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Nuovo Open Day Pfizer ad Avellino: continua la Campagna Vaccinale anti-Covid 19.

Si terrà domenica 18 luglio il nuovo Open Day Pfizer ad accesso libero promosso dall’Asl di Avellino nell’ambito della Campagna Vaccinale anti-Covid 19.

Il Centro Vaccinale di Avellino – Paladelmauro sarà attivo dalle ore 8.00 alle ore 20.00, consentendo l’accesso libero fino ad esaurimento dell’orario.

I cittadini, residenti in provincia di Avellino a partire dai 12 anni, potranno accedere alla vaccinazione senza prenotazione anche se non iscritti sulla Piattaforma regionale Soresa.

Una vacanza a Barcellona: il fascino unico della città catalana

Si affaccia sul Mediterraneo, ed è entrata di diritto a far parte delle capitali europee più “trendy”. Stiamo parlando di Barcellona, città che ha nella gastronomia, nella moda, nella cultura e nella capacità di sviluppare nuove tendenze i suoi principali motivi di interesse. Tra le vie di Barcellona convivono in piena armonia un centro storico estremamente tranquillo e quartieri avveniristici. Nelle prossime righe verranno forniti alcuni consigli su cosa visitare nel capoluogo della Catalogna.

Le principali attrazioni, a partire dalle opere di Gaudì

Barcellona è ricca di luoghi e monumenti imperdibili. Chi giunge per una breve vacanza nella città spagnola avrà l’occasione di ammirare:

  • la Sagrada Familia
  • la Pedrera
  • Casa Batlló
  • il Museo Nazionale d’Arte della Catalogna
  • Il Museo Picasso
  • Il Gran Teatre del Liceu

Gaudì rappresenta il principale protagonista di Barcellona, con opere che hanno contribuito a rendere più popolare la località. Ben 7 sue creazioni, non a caso, sono state riconosciute come Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. La più celebre è senza dubbio la Sagrada Familia, conosciuta anche come “Tempio Espiatorio della Sacra Famiglia”, lasciata incompiuta. La Pedrera (o casa Milà), sempre firmata Gaudì, si caratterizza per una facciata che ricorda da vicino una cava in pietra (il termine “pedrera” in spagnolo significa proprio “cava”), colpendo anche per i materiali impiegati. Il quartiere del Barrio Gotico, vera anima di Barcellona, offre attrazioni come i palazzi della Generalitat e del Comune, la Cattedrale di Barcellona e alcune chiese gotiche, in primis quelle di Sant Just y Pastor e di Santa Maria del Pi. Ma è al tramonto che il Barrio Gotico prende vita, popolandosi velocemente di giovani pronti ad affollare taverne e ristoranti. Altra figura celebre di Barcellona? Pablo Picasso che, proprio nella località catalana, ha consolidato la propria formazione. Il Museo Picasso, testimonianza del grande legame della città con l’artista, propone più di 4.200 opere, molte delle quali risalenti al primo periodo della sua carriera.

Non solo monumenti: rilassarsi a Barcellona

Chi desidera passeggiare potrà farlo raggiungendo Las Ramblas. Lungo il percorso, tracciato seguendo le mura di cinta medioevali, si incontrano edifici storici come il Gran Teatro del Liceo e il Palazzo della Virreina, oltre a bancarelle, caffè e negozi di fiori. Sarà, inoltre, possibile ammirare all’opera numerosi artisti di strada. Ma da Las Ramblas si accede anche al famoso mercato della Boquería. Gli italiani che hanno in programma di viaggiare da Roma a Barcellona, affidandosi all’Ente del turismo della città avranno l’opportunità di scegliere tra diversi itinerari tematici. Sono previsti servizi di noleggio di auto d’epoca o bici, voli a bordo di elicotteri e gite in barca. Quando cala la sera, niente è più romantico di una passeggiata sul mare, o di una sosta ristoratrice ad ammirare lo skyline dalle terrazze. Per una vista panoramica nulla è meglio del Teleférico Del Puerto, che conduce i turisti alla montagna di Monjuic. Barcellona è conosciuta anche per i parchi e gli spazi verdi. Si ricorda, in particolare, il Parc de Montjüic. Non sono pochi neppure gli appassionati di golf a scegliere Barcellona per una vacanza, vista la presenza di oltre 300 campi. Gli amanti dell’abbronzatura hanno nella spiaggia di Barceloneta una meta imperdibile. Questo quartiere marinaro è ideale per prendere il sole, trascorrendo ore piacevoli nella spiaggia di Sant Sebastià.

Cosa mangiare a Barcellona: una cucina gustosa e ricca di sorprese

Come non citare, parlando di Barcellona, l’ampia offerta gastronomica del capoluogo? La città, accanto a locali tradizionali dediti alla preparazione di piatti catalani, vede ristoranti di alta cucina rinomati in tutto il mondo, e mercati gastronomici. È chiara l’influenza esercitata dalla cucina mediterranea, evidente nell’utilizzo di prodotti tanto di mare quanto di montagna. Ecco perché è possibile gustare sia deliziosi piatti di pesce che di carne. Probabilmente il piatto più tipico di Barcellona è l’Escalivada, che ha come protagoniste verdure tagliate sottili, arrostite in padella o in forno, condite semplicemente con del delizioso olio extravergine. Normalmente le verdure vengono servite in tavola come tapas. Immancabile, al termine di ogni pasto, è la crema catalana, dessert al cucchiaio a base di tuorlo d’uovo, latte, limone e cannella, tipicamente servito in un recipiente di terracotta.

