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Schizofrenia: i sintomi più comuni

La schizofrenia è una malattia mentale altamente invalidante e devastante per il soggetto che ne è affetto. In verità, gli effetti della presenza di tale malattia colpiscono, seppur in maniera diversa e differente, anche i familiari e quanti sono vicini al paziente.

La diagnosi di schizofrenia è particolarmente delicata, in quanto alcuni sintomi potrebbero essere confusi con quelli di altre patologie.

Pertanto, prima di diagnosticare la schizofrenia i sintomi da non tralasciare e non sottovalutare sono molteplici. Inoltre, è bene escludere a seguito di controlli accurati la presenza di altri disturbi di natura psichiatrica e malattie fisiche con evidenti ripercussioni sulla sfera anche comportamentale.

I sintomi della schizofrenia possono essere classificati e suddivisi in tre categorie: sintomi positivi, sintomi negativi e sintomi cognitivi.

In linea generale si potrebbe affermare che la schizofrenia è un grave disturbo mentale caratterizzato dalla presenza di numerosi sintomi che andremo ad analizzare nei paragrafi successivi.

Quali sono i sintomi positivi?

I sintomi positivi si presentano come nuovi o aggiunti all’individuo come, appunto, conseguenza della malattia.

Tale categoria di sintomi comprende:

  • Disturbi motori, ossia comportamenti bizzarri. Rientra in questa categoria anche la catatonia, agitazione costante e perenne ed inadeguatezza dell’aspetto;
  •  Allucinazioni sono dei fenomeni sensoriali in cui il soggetto schizofrenico percepisce come reali le situazioni create dalla propria mente. Le allucinazioni riguardano i cinque sensi: vista, olfatto, udito, tatto e gusto;
  • Deliri, ossia convinzioni false ed irrazionali sostenute dal soggetto con ferma convinzione in quanto, appunto, è incapace di distinguere qual che è vero e reale da quello che non lo è. 
  • Assenza di pensiero organizzato e logico, si suole intendere lamancanza di ragionamento logico e, di conseguenza, l’elaborazione di conclusioni non basate sulla realtà che non trovano alcun riscontro;
  • Forte tensione ed irritabilità accentuata.

Quali sono i sintomi negativi?

I sintomi negativi sono quelli che indicano e denotano un impoverimento della personalità del paziente, soprattutto relativamente ai sentimenti e alle relazioni sociali.

Tra i sintomi vi sono:

  • Completa assenza e mancanza di stimoli e di iniziativa;
  • L’isolamento sociale. Infatti, i soggetti affetti da schizofrenia preferiscono la solitudine e l’isolamento al contatto con gli altri;
  • L’apatia e l’incapacità di portare a termine le azioni pianificate sono altri sintomi che contribuiscono ad incrinare anche l’equilibrio sociale e familiare del paziente;
  • Ridotta capacità di provare sentimenti, ossia incapacità di mostrare l’affetto che si nutre nei confronti di sé stesso e degli altri;
  • L’espressione facciale risulta essere pressoché identica ed uguale; quindi, la schizofrenia comporta anche un’espressività facciale ridotta ai minimi termini.

Quali sono i sintomi cognitivi?

Il gruppo dei sintomi cognitivi, che in parte sono presenti nelle classificazioni precedenti, include quelli che riguardano alcune funzionalità esecutive.

I pazienti schizofrenici possono conoscere e vivere un deterioramento delle loro capacità con impatto su una o più aree della vita quotidiana.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Ecco una routine yoga per alleviare il dolore a schiena e gambe

Il mal di schiena è un problema difficile da trattare con la ginnastica tradizionale. Proprio per questo, può essere utile praticare yoga, un’attività che permette di stirare i muscoli ed allineare le ossa per migliorare la postura ed alleviare i dolori.  Tali esercizi, inoltre, sono utili anche per il dolore alle gambe. Ecco alcuni esercizi di yoga da poter praticare anche a casa.

Posizione del Pesce (Matsyasana)

Questa posizione si pratica partendo sdraiati, tenendo le gambe distese ed i piedi uniti. Le mani vanno posizionate sotto i glutei, con il palmo al suolo, ed i gomiti vicino alla schiena. A questo punto bisogna sollevare il torace, inarcando la schiena, aiutandosi con i gomiti come sostegno. Poi, è necessario far scivolare la testa indietro, al fine di poggiarla a terra. Il mento deve essere verso la gola. Questa posizione deve essere mantenuta circa 30 secondi, respirando in modo profondo e sciogliendo la colonna vertebrale. Lo scopo è quello di far distendere la colonna vertebrale, rafforzando i muscoli della parte superiore della schiena. Se si ritiene questa posizione faticosa da mantenere, è possibile utilizzare un mattoncino oppure un cuscino come supporto sul quale poggiare la testa, al fine di aprire il torace al meglio. I supporti sono utili anche per chi soffre di dolori muscolari alle gambe o cervicali.

La posizione del cobra (Bhujangasana)

Si tratta di una posizione che prevede un piegamento all’indietro, finalizzata ad alleviare lo stress, rafforzare la colonna vertebrale ed allungare i muscoli. Bisogna inarcare la colonna vertebrale, attivando i muscoli addominali per dare sostegno alla zona lombare. Si inizia sdraiandosi a pancia giù, con i gomiti paralleli sotto alle spalle. Le gambe devono avere un’apertura come quella delle anche, e le dita dei piedi devono spingere al suolo. A questo punto, bisogna spingere il coccige verso i piedi, senza dimenticare di allungare la zona lombare, e sollevare il torace premendo sugli avambracci. La seconda fase prevede l’allungamento delle gambe tenendo sollevato il torace, allungando il coccige e premendo con le mani sul suolo. È fondamentale servirsi della forza dei muscoli dorsali per il sollevamento del torace, e non serve staccarlo molto da terra. 

