi completamente, erano soliti tenersi legati con una fune.

Nel dialetto, si diceva appunto: “So’ arrivati ca’ fun” da qui “Sono arrivati i Cafoni”.

A dispetto del valore dispregiativo del termine, però, il Pane Cafone è uno dei prodotti più ricercati proprio sulle tavole dei grossi centri ed il suo costo è notevolmente lievitato, perché sono sempre meno i panificatori che vogliono attendere i tempi di lievitazione necessari prima di immettere il prodotto sul mercato.

Come apprezzare il pane cafone di Avellino

Data la sua compattezza, anche quando il prodotto è fresco, il pane cafone si presta ad essere accompagnato a tutte le pietanze e costituisce un ottima base per le bruschette, mentre quando inizia a farsi duro, può essere utilizzato per base di zuppe e stufati.

Ma i veri intenditori ne apprezzeranno la bontà piena arricchito dal brodo di preparazione dei fagioli, condito con origano, sale e olio extravergine a crudo.

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Venerdì Santo in provincia di Avellino: tutti gli eventi del 2019.

Si avvicina la Settimana Santa ed in provincia di Avellino ci si prepara a quelli che, per i cristiani, sono gli eventi clou del calendario liturgico che culmineranno con le celebrazioni della Pasqua.

Tra i momenti più sentiti, in cui tra l’altro la fede abbraccia le tradizioni e la cultura delle singole comunità, ci sono le celebrazioni in programma il Venerdì Santo.

Processioni e Via Crucis in provincia di Avellino

In alcuni centri dell’Irpinia la Passione di Cristo e la via crucis assumono una vera e propria rappresentazione spettacolare, con tanto di scenografie e figuranti in abiti d’epoca.

Via Crucis Atripalda

Venerdì 19 aprile 2019, ad Atripalda, a partire dalle ore 19 con partenza dalla Chiesa di San Nicola da Tolentino si svolgerà la tradizionale Via Crucis, con la Devozione dell’Incappucciato.

Via Crucis Calitri

A Calitri, il 19 aprile 2019  è di scena la Processione dei Misteri mentre a Frigento prenderà vita la processione del Cristo morto.

Via Crucis Paternopoli

Anche a Paternopoli il 19 aprile 2019 andrà in scena la Via Crucis animata attraverso le strade del centro, a partire dalle 18.

Via Crucis Cervinara

A Cervinara il 19 aprile 2019è il giorno della Via Crucis vivente: ad organizzarla la Pro Loco “A. Renna” con il coinvolgimento dei giovani delle parrocchie cittadine.

Processione Cesinali

A Cesinali  la via crucis vivente, una delle più antiche della provincia di Avellino che quest’anno giunge alla sessantaduesima edizione, prenderà il via alle 20 di Venerdì Santo 19 aprile 2019) e toccherà l’intero centro storico del paese.

Passione di Cristo a Gesualdo.

Tra gli appuntamenti più attesi nel giorno di venerdì santo in Irpinia c’è quello con la Passione di Cristo a Gesualdo. Un’ambientazione unica, nel centro del paese, con giochi di luce e le splendide musiche tratte dalle opere del principe dei madrigali, Carlo Gesualdo. Una manifestazione molto suggestiva che ogni anno vede crescere il numero degli spettatori.

Via Crucis Rivottoli di Serino.

Particolarmente suggestiva è la Via Crucis che si svolge, ormai da tredici anni, alla frazione Rivottoli di Serino. L’evento, che tradizionalmente si svolge il giorno della Domenica delle Palme, quest’anno, a causa del maltempo, è stato posticipato a domenica 5 maggio, a partire dalle 17.

Dopo la sfilata di tutti i partecipanti, inizia la parte scenica della rappresentazione, con tutte le fasi della Passione di Cristo rievocate da figuranti in abiti d’epoca che si muovono sulla scena ricavata dai luoghi simbolo della frazione.

Via Crucis Vallo di Lauro

Nel Vallo di Lauro, il Venerdì Santo (19 aprile 2019) si apre al mattino presto con i gruppi dei Biancovestiti che già alle 6.30 partono dai diversi centri del Vallo fermandosi nelle varie chiese parrocchiali per intonare le strofe dei loro canti.

Tra le 10 e le 13 è previsto l’arrivo dei gruppi a Lauro, preceduti da un corteo che rappresenterà le scene della Passione in Piazza Municipio. Nel pomeriggio, alle 18.30, si svolgerà la tradizionale Processione del Gesù morto e della Madonna Addolorata.

Processione Manocalzati

A Manocalzati la Via Crucis prenderà il via alle 19.30 da Piazza del Seggio, con il coinvolgimento di tutta la cittadinanza.

Processione Sant’Angelo dei Lombardi

A Sant’Angelo dei Lombardi, a partire dalle 19, ecco la processione del Miserere, con una croce in legno senza ancora il Cristo crocifisso. Alcuni uomini trasportano uno splendido ed antico “Gesù Morto” di dimensioni naturali, mentre le donne, vestite di nero, trasportano la Madonna Addolorata. Entrambi i simulacri, insieme alla rappresentazione dell’”Ecce Omo”, furono recuperati e tratti in salvo dalla devastazione del terremoto dell’80.

