Week End a Ariano Irpino.

Il Duomo di Ariano Irpino

Informazioni storiche e turistiche per trascorrere un week end nel comune di Ariano Irpino in provincia di Avellino, Italia.

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Vuoi Trascorrere un week end a Ariano Irpino ? Ecco qualche utile informazione storica e turistica.

La città di Ariano Irpino, in provincia di Avellino , si trova a 12 km dall’autostrada A16 Napoli-Bari, con uscita al casello di Grottaminarda, oppure è raggiungibile mediante la nazionale S.S. 90 delle Puglie, la S.S. 90 bis e la S.S. 414.

Come raggiungere Ariano Irpino.





La stazione FS è sulla linea Napoli - Benevento -Foggia - Bari. Vi sono collegamenti giornalieri per Napoli, per Foggia e per Roma

Il comune è raggiungibile anche con autobus di linee private sulla tratta Lucera-Roma e mediante autolinee pubbliche sulla linea Avellino - Napoli - Foggia - Roma (con collegamenti per Napoli via Avellino per Roma e per Foggia).

La Storia di Ariano Irpino





Le origini di Ariano Irpino si  legano alla posizione strategica del suo territorio che segna il confine naturale tra la Campania e la Puglia, in un punto dove, dalla più remota antichità, è ubicato il valico più agevole dell'Appennino.

I primi abitanti di questa terra frequentarono la collina della Starza già nel Neolitico, occupandola almeno fino al 900 a.C.

Poi, dopo l'avvento dei Sanniti, che fondarono Aequum Tuticum, e la successiva romanizzazione, che vide la zona ancora al centro dei traffici tra Tirreno e Adriatico, furono le invasioni barbariche a provocare l'arroccamento sui tre colli (Il Calvario, Il Castello, San Bartolomeo) dove sorge l'attuale abitato .

Detta per questo anche "città del tricolle", Ariano Irpino divenne contea sotto i longobardi, intorno al X secolo.

Con i Normanni, assunse un ruolo di primaria importanza e fu scelta come centro di un vasto territorio che comprendeva larga parte del Sannio e dell'Irpinia.

Nel suo castello, potenziato e ingrandito, nel 1140, Ruggero II tenne il suo primo Parlamento durante il quale gettò le basi per il nuovo regno Normanno.

Il passaggio nelle mani degli Svevi fu traumatico per Ariano. La città, nel 1266, sul tricolle si insediarono gli Angioini.

In questo periodo, nel possesso della città, si distinse la famiglia De Sabran che diede i natali a Sant'Elziario e alla beata Delfina, due dei quattro patroni di Ariano. (Gli altri due sono S.Ottone Frangipane e San Liberatore).

Nel 1495 Ariano fu comprata da Aberigo Carafa che ricevette il titolo di duca, dal re Ferrante d'Aragona.

Dopo i Carafa, il possesso andò ai Gonzaga che la tennero fino al 1577, anno in cui la vendettero a Laura Loffredo, vedova di Fabio Gesualdo.

Nel 1585 venne reintegrata nel Demanio dello stato.

Nel 1647 fu contraria alla linea rivoluzionaria fomentata intorno a Masaniello e subì un saccheggio per aver bloccato il transito del grano proveniente dalla Puglia.

La vicenda successiva di questo importante centro segui con alterne fortune, la storia generale della province meridionali. Attraverso tutto il settecento si arricchì di numerose e monumentali fontane.

Suoi patrioti parteciparono ai moti carbonari del 1820-21 e nella sua piazza, il 21 ottobre del 1860 venne proclamata il plebiscito che la univa al resto d'Italia.

Le guerre mondiali e il fascismo la videro coinvolta in pieno, come pure l'hanno sempre colpita, arrecandole gravissimi danni, tutti i terremoti che si sono eseguiti nella zona.

Oggi è la seconda città della provincia, dopo Avellino, e conta più di 23 mila abitanti. E' sede di Diocesi, di Tribunale, di un ospedale, della comunità montana dell'Ufita, di un Distretto scolastico, di un modernissimo super carcere e di tutti gli uffici sovra comunali , oltre che di numerose banche.

 










Cosa fare e vedere durante un week end.

 







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