 Saluto al sole (Surya Namaskara)

Il saluto al sole comprende 12 asana che permettono di alleviare i dolori alla schiena, pertanto può essere una routine ideale per occuparsi del proprio benessere. La sequenza ideale per alleviare il mal di schiena, prevede allungamenti in avanti, inarcamenti bilanciati e torsioni. Il primo asana è la posizione della preghiera, con le mani al petto. Il secondo è la posizione delle braccia alzate, e prevede allungamenti verso l’alto delle braccia con la schiena inclinata leggermente. Il terzo asana prevede piegamenti in avanti, partendo dalle anche. Il quarto asana è la posizione equestre, che si esegue con i palmi delle mani a terra, ai lati dei piedi, e con la gamba destra allungata all’indietro, con il ginocchio a terra. La quinta posizione è quella del cane a testa in giù, che prevede glutei sollevati e testa tra le braccia, per formare un triangolo.  Il sesto asana è il saluto degli otto arti, che si esegue con le ginocchia piegate, ed il torace ed il mento abbassati verso terra. La settima posizione è quella del cobra, descritta in precedenza; l’ottava è quella del cane a testa in giù. Essa si esegue partendo dalla posizione del cobra, poggiando i piedi a terra e mantenendo le gambe dritte. Il nono asana è nuovamente la posizione equestre; la decima prevede il piegamento in avanti con il piede destro in avanti, tra le mani. Si finisce, poi, con la posizione delle braccia alzate e la posizione della preghiera.

Dal poker al “21”: qual è il gioco di carte più antico?

Ah, le carte! Oggetti tanto comuni quanto misteriosi. Almeno una volta tutti abbiamo giocato a rubamazzetto o a burraco, scoprendo invece scopa e briscola attraverso i mazzi regionali italiani. I giochi di carte hanno già qualche secolo di storia. Fu in Cina, oltre 1.000 anni fa, che se ne riscontrarono le prime tracce.

Oggi le carte non vengono distribuite soltanto in edicola, ma qualche casinò su Internet in modalità live permette di giocarvi a distanza attraverso una simulazione digitale, come in una sorta di videogioco. Le origini dei vari giochi, però, sono sconosciute ai più.

Poker, blackjack e chi più ne ha più ne metta: paradossalmente i giocatori più accaniti potrebbero conoscere a menadito le regole senza sapere però come siano nati effettivamente i loro giochi preferiti.

Il poker affonda le proprie radici a New Orleans. Il primo libro sul tema fu “An Exposure of the Arts and Miseries of Gambling”, datato 1843: si tratta di un documento fondamentale per gli studiosi, che ha permesso di comprendere meglio la storia di questo gioco.

Inizialmente bastavano 20 carte per disputare una partita e chi si ritrovava in mano la combinazione dal valore maggiore vinceva. Al giorno d’oggi esistono addirittura tornei ufficiali di questo gioco, in primis il World Series of Poker, che vengono trasmessi anche in televisione in più Paesi.

Discorso diverso per il bridge, sicuramente meno popolare. Il gioco deriva dal whist, molto diffuso in Inghilterra 400 anni fa. Dopo una breve fase in cui fu conosciuto come “whistbridge”, all’alba del XX secolo il gioco acquisì definitivamente la semplice denominazione di “bridge”. Intorno agli anni ’40, in Uruguay, è stato inventato poi il burraco, che ha fatto la sua apparizione in Italia soltanto verso gli anni ’80. Anche di questi giochi vengono organizzate competizioni ufficiali, persino a livello CONI. Come intuibile, però, il seguito di questi giochi non è paragonabile a quella del poker.

Il blackjack, invece, ha avuto origini più curiose. Inventato in Francia intorno al 1600, il gioco era nato come “21”. 21 erano i punti massimi che si potevano ottenere in questa sfida a turni contro il banco, in stile “7 e mezzo”. Furono gli statunitensi a rinominare il gioco “blackjack” in riferimento a una vecchia regola che coinvolgeva l’asso e soprattutto e il jack di picche. Nonostante questa stessa regola non esista più, la contaminazione sulla denominazione è rimasta. Che lo si chiami “21” o “blackjack”, dunque, si parla del medesimo gioco e non di due versioni alternative dello stesso.

Tirando le somme, i giochi di carte più vecchi vanno individuati nel “21” e nel bridge. Il primo, tuttavia, vanta chiaramente una maggiore fama e spopola ancora oggi nei più grandi casinò di Las Vegas. I tanti giochi di carte hanno prodotto nel tempo una passione generale in tutto il mondo e alcune singole carte vengono impiegate oggi esclusivamente a scopo artistico.

Anche quello delle carte potrebbe essere considerato un mercato vero e proprio. Chissà che nel prossimo futuro non venga inventato addirittura qualche gioco nuovo che possa stare al passo di quelli secolari…

Su Twitch spopolano i virtual casinò: Crazy Time tra i live show preferiti dagli streamer

Oggi tutti noi conosciamo Twitch, una piattaforma nota per consentire agli utenti di trasmettere in diretta streaming le proprie sessioni al computer. Finora Twitch è stato utilizzato soprattutto dagli appassionati di videogiochi come gli FPS, ma in realtà si tratta di un fenomeno che sta cambiando volto, accogliendo anche altre nicchie e altri interessi. Si fa ad esempio riferimento ai virtual casinò, sempre più di tendenza sulla nota piattaforma di proprietà di Amazon.