Via Crucis Vallata

A Vallata,  i riti del Venerdì Santo cominceranno già dalla sera del giovedì, con la Processione aux flambeaux (ore 20), che anticiperà quella del Cristo Morto in programma venerdì alle 11.

Volo dell’Angelo San Mango sul Calore

Infine, a San Mango sul Calore l’appuntamento da non perdere è nel giorno di Lunedì in Albis (22 aprile 2019) con il Volo dell’Angelo in programma nella chiesa rurale della Madonna del Carmine alla frazione Carpignano, in mattinata e alle 18: sospeso nell’aria, scorrendo su una salda fune posta tra la chiesa e una quercia secolare, un bambino-angelo reciterà l’augurale preghiera alla Vergine il cui testo, affidato a scrittori locali, varia di anno in anno.

Metti un week end ad Avellino: cosa fare, vedere e mangiare

Situata al centro della regione campania e facilmente raggiungibile da Napoli, Benevento, Caserta e Salerno, la città di Avellino è meta ideale per un week end dedicato alla serenità ed alla tranquillità.

Ecco i nostri consigli con un po’ di storia.

Cenni Storici

La storia di Avellino, città della regione Campania, affonda le sue origini nell’antica Abellinum, che sorgeva nei pressi di Atripalda, conquistata da Roma durante le guerre sannitiche ed elevata nell’ 82 a.C. a capoluogo della colonia Veneria Abellinatium.

L’intera provincia comprende 118 comuni. La città capoluogo è stata fondata dai Longobardi ed ha iniziato il suo sviluppo moderno nel ‘600 estendendosi verso ovest sulla direttrice per Napoli e verso est congiungendosi quasi con Atripalda.

Oltre alla dominazione Longobarda, Avellino conobbe il dominio dei Bizantini, dei Normanni, degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi, dei viceré di Spagna, degli Austriaci e dei Borboni.

Capoluogo di provincia dal 1799, Avellino partecipò in modo determinante ai moti insurrezionali del 1820. 

Il Patrono di Avellino è San Modestino.

Cosa vedere

Avellino , più volte distrutta dai terremoti che l’hanno devastata nel corso dei secoli, non ha importantissimi monumenti storici.

Tra questi spiccano il Duomo, la Torre dell’orologio, la fontana di Costantinopoli, palazzo Caracciolo, la casina del principe, il Carcere Borbonico e la rinnovata Piazza Libertà con il lungo Corso Vittorio Emanuele.

Il Duomo

La Cattedrale di Avellino è dedicata alla Madonna dell’ Assunta ed è stata  edificata nel XII secolo.

Il Duomo è stato ricostruito più volte, con una facciata neoclassica di Pasquale Cardola rifatta nel 1891, affreschi e coro ligneo del 500 e con il suo museo interno assolutamente da visitare.

La Torre dell’Orologio

In Piazza Centrale, attuale Piazza Amendola, svetta la torre dell’orologio, costruita intorno al 1650, essa è stata spesso attribuita al Fanzago presente in Avellino alla metà del’600 come consigliere di Francesco Marino Caracciolo, per il suo perfetto inserimento nell’immagine della nuova città ridisegnata dall’artista bergamasco, ma tale attribuzione non è supportata da documenti certi.

I restauri seguiti all’ultimo terremoto del 1980 hanno restituito alla cittadinanza una torre sapientemente recuperata all’antico equilibrio architettonico e, benché la città non cessi di trasformarsi, la torre dell’orologio continua a campeggiare sul panorama circostante quale segno tangibile della nostra storia e quasi come punto di riferimento per l’evoluzione urbanistica di Avellino.

Nella stessa piazza troviamo il monumento a Carlo II d’ Asburgo, e la facciata del palazzo della Dogana di Avellino, d’origine medioevale e attualmente distrutto internamente da un incendio, entrambe opere del Fanzago.

La fontana di Costantinopoli

Notevole la seicentesca fontana di Costantinopoli, quella di S. Antonio Abate, anch’essa barocca, e il palazzo settecentesco dei Caracciolo in piazza Libertà, completamente ristrutturato ed adibito a Palazzo della Amministrazione provinciale.

Palazzo de Peruta

Importante la biblioteca provinciale di che possiede oltre 150 mila volumi. Nei pressi del centralissimo corso Vittorio Emanuele si trova il ricostruito Palazzo De Peruta per oltre un secolo, sede municipale della città di Avellino ed ora dimora dei “Giudici di Pace”

Casina del principe

Del Castello medioevale restano pochi ruderi mentre la Casina del Principe è spesso sede di appuntamenti culturali.

Il Carcere Borbonico

Di notevole importanza il Carcere borbonico, in pieno centro a pochi metri dal Tribunale.

Attualmente ospita una parte del principale polo museale della provincia di Avellino: collezioni archeologiche e risorgimentali, la Pinacoteca provinciale, il Lapidario, oltre a giardini, spazi didattici, sale per mostre e un auditorium per convegni.

Il polo museale si divide tra la storica sede di Corso Europa, dove è allestita la Sezione archeologica e il Complesso monumentale dell’ex Carcere Borbonico, architettura polivalente e sede di attività culturali ed espositive. 