Pur offrendo molteplici occasioni di divertimento, e fornendo molti spunti ai turisti abituati a vivere vacanze all’insegna della cultura, Barcellona è una meta consigliata anche alle persone alla ricerca di un luogo in cui rilassarsi. Questo grazie alla presenza di spiagge, giardini e parchi. Una volta terminate le ore dedicate alla scoperta delle mille meraviglie della città saranno i ristoranti di pesce, i chiringuitos e i tapas bar. Ecco come concludere degnamente un’intensa giornata!

Perché lo streaming ha cambiato e cambierà per sempre il gioco online?

C’è un settore del mondo dell’online che continua incessantemente a evolversi: quello dell’intrattenimento e del gaming. Sono passati solo pochi anni da quando gli appassionati hanno avuto la possibilità di giocare su internet o di collegare le proprie console alla rete. E oggi è già tempo di salutare la nuova rivoluzione basata sullo streaming. Una rivoluzione che è già in atto e che promette di cambiare per sempre il mondo del gioco.

Uno dei primi effetti dello streaming, ovvero della trasmissione in tempo reale di contenuti audio e video, è stato la nascita del live gaming. Una modalità che ha dato nuova linfa ai casinò online, riportandoli in vetta alle classifiche delle piattaforme preferite dagli utenti di tutto il mondo. Grazie allo streaming, infatti, gli appassionati possono giocare partite di blackjack, slot, roulette ecc come se si trovassero fisicamente in una delle sale da gioco più famose. Durante le sessioni le telecamere riprendono i tavoli da varie angolazioni e i croupier in azione. Il tutto mentre si affrontano avversari in carne e ossa sparsi in ogni angolo del pianeta.

Senza lo streaming e senza la possibilità di avere audio e video in real time tutto ciò non sarebbe possibile e molto probabilmente i giochi da casinò sarebbero rimasti ancora ancorati alle tradizioni e al gameplaying più classico.

Strettamente legato allo streaming è il cloud gaming, probabilmente uno dei trend più importanti che caratterizzeranno gli anni a venire e che oggi inizia a muovere i primi passi. Nel cloud gaming la stessa tecnologia che viene utilizzata per riprodurre film e musica sulle piattaforme più famose, viene applicata ai videogiochi, permettendo di giocare in diretta sul device scelto.

Al momento sono tre i servizi che si spartiscono la fetta principale di questo nuovo mercato. GeForce Now, cloud gaming di Nvidia, è stato il primo ad arrivare in ordine di tempo e oggi vanta un catalogo con moltissimi titoli da poter giocare ovunque. Il suo principale concorrente è Google Stadia, ovviamente di proprietà del celebre motore di ricerca. È stato lanciato nel 2019 e al momento di scrivere conta il maggior numero di utenti registrati.

Di recente anche il colosso Amazon ha annunciato l’ingresso nel mondo del cloud gaming con il suo Amazon Luna. Il servizio al momento è disponibile solo negli Stati Uniti e ha un costo mensile di pochissimi dollari. I giochi di Luna vengono trasmessi in streaming dall’infrastruttura di cloud computing AWS di Amazon. Lo stesso funzionamento di Amazon Prime e di Netflix. In più è disponibile anche un controller pensato appositamente per giocare con i titoli presenti nel catalogo.

Quella del cloud gaming rappresenta una rivoluzione e una sfida per le grandi case che producono console. In futuro, molto probabilmente, basterà acquistare un controller e sottoscrivere un abbonamento mensile per avere a disposizione centinaia e centinaia di giochi di ultima generazione. E Sony e Microsoft potrebbero essere costrette a correre ai ripari.

Il gioco sulla “nuvola”, però, è ancora molto lontano dallo sfruttare al massimo il suo potenziale. In questo momento i problemi più grandi riguardano l’uso della banda larga e la necessità di reti con la potenza giusta per supportarla. Solo per fare un esempio. Per giocare in modalità Full HD con Stadia dallo smartphone servono circa 13 GB l’ora. Numero che scende a 4,5 se si porta la grafica a 720p. Ma che è ancora abbastanza elevato se pensiamo alla potenza delle connessioni attualmente presenti in alcune zone del mondo.

E alla quantità di dati “trasportati” si somma la questione della velocità. Il lag e la latenza generati dai collegamenti più lenti rischiano di rendere l’esperienza di gioco poco soddisfacente per i gamer più esigenti. Un problema sentito in particolar modo da chi gioca per professione e ha sempre bisogno del massimo delle performance.

In tal senso la svolta potrebbe arrivare con l’implementazione in pianta stabile delle Reti 5G. La loro potenza e velocità potrebbe rappresentare il volano per la decisiva affermazione del cloud gaming.

Un week end alle Cinque Terre, cosa fare,vedere e visitare.