Twitch e la categoria dei virtual casinò

Viste le enormi potenzialità di Twitch, nonostante le ultime criticità che lo hanno colpito, prima o poi doveva accadere: la passione per il gambling ha fatto armi e bagagli e si è trasferita in video su questa piattaforma. Ad oggi, infatti, sono tantissimi gli italiani che organizzano dirette streaming nella categoria dei virtual casinò: una categoria che è nata da poco, e che nell’arco di un anno è riuscita a collezionare numeri da record. In base ai dati ufficiali, infatti, la categoria in questione ha messo a segno una crescita notevole, con un numero di canali che ha superato le 1.200 unità, limitandosi soltanto agli streamer italiani.

Sempre secondo i dati, 2 dei 5 principali streamer globali del settore sono italiani, a riprova del fatto che il gambling nella Penisola ha un seguito molto ampio. In altre parole, oggi gli spettatori vanno su Twitch non solo per assistere ad una partita di Fortnite o ad una sessione live su Call of Duty, ma anche per ammirare gli streamer mentre giocano a live show come Crazy Time, che è da inserire tra i più giocati del sito viola. Anche qui ci pensano i dati a chiarire il tutto: i 2 streamer italiani che dominano le classifiche della categoria virtual casinò, infatti, da soli hanno collezionato circa 600 ore di trasmissioni in tre mesi.

Crazy Time: uno dei live show più seguiti su Twitch

Fra i vari giochi protagonisti delle dirette gambling su Twitch, come anticipato prima, si trova Crazy Time. Questo live show è sicuramente uno dei più seguiti sulla piattaforma, per via della sua spiccata interattività. Per prendere parte in prima persona a una di queste partite si possono utilizzare alcuni dei portali più famosi e recensiti del mondo del gambling, come Leo Vegas ad esempio, dove sarà possibile interagire in diretta con il presentatore e gli altri giocatori connessi. Ma come funziona questo gioco? Non si tratta di nulla di troppo complesso: Crazy Time prevede l’utilizzo di una ruota, con vari segmenti di colore diverso.

Il giocatore dovrà dunque scegliere di puntare su un segmento in particolare, cercando di indovinare dove si fermerà la ruota al termine del proprio giro. Naturalmente il gioco viene reso ancor più interessante dal meccanismo a moltiplicatori e dai vari minigiochi sbloccabili, come il Pachinko ad esempio, che possono portare a bonus particolari che renderanno ogni partita diversa dall’altra.

Banca di Credito Popolare, tre iniziative nel segno della responsabilità sociale d’impresa.

Tre iniziative nel segno della responsabilità sociale d’impresa: a lanciarle è Bcp, la Banca di Credito Popolare impegnata dal 1888 a sostenere i progetti mirati alla crescita del territorio. Si tratta di Occhio alle Truffe! (iniziativa di educazione finanziaria), I Fuoriclasse della Scuola e dell’adesione alla XX edizione del progetto Invito a Palazzo.

Nel primo caso, la BCP, aderendo al Mese dell’Educazione Finanziaria, punta a favorire l’uso consapevole del denaro tra le nuove generazioni e a migliorare le competenze dei cittadini, specie di quelli più giovani, in materia di risparmio, investimenti, previdenza, assicurazione.

Un progetto di formazione finanziaria e intrattenimento ideato e promosso dalla Consob, rivolto principalmente agli studenti universitari e partito nel 2018. In quest’ottica, la Banca di Credito Popolare ha organizzato per il prossimo 8 ottobre in collaborazione con la stessa Consob, la FEduF e l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, l’evento “Occhio alle Truffe! Finanza in palcoscenico”.

Attraverso una rappresentazione teatrale, gli studenti avranno l’opportunità di fare la conoscenza di Ponzi, il truffatore italiano che nel 1920 raggirò oltre 40.000 investitori utilizzando uno schema ancora oggi noto con il suo nome ed associato alla “madre di tutte le frodi finanziarie”. 

Sempre dalla collaborazione con la FEduF e dal protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, nasce il progetto I Fuoriclasse della Scuola, a cui la BCP partecipa per valorizzare i migliori talenti e gli studenti eccellenti della Campania.

Per ciascun giovane “campione” è prevista una borsa di studio in denaro e la partecipazione ad un Campus sull’educazione finanziaria presso il Museo del Risparmio di Torino, per potenziare il capitale umano e rafforzare le competenze di cittadinanza economica, sostenibilità, autoimprenditorialità e soft skills. Per poter accedere all’iniziativa bisogna aver vinto almeno una di queste competizioni nazionali: Olimpiadi di Italiano, Matematica, Fisica, Informatica, Scienze naturali, Economia e Finanza, Lingue e civiltà classiche, Astronomia, Filosofia, Statistica; Giochi della Chimica, Concorso New Design, Concorso Economia.

Sostenere iniziative che mirano a diffondere la cultura in materia di risparmio orientata ai valori della sostenibilità ed a sviluppare e valorizzare le potenzialità dei nostri giovani promettenti, rientra nei compiti di una banca popolare come la nostra che, forte del legame con il territorio, svolge anche un importante ruolo sociale”, spiega Felice Delle Femine, Direttore Generale di Bcp. 