Il Teatro Comunale Carlo Gesualdo

Da oltre una decina d’anni la città di Avellino ha anche il suo teatro Comunale: il Carlo Gesualdo.

Nei dintorni

A pochi chilometri dal centro di Avellino meritano una visita il Palazzo dell’Abbazia del Loreto ed il Santuario di Montevergine

Cosa Fare durante un week end ad Avellino

Vasto e ricco il panorama degli eventi in programma ogni giorno in provincia di Avellino.

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Dove cenare

Cerchi un ristorante, una pizzeria o una vineria ad Avellino ? Ecco dove mangiare in un’atmosfera di piena convivialità. Ricchi, sfiziosi, diversi, perfetti per ogni palato, irresistibili, tra tradizione e innovazione gli indirizzi giusti su dove cenare bene ad Avellino.
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Dove bere un aperitivo

L’aperitivo serale ha le sue tappe fisse nel capoluogo irpino. Vino, gastronomia e musica dal vivo animano le serate avellinesi nei locali più cool. Una nota: ad Avellino, l’aperitivo scatta dopo le 20.30. Usanza locale 😉

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Dove mangiare ad Avellino

Tipicità dei prodotti, abilità e creatività in cucina, accoglienza dei luoghi, contenimento dei prezzi: sono alcuni dei parametri che fanno la differenza (e la fortuna) quando si tratta di scegliere un posto in cui andare a pranzare o cenare.

Dove mangiare pesce ad Avellino

In provincia di Avellino, nonostante la tradizione gastronomica sia prevalentemente di terra, non mancano le esperienze, alcune anche con una antica tradizione alle spalle, di ristoratori che proprio sulla cucina del pesce hanno costruito le proprie fortune.

Dove Mangiare una pizza ad Avellino

E’ un must 365 giorni all’anno, un piatto che non conosce declino in qualsiasi periodo dell’anno. Stiamo parlando, naturalmente, della pizza, tra le pietanze più gettonate nelle serate degli avellinesi. Ecco i nostri consigli.

Dove mangiare un buon gelato

Quali sono le gelaterie che senza ombra di discussione sono le più amate dai consumatori in provincia di Avellino ?

Dall’intramontabile cono al limone alla ricca coppa variegata al caffè, passando per le immancabili novità di stagione, il gelato è uno di quei dessert in grado di mettere d’accordo davvero tutti, ma ad una condizione: che sia artigianale e realizzato con ingredienti di prima qualità.

Hotel e B&B ad Avellino

Due gli alberghi cittadini, entrambi a 4 stelle: il Viva Hotel che si trova in pieno centro ad Avellino e l’Hotel de La ville situato in via Palatucci nei pressi della sede della questura. Entrambi sono dotati di ristorante e sale conferenze.

Attualmente nel capoluogo sono circa una decina i b&b che quotidianamente ospitano turisti, uomini e donne d’affari, visitatori che dovendo soggiornare in Irpinia optano per una soluzione diversa dal più classico hotel.

Come arrivare ad Avellino

La città di Avellino è situata al centro della Campania ed è facilmente raggiungibile, in autostrada, da tutti i capoluoghi della regione.

Per chi proviene da Napoli e Caserta, il percorso preferito è quello che si snoda lungo l’autostrada A16 Napoli-Bari, con uscita consigliata ad Avellino Ovest.

Per chi proviene da Benevento, invece,   l’uscita dell’A16 suggerita è quella di Avellino Est. Chi, invece, intende raggiungere il capoluogo irpino da Salerno può percorrere il raccordo autostradale Avellino-Salerno.

Aeroporto

Avellino è facilmente raggiungibile anche da chi arriva in Campania in aereo. L’aeroporto internazionale di Capodichino dista, infatti, circa 40 chilometri ed è servito da un servizio di trasporto pubblico che lo collega direttamente al capoluogo irpino.

Autobus da Roma e Napoli

La città di Avellino è ben servita da un efficiente servizio di trasporto pubblico su gomma, gestito, prevalentemente, dalla società Air-Autotrasporti Irpini, che assicura collegamenti quotidiani da e per Roma, Napoli, Benevento, Fisciano e la maggior parte dei comuni della provincia irpina.

La stazione ferroviaria di Avellino, infine, si trova in via Francesco Tedesco, a pochi chilometri dal centro città

Avellino è facilmente raggiungibile da ogni capoluogo attraverso le seguenti vie d’accesso :

  • autostrada Napoli (km. 41) Bari (km. 209),
  • la superstrada Salerno – Avellino (km. 34),
  • statale 90 Benevento – Avellino (km.32),
  • Foggia – Avellino (km. 110).

CinemaDays 2019 a Caserta: dove vedere un film con 3 euro.

Dal 1 al 4 Aprile 2019 torna anche a Caserta l’iniziativa nazionale Cinema Days “Al cinema con soli tre euro”, promossa da Anec, Anem e Anica con il sostegno della direzione generale Cinema del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Per quattro giorni in tutte le sale cinematografiche casertane che aderiscono all’iniziativa si potrà guardare un film pagando un biglietto di solo 3 euro.