Un grappolo di paesini appesi ai rilievi fra balze e terrazzamenti, incastonati tra il verde dei vigneti e l’azzurro cristallino del mare: questa, una delle tante definizioni che si possono dare di Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore raggiungibili in treno o in battello dalle principali località della costa ligure.

Il sentiero azzurro delle Cinque Terre

Il tratto comune di questi cinque paesini arrampicati alla roccia, è per l’appunto la loro scomoda posizione, cosa che li ha preservati nei secoli da qualsiasi intervento (altrove distruttivo) mirato a renderne più agevole la viabilità: tutto è rimasto come un tempo.

Al tempo stesso, ognuno di essi presenta caratteristiche che lo rendono patrimonio unico e inconfondibile. Insomma, il detto “visto uno, visti tutti” tanto caro al turista frettoloso, mal si lega alla varietà di questi cinque borghi liguri intrisi di vita rurale e squarci di mare tra la macchia.

Cosa vedere aI Parco delle Cinque Terre

Manarola nel parco delle Cinque terre

Il modo migliore per una visita al Parco delle Cinque Terre è scendere alla stazione di Monterosso o Riomaggiore e percorrere a piedi tutti i paesi, magari dividendo la “fatica” in due giornate e pernottando in uno dei numerosi bed & breakfast con vista sul mare, e gustando una cena a base di trofie, pesce e Sciacchetrà.

Per Agendaonline abbiamo percorso il sentiero azzurro, che unisce tutti i borghi passando a mezza costa fra vigneti, uliveti e abbracciando dall’alto la macchia che si snoda tra conche e speroni rocciosi protesi sul mare, nel tratto da Corniglia a Vernazza.

Cosa visitare a Coniglia

Corniglia nel parco delle cinque terre

Siamo scesi alla stazione di Corniglia, per poi risalire la lunga scalinata “Lardarina” che conduce al borgo, dove il silenzio dei piccoli campi strappati alla roccia e il profumo delle prime fioriture lascia il posto al vociare degli anziani raccolti intorno alla sua piccola piazza, che guarda il mare dall’alto.

Quindi una seconda scalinata, verso la cosiddetta “marina”, una spiaggia di sassi chiari che, a dispetto del nome, presenta più i tratti di una “fuga” al mare, che di un vero e proprio approdo.

È proprio la difficoltà di accesso dall’acqua, infatti, a caratterizzare questo borgo rurale di origini romane, naturalmente protetto dai monti, e famoso per la produzione del vino bianco “Sciacchetrà”.

Poi, mentre un piccolo e artigianale trenino a cremagliera ci ricorda l’infinita capacità di adattamento dell’uomo al territorio, facciamo visita alla piazza dirimpetto alla chiesa gotica di San Pietro, e imbocchiamo il sentiero azzurro in direzione Vernazza.

Un’ora e mezzo di cammino (a passo lento) tra balze coltivate, agavi e fichi d’India, mentre sotto un cielo incerto e a tratti opaco, l’orizzonte ci regala la vista di Monterosso e, curva dopo curva, anche delle prime edificazioni rurali di un borgo medievale dominato da una torre e avviluppato tutto intorno al suo promontorio roccioso, dalla cima fino al mare… La torre è quella del Castello Doria, e il paese, classificato tra i primi cento borghi più belli d’Italia, è Vernazza.

Cosa visitare a Vernazza

Vernazza

Il saliscendi dei suoi vicoli, quasi scavati tra le case colorate, e l’eleganza della sua via principale, che scende come un torrente dalla piccola stazione fino al porto e alla breve spiaggia sabbiosa, sono percorsi da comitive di anziani e ragazzi.

E si capisce subito come questo borgo, pur conservando il suo aspetto ruspante e verace nelle trattorie dalle insegne dipinte a mano e nel fervore di attività del suo porticciolo, sia particolarmente apprezzato, in questa stagione, dai turisti mitteleuropei e dalle scolaresche di mezza Italia.

Quindi, il festoso affollamento delle focaccerie e della piazza di fronte alla chiesa di Santa Maria di Antiochia, lambita dalle onde.

Imperdibile una visita al Castello Doria di Vernazza e alla sua ventosa torre panoramica, mentre il richiamo dei pescatori è un invito implicito ad entrare in qualche trattoria e gustare la varietà di piatti di acciughe, “muscoli” e “ciupin”.

Come arrivare alle Cinque Terre

Il modo più comodo per arrivare alle Cinqueterre è utilizzare il treno, mentre in estate è disponibile un servizio di battelli dai porti di La Spezia, Lerici e Portovenere.

È possibile tuttavia arrivare anche in auto a Monterosso e Vernazza e, attraverso un bivio della piccola e tortuosa strada litoranea, a Corniglia (uscire al casello di Carrodano-Levanto oppure Brugnato dell’autostrada A12 e seguire l’indicazione “Cinqueterre”).

Weekend Cinque Terre: Mangiare e dormire

Vernazza offre numerose possibilità di pernottamento. Per il pernottamento a Corniglia, le possibilità sono più risicate; segnaliamo la casa vacanze “Villa Sandra”, ” Ristorante Pensione Cecio” e l’ “Affittacamere Girasole”.

