Luigi Oberty

di Andrea Massaro

Non sappiamo quando Luigi Oberty sia giunto nel Regno delle Due Sicilie dove, nel corso di una lunga e brillante carriera, si sarebbe affermato con importanti opere e ancora più importanti cariche nel ministero dei Lavori Pubblici.

Di sicuro è dato sapere ch sin alla più tenera età Luigi Oberty venne a Napoli.

Nell'anno 1812 egli sostenne, proprio nella capitale del Regno, tra l'altro, un esame svolgendo un compito di disegno che si può ancora oggi ammirare nel voluminoso carteggio dell'Archivio di Stato di Napoli.

Durante il periodo della Restaurazione Luigi Oberty è destinato ad Avellino quale ingegnere di prima classe e subito dopo all'importante carica di Direttore delle Opere Pubbliche provinciali di Principato Ulteriore.

Da noi si ferma per alcuni anni prima di riprendere il continuo peregrinare da una città all'altra del Mezzogiorno, ove lo portano la sua indiscussa capacità, la sua professionalità e la sua brillante carriera in continua ascesa.

Nel gennaio del 1819, sempre a Napoli, l'ingegnere Oberty, del Principato di Monaco,nel quale ricadeva Perinaldo nell'anno della sua nascita, sposa la sedicenne Teresa Giampoldini, palermitana la coppia . Stabilitasi la coppia, ad Avellino, nel dicembre del 1819 nasce una graziosa bambina.

La giovanissima moglie dell'Ingegnere Oberty è stata , con tutta probabilità, conosciuta dall'Oberty a Napoli.
Il giorno stesso della nascita la piccola Maria Oberty è condotta presso il fonte battesimale del Duomo di Avellino, ove il Rev. Don Carmelo Troisi, Parroco della Cattedrale, le amministra il sacramento del battesimo imponendole i nomi di Maria, Antonia, Chiara, Lucia e Melchiade.

La gioia della coppia è però di breve durata.
Nel luglio del 1820 Maria muore prematuramente, a soli sei mesi.

Dopo la morte della figlia, l'Ingegnere Luigi e sua moglie lasciano l'abitazione di via Vescovado e si trasferiscono alla via "Nuova alle Campane" dove, nel 1821, possono sorridere ad una nuova creatura, che colma il vuoto lasciato da Maria.

La seconda figlia sarà chiamata con i nomi di Mariantonietta, Virginia, Felicia, e sarà battezzata nella nuova parrocchia degli Oberty, quella della SS. Trinità di Avellino, il 23 febbraio 1821, dall'Economo della stessa chiesa, Don Pasquale Carullo.

Un paio di anni dopo la nascita di Mariantonietta, evidentemente per seguire altri lavori, Luigi Oberty si porta negli Abruzzi, e a Chieti, il 30 maggio 123, nasce il terzogenito, Giovanni, destinato a calcare le orme paterne. Sempre a Napoli,nel 1858,Giovanni sposa Francesca Morelli. Anche Giovanni rimane in Avellino per molti anni.

Nel 1883 Giovanni Oberty è già membro del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e,successivamente, sarà Direttore Generale dello stesso dicastero fino al 1892.
Luigi Oberty nella sua lunga attività non lascerà mai il glorioso Corpo Ponti e Strade.
Egli farà tutta la carriera in questo Corpo, nel quale, come detto, entrò in gioventù come allievo della Scuola.

Negli anni 1839-1841 lo troviamo iscritto nel ruolo degli Ispettori del Corpo. E con tale incarico nel 1841 lo incontriamo ancora in alcuni atti relativi alla costruzione del Carcere di Avellino, avviata oltre un decennio prima.

Luigi Oberty, nella sua lunga attività, ha firmato molti progetti di opere che testimoniano ancora oggi la sua indiscussa capacità: a Foggia, ad Andria, a Napoli, e, soprattutto, ad Avellino, dove sono ben visibili le opere alle quali ha dedicato parte della sua vita.

Con la caduta dei Borboni, Giuseppe Garibaldi giunse a Napoli il 7 settembre 1860, assumendo il comando dittatoriale in via provvisoria e successivamente il governo fu affidato alla luogotenenza.

Dopo la dittatura e la prima Luogotenenza Farini, il malcontento che regnava a Napoli non era ancora scomparso del tutto.

A tentare di risolvere i mali di Napoli e del Mezzogiorno è mandato il principe Eugenio di Savoia-Carignano, appositamente nominato "Luogotenente Generale del Re nelle Provincie Napoletane".
Con il "rimpasto" governativo operato a Torino il diplomatico Costantino Nigra è nominato "Luogotenente Generale di Stato".
Il 17 gennaio 1861, su proposta del Segretario Nigra, il Principe Eugenio nomina i nuovi consiglieri di Luogotenenza ai vari dicasteri.
Abbiamo, così, il nuovo governo della Luogotenenza presieduto dal Nigra e così formato:
- Ai dicasteri dell'Interno e dell'Agricoltura, Industria e Commercio:
Liborio Romano;
- Al dicastero di Grazia e Giustizia: Giovanni D'Avossa;
- Al dicastero degli Affari Ecclesiastici: Pasquale Stanislao Mancini;
- Al dicastero della Istruzione Pubblica: Paolo Emilio Imbriani;
- Al dicastero della Polizia Generale: Silvio Spaventa;
- Al dicastero delle Finanze: Antonio Laterza;
- Al dicastero dei Lavori Pubblici: Luigi Oberty.
Prima della sua caduta la seconda Luogotenenza deve fronteggiare le varie delegazioni che dalle province vengono a Napoli per lagnanze e dimostranze.

Da Avellino, nel marzo di quell'anno, il vecchio generale Lorenzo de Concilj a capo di una commissione, espone il malcontento del capoluogo e dell'intera provincia.

Oltre al brigantaggio, sempre più in espansione, la mancanza di lavori pubblici e la presenza di numerosi elementi filoborbonici nelle cariche pubbliche fomentano gli stati di tensione e acuiscono il malcontento.

Ad unificazione d'Italia avvenuta, Luigi Oberty lascia Napoli e raggiunge Firenze dove lo troviamo negli anni seguenti.

Nel 1865, con Firenze capitale d'Italia, avviene un notevole movimento delle più alte cariche dei vari ministeri istituiti sul modello piemontese.

In questi trasferimenti deve rientrare la presenza a Firenze di Oberty all'apice della sua carriera di tecnico del Ministero dei Lavori Pubblici.

Dalla nuova capitale d'Italia continua a tessere i rapporti con il paese del suo debutto ingegneristico di via Ferriera.

E Oberty, sempre da Firenze, nel 1868, è alle prese col tracciato della strada ferrata che farà sorgere la stazione dove oggi si trova, mentre altri interessi lo vorrebbero nel centro della città.

Luigi Oberty, Direttore del dicastero, è nel 1868, in fitta corrispondenza con il Sindaco della città, Catello Solimene, per accontentare i desiderata della città e della sua rappresentanza.

Ma a spuntarla sarà Michele Capozzi, il Re Michele, che deve accontentare gli elettori del suo collegio di Atripalda.

Un compromesso vedrà la stazione stabilita tra Avellino e Atripalda.

L'ultima traccia della presenza di Luigi Oberty è la lettera datata 22 ottobre 1868, spedita da Firenze al Sindaco di Avellino.









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