Infine, la Banca di Credito Popolare aprirà virtualmente al pubblico le porte della propria prestigiosa sede di Palazzo Vallelonga nell’ambito dell’iniziativa Invito a Palazzo, manifestazione promossa dall’Abi e giunta alla sua ventesima edizione, che ogni anno mette in mostra opere d’arte e capolavori conservati nelle sedi storiche e moderne delle Banche e delle Fondazioni di origine bancaria.

Per l’occasione, anche la BCP consentirà di visitare in forma digitale l’edificio settecentesco che con i suoi terrazzi ampi e ben conservati guarda la campagna, il Vesuvio e il mare. I visitatori saranno trasportati in un viaggio nell’arte senza tempo della scuola pittorica napoletana, godendo di una ricca narrazione composta da fotografie, video e contenuti multimediali. Un percorso lungo i secoli, che racconta il solido legame tra Banca e cittadini di Torre del Greco.

Invito a Palazzo rappresenta per noi una tradizione che si rinnova anno dopo anno – spiega Loredana Loffredo, Responsabile Relazioni Esterne. Questo prestigioso progetto contiene in sè quei valori e quelle scelte che da sempre animano il nostro Istituto. Ovvero, il segno di un mondo bancario che opera insieme alla comunità, a conferma della profonda sintonia con il proprio territorio. Con questa manifestazione viviamo un momento di condivisione del patrimonio artistico, che conserviamo e valorizziamo, per lasciare valore al nostro territorio”.

Il video ed il podcast realizzati saranno fruibili sul sito della Banca (www.bcp.it),  sul sito del Muvir (https://www.muvir.eu/opere/index.php/palazzi/) e su Spreaker (https://www.spreaker.com/user/15295458/banca-di-credito-popolare-palazzo-vallel). 

Come creare un blog di viaggio su Instagram?

Instagram è un social media conosciuto in tutto il mondo, sul quale è possibile pubblicare ogni genere di contenuti.

Questa possibilità offerta dalla piattaforma si è presto evoluta, dando la possibilità a persone con tanti follower di diventare degli influencer, ossia delle figure di riferimento che possono influire in qualche modo sulla vita e sulle decisioni di acquisto dei seguaci.

Tra i lavori sicuramente più belli compare il “travel blogger”, ossia una figura professionale che per vivere gestisce il proprio blog di viaggio. Per spiegare meglio, lo scopo di queste pagine è di mostrare ai propri follower le mete, le destinazioni, i luoghi tipici ed esotici, i ristoranti e il cibo locale, il clima, i colori dei mari tropicali, e tanto altro ancora.

Non è necessario vivere ai tropici per diventare dei travel blogger. Ci sono persone che si concentrano su un singolo Paese, come ad esempio l’Italia. Il Bel Paese, infatti, vanta numerosi siti patrimoni dell’Unesco, e conta numerose bellezze artistiche, architettoniche e naturalistiche che pochissimi altri Paesi al mondo possono vantare.

Inoltre, è possibile concentrarsi su una regione, o persino una singola provincia. Alla fine, le possibilità offerte dai paesaggi rurali sono tantissime e le meraviglie dietro ogni angolo.

Tuttavia, può essere difficile lanciare la propria carriera di travel blogger con successo. I competitor sono numerosi, e gli utenti possono scegliere con estrema facilità di migrare da un blog ad un altro con un solo click.

Ecco, quindi, alcuni consigli su come creare un blog di viaggio su Instagram.

Come creare un blog di viaggio su Instagram?

Scegli la tua meta e pianifica le tappe da visitare

Ammesso che tu possa viaggiare tanto su base giornaliera (altrimenti come lo fai il blogger di viaggio?), devi scegliere una meta da raggiungere che possa avere tante cose da vedere. Ricorda che i contenuti devono essere interessanti per gli utenti. In particolare, le persone quando vedono i tuoi contenuti devono:

· Sognare ad occhi aperti;

· Immaginare di essere lì e visitare coi loro stessi occhi le meraviglie mostrare;

· Essere spinti a pianificare loro stessi un viaggio in quelle zone.

Ad esempio, se desideri visitare Roma (detta anche la “Città Eterna”) devi pensare ai monumenti storici lì presenti, al tuo itinerario di viaggio, alle fotografie che scatterai, agli eventuali video.

Inoltre, devi essere creativo ed originale. Puoi spesso integrare i tuoi viaggi con dell’ottimo cibo: puoi, ad esempio, mostrare la buonissima carbonara romana (con guanciale!) mangiata in una trattoria poco conosciuta, così risulterai essere un ottimo cercatore che trova fantastiche mete anche nelle zone meno note.

Anche fare un video ad un musicista di strada talentuoso può essere un modo per far sognare i tuoi follower Instagram.

Ricordati di variare i contenuti in modo da attrarre persone diverse con interessi divergenti.

Come creare un blog di viaggio su Instagram?

Integra la pianificazione dei contenuti alla spesa pubblicitaria

Per pubblicità non si intende lo spot pubblicitario televisivo (non ancora, perlomeno). Instagram, di fatti, mette a disposizione numerosi strumenti di promozione per aumentare ampiamente l’esposizione dei contenuti e raggiungere molti altri utenti. Ciò può avvenire sotto forma di stories o apparizioni nei Reels di Instagram.

Oltre ai validi strumenti offerti dal social network, ci sono altre opportunità per far crescere il proprio brand secondo le regole del marketing non convenzionale. Alcune di queste consentono di ottenere follower Instagram in maniera organica e in modo del tutto naturale. Le iniziative di questo genere sono numerose, e a coloro che dubitano della qualità di questi servizi non si può dare tutti i torti: alcune piattaforme sono poco affidabili, perciò verificate la serietà del servizio prima di acquistare.