I parchi delle Cinqueterre

Tutta l’area delle Cinqueterre costituisce zona protetta, per questo la percorribilità del sentiero è vincolata al pagamento di un biglietto con validità variabile da 1 a 7 giorni e con prezzo a partire da 5 euro.

La “card Cinqueterre” dà anche la possibilità di usufruire di una convenzione con le FSS, che permette viaggi illimitati nella tratta La Spezia – Levanto e sconti sui mini-bus nei centri abitati per il trasporto di bagagli e persone

(Testo di Enrico Dario Caltabiano)

Con l’offerta “Ecobonus Condizionatore Cobegas” estate al fresco ed efficientamento energetico al top.

Avere ambienti sempre freschi con un occhio all’ambiente e l’altro al risparmio: oggi è possibile, grazie agli incentivi statali e a partner professionali affidabili, come Cobegas, pronti ad affiancare e sostenere i propri clienti durante le fasi di progettazione, acquisto, montaggio e assistenza fiscale finalizzata all’ottenimento dell’Ecobonus.

Come funziona l’ecobonus per i condizionatori?

Tra gli ecobonus previsti dal governo anche per l’anno 2021 c’è quello legato all’acquisto di condizionatori, che si traduce in uno sconto del 50 o del 65%, a seconda che si tratti di una prima installazione ovvero di un nuovo impianto in sostituzione di uno vecchio che andrà smaltito.

La ratio dell’ecobonus è quello di premiare tutti quei cittadini che investono in efficientamento energetico, migliorando le prestazioni e riducendo sprechi.

Offerte Ecobonus Condizionatori

Da Cobegas, l’azienda avellinese leader nella distribuzione di gas GPL, arriva una proposta allettante per sostenere quanti risultino ancora indecisi su come andare a intervenire nella propria abitazione.

L’esperienza maturata in quasi 50 anni di attività nel settore energetico fa di Cobegas un interlocutore affidabile per la gestione di tutto quanto ha a che fare con il mondo del riscaldamento o del raffreddamento degli ambienti.

Cobegas ha maturato un lungo know how che lo pone come partner privilegiato per tutti coloro che abbiano la necessità di implementare il proprio parco condizionatori.

L’orientamento al cliente maturato in decenni di attività, la conoscenza del settore e soprattutto la passione che tecnici ed operatori mettono nel loro lavoro rappresentano un valore aggiunto proprio in occasione delle opportunità concesse dall’Ecobonus.

Opportunità che, in casa Cobegas, si traducono in uno sconto in fattura del 50% (sull’acquisto di un nuovo condizionatore) o del 65% (sull’acquisto di un nuovo condizionatore a pompa di calore con alta efficienza energetica e che sostituisce un impianto vecchio, con classe energetica inferiore) a seconda del tipo di intervento che si andrà a fare.

Il ruolo dell’azienda di Pratola Serra è, per certi versi, consulenziale, di affiancamento al cliente nella scelta dell’impianto più adatto alle esigenze degli ambienti da climatizzare e nella compilazione ed invio dei documenti fiscali indispensabili per l’ottenimento dell’Ecobonus condizionatori.

L’azienda si occupa anche del trasporto e montaggio dell’apparecchio che sarà scelto dal cliente tra una vasta gamma di prodotti delle migliori marche.

Senza dimenticare che, in casa Cobegas, l’assistenza post vendita al cliente è uno dei punti di forza.

E che, come avviene ormai da dieci lustri, anche in questo caso ci sarà sempre un addetto pronto ad intervenire in caso di necessità per qualsiasi forma di manutenzione dovesse rendersi necessaria.

Per informazioni

Cobegas Sede Operativa:  S.S. 7 bis, km 304+200 – 83039 – Pratola Serra (AVELLINO)

Telefono +39 342.5552043 – +39 344.3415918 E-mail ecobonus@cobegas.com

Diario di viaggio Astypalea.

Certamente non annoverabile tra le mete del turismo di massa in Grecia, Astypalea (Astypalia) è lo scampolo più occidentale del Dodecaneso.

Con la sua “capitale”, l’ antica cittadella di Chora, dominata dal castello veneziano, il museo archeologico e le sue innumerevoli baie un tempo bazzicate da pirati senza scrupoli, questa piccola isola, di origine vulcanica e dalla curiosa forma a otto, è meta ideale per tutti gli amanti della scoperta.

Girando per le sue strade in gran parte sterrate e raccogliendo la testimonianza degli abitanti, noi, questa estate, siamo riusciti a svelare un affascinante mistero.

Come in tutte le isole del Dodecaneso, poi, anche qui si respira forte il sapore di un passato ancora vivo.

A Chora, come nelle sue frazioni affacciate sull’Egeo, troverete sempre qualche “anziano ragazzo” pronto a raccontarvi del tempo in cui la lingua ufficiale, in paese, era l’italiano.

Il porto di Agios Andreas

Arriviamo di notte, le piccole e rade luci del porto di Agios Andreas immerse nel profilo nero dell’isola. L’odore, vagamente dolciastro, rivela la natura vulcanica delle sue rocce. La strada, che costeggia il mare, risale, lenta e sinuosa, sotto la tenebra di un cielo senza luna.