Sono escluse dalla promozione le iniziative speciali e le proiezioni in 3D, per le quali comunque si potrà godere di un prezzo speciale comunicato direttamente alla cassa.

L’iniziativa mira a promuovere la cultura cinematografica.

Sono già migliaia le sale in tutta Italia che hanno aderito all’iniziativa, numerose anche in provincia di Caserta.

Cinema Days: cosa vedere nelle sale cinematografiche di Caserta

Tra i Film consigliati in programmazione nei cinema di Caserta, questa settimana, vi segnaliamo:

Dumbo è un film di genere animazione, family, fantasy del 2019, diretto da Tim Burton, con Colin Farrell e Michael Keaton. Uscita al cinema il 28 marzo 2019. Durata 130 minuti. Distribuito da Walt Disney Italia.

Bentornato Presidente è un film di genere commedia del 2019, diretto da Giancarlo Fontana, Giuseppe G. Stasi, con Claudio Bisio e Sarah Felberbaum. Uscita al cinema il 28 marzo 2019. Durata 96 minuti. Distribuito da Vision Distribution.

Una Giusta Causa è un film di genere biografico, drammatico del 2018, diretto da Mimi Leder, con Felicity Jones e Armie Hammer. Uscita al cinema il 28 marzo 2019. Durata 120 minuti. Distribuito da Videa.

Scappo a casa è un film di genere commedia del 2019, diretto da Enrico Lando, con Aldo e Jacky Ido. Uscita al cinema il 21 marzo 2019. Durata 92 minuti. Distribuito da Medusa Film..

Fratelli Nemici è un film di genere drammatico, thriller del 2018, diretto da David Oelhoffen, con Matthias Schoenaerts e Reda Kateb. Uscita al cinema il 28 marzo 2019. Durata 111 minuti. Distribuito da Europictures.

The Prodigy – Il Figlio del Male è un film di genere horror, thriller del 2019, diretto da Nicholas McCarthy, con Jackson Robert Scott e Taylor Schilling. Uscita al cinema il 28 marzo 2019. Durata 92 minuti. Distribuito da Eagle Pictures.

Peppermint – L’Angelo della vendetta è un film di genere azione, thriller del 2018, diretto da Pierre Morel, con Jennifer Garner e Richard Cabral. Uscita al cinema il 21 marzo 2019. Durata 101 minuti. Distribuito da Universal Pictures e Lucky Red in associazione con 3 Marys Entertainment.

A Un Metro da Te è un film di genere drammatico, sentimentale del 2019, diretto da Justin Baldoni, con Cole Sprouse e Haley Lu Richardson. Uscita al cinema il 21 marzo 2019. Durata 117 minuti. Distribuito da Notorious Pictures.

Ma quali sono le sale cinematografiche a Caserta che aderiscono ai Cinema Days 2019 ?

Cinema Days in provincia di Caserta

In provincia di Caserta sono quattro le sale che hanno annunciato l’adesione al progetto cinema.

  • Provincia di caserta: il Big di Marcianise e l’Uci Cinemas Marcianise presso il Centro Commerciale Campania, Cotton Movie a Piedimonte matese ed il Teatro Lendia Sant’Arpino
  • Caserta Cinema: il Duel a Caserta,

Cinema Days Caserta Città

A Caserta città ha aderito il Cinema Duel.

*Le sale segnalate in questo articolo sono state tratte dal sito
Cine days indicato dal Ministero come sito ufficiale. Ultimo aggiornamento 31 marzo 2019.

Il programma del Festino di Santa Rosalia tra fede, folklore e tradizione.

Il Festino di Santa Rosalia è la più importante ed attesa festa popolare palermitana.

Si svolge nel capoluogo siciliano, ogni anno, nel mese di luglio con ben cinque giorni di riti e celebrazioni dedicati a Santa Rosalia, l’amatissima patrona del capoluogo siciliano.

La Storia della festa di Santa Rosalia

Secondo la leggenda, tramandata di generazione in generazione, fu proprio Santa Rosalia, nel 1624, a salvare i palermitani dal flagello della peste.

Da allora, ogni anno, a luglio, la celebre “Santuzza” viene portata in trionfo dai suoi devoti su un immenso e pittoresco carro che simboleggia la grandiosità e la ricchezza del popolo palermitano.

La preparazione del festino di Santa Rosalia

La preparazione dell´imponente carro ha inizio un bel po’ di giorni prima.

Contemporaneamente si procede all’allestimento della coloratissima fiera delle bancarelle, alla preparazione degli spettacoli musicali e dei celebri spettacoli pirotecnici che s´innalzano dal mare e che rappresentano il momento culminante dell´intera celebrazione.

Il programma 2019 del festino di Santa Rosalia a Palermo.

Quest’anno saranno, per la prima volta, i detenuti del carcere Ucciardone a realizzare i pezzi del carro trionfale che saranno poi assemblati all’esterno.

Il Festino di Santa Rosalia richiama a Palermo, ogni anno, decine di migliaia di visitatori che, approfittando del periodo estivo, partecipano con entusiasmo alla sfilata che nel centro storico di palermo, da Palazzo dei Normanni, raggiunge prima il Duomo per poi concludersi sul lungomare dove si svolge un gradioso spettacolo pirotecnico.