Un altro metodo efficace di pubblicità è dato dalle “Public Relations” (dette anche “PR”). Instaurare rapporti con altri blogger e pagine di Instagram, offrendo visibilità reciproca dei contenuti, può dare la giusta spinta per incrementare ulteriormente la propria fanbase. Inoltre, poter contare su un network di persone dinamiche e creative non può che giovare.

Individua la tua nicchia

Questo consiglio compare in tutti i manuali di marketing e in tantissimi articoli online. Ciò potrebbe far sembrare tutto questo banale e scontato, ma la verità è che le cose stanno così:

· Le persone possono essere suddivise in segmenti, a seconda dei loro interessi;

· Chi è interessato ai paesaggi tropicali potrebbe non esserlo per le steppe siberiane;

· I tuoi contenuti non piaceranno a tutti: devi trovare la nicchia di persone interessate a ciò che hai da proporre.

Per trovare la nicchia giusta devi sperimentare. Sfrutta anche gli strumenti di analisi di Instagram per capire cosa c’è che non va e cosa potresti migliorare. A volte è sufficiente postare un contenuto ad un orario diverso per raggiungere il giusto pubblico.

Non demordere subito se non trovi la nicchia adatta ai tuoi contenuti, ma al tempo stesso sii aperto al cambiamento. Sii pronto anche ad implementare nuove strategie editoriali per incontrare le esigenze del pubblico che già ti segue.

Analizza i competitor e scopri come puoi differenziart

Su Instagram esistono già numerosi blog di viaggio. Per cercarne alcuni, è sufficiente andare sul motore di ricerca di Instagram e cercare anche solo “viaggi”. Ti si aprirà un mondo, che dovrai valutare, analizzare, e scoprire nel dettaglio cosicché tu possa trovare ciò che manca a tutti i competitor.

A volte, si tratta davvero di sottigliezze. Un modo di comunicare diverso, un format originale, uno stile di scrittura particolare, una tipologia di contenuti fuori dall’ordinario. A volte, la star del tuo blog di viaggio può essere il tuo animale da compagnia, come un cane. Alle persone piace vedere qualcosa di diverso: è sempre bello vedere un simpatico cagnolino tuffarsi in acque caraibiche, ad esempio.

Oppure, un cagnolino che va al museo (ammesso che il museo faccia entrare gli animali). Potresti, ad esempio, specializzarti in musei e luoghi culturali dove gli animali sono ammessi.

Conclusioni

Se dobbiamo trarre delle conclusioni, è bene ricordare che il travel blog è un’attività seria, che richiede tempo e dedizione. Non va preso troppo alla leggera: deve essere visto come un vero e proprio business.

I numeri devono crescere, altrimenti l’algoritmo di Instagram potrebbe penalizzare i tuoi contenuti. Esistono degli strumenti che possono aiutarti a dare questa spinta necessaria, perfetti soprattutto per quei momenti di stallo.

La creatività è il tuo alleato n°1. Le capacità comunicative sono il n°2, e la perseveranza il 3°. Tieni aperta la mente e cogli tutte le opportunità che si presentano durante il tuo cammino!

*Foto Copertina di Jeremy Levin da Pexels

Email aziendale, come attivarla?

La posta elettronica è uno strumento di comunicazione del quale ormai quasi tutte le persone sono dotate. Ormai lontani dai primi passi nell’era di internet, la connessione alla rete ha raggiunto quasi tutte le abitazioni e anche dove non c’è ancora la disponibilità di una rete fisica è possibile collegarsi tramite i propri dispositivi mobili a costi ormai più che accessibili.

La posta elettronica viene utilizzata comunemente dai cittadini per comunicazioni di vario tipo, sfruttando anche grazie la possibilità di allegare, all’interno dei messaggi, diverse tipologie di file come ad esempio immagini, video di piccole dimensioni e documenti.

Non con tutti i servizi di posta è possibile inviare messaggi contenenti file di grosse dimensioni, ma non ci sono problemi nel condividere scansioni, documenti di lavoro o fogli di calcolo: proprio per questo spesso si ricorre alla mail utilizzandola anche come una sorta di archivio personale.

Un vero e proprio archivio digitale

All’interno dei client di posta elettronica più diffusi è possibile creare diverse cartelle, così da suddividere le comunicazioni in base alla tipologia, al destinatario o al mittente. Conservare tutte le informazioni all’interno di una directory principale potrebbe infatti risultare un po’ confusionario, soprattutto in presenza di una grande mole di messaggi, come succede tipicamente all’interno di contesti aziendali.

Inoltre, è possibile configurare la posta elettronica in modo da visualizzare i messaggi direttamente all’interno del server web preposto, ma è anche possibile fare in modo che questi ultimi vengano scaricati in locale per una maggiore sicurezza. L’affidabilità di questo strumento è evidente e risulta fondamentale soprattutto nel caso di applicazione in ambito professionale.

Come creare una mail aziendale

La creazione di una email in ambito aziendale non è affatto differente rispetto a quella che interessa le mail tradizionali che si possono utilizzare per comunicazioni private. Ciò che cambia è però la tipologia di casella email utilizzata.