Le prime luci che si incontrano, dopo quelle del molo di attracco, sono quelle della piccola centrale elettrica. Il profumo della rada vegetazione mediterranea invece, fa già intuire un paesaggio fatto di pochi elementi: un’isola “essenziale”. O forse, l’ennesimo scherzo di tutti i luoghi poco battuti dal turismo. E allora, la parola d’ordine sarà sempre la stessa: “cercare”.

Ma per adesso, l’unica cosa da trovare è un posto isolato dove poterci riposare. Spegnere i motori e riprendere in santa pace il sonno smozzicato di un viaggio in nave troppo breve per riuscire a dormire, troppo lungo per riuscire a non chiudere gli occhi.

Curva dopo curva, giungiamo in un piccolo paese di case bianche. La passeggiata a mare, distesa a margine di una lunga spiaggia di sabbia, è un susseguirsi di piccoli negozi e ristoranti fino al porto, mentre l’unica direzione possibile della strada, a questo punto, è inequivocabilmente l’alto.

Procediamo quindi in direzione del castello che, con la sua forte illuminazione, sembra ancora oggi, in qualche modo, voler sottolineare il suo antico e presente ruolo di guardiano e protettore dell’isola.

Abbiamo capito: quella che abbiamo appena attraversato è Chora, un tempo dominata dai veneziani, e oggi, in questo ultimo lembo di Dodecaneso ancora poco conosciuto alle rotte del turismo internazionale, meta principale dei vacanzieri (per lo più greci).

Oltrepassati i mulini a vento della piazza, proseguiamo lungo una traiettoria che non sapremmo disegnare sulla cartina. Ma non sarà difficile recuperare la via del ritorno: le strade asfaltate, qui ad Astypalea, pare siano la minoranza.

Il resto, almeno dalle poche informazioni che siamo riusciti a reperire, è roba da pionieri del 4×4.

La strada, intanto, abbandona la linea costiera per addentrarsi in un vallone che sembra scavato apposta per contenere un bacino, o perlomeno qualcosa di simile. Poi l’asfalto finisce e, in un piccolo spiazzo abitato da un gruppetto di papere che starnazzano al nostro passaggio, parcheggiamo le macchine.

Scendiamo per goderci l’aria fresca della notte e la suggestione mediterranea della macchia, mentre dieci, o forse cento metri sotto di noi, il buio nasconde una gola, o forse un lago. Quindi, nello spazio esiguo ritagliato in mezzo a una moltitudine sparsa di bagagli, mute, pinne e canne da pesca, proviamo ad abbandonarci al sonno e a lasciarci divorare dalla stanchezza di un viaggio troppo lungo…

Dal finestrino appena aperto si insinua un refolo di aria fredda. Le luci dell’aurora, intanto, ci svelano il mistero del paesaggio non più avvolto dall’oscurità: man mano che il “meltemi” si alza, spazzando via le rade nuvole depositate sulla cima dei monti, aumentano le increspature di un lago artificiale, irruvidendone la superficie.

È questa, la parte più rigogliosa di Astypalea: un vallone ricoperto di vegetazione che degrada fino alla spiaggia di Livadi, nella parte occidentale dell’isola.

Mettiamo in moto, e la nostra prossima destinazione è un lembo di territorio affacciato sul mare, possibilmente isolato. Possibilmente ameno e pescoso… e magari dotato di “studios” a pochi metri dalla spiaggia.

Ma una volta in prossimità dei mulini a vento di Chora, il fascino della sua piazza principale, nella parte più bassa del crinale dominato dal castello, impone una sosta al bar per un frappè di caffè e una ipercalorica baklava, giusto per abituare lo stomaco ai sapori della cucina ellenica.

La spiaggia di Maltezana

Poi, sotto il sole deciso del primo mattino, riprendiamo la strada in direzione del porto di Agios Andreas, ed eccoci a Maltezana: poche case bianche che seguono il profilo della costa lungo tutto il suo tratto sabbioso, prima che le frastagliature e i rilievi arsi della parte orientale rendano di nuovo impossibile una moderna ricolonizzazione del territorio.

Troviamo alloggio nello “studios Barbara” e, contrattando un po’, affittiamo due mini-appartamenti con cucina e terrazzo al prezzo di 25 euro a notte ad appartamento (bassa stagione).

Le camere sono pulite e ridipinte di fresco. Il tema cromatico è lo stesso di tutta la Grecia balneare: bianco e blu per pareti e finestre, e una vista da cartolina sulle acque sempre limpide dell’Egeo.

Il resto della giornata lo trascorriamo al sole, testando la limpidezza e la pescosità delle acque subito di fronte al Barbara e agli altri studios affacciati al lungomare.

Questo è stato il nostro primo impatto con l’isola: niente comitati di accoglienza, né sagre di paese o promoter di villaggi turistici ad indicarci la direzione per un comodo quattro stelle con piscina e animazione per i bambini.

La Grecia che conosciamo è una terra essenziale, rustica, dominata dal mare e dalle attività ad esso collegate.