Spettacoli musicali, carri allegorici, mercatini delle bancarelle animano ogni anno le strade del centro di Palermo per cinque giorni, in attesa dell’evento clou, in programma la sera del 14 luglio, con il trionfo della “Santuzza” portata in processione dai devoti su un grande carro che sta a simboleggiare la devozione e la ricchezza dei palermitani.

Da non perdere, nei giorni della festa, i racconti dei cantastorie che vestisti in abiti d’epoca , intonano i canti della tradizione popolare, narrando, senza sosta, la leggenda della Santa salvatrice nei suggestivi vicoli del centro storico.

A fare da contorno, poi, tutta una serie di attività ed iniziative che impegnano la comunità locale per alcune settimane.

Il programma di Aspettando il festino 2019

Calendario di incontri  

  • Sabato 30 marzo 2019 ore 16:00

Racconti, storie e misteri di Santa RosaliaVisita guidata del Santuario di Santa Rosalia a cura di Don Gaetano Ceravolo

  • Martedì 7 maggio 2019 ore 17:30

#aspettandoilfestino2019

Calendario di incontri  

  • Sabato 30 marzo 2019 ore 16:00

Racconti, storie e misteri di Santa RosaliaVisita guidata del Santuario di Santa Rosalia A cura di Don Gaetano Ceravolo

  • Martedì 7 maggio 2019 ore 17:30

“La peste arriva a Palermo”

Anniversario dell’arrivo al porto di Palermo della nave dall’Africa con il morbo della peste  “La Cala” (7 maggio 1624) A cura di Don Gaetano Ceravolo

  • Giovedì 16 maggio 2019 ore 15:30

Rosalia e le altre. Simboli del sacro femminile nel culto rosaliano

Museo Internazionale delle Marionette “Antonio Pasqualino”

Giornata di studi A cura del Prof. Ignazio Buttitta

  • Sabato 8 giugno 2019 ore 18:00

 “I detenuti raccontano… Rosalia”

 Una Marina di Libri, all’ Orto Botanico di Palermo

  A cura del CCN Piazza Marina e DintorniVenerdì’ 5 luglio 2019 ore 18:00

  • Venerdì’ 5 luglio 2019 ore 18:00

“Festino in Festa a Parco Villa Pantelleria”

Evento conclusivo

Arte, video, danza, musica, cultura e cibo, uno spettacolo itinerante all’interno degli spazi verdi di Parco Villa Pantelleria

A cura della Direzione artistica del 395° Festino di Santa Rosalia Palermo

Al polso di un uomo l’orologio è sinonimo di stile e personalità.

Se è vero che l’uomo del terzo millennio è sempre più attratto dalla moda e manifesta una spiccata propensione alla cura del corpo, è anche vero che è un accessorio a contraddistinguerne lo stile e la personalità.

Gli orologi uomo sono il vero elemento che fa la differenza: su ogni polso fanno bella mostra di sé, tutti gli orologi uomo raccontano ben oltre il tempo che scandiscono.

Eppure, oggi vien quasi da sorridere pensando che gli orologi da polso nacquero, verso la fine del XIX secolo, come accessorio moda femminile, una piccola vanità che faceva da contraltare al già celebre orologio da tasca maschile.

Col trascorrere del tempo, i ruoli si sono letteralmente ribaltati ed oggi gli orologi da uomo sono molto più di un accessorio segnatempo.

Ma come avviene la scelta quando si tratta di decidere cosa mettere al polso?

Proprio perché gli orologi per gli uomini hanno un valore che va oltre quello della specifica funzione, sono diversi i criteri che vengono valutati prima dell’acquisto.

Innanzitutto, c’è, come è ovvio che sia, il gusto personale. In fondo, è sempre ciò che si percepisce come bello ad attirare.

Gli orologi maschili hanno come caratteristica quella di avere una dimensione importante, che li differenzia in maniera netta da quelli femminili.

Altro elemento da non sottovalutare è naturalmente il prezzo. C’è chi si approccia all’acquisto come forma di investimento, ed allora il costo anche elevato non costituisce un problema.

Da ultimo, la scelta per l’acquisto di un orologio viene orientata anche da quelle che sono le mode del momento e dal peso specifico che l’oggetto ha acquisito agli occhi della società.

D’altronde, non è un caso che esistano orologi resi celebri da personaggi famosi del cinema, dello sport, dell’industria, della politica che in qualche modo vengono acquistati per una sorta di emulazione di un status che si intende trasmettere.

Quanto alla moda, al di là dei dettagli che possono variare a seconda delle stagioni, anche per il 2019 il materiale principe dei cronografi da uomo più esclusivi è l’acciaio, sia per la cassa che per il cinturino, magari non monocromatico, come ci si è abituati negli ultimi anni, ma con sfumature di colore in grado di esaltare il modello ad ogni movimento del polso.

L’acciaio, però, è un materiale che non sempre manifesta comodità per chi lo indossa. Ed allora, ecco che il cinturino in pelle rimane l’alternativa principale, in virtù anche del messaggio di eleganza che porta con sé.

