Cosa visitare a Lioni.

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Vuoi Trascorrere un Weekend a Lioni ? Ecco qualche utile informazione storica e turistica.

Lioni è un comune della provincia di Avellino, è a 550 metri di altezza e domina il fiume Ofanto.

E' tra i comuni maggiormente colpiti dal terremoto del 1980.

La sua ricostruzione ha determinato il gemellaggio con Roma, Sezze e Piombino e le province di Arezzo, Grosseto, Pistoia e Bergamo.

Di antiche tradizioni agricole, commerciali e artigianali, sorge in una zona abitata nei secoli lontani.

Come attestano i reperti in località Oppido Vetere (vasi, statue e monete) si ipotizza che in origine fosse un canale di Ferentum, la città completamente distrutta da Roma per essersi consegnata al Annibale.

In contrada Civita è stato scoperto un “termine” (segnalazione confinaria) sul quale è inciso il nome del tributo romano Caio Gracco, che fece parte delle commissioni agrarie dal 131 al 121 a.C.

Patria dello scultore settecentesco Pietro Fittoli, l’attuale abitato risale agli inizi del 700, quando, Lioni, distrutta dal terremoto del 1694, dovette essere completamente ricostruita.

La prima citazione storica risale al 1289.

  • La parte archeologica di Lioni, oltre che quella già citata di Oppido, si trova anche a Santa Maria del Piano, con resti di mura ciclopiche (tipiche dei villaggi-fortezza sannitici).
  • Si consiglia una visita al Centro Storico, sottoposto a profondi e vasti lavori di ricostruzione, che conserva i restaurati edifici settecenteschi e case più moderne con portali ottocenteschi in pietra.
  • La Parrocchiale di Santa Maria Assunta che è andata parzialmente distrutta nell’ultimo sisma, presenta una bellissima facciata e l’interno con numerose opere ( dipinti della scuola del Solimena, un bassorilievo di Giovanni da Nola e statue di Pietro Fittoli)
  • La Chiesa dell’Annunziata, cuore del centro storico del paese, costruita nel 1579 ma riparata più volte nei secoli successivi e adeguatamente ricostruita dopo il 1980, si nota un pregevole altare di marmo policromo,della prima metà del XVIII secolo, forse prodotto nella bottega dei Casotti, attivi a Napoli quali collaboratori di Domenico Antonio Vaccaio.
  • La Torre dell’orologio dove, nel 1923, fu sistemato l’antico orologio che era stato costruito a spese della cittadinanza nel 1773.
  • Da visitare anche la Chiesa di San Rocco, ricostruita dopo il 1980.