E mentre osservi le isole di Lignonisi e Khondronisi dalla spiaggia di Maltezana, hai la sensazione che poche cose siano cambiate da quando, in fondo solo pochi anni fa, il piccolo supermercato del paese ha iniziato a rifornirsi di creme solari e ombrelloni, oltre che di generi alimentari e scatolame proveniente dalla terraferma.

Maltezana offre diverse possibilità di pernottamento, mentre, a poco meno di un chilometro, è sorto un piccolo aeroporto che collega l’isola con il Continente.

Come arrivare ad Astipalea

Per chi arrivi, come noi, con un traghetto dal porto del Pireo (www.superfast.com per i traghetti da Ancona e www.bluestarferries.com per la tratta greca), una visita a questo piccolo miracolo della modernità è comunque ben spesa: la pista, in leggera pendenza, è stata letteralmente spianata in mezzo alle rocce, mentre il piccolo edificio bianco è più vicino a una costruzione tipica che ad una stazione aeroportuale.

Per informazioni sulle possibilità di pernottamento a Maltezana e non solo, visitate il sito www.astypalaia.com.

  • Diario di Viaggio di Dario Caltabiano (28 agosto 2006)

La cremazione: una tradizione antica sempre più attuale

Le tradizioni del passato spesso vengono riprese ed attualizzate, in un percorso di riscoperta che può coinvolgere anche la concezione intima del termine della vita. Oggi, infatti, stiamo assistendo ad una notevole diffusione della scelta della cremazione, procedura molto diffusa nel passato.

I vantaggi della cremazione fra passato e presente

La pratica della cremazione era molto apprezzata nell’antichità per rendere onore ai defunti, per esempio presso le popolazioni degli Etruschi, dei Greci e dei Romani. Permetteva di soddisfare esigenze di diverso tipo. Il rito connesso alla cremazione era infatti ricco di significati profondi e consentiva di liberare lo spirito dal peso della corporeità. Inoltre, cremare il corpo aiutava ad arginare problematiche in ambito igienico e logistico, invece riscontrate con la sepoltura. Al giorno d’oggi, questi vantaggi sono ancora importanti, anche considerando il periodo di pandemia, fra la paura del contagio e l’aumento dei decessi che hanno caratterizzato la nostra quotidianità.

La scelta della cremazione oggi

Dopo un lungo periodo in cui la sepoltura sembrava essere in molti paesi quasi l’unica opzione possibile a causa di credenze religiose o pregiudizi, negli ultimi decenni la situazione è cambiata. Si è infatti delineato un netto aumento della scelta della cremazione, con un +1.300% negli ultimi 30 anni in Italia. Oltre 3 persone su 10 preferiscono ormai questa pratica e i numeri sono in continua ascesa: se nel 1995 le cremazioni erano 15.000, siamo recentemente arrivati a quota 194.000.

Per supportare le persone che desiderano portare avanti questa scelta, è nato il Registro Italiano Cremazioni, un’associazione legalmente riconosciuta, dedicata a diffondere i valori della cremazione e a renderne più semplice la realizzazione.

Come iscriversi al Registro Italiano Cremazioni

Grazie al Registro, è possibile affidare le proprie volontà di cremazione, dispersione o affido delle ceneri e avere la certezza che verranno esaudite, senza incorrere in possibili intromissioni. Associarsi al Registro Italiano Cremazioni è semplice e lo si può fare sia online, comodamente da casa, oppure recandosi presso uno degli sportelli del Registro presenti sul territorio nazionale.

La registrazione online avviene tramite la semplice compilazione di un modulo; a breve la procedura sarà ancora più veloce con l’attivazione del canale SPID, che permette un riconoscimento rapido dell’identità degli utenti.

In alternativa, è possibile recarsi direttamente presso uno degli oltre 200 sportelli diffusi sul territorio nazionale, presso le agenzie funebri associate al Registro, che possono essere facilmente localizzate sulla mappa presente sul sito del Registro.

In entrambi i casi, per finalizzare l’iscrizione viene richiesto il pagamento di una quota simbolica di 10 euro all’anno, per 20 anni al massimo o finché si è in vita.

Associarsi al Registro significa acquisire maggiore serenità nell’ambito di una tematica così personale. Si possono, infatti, esprimere i propri desideri in merito alla cremazione e alla gestione delle ceneri, optando per la dispersione oppure per l’affido dell’urna ad un familiare, nel rispetto delle normative regionali e comunali.

Affermare la propria libertà di scelta, in maniera indipendente e attuale, diventa facile e accessibile a tutti.

Un week end a Campomarino nel Molise

Comune costiero del Molise, Campomarino è uno dei quattro comuni di lingua e cultura arberesca (ovvero appartenente al gruppo filologico dell’albanese, diffuso in pochi altri comuni dell’Italia Meridionale) della provincia di Campobasso.

Cosa vedere a Campomarino

La cittadina ha un centro medievale che sovrasta il litorale e racchiude testimonianza del suo passato nella Chiesa di Santa Maria a Mare (costruita tra il XII e il XIII secolo, di stile romanico e restaurata nel 1710 ) e nel borgo antico che vi si sviluppa intorno.