Negli ultimi anni, poi, sono tornati alla moda gli orologi uomo in plastica o silicone, in alcuni casi con un richiamo vintage agli anni ’80 in altri come segno di uno stile casual, più leggero, che denota uno spirito sportivo e ben si addice ai ritmi tutt’altro che slow della vita moderna.

A ben vedere, dunque, gli orologi maschili oltre a scandire il trascorrere del tempo raccontano un modo d’essere (ma anche di apparire).

E chissà che non si finisca per rivalutare quell’antico proverbio africano che recita: gli uomini bianchi hanno gli orologi ma non hanno il tempo.

Spa, Terme e Beauty Farm: dove andare in Italia.

Centri benessere, terme, veri e propri paradisi del relax con saune, fanghi, talassoterapia.

Sono queste le beauty farm, letteralmente fattorie di bellezza.

E’ un fenomeno turistico che è passato in poco tempo da vezzo per le classi più agiate a fenomeno di massa, anche se i bagni termali da diversi decenni attirano milioni di turisti.

I Centri Termali in Italia.

In Italia i centri termali sono centinaia, i più noti quelli di Montecatini, Ischia e Abano terme, ma anche la Liguria e l’Emilia Romagna sono regioni che offrono decine di centri dedicati alla cura del corpo grazie all’azione benefica delle acque.

Beauty farm.

Il mondo delle beauty farm, però, è sostanzialmente diverso, tant’è che richiama l’interesse di una clientela sempre più giovanile.

Si tratta di paradisi più o meno naturali, dove uno staff medico competente propone programmi mirati per la cura del corpo e della mente.

Tutte le migliori beauty farm italiane si sono dotate, nel corso degli anni, di personale altamente specializzato, con professionisti della fisioterapia, dell’alimentazione e del trattamento per la cura del corpo.

Per ottenere il massimo dei risultati è consigliata la permanenza di almeno una settimana, ma per chi non può concedersi periodi così lunghi di vera e propria “assenza” sono stati compilati programmi brevi di tre giorni, da usufruire nei week end.

Molteplici i programmi che si possono seguire nei centri benessere, si va dai programmi rilassanti con ginnastica leggera, massaggi, aromaterapia e sauna, ai programmi per dimagrire ai tonificanti.

I Costi

Ultimamente i centri benessere si stanno attrezzando per offrire pacchetti più convenienti dal punto di vista economico con la possibilità di usufruire soltanto dei programmi per la cura del corpo, consentendo magari di pernottare e pranzare in strutture convenzionate a tariffe più contenute.

I costi non sono particolarmente contenuti, dai 100,00 euro in su, soprattutto nel caso in cui si voglia usufruire dei pacchetti al inclusive, dove al trattamento per la cura del corpo si abbinano pernottamenti e pasti all’interno delle strutture.

La prima regola da seguire, quando si mette piede in una beauty farm è quella di spegnere il cellulare per godere al massimo dei benefici rigeneranti del programma di cura prescelti.

Le Beauty farm italiane sono particolarmente amate dagli stranieri in quanto sono spesso situate in zone dotate di un patrimonio naturalistico senza pari.

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Bed & Breakfast o Hotel ? Confort dell’albergo o calore del B&B ?

Ami il confort degli alberghi o il calore di un vero Bed & Breakfast ?

Se sei abituato a costruirti il tuo itinerario con l’auspicio di respirare la cultura locale, cercando l’informalità e il contatto diretto con le persone, rinunciando alle piccole o grandi comodità, non puoi non amare il B&B.

Se al contrario vuoi soggiornare senza pensieri, non puoi che scegliere un albergo dotato di ogni servizio dove, accanto alle figure apicali come il direttore, spiccano facchini, responsabili Reception e se dotato di bar e ristorante Chef , baristi e camerieri.

La storia dei B&B in Italia.

Quando il fenomeno dei Bed & Breakfast cominciò a mettere radici in Italia, a metà degli anni ’90, era davvero una novità interessante per chi, avendo un budget ridotto per le vacanze, voleva una soluzione a basso costo.

Il vero e proprio boom arriva con il Giubileo. E proprio da Roma e dal Lazio, rapidamente, la nuova formula si diffonde in tutta Italia.

Originariamente potevano bastare anche soltanto 15 mila lire per soggiornare in un B&B, successivamente, con l’avvento dell’euro, l’aumento dell’inflazione ma soprattutto il boom del fenomeno B&B, queste tariffe sono solo un vecchio ricordo.

Il vero B&B

Si tratta di sistemazioni in una camera dell’appartamento dove vive normalmente la famiglia ospitante e dove i padroni di casa si preoccupano di servire la colazione o soltanto l’occorrente per prepararsela da soli.

Ancora possibile, comunque, trovare una sistemazione B&B a partire da 20 euro, anche se il prezzo medio si aggira sui 40 euro nelle piccole città di provincia per salire anche ad oltre 100 € nelle città e nei luoghi turistici.

Rimane la convenienza di disporre di un ambiente confortevole e familiare anche per pochi giorni.

Qualche controllo, però non farebbe male al settore dei B&B.

La legislazione, infatti, parla chiaro.

