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Attualità

Avellino Calcio – I “ragazzi del ’72” ritornano 44 anni dopo.



L’Irpinia abbraccia gli eroi della prima, storica promozione in serie B della compagine biancoverde,presieduta da quel vulcano che fu il commendatore Antonio Sibilia e guidata in panchina da Tony Giammarinaro, un innovatore per i suoi tempi che riuscì a formare quella che, a detta di tutti, è stata la più bella squadra di sempre, relativamente alla categoria, che abbia calcato il manto verde del “Partenio”.

A riportare in città gli eroi della promozione è stato Felice D’Aliasi che, in collaborazione con Rino Scioscia e Michele Pisani, ha dato alle stampe un volume “I ragazzi del ‘72”, che ripercorre storie ed aneddoti di quella cavalcata vincente.

“Un’operazione per non perdere la memoria” l’ha definita l’autore “così come accaduto per la promozione in B che l’Avellino aveva ottenuto nel ’49 con lo spareggio di Milano contro il Catania, poi sfumata per un’accusa di combine”.

Ed allora, eccoli i ragazzi del ’72, salire in platea nel Carcere Borbonico di Avellino a raccogliere lo scrosciante e meritato applauso dei tifosi di un tempo, accorsi per rivedere i beniamini di allora.

Emozione, lacrime, gioia ma anche mestizia per chi non c’è più e fu protagonista assoluto di quell’Avellino, a cominciare dal deus ex machina, il commendatore Antonio Sibilia, e i calciatori Zucchini, Caocci e Miniussi, passando per il massaggiatore Ernesto Maglio ma anche per un tifoso accanito di quegli anni, quell’Antonio Di Nunno che solo venti anni più tardi sarebbe diventato primo cittadino.

Capelli – pochi per la verità – bianchi, qualcuno appesantito dallo scorrere del tempo, tutti accomunati dal ricordo di quella che fu una splendida cavalcata.

A presentarli Il giornalista Gianni Porcelli, che cita a memoria la formazione e invita la sala ad applaudire Giorgio Zoff, Piero Fraccapani, Ezio Cattaneo, Stefano Codraro, Desiderio Marchesi, Bruno Nobili, Giuseppe Palazzese, “Bombardino” Bongiorni, Il secondo portiere Ducci.

Unici assenti Piaser e Piccinini, oltre alla guida di quell’Avellino, Tony Giammarinaro, intervenuto telefonicamente dalla sua Pescara per ricordare quella che fu “un’annata strepitosa, conclusasi con la promozione grazie al sostegno di tutti”.

Tra i più euforici quello che fu leader in campo, il capitano di quella formazione Mauro Pantani, per tutti ad Avellino il “masto”.

“Essendo io il più vecchio i giovani mi trattavano bene ed avevano rispetto. Ma in realtà erano loro i più bravi. Ma in campo mi facevo valere”.

Nella sfida decisiva contro il Lecce, Pantani addirittura non doveva giocare.

” Poi il massaggiatore mi bendò per bene e Giammarinaro mi lanciò nella mischia. Al momento del rigore decisivo, dissi a Nobili, il più talentuoso, di calciare: ero sicuro che avrebbe fatto gol e così fu”.

Proprio Bruno Nobili racconta l’emozione di quei momenti.

“Il rigorista era Pantani – ricorda – ma poiché non era in perfetta forma mi lasciò l’incombenza. Ero emozionato ma al tempo stesso sicuro di fare centro e con freddezza siglai il gol decisivo”.

Foto ricordo, sorrisi, autografi per tutti. Da Piero Fraccapani a “Bombardino” Bongiorni, dall’”avellinese” Stefano Codraro a Desiderio Marchesi che ricorda di quando “qualche anno fa a Lodi fui chiamato in Prefettura per un colloquio con il neo Prefetto. Ero sorpreso ed anche un po’ preoccupato. Ma quando arrivai nel suo ufficio scoprii che era un avellinese che nel ’72 era un ragazzino che si entusiasmava per le nostre giocate e che volle incontrarmi di persona per ricordare quella stagione”.

Una scossa elettrica“: così Pier Paolo Marino definisce nella sua prefazione la squadra che approdò per la prima volta in serie B.

L’ex direttore generale dell’Atalanta non ha voluto mancare all’appuntamento.

“Ricordo che per andare a Lecce scappai di casa – racconta -. I miei non volevano ma scappai e tornai solo la mattina dopo. Quell’anno accadde qualcosa di grande: l’Avellino si affacciava per la prima volta sui grandi palcoscenici del calcio, mostrando le sue potenzialità che sarebbero poi esplose qualche anno dopo con la promozione in A”.

A ricordare e salutare i ragazzi del ’72, che in mattinata hanno pranzato al Ristorante da Minù ed hanno poi continuato il rendez vous a cena all’Hotel de la Ville, anche Cosimo Sibilia, commosso dall’affetto mostrato da tutti nei confronti del padre, e Walter Taccone, allora giovane tifoso che soffriva in tribuna per le gesta di Pantani e compagni.

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