I Resti più antichi sono gli absidi e la cripta appartenenti alla prima costruzione: nella cripta sono stati impiegati anche degli elementi romani di spoglio, tra cui dei capitelli con motivi vegetali; in essa si trova inoltre un affresco quattrocentesco raffigurante San Nicola e San Demetrio, quest’ultimo ritratto mentre combatte contro un turco.

Campomarino, insieme a Termoli, è meta soprattutto di vacanze balneari. Nel periodo estivo si stimano oltre 100mila presenze nella zona.

Mare limpido e Bandiera Blu

Campomarino si fregia del riconoscimento “Bandiera Blu” della Fondazione per l’educazione ambientale (Foundation for Environmental Education – Fee) resta per il 2018 solo Campomarino-Lido, in provincia di Campobasso; 

Dotata di un’ampia spiaggia di sabbia finissima circondata da pinete, con un mare limpido, uno dei posti più belli dell’alto Salento, Campomarino Lido offre adeguata ricettività e centri balneari per tranquilli fine settimana.

Cosa visitare nella zona di Campomarino

Un week end a Campomarino, oltre al mare, offre al turista la possibilità di effettuare escursioni nella natura grazie alla vicina Oasi faunistica del Bosco di Ramitello, un latifondo boscoso pascolativo esteso 1211 ettari che comincia dal litorale Adriatico, in corrispondenza della ferrovia Termoli – Foggia, e finisce al demanio comunale di Campomarino, in contrada Ramitelli, nei pressi della Foce del fiume Saccione.

Una visita all’ Oasi faunistica del Bosco di Ramitello permette di cogliere tutte le peculiarità legate ai colori e ai profumi delle varie specie vegetali presentiFrassino, Pioppo Bianco, Cerro, Roverella, Lentisco, Fillirea, Cisto Femmina, Cisto Villoso, Ginestra, Erica, Mirto, Rosmarino, Cardo Mariano, Cipollaccio, Aglio Napoletano, Orchidea Nera “Fior di Ragno”, Serapide della Puglia, Silene flos-cuculi, Silene rigonfia, Coronilla, Ciclamino primaverile.

La zona è interessata da una delle grandi direttrici migratorie ed è frequentata da Airone Cinerino, Garzetta, Upupa, Cormorano, Airone Bianco, oltre che da Poiane, Cinghiali, Volpi, Testuggini.

Alberghi ed hotel a Campomarino

Grazie ad una discreta presenza di hotel, alberghi e case vacanza, la zona di Campomarino è ben attrezzata per accogliere i turisti che desiderano soggiornarvi.

Per chi ama un maggiore contatto con la natura sono disponibili diverse soluzioni ricettive tra camping e villaggi turistici per trascorrere una vacanza rilassante.

La cittadina, situata a pochi minuti da Termoli, è un ottimo punto di partenza per effettuare escursioni alle isole Tremiti e nell’interno molisano.

Quando si è in zona si consiglia di provare la cucina molisana che in zona privilegia i prodotti locali con piatti a base di pesce, salumi e formaggi lavorati secondo le antiche tradizioni.

Campomarino è anche città del vino, vanta la presenza di rinomate aziende vitivinicole le cui bottiglie hanno ricevuto premi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale.

I Mercatini a Trieste e provincia nel 2021 tra usato, antiquariato e modernariato.

Cerchi le date dei mercatini di Trieste in Friuli Venezia Giulia? Scopri il calendario dei mercatini dell’usato, delle pulci, dell’antiquariato, del modernariato e dell’artigianato organizzati in provincia di Trieste.

Non è sempre facile riuscire ad ottenere informazioni precise dagli organizzatori delle fiere organizzate nei comuni della provincia di Trieste. Non di rado i mercatini possono esssere annullati, spostati senza preavviso e le date modificate

Per questo motivo, Agendaonline.it invita i suoi lettori a contattare, sempre, gli organizzatori, le Pro Loco o l’ufficio informazioni dei comuni della provincia di Trieste per avere certezze sulle date e sugli orari dei mercatini in programma.

Vuoi inserire il tuo mercatino a Trieste in questa guida o segnalarci qualcosa? Scrivici

Ecco le date ed i calendari:

Mercatini settimanali e del sabato a Trieste

  • PIAZZA HORTIS da lunedì al sabato 8.00 – 14.00
  • PIAZZA FORAGGI da lunedì al sabato 8.00 – 14.00
  • PIAZZA GARIBALDI da lunedì al sabato 8.00 – 14.00
  • PIAZZA PUECHER martedì e venerdì 8.00 – 14.00
  • PIAZZA TRA I RIVI dal lunedì al sabato 8.00 – 14.00
  • VIA DOBERDO’ (Opicina) lunedì 8.00 – 14.00
  • VIA DEI MILLE lunedì 8.00 – 14.00
  • BORGO SAN SERGIO mercoledì 8.00 – 13.00
  • PIAZZA PONTEROSSO (Temporaneamente in piazza S. Antonio) dal martedì al sabato 7.00 – 15.00

Nessuno da segnalare

Mercatini della domenica in provincia di Trieste.

Vuoi sapere quali sono  le date dei mercatini organizzati la domenica a Trieste? Ecco i luoghi e le date.