Possono essere considerati tali e quindi usufruire di numerose agevolazioni rispetto alle leggi più ferree che regolano il settore degli alberghi, soltanto quelle sistemazioni che sono effettivamente offerte nei luoghi dove abita la famiglia ospitante.

Sempre più spesso, invece, si eludono le regole ed i B&B sono dei veri e propri luoghi di soggiorno anche di massa.

I B&B in Italia ed all’estero

Le grandi città d’arte, in Italia e all’estero, in particolare nelle grandi capitali europee, come Parigi, Berlino, Bruxelles, Londra, New York, Praga, Dublino, sono le mete dove più frequentemente è possibile individuare B&B.

Le tariffe molto variabili sono influenzata dalla distanza dal centro cittadino e dai siti di maggiore interesse storico.

Roma, Firenze, Milano, Torino, Venezia, Napoli, Palermo e Siena sono le città italiane più dotate di B&B, che spesso si costituiscono in rete.

La maggior parte dei B&B, inoltre, offrono la comodità di essere prenotabili on line che consente il vantaggio, non trascurabile, di avere piena garanzia sulla rispondenza tra immagini e servizi descritti e reale ubicazione del B&B.

Tra natura e alta montagna, un week end alla scoperta del Molise.

Incastonata tra l’Abruzzo a nord Ovest, il Lazio a ovest, la Campania a sud, la Puglia ed il mar adriatico a est, il Molise è una piccola regione del centro sud dell’Italia che conta solo due province: Isernia e Campobasso che è anche il capoluogo regionale.

Il Molise, regione istituita nel 1963 quando fu distaccata dall’Abruzzo, da anni sconta molti problemi a causa della scarsa industrializzazione e della mancanza di infrastrutture e servizi.

Le bellezze naturali della regione Molise potrebbero essere un buon viatico per sviluppare una politica occupazionale nel turismo, sia montano con centri di sport invernali a Capracotta, presso Isernia, e soprattutto a Campitello Matese, sia marittimo, come Termoli, ma fino ad oggi ogni progetto è rimasto lettera morta, anche a causa di un carente sistema di vie di comunicazione, con l’unica eccezione della zona costiera dove passano sia l’autostrada adriatica che la linea ferroviaria che collega il Molise al Nord d’Italia.

Giocoforza, la regione è alle prese quotidianamente con la brutta piaga dell’emigrazione.

Cosa visitare in Molise durante un week end.

Campobasso

Campobasso che annovera 84 comuni nella propria provincia., è il capoluogo regionale, si trova a circa 700 m d’altezza sulle pendici dell’Appennino meridionale, fra i bacini dei fiumi Biferno e Fortore.

Da visitare: il Castello Monforte, che domina il centro storico edificato dai Normanni sulla collina detta “il Monte”; la chiesa di San Giorgio costruita nel XII secolo; la chiesa di Sant’Antonio Abate (1572,), la neoclassica Cattedrale (1829), e il Museo del Presepe.

Con la realizzazione dell’Università degli Studi del Molise, Campobasso ha fatto un deciso passo in avanti nel campo culturale. Agraria, Economia, Giurisprudenza, Medicina e chirurgia le facoltà più frequentate dagli studenti provenienti anche da fuori regione.

Termoli

Il comune di Termoli, in provincia di Campobasso, è la località balneare di riferimento per tutta la regione.

La città che si affaccia sul mar Adriatico presso la foce del fiume Biferno è in una fase di pieno sviluppo grazie ad un insediamento industriale della Fiat, al turismo balneare ed all’attività peschereccia.

Isernia

L’altro capoluogo di Provincia, Isernia, comprende 52 comuni.

Da visitare fra i monumenti: la fontana della Fraterna, a forma di loggia, del XIII-XIV secolo; la Cattedrale, neoclassica del 1837, i resti della cinta muraria a blocchi poligonali, probabilmente della prima epoca romana (III secolo a.C.); il Museo civico, con reperti del Paleolitico provenienti dalla vicina Pietrabbondante, importante area archeologica, e materiali d’epoca del periodo sannitico e romano.

Le Montagne del Molise

In particolare qui vogliamo approfondire il discorso sulle montagne molisane, da vivere a 360 gradi per la rara integrità naturalistica che ancora custodiscono.

La provincia di Campobasso, ad esempio, rappresenta un modo genuino di vivere la montagna, a contatto con popolazioni ospitali e legate alle tradizioni e con scenari paesaggistici molto interessanti.

Le montagne del Matese, con i boschi e le alte cime, rappresentano un territorio ideale per gli amanti di attività alpinistiche, escursionistiche, di speleologia e degli sport invernali.

Gli appassionati dello sci possono recarsi a Campitello Matese, dotato di una buona area ski agonistica e turistica per tutte le esigenze, e piste di sci di fondo o sci alpino. Posto a 1450 metri di altitudine, garantisce un buon innevamento e rappresenta un importante polo del turismo invernale per l’Italia centro-meridionale.

Anche l’altra provincia molisana, quella di Isernia, vanta località sciistiche attrezzate e ambienti ricchi di tradizione.

A 1460 metri di altitudine troviamo Capracotta, poco lontana dall’abruzzese Roccaraso, con i suoi impianti dedicati allo sci alpino e allo sci di fondo.

