Week End a Avella.

Informazioni storiche e turistiche per trascorrere un week end nel comune di Avella in provincia di Avellino, Italia.

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Vuoi Trascorrere un week end a Avella ? Ecco qualche utile informazione storica e turistica.

Avella, comune della provincia di Avellino, dista 21 Km da Avellino; sorge allo sbocco di un valico del Partenio, lungo la riva sinistra del fiume Clanio. Il territorio fa parte della Comunità Montana Vallo Lauro e Baianese .

Determinante per la sua economia è l'agricoltura, alla quale sono legate, anche, le attività di conservazione della frutta (soprattutto delle ciliegie) che viene sottoposta a trattamento di solforazione per essere poi trasformata in macedonie e canditi destinati anche al mercato estero.

Notevole è la produzione delle olive, dalle quali viene estratto un olio di ottima qualità.

Il legname da lavorazione, il carbone e anche la legna da ardere vengono ricavati dai boschi di castagni, querce e faggi che coprono circa metà del territorio agricolo di Avella.

Di altrettanta importanza è nella zona l'allevamento degli ovini e delle api.

L'artigianato locale è attivo soprattutto nel settore dell'abbigliamento, dell'edilizia e della lavorazione del legno; ci sono, ancora oggi, testimonianze del tradizionale trattamento dei giunchi per la realizzazione di contenitori per ricotte e formaggi freschi (le note fuscelle).

Un'altra importante risorsa di Avella è il turismo: sono molti, infatti, i visitatori che ogni anno fanno tappa ad Avella, attratti dalla bellezza dei luoghi e dalla ricchezza di testimonianze storiche e archeologiche.

Avella è un comune facente parte della Comunità Montana del Vallo Lauro Baianese.

La Storia di Avella



Un cinghiale e sullo sfondo gli Appennini. Questo lo stemma eloquente del comune di Avella che, in una sola effige, racconta la storia di un borgo più volte assediato nel corso dei secoli.

Ancora oggi Avella vive della sua storia, nutrendosi dei tanti misteri che fanno la sua leggenda. Di probabile origine calcidese, Avella era uno dei centri medio-piccoli della Campania Felix. Molte, in verità, sono le tesi avanzate, nel corso dei secoli, circa le origini del suo toponimo.

Secondo Plinio, Avella deriva dalle nocciuole (abellane), che abbondano nel suo territorio; Ambrogio Leone diceva che era così denominata perché vi infuriavano i venti (vertigine ventis); altri fanno derivare il suo ‘nomen’ da Belo, della stirpe regia di Nembrot (Bela, Bella, Abella); altri ancora dal termine aberula, che significa cinghiale.

Per la sua ottima posizione geografica, sin dalla preistoria, Avella è stato un crocevia di civiltà.Difatti, la presenza umana, nel suo territorio, è accertata sin dal Paleolitico superiore mentre un primo insediamento abitativo si deve far risalire alla fase appenninica.

Successivamente, risentì dell’influenza delle Colonie greche della costa e dell'area etrusca, ed è, altresì, evidente uno stretto rapporto con l'area Caudina, come testimoniano i numerosi reperti archeologici rinvenuti.

Fu Osca, Etrusca e Sannita. Nel 339 a.C. accettò la protezione di Roma, alla quale rimase sempre fedele tanto nella prospera che nell’avversa fortuna, diventando prima Municipio e poi Colonia.

Per la fedeltà ai Romani subì una prima devastazione ad opera di Spartaco e fu distrutta dai Sanniti di Nola.

Saccheggiata da Alarico, nel 410 a.C., cadde sotto il dominio dei Goti per poi passare ai longobardi di Singinolfo.

Fu saccheggiata e sottomessa anche dai Saraceni e dagli Ungari. Nei secoli bui divenne feudo dei Normanni e podere di ‘nobilissime familie’ come gli Orsini ed i Caracciolo.

Curioso sapere che, nel ‘300, sotto il conte Nicola Janvilla, è stata coniata anche una moneta: un tornese in rame recante, al dritto, una croce e, al rovescio, il Castello abellano con la dicitura ‘De Avelle do 2’. Fin qui la sua storia o almeno quanto ci è dato sapere.

Cosa fare e vedere durante un week end.

 

 




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