  • 2^ domenica del mese
    Fiera-mercato dell’usato, hobby e collezionismo “Robis di une volte”, a rilevanza comunale
    Udine, Centro Polifunzionale di Viale Forze Armate, 4 Posti disponibili circa 140 di cui 60 al coperto.
  • 2° Domenica del mese Muggia (Ts)
    Mercatino dell’Arte e dell’Ingegno
    In: Piazza della Repubblica
    Info: Sig.ra De Giovanni 349-6668351
  • 2° Domenica del mese Muggia (Ts)
    Corte dei Miracoli
    In: Piazza della Repubblica
    Info: Efrem Melani 339-7495333
  • 3° Domenica del mese Trieste
    Mercatino dell’Antiquariato e dell’Usato
    Il Mercatino dell’Antiquariato e dell’Usato è un’iniziativa promossa dal Comune ed organizzata dall’Assessorato al Commercio ed Eventi Correlati secondo le disposizioni e le modalità previste dal relativo Regolamento comunale. Il Mercatino è in programma nel centro storico cittadino (zona Largo Granatieri) nella terza domenica di ogni mese, con un’edizione straordinaria in programma anche nella seconda domenica del mese di ottobre in occasione dell’evento velico “BARCOLANA”. 
  • 3° Domenica del mese Trieste
    Mercatino dell’Arte e dell’Ingegno
    In: Capo di Piazza e via del Teatro
    Info: Sig.ra De Giovanni 349-6668351

Cantine Aperte in Emilia Romagna, ecco il programma 2021.

Numerosi i produttori che durante l’ultimo weekend di maggio prendono parte all’evento enoturistico Cantine Aperte in Emilia Romagna edizione 2021. In programma mostre, laboratori di gusto, degustazioni guidate, piacevoli passeggiate all’aria aperte organizzate dalle diverse cantine aderenti, con lo spirito orientato a un turismo sempre più vicino al mondo dell’enologia.

Ci saranno eventi legati a “Cantine Aperte in Emili Romagna” nelle province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Imola, Modena, Parma, Piacenza e Reggio Emilia.

Sarà un viaggio alla scoperta di un territorio fertile e lussureggiante, prevalentemente pianeggiante o collinare, dove la produzione agricola svolge da sempre un ruolo primario nell’economia regionale.

Tra i vitigni a bacca rossa, i più coltivati sono il Sangiovese, il Lambrusco Grasparossa, il Lambrusco di Sorbara, il Lambrusco Maestri, il Fortana e ancora Cabernet Sauvignon e Merlot. A bacca bianca abbiamo su tutti l’Albana (storica DOCG Albana di Romagna), e ancora il Trebbiano Romagnolo, il Trebbiano Modenese, la Malvasia di Candia Aromatica, il Pignoletto e il Montù.

L’Emilia Romagna produce un vasto assortimento di vini diffusi in tutto il mondo, che la regione celebra con magnifici accostamenti gastronomici tra prosciutti, culatelli, Parmigiano Reggiano, tortellini, cappelletti e tagliatelle e ancora brodetti di pesce e carni.

Il Programma 2021 di Cantine Aperte Emilia Romagna

Le cantine emiliane e romagnole socie del Movimento Turismo del Vino, in occasione dell’evento enoturistico Cantine Aperte in Emilia Romagna, apriranno le loro porte al pubblico sabato 29 e domenica 30 maggio 2021 per portare gli estimatori del vino alla scoperta dei territori nei quali il nettare divino viene prodotto.

Purtroppo la comunicazione da parte delle associazioni preposte è stata affidata ad un solo elenco presente su una pagina facebook. Ci scusiamo con i nostri lettori per le poche informazioni

Attenzione il presente elenco potrebbe variare per cambi di programma, nuove adesioni o errori in fase di trascrizione . Si prega sempre di contattare le aziende coinvolte o di controllare eventuali modifiche dell’ultimo minuto sul sito ufficiale della manifestazione.

Provincia di Bologna

  • Tizzano Società Agricola Srl
  • Tenuta Bonzara
  • Azienda Agricola Fedrizzi Alessandro
  • Terre Rosse Vallania
  • Azienda Agricola Isola
  • MANARESI agricoltura e vini
  • Podere casa piana

Provincia di Ferrara

  • AZ AGR CORTE DELLA MADONNINA

Provincia di Forlì-Cesena

  • Fattoria Nicolucci

Provincia di Imola

  • Fattoria Monticino Rosso
  • Palazzona di Maggio

Provincia di Modena

  • Cantina Ventiventi
  • Cantina del Frignano
  • Poderi Fiorini
  • Cantina Garuti
  • Cantina della Volta
  • Cantina Paltrinieri
  • San Paolo Acetaia e Cantina
  • Giacobazzi Vini
  • Tenuta Vandelli
  • TerraQuilia – La Cantina

Provincia di Parma

  • CANTINE DELL’ASTA

Provincia di Piacenza

  • AZ. AGR. IL POGGIARELLO
  • Cantina di Vicobarone

Provincia di Reggio Emilia

  • AZIENDA VINICOLA BERTOLANI ALFREDO
  • Azienda Agricola Reggiana
  • CANTINA LUSVARDI WINE
  • RINALDINI – AZIENDA AGRICOLA IL MORO