La storia del Palazzo De Peruta

di Andrea Massaro

La storia di Palazzo De Peruta é intimamente legata alla storia municipale di Avellino.

La sede municipale, prima di approdare nell'elegante e decoroso edificio di via Irpinia, l'attuale via Mancini, ha alle sue spalle una storia travagliata: dalle prime adunanze del parlamento cittadino tenute nel Duomo o sul suo sagrato, come si legge in alcuni documenti del primo '500, alla sede di via Strettole della Corte dei secoli seguenti.

Alcuni lavori eseguiti nei primi decenni dell'ottocento fanno trasferire la sede municipale nel palazzo della famiglia Visconti a Piazza Centrale. Soltanto dopo l'unità d'Italia gli amministratori comunali dell'epoca si fanno carico di dotare Avellino di un nuovo e funzionale palazzo civico.

Abbandonati i progetti dei vari architetti, Biancardi, De Maio e Iandoli e le relative soluzioni di far nascere il Municipio in piazza Libertà, finalmente nel 1884 l'amministrazione comunale riesce ad avere una degna sede nel palazzo De Peruta.

Prima di diventare Municipio, il Palazzo De Peruta ha fatto parlare di sé per lungo tempo nelle aule consiliari della Provincia e del Comune.

Il Palazzo edificato dal sig. Nicola De Peruta viene dapprima acquistato per la somma di £ 92.500 dall'Amministrazione provinciale per la sede del Comando dei Carabinieri, acquartierata nel vecchio convento di S. Generoso, e poi scambiato con il Comune con la proprietà di un padiglione al Corso Vittorio Emanuele (sede dei Carabinieri fino al terremoto del 1980).

Nell'anno 1884, raggiunto l'accordo tra i due enti, vediamo il Comune amministrato dal Regio Commissario Virgilio Rambelli a seguito di una crisi precedente.

Le elezioni del 15 giugno 1884 ricompongono l'amministrazione elettiva, e la prima giunta è composta dagli assessori Bruno Staglianò, Giovanni Trevisani, Salvatore Criscuolo, Pasquale Urciuoli, Pasquale Piciocchi e Domenico Bernabò.

L'anno dopo l'avv. Giovanni Trevisani è nominato Sindaco di Avellino.

Il periodo a cavallo tra i due secoli vede protagonisti con schermaglie dialettiche e accesi interventi dialettici Giovanni Soldi, Francesco Villani, Michele Capozzi, Giovanni Trevisani, Carmine Barone, mentre Alfonso Rubilli e Alfredo de Marsico, protagonisti di numerosi e appassionanti processi che strappavano scroscianti applausi, anche in consiglio comunale, sfoggiavano la loro arte oratoria.

Attualmente il Palazzo ospita alcuni uffici giudiziari, mentre la sede municipale è stata trasferita in piazza del Popolo.









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