Nello splendido scenario naturale di Prato Gentile, Capracotta ha ospitato nel 1997 i Campionati Nazionali di Sci di Fondo, consacrandosi così tra le località di elezioni per questa disciplina.

La gastronomia

Il Molise ha anche una buona cultura culinaria, figlia della più antica tradizione.

Da provare in particolare i formaggi (tra cui il pecorino o il caciocavallo), la “pezzata” (piatto simbolo delle civiltà della transumanza), i salumi (tra cui il capocollo) e le pietanze a base di tartufo o funghi.

Altre informazioni turistiche

I Ristoranti dove Mangiare bene in Molise

Stazioni Trenitalia Regione Molise. Agendaonline.it

Teatri Molise

Musei e Pinacoteche in Molise

Stazioni Trenitalia Regione Molise. Agendaonline.it

Meteo weekend Molise

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Eurochocolate a Perugia,quando il weekend ha il sapore del cioccolato.

Vuoi trascorrere un piacevole e goloso weekend ad ottobre? Se Ami il cioccolato in tutte le sue varianti, allora non puoi mancare all’Eurochocolate di Perugia, la grande festa della cioccolata giunta al suo venticinquesimo anno.

Proprio a Perugia, infatti, il dolce festival ha mosso i primi passi il 23 Ottobre 1994, quando si è svolta la giornata inaugurale della prima edizione.

Come ogni anno, a Eurochocolate si ritroveranno le principali aziende produttrici di cioccolato, rinnovando la voglia di raccontare e far degustare il cioccolato a tutti gli appassionati attraverso golosi storytelling e full immersion a tema.

Il festival internazionale del cioccolato, che è in programma nella città umbra fino a domenica 28 ottobre 2018, ha registrato un avvio boom richiamando folle di turisti, espositori e operatori del settore.

Fiumi di cioccolato stanno invadendo le strade del suggestivo centro storico, tra esposizioni, affascinanti sculture, laboratori, degustazioni, trasformando Perugia nel paradiso dei golosi grazie alla sua centenaria tradizione cioccolatiera nota in tutto il mondo.

L’edizione 2018, poi, è un Eurochocolate con l’argento vivo addosso. D’argento come le nozze che l’evento festeggia quest’anno.

Principale attrazione dell’anno, sul palco della suggestiva Piazza IV Novembre, è una maestosa Scatola di Cioccolatini di ben 5 metri di lunghezza, contenente 25 prelibatezze assortite realizzate con cioccolato bianco, al latte, gianduia e fondente.

Un’originale istallazione costruita in collaborazione con il ChocoScultore Andrea Gaspari e firmata ODStore, voluta per ricordare che Eurochocolate è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita!

Tra le novità dell’edizione 2018 anche gli Sweet Moments, imperdibili secret event che si svolgeranno nel corso dei dieci giorni della manifestazione. Esibizioni di arte varia che prenderanno vita quando e dove meno il pubblico se lo aspetta. Ad annunciarli un messaggio veicolato sulle piattaforme social del Festival che ne anticiperanno di poco lo svolgimento.

In Piazza Italia è possibile trovare anche il Chocolate Show, grande emporio che racchiude i più importanti espositori italiani, stranieri e le affascinanti creazioni degli artigiani del cioccolato.

Ad Eurochocolate sono infatti presenti più di 130 Aziende, con grandi realtà e artigiani del settore che offrono oltre 6.000 referenze di prodotti al cioccolato.

Eurochocolate si svolge lungo le vie e le piazze del centro storico della città di Perugia: Piazza Italia, Piazza della Repubblica, Corso Vannucci, Via Mazzini, Via Fani, Terrazza del Mercato Coperto e Piazza IV Novembre.

Tutte le iniziative in programma sono gratuite anche se alcune, quali ad esempio le degustazioni guidate, necessitano di una prenotazione perché si svolgono in spazi con posti limitati.

Ti piace l’idea ? Prenota un albergo per un week end a Perugia.

QUALI SONO LE DATE DELL’EVENTO?

  • Dal 19 al 28 ottobre 2018

COME RAGGIUNGERE EUROCHOCOLATE?

TRENO

La stazione principale di perugia è situata nella pianura sottostante il centro storico (a ca. 3 Km di distanza), ad esso è collegata da numerose linee autobus urbane e dal sistema trasportistico “minimetrò”

AUTOBUS

  • L’Autostazione principale è Piazza Partigiani da dove è possibile raggiungere il centro storico a piedi grazie alle storiche scale mobili della città.

AUTOMOBILE

  • Ci sono diversi parcheggi auto a pagamento. Il più grande è Pian di Massiano dal quale si può prendere il Mini Metro e raggiungere il centro città in 10 minuti. Altri parcheggi sono Piazza Partigiani e Piazzale Europa.

AEREO

  • L’Aeroporto Internazionale dell’Umbria (Aeroporto Sant’Egidio) dista solo 12 km dalla città con voli aerei nazionali e internazionali per differenti destinazioni. La struttura prevede dei servizi di navetta regolari e taxi da e verso Perugia per raggiungere l’evento.