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Ad Avellino, in arrivo un Corso Vittorio Emanuele mai visto

Addio a strutture improvvisate e disomogenee: Il Corso Vittorio Emanuele si rifà il look e nel cuore di Avellino arrivano i dehors. Scopri di cosa si tratta.

Alla fine l’assessore Ugo Tomasone ce l’ha fatta:  addio a strutture improvvisate e disomogenee, il Corso Vittorio Emanuele di Avellino volge al bello.

Ancora 10 giorni ed arriverà la prima isola verde poi le panchine che saranno installate alla fine dei lavori.  Contemporaneamente via libera ai commercianti per arredare gli spazi esterni: il Corso Vittorio Emanuele si rifà il look  anche con i dehors.



Che saranno, finalmente, uniformi nello stile e nella composizione degli elementi.

Dehors da Viale Italia al Corso fino a Piazza Libertà

Il Settore Assetto e Sviluppo del territorio del Comune di Avellino ha dunque predisposto il regolamento che andrà a disciplinare la sistemazione del nuovo arredo urbano in prossimità delle attività commerciali di Avellino, ed in particolare lungo il principale asse viario della città, quello che da Viale Italia si snoda attraverso Corso Vittorio Emanuele per giungere fino a Piazza Libertà.

Cosa sono i dehors ?

“Per dehors si intende l’insieme degli elementi mobili posti in modo funzionale ed armonico sul suolo pubblico o asservito all’uso pubblico, che costituisce, delimita ed arreda lo spazio per il ristoro all’aperto annesso ad un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande”.

Obiettivo del piano comunale è quello di creare quell’omogeneità tra le strutture che finora è mancato restituendo un panorama non certo esaltante, un biglietto da visita discutibile per quello che da sempre è considerato il salotto buono della città.

Integrazione, armonia, sensibilità sono le parole chiave che sono alla base del piano di riqualificazione formale e funzionale dell’ambiente urbano voluto dall’assessore all’Urbanistica Ugo Tomasone.

Il piano dei nuovi dehors è stato elaborato con l’obiettivo di garantire decoro e fruibilità dell’area in coerenza con la tutela dell’ambito urbano storico.


In altre parole, gli spazi annessi a bar, ristoranti e pasticcerie dovranno avere una doppia funzione: non solo condivisione degli spazi e convivialità ma anche valorizzazione dei luoghi.

Le strutture che potranno essere allestite a servizio delle attività commerciali avranno una dimensione variabile dai 15 ai 60 mq, a seconda della grandezza dei locali, potranno essere temporanee o permanenti e saranno di tre diverse tipologie:

  • dehors aperti
  • dehors delimitati
  • dehors coperti.

dehors aperti, prevedono uno spazio senza delimitazioni in modo da non circoscrivere e racchiudere l’ambiente se non ai fini della individuazione dell’area a pagamento.

I dehors delimitati prevedono uno spazio occupato da ombrelloni, sedie tavoli, pedane e accessori con delimitazioni fisiche laterali o frontali mobili o smontabili che determinino un ambiente circoscritto.

L’ultima tipologia, quella dei dehors coperti, consta di un manufatto coperto formato da un insieme di elementi mobili o smontabili, comunque facilmente rimovibili, posti in modo funzionale ed armonico sulle aree pubbliche, private di uso pubblico o private, che costituisce, delimita e arreda lo spazio per il ristoro all’aperto costituito da sedie tavoli, pedane e accessori.

Naturalmente, il regolamento sarà vigente in tutta la città e, dunque, sarà possibile richiedere ed installare dehors ovunque gli spazi lo consentano.


Un’occasione per dare un volto nuovo a tante zone della città che potrebbero così riscoprire una nuova vocazione, quella di un’accoglienza più piacevole.


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