Per un utilizzo generico ci si affida spesso a gestori di posta gratuiti, che offrono un sufficiente spazio web per i propri messaggi, ma con un livello di personalizzazione quasi inesistente. Gli account email più comuni creati ad esempio sfruttando uno dei più famosi servizi Google, ovvero Gmail, non danno modo di personalizzare il nominativo posto dopo la chiocciola, facendo invece riferimento al gestore del servizio stesso. Non è infatti raro vedere indirizzi email che terminano per gmail.com piuttosto che hotmail.it: tale nome fa infatti riferimento al provider di posta e non è in alcun modo modificabile.

Dopotutto, per un utilizzo gratuito non si possono avere grosse pretese e per le comunicazioni più generiche non esistono concretamente reali necessità di customizzazione. In ambito aziendale però le cose sono differenti e non ci si può muovere in un contesto lavorativo con un indirizzo di tipo gratuito e spersonalizzato. Un indirizzo email personalizzabile, come una mail di dominio, risulta essere sicuramente più professionale e offre l’opportunità di dare un’immagine più seria e credibile di sé o della propria azienda.

Come attivare questo servizio? Esistono diversi provider che, oltre ad offrire uno spazio web, danno la possibilità di attivare una o più caselle di posta elettronica. Su internet si trovano moltissime informazioni in merito ed è sufficiente scegliere il servizio più affidabile e adeguato alle proprie necessità: crea la tua email su Register.it per fare davvero la differenza in un contesto aziendale! Le caselle email di questo provider sono personalizzabili e sono dotate dello spazio di archiviazione necessario per inviare e ricevere comunicazioni senza intoppi e senza limitazioni.

I prezzi di questi servizi possono variare: esistono ad esempio caselle di posta elettronica più capienti o dotate di meno spazio e ovviamente il costo varierà anche in funzione di questa variabile. L’assistenza è inoltre una caratteristica da non sottovalutare: è infatti sempre bene affidarsi a un servizio che offra al cliente un call center di riferimento in caso di dubbi o problematiche tecniche che non si riescono a risolvere in autonomia, soprattutto quando il contesto è quello lavorativo.

Week end in Italia, il museo a cielo aperto.

Decidere di prenotare un week end in Italia, significa scegliere non solo un museo a cielo aperto più grande del mondo ma anche un Mare meraviglioso, Montagne rigogliose con un comune denominatore: la buona tavola

Ci sono modi diversi per organizzare un viaggio in Italia. Gli itinerari per visitare il cosiddetto Bel Paese, sono molteplici, ognuno caratterizzato da diverse peculiarità.

Week end al Mare

il mare del Cilento in Campania

Un primo approccio all’Italia non può certo dimenticare le numerose opportunità di vacanza balneare.

Le Cinque Terre in Liguria, la Costa Smeralda in Sardegna, le cittadine del Salento nel sud-est della Puglia, e la costiera Amalfitana e Sorrentina in Campania, senza dimenticare la Sicilia sono mete da tenere in considerazione per chi ama il mare, il sole e i paesaggi naturalistici ed architettonici mozzafiato.

Le numerose isole italiane sono tutte rinomate per la loro capacità recettiva, gli straordinari standard di accoglienza.

Le isole

I Faraglioni di Capri, il panorama più suggestivo della Regione Campania

Capri ed Ischia nel Golfo di Napoli, Stromboli e Lipari al Sud tra Calabria e Sicilia, l’Isola del Giglio di fronte le coste Toscane, sono ormai mete consolidate del turismo di massa.

 Tutte abbinano una discreta vita notturna a spiagge pittoresche e acque cristalline.

Lungo le coste dell’Adriatico, in particolare nelle località Venete e Romagnole, c’è la possibilità di godere una vacanza a basso costo, tutta all’insegna del divertimento. Grazie alla storia millenaria dell’Italia, ogni località offre al viaggiatore una opportunità.

Week end nelle città d’arte

Un altro itinerario che vi suggeriamo per girare in lungo ed in largo l’Italia è quello delle città d’arte.

Week end a Roma

Roma campidoglio centro storico

E’ difficile a chi attribuire il primato. Roma, la capitale, è sicuramente la culla della civiltà moderna, simbolo imperituro della dominazione romana.

Il Colosseo, i numerosi scavi risalenti al periodo dell’Impero, ma anche le chiese dell’età cristiana, gli acquedotti, le antiche vie di comunicazione che usavano le truppe dell’Impero. Tutto a Roma parla di storia e la città trasuda tradizione e cultura.

Week end a Firenze

Firenze: il Fiume Arno e Ponte Vecchio

Ma non è da meno Firenze, con il suo centro storico, tra i più preziosi d’Europa, che in pochi chilometri quadrati racchiude i più grandi capolavori del Rinascimento. Passeggiare lungo l’Arno, attraversando Ponte Vecchio, passando per la Galleria degli Uffizi e Palazzo Pitti può essere una imperdibile occasione per riappacificarsi con il proprio animo.

Week end in Sicilia

Il Duomo di Modica

La Valle dei tempi siciliana, il barocco di Noto, le testimonianze della civiltà araba e della Magna Grecia siciliana sono una alternativa altrettanto valida per un tour estivo in Italia.

Week end in Campania

Gli Scavi archeologici di Paestum

Per chi ama l’arte degli antichi sono da appuntare sul programma di viaggio, i templi di Paestum (Salerno), gli scavi di Pompei ed Ercolano, ma anche Verona con la sua Arena, Aosta con il suo Anfiteatro ed i numerosi siti di minore notorietà ma altrettanto mirabili disseminati in tutto il territorio.

