La Banda Civica della Città di Avellino

di Erennio Mallardo

Quando venne costituita la banda cittadina che passò alla storia con il pomposo titolo di "banda civica della città di Avellino" ?

Le date sono alquanto confuse; ma da un avviso pubblico del sindaco Francesco Villani (31 maggio 1862) già se ne conosce l'esistenza in vita.

Il capoluogo del Principato Ultra, infatti, avrebbe solennizzato con pompa magna la festa del 1 giugno 1862 in onore della Guardia Nazionale che, tra l'altro, due anni innanzi si era venuta a trovare al centro di quella famosa reazione contro un battaglione delle truppe bavaresi di stanza in città. Per l'occasione, stando al contenuto del manifesto municipale", "all'alba la città sarebbe stata rallegrata dal suono delle campane e dalle armonie della banda cittadina."

Dopo che Roma divenne capitale del regno il Municipio volle riorganizzare la vecchia banda musicale. Per rinverdire i quadri fu bandito un concorso pubblico ed i prescelti, tutti elementi di prim'ordine, furono affidati alla bravura del maestro Pietro Lombardo.

L'amministrazione municipale, da parte sua, provvide ad acquistare gli strumenti, gli spartiti, le attrezzature di supporto e le uniformi (due a testa, datosi che si dotò il concetto sia del "costume invernale, sia di quello "estivo").

La sede della musica fu individuata in alcuni locali attigui al palcoscenico del teatro Municipale, ove i suonatori si riunivano per la normale preparazione e concertazione. Quando il complesso musicale del maestro Lombardo fu pronto, ebbero inizio anche i concerti in pubblico che si svolgevano, in "itinere" nelle serate delle domeniche

Poi la cadenza delle esibizioni diventò bisettimanale, ed il Municipio decise di far costruire nella "piattaforma" centrale della piazza una grande pedana - orchestra avente nel mezzo una alta colonna di ghisa munita di lampada ad arco di grosso voltaggio; ciò accadde agli inizi del '900.

Venne preparato anche il regolamento; esso prevedeva diverse norme e tra le altre precisava come tutti i componenti del civico concerto (direttore e vicedirettore compresi) dovessero sottoporsi a speciali prove prima di entrare a far parte dell'organico.

Altri impegni prevedevano la partecipazione della musica a manifestazioni civili, cortei funebri di persone altolocate e talune manifestazioni liturgiche tra le quali primeggiavano quella del 3 di maggio e l'altra del 15 agosto.

Il maestro Lombardo rimase a guidare il concerto avellinese fino al 1893; poi la "bacchetta" passò nelle mani di Oliviero Montebello che la mantenne per circa 4 lustri.

Quando il Montebello lasciò la direzione, sul podio arrivò il maestro Achille Fedi.

Il 21 gennaio 1884 per la ricorrenza del XIV anniversario di Roma capitale il concerto di Avellino fu presente nella città "eterna," ove svolse due eccellenti esibizioni.

I suoi 42 elementi - maestro in testa - nelle loro nuove ed elegantissime uniformi sfilarono per via Nazionale e raggiunsero la terrazza del "Pincio" svolgendovi un ricco repertorio lirico e classico.

La seconda esecuzione musicale avvenne nel pomeriggio sul piazzale antistante il real palazzo del Quirinale.

Tutta la stampa nazionale parlò dell'avvenimento e ne parlò anche quella locale che non fu avara di elogi sia per il maestro sia per gli esecutori.

Quattro anni dopo (5 febbraio 1888 ad Avellino venne inaugurato l'impianto di illuminazione elettrica ed in quella occasione il concerto musicale della città sfilò con altre 36 bande chiamate per la manifestazione.

La musica cittadina recò molto lustro a nome di Avellino e fino al 1924 fu sempre presente in concomitanza della solennità del 15 agosto.

Nel 1925 i componenti delle "Città di Avellino" non risposero all'appello che di solito li vedeva al posto d'onore nel programma dei festeggiamenti nonostante che diversi "mecenati" si erano autotassati per mantenere in vita la gloriosa formazione .

In quell'anno Avellino disse "addio" al magnifico complesso musicale, così come disse parimenti "addio" al teatro che dal 31 maggio 1817 aveva marciato a testa alta verso la gloria.

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