Week end a Napoli

Napoli Galleria Umberto

Napoli, capoluogo della Campania e del Sud Italia è una città unica nel suo genere.

Chiassosa e frenetica, ma allo stesso tempo custode gelosa di antiche tradizioni, offre numerosi modi di fruizione, dalle testimonianze della dominazione spagnola, all’età del regno. Il suo centro storico è il più vasto d’Europa, i suoi colori e le tradizioni del popolo napoletano che si tramandano da anni sono affascinanti e pittoresche.

Week end a Milano

Visite gratis ai musei aperti a Milano la Domenica

Milano è la capitale economica dell’Italia, da evitare in estate per il clima spesso torrido ed umido, da settembre a maggio è un fiorire di iniziative che spaziano dal teatro, alla musica per i giovani, alle mostre alle fiere. Bologna è una città dagli alti standard di vita, organizzata e tranquilla, è una fucina di nuove esperienze artistiche. Tra le mete da prendere in considerazione vanno ricordate quelle legate al turismo religioso.

Week end Religiosi

città del vaticano

L’Italia ospita territorialmente la Città del Vaticano, sede del Papa, con la Basilica di San Pietro ed i musei Vaticani.

Luogo di pellegrinaggio è l’Umbria, con Assisi, Cascia, Perugia, dove i parchi ed i boschi rendono il soggiorno rilassante e rigenerante. Per chi ama la montagna, l’Italia offre diverse prospettive.

Week end in montagna

L’intero arco Alpino, dalla Valle d’Aosta al Friuli Venezia Giulia annovera decine di località sciistiche dove gli impianti sono aperti per quasi tutto l’anno. Cortina D’Ampezzo, Pejo, Tarvisio, Pragelato, Aprica, Livigno, Sestriere sono solo un piccolo campione delle numerose stazioni sciistiche tra le più attrezzate d’Italia.

Nei mesi più caldi, le valli e le pendici pre-alpine sono il luogo ideale per una vacanza a contatto con la natura, tra percorsi di trekking, passeggiate e la non secondaria visita ai rifugi dove si possono gustare le specialità gastronomiche a base di selvaggina e funghi o i fantastici formaggi stagionati.

Week end Gastronomici

L’Italia, grazie alla sua conformazione e posizione geografica, come uno stivale proteso nel Mediterraneo, che unisce idealmente il Centro Europa e le coste africane, riunisce in se culture ed usi diversi, che si ritrovano anche a tavola.

La cucina italiana è riconosciuta come la più buona e gustosa del mondo.

L’Italia, come dicevamo, è anche la terra della buona tavola, con centinaia di ricette tipiche regionali e la terra del vino, con le colline del Chianti in Toscana, i vini spumante della Franciacorta Lombardia o dell’area del Valdobbiadene, l’area piemontese con il Barolo.

O i più robusti siciliani e pugliesi, passando per le zone interne della Campania.

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Banca di Credito Popolare ed Unione degli Industriali di Napoli: sottoscritto l’accordo per il rilancio del tessuto produttivo locale.

Favorire la ripresa e lavorare insieme al rilancio del tessuto produttivo locale.

E’ questa la finalità prioritaria dell’intesa tra Unione Industriali Napoli e Banca di Credito Popolare, firmata oggi dal Presidente Unione Industriali Napoli Maurizio Manfellotto, dal Vice Presidente con delega al credito e finanza UIN Anna del Sorbo, e dal Direttore Generale della Banca di Credito Popolare, Felice Delle Femine.

In base all’Accordo, BCP conferma la disponibilità, già dichiarata nel Protocollo d’intesa sottoscritto con l’Associazione imprenditoriale il 19 maggio 2020, a riconoscere alle imprese iscritte all’Unione Industriali Napoli un iter preferenziale per la tempistica delle risposte e l’accessibilità a condizioni agevolate su prodotti e servizi finanziari offerti dalla banca.

Per favorire la crescita e la competitività delle PMI, BCP offrirà strumenti di finanza strutturata, percorsi di rafforzamento delle garanzie, gestione per lo smobilizzo di crediti verso la pubblica amministrazione. Renderà inoltre disponibili alle aziende associate all’Unione strumenti e soluzioni per attivare o supportare percorsi orientati alla Sostenibilità e alla Green Economy, nonché per valorizzare l’innovazione e l’internazionalizzazione.

Le condizioni saranno fruibili presso tutte le filiali BCP. Gli iscritti all’Associazione potranno inoltre contattare lo Sportello Credito di Unione Industriali Napoli e le strutture centrali di BCP attraverso una mail dedicata, potendo interloquire con un referente specialist.

Felice delle Femine, Direttore Generale Banca di Credito Popolare: “L’accordo sottoscritto oggi con l’Unione Industriali di Napoli è un’ulteriore testimonianza dell’impegno della Banca di Credito Popolare verso le imprese del territorio, in linea con la nostra mission, sostenuta dal grande senso di responsabilità che profondiamo ogni giorno. L’emergenza sanitaria ci ha sottoposto ad uno stress test non da poco ma, nonostante le difficoltà, le PMI hanno saputo reagire alla crisi e creare le condizioni per la ripartenza. La Banca di Credito Popolare ha continuato a supportare il tessuto produttivo regionale con soluzioni concrete.

Oggi per accelerare il rilancio e affrontare le nuove sfide è necessario intraprendere un nuovo percorso, orientandosi alla Sostenibilità anche con una declinazione proattiva degli ESGs, ben considerando le opportunità rivenienti dal PNRR. L’accordo prevede una serie di strumenti per sostenere la ripartenza degli investimenti, indispensabili per una fase di crescita duratura, offrendo soluzioni innovative anche per lo smobilizzo di crediti della Pubblica Amministrazione”.

Maurizio Manfellotto, Presidente Unione Industriali Napoli: “Questo accordo rientra in una strategia dell’Associazione finalizzata a, definire rapporti sempre più funzionali con il mondo del credito. Tra i nostri obiettivi rientrano la promozione dell’utilizzo dei servizi bancari, migliorandone le condizioni di accesso in favore delle imprese associate, la diffusione di maggiore informazione e conoscenza sulla strumentazione finanziaria disponibile per agevolare il conseguimento degli obiettivi aziendali, il sostegno alle imprese perché affrontino nei tempi e nei modi più opportuni la transizione digitale ed ecologica verso uno sviluppo sostenibile”.

Anna Del Sorbo, Vice Presidente UIN al Credito e Finanza: “Il credito e la finanza rappresentano temi importanti per consolidare la ripresa, soprattutto di fronte alla necessità di sostenere e accelerare gli investimenti privati, in particolare nel comparto manifatturiero. Relazioni più strette e consolidate sul territorio con gli Istituti bancari e l’utilizzo più efficiente dei servizi bancari, ci permetteranno di migliorare le condizioni di accesso al credito e a nuovi strumenti di finanza innovativa in favore delle imprese associate.  C’è bisogno di fare sistema, sviluppando sinergie a ogni livello”.

  • Nella foto copertina: Felice delle Femine, Direttore Generale Banca di Credito Popolare

L’importanza della trasformazione digitale per il settore commerciale è il prossimo appuntamento con i GoDaddy Talks

Secondo un recente studio dell’Harvard Business Review, nel periodo pre-pandemia sono stati investiti circa 1,3 trilioni di dollari nella trasformazione digitale. Tuttavia, nonostante si tratti di una cifra importante, una grande percentuale di questa spesa finisce per essere sprecata in iniziative di aziende che falliscono perché non sono realmente preparate al cambiamento. La trasformazione digitale non è solo una questione di investimento di capitale, ma di sviluppare strategie, eseguire e affrontare le sfide e le opportunità ad essa associate. Esperienza e competenze legate alla trasformazione digitale sono ormai necessarie per il piano strategico di quasi tutte le aziende.

I due pilastri della trasformazione digitale nel settore sono innovazione e disgregazione. Le aziende devono essere attente al mutevole panorama del loro settore ed essere sicure di contare sul talento giusto per realizzare nuovi modelli di business, nonché formare e trattenere i talenti esistenti. Le forze dirompenti abbondano nell’ambiente aziendale odierno. Per questi motivi, mantenere l’impatto di una tale trasformazione richiede generalmente un importante ripristino della mentalità e del comportamento.

E come prepararsi efficacemente a questa trasformazione, ottimizzando le risorse e massimizzando i risultati aziendali? Attraverso la formazione. A tale scopo interviene GoDaddy, il colosso mondiale leader nel campo dell’hosting, con più di 80 milioni di domini in gestione, con la ripresa di un’iniziativa educativa che ha già riscosso un’aspettativa di successo alta nei mesi scorsi: i GoDaddy Talks.Il prossimo appuntamento sarà lunedì 6 settembre alle ore 17 sulla pagina Facebook della società e vedrà come protagonista Marco De Rossi, intervistato da una figura chiave di tutte le edizioni dei Talks, Veronica Benini (alias @Spora). De Rossi è il CEO di WeSchool, che spiegherà come ricominciare anche grazie al digitale, di cosa vuol dire fare imprenditoria, e quanto questo mezzo sia indispensabile allo stato dei fatti.

Cosa significa la trasformazione digitale per l’industria

La trasformazione digitale è l’applicazione delle capacità digitali a processi, prodotti e risorse per migliorare l’efficienza, aumentare il valore per il cliente, gestire il rischio e navigare attraverso nuove opportunità di generazione di entrate. Questa trasformazione è globale e comporta quindi l’adozione di tecnologie digitali sia per le operazioni interne che per quelle esterne; comprese le attività di vendita, marketing e supporto. Per adattarsi, le aziende devono cambiare radicalmente il modo in cui operano, essere disposte ad accettare il cambiamento culturale e ripensare al proprio status quo.

Il talento e le capacità digitali sono fondamentali per la trasformazione e lo sfruttamento di nuove opportunità strategiche di business. Uno studio di Accenture lo conferma affermando che “le aziende hanno bisogno di sistemi illimitati, adattabili ed essenzialmente umani per prosperare in un mondo in continua evoluzione“. Lo studio raccomanda alle aziende di smettere di considerare le proprie applicazioni, infrastrutture e dipendenti come entità indipendenti, e passare a considerarli trasversali, e a considerarli sistemi interconnessi dando origine al termine industria 5.0.

Il cliente è al centro della strategia. Oggigiorno la personalizzazione gioca un ruolo importante nel consumo, e produrre lo stesso per tutti non vende più. I prodotti devono essere adattati alle esigenze dei clienti, solo in questo modo le aziende attireranno la loro attenzione e incoraggeranno la conversione e la fedeltà. Inoltre, strumenti moderni come l’intelligenza artificiale e la connettività cross-device consentono alle aziende di automatizzare la personalizzazione dei prodotti e persino di eseguire attività da remoto. In questo modo, le strutture essenziali continuano a funzionare e i sistemi di produzione sono controllati virtualmente.