Comune di Mercogliano

Il Municipio di Mercogliano

Informazioni storiche e turistiche sul comune di Mercogliano in provincia di Avellino, Italia.

Il Comune di Mercogliano, in provincia di Avellino in Campania, dista circa 2 km dall'autostrada Napoli-Bari, con uscita al casello di Avellino Ovest.

L'aeroporto di Napoli Capodichino dista solo trenta minuti di autostrada.

La stazione delle Ferrovie dello Stato pi è vicina  è quella di Avellino, sulla linea Benevento-Napoli. Sono previsti collegamenti giornalieri per Benevento e per Napoli.

Il Comune  è  inoltre, raggiungibile anche mediante autobus di autolinee pubbliche urbane (collegamento Atripalda- Avellino - Mercogliano) ed extra urbane.

Il Comune di Mercogliano  è  situato alle falde meridionali del Massiccio del Partenio , domina, con i suoi 1493 metri di altezza.

Il territorio comunale si sviluppa in un suggestivo ambiente di alte colline e di montagne, fortemente segnato dalle presenze di faggi e di castagneti.

La storia del Comune di Mercogliano





A partire dal borgo medioevale posto a circa 660 metri fin sopra la cima, a 1200 metri di altitudine, la montagna offre ampi scenari naturali, suggestivi percorsi tra boschi di faggi e radure. Tra queste ultime va segnalata Campo Maggiore (1406 metri) un'ampia radura sulla vetta del Partenio, un residuo di un lago preistorico di cui rimane solo una piccola e poco profonda traccia chiamata "Il Laghetto". Da qui  è possibile ammirare uno splendido panorama che abbraccia vaste aree della regione, fino al mare e alle isole. Molto bella anche la zona di Acqua Fidia, a circa 1000 metri, ricca di sorgenti note gi è ai Romani. Sulla sommit è del monte Partenio, l'Abbazia benedettina di Montevergine domina, a 1270 metri, tutto il paesaggio.

La Madonna di MontevergineIl Santuario, oggetto di un vivissimo culto, ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo e nelle vicende di Mercogliano e dei paesi vicini, che ancora oggi costituiscono un'unica diocesi retta dall'abate di Montevergine.

Il nome Mercogliano sembra derivare da Mercurianum che, secondo alcuni studiosi, indicherebbe la presenza in questi luoghi di possedimenti, praedia, dei magistri mercuriales, i magistrati, prevalentemente liberti, che amministravano il culto di Mercurio.

Essendovi sorta dopo la guerra sannitica una colonia romana, il luogo  conserv è nel medioevo la denominazione di " Castrum Mercuriani", da cui deriva il nome attuale. Il luogo, comunque, fino al XV conserva anche nello stesso stemma civico, l'immagine del dio Mercurio. Di particolare importanza  è una colonna militare romana ritrovata in località è Alvanella che conferma la presenza di un'importante arteria viaria che conduceva (e conduce) a Napoli.La porta dei santi

Importanti testimonianze, iscrizioni e reperti archeologici, testimoniano la presenza nel territorio di Mercogliano di insediamenti romani risalenti al IV secolo e fatti risalire alla colonia romana di Abellinum. A questo periodo storico vanno ascritte le vicende della cristianizzazione dell'Irpinia, con i Santi Modestino (attuale patrono di Mercogliano e di Avellino) Fiorentino e Flaviano, che trovano la morte proprio nella zona di Mercogliano.

La vera fondazione di Mercogliano  è  riconducibile agli ultimi decenni del secolo VI, in concomitanza della calata dei Longobardi nel sud Italia.

Una colonia di profughi della vicina Abellinum, proprio per sfuggire ai Longobardi, occupano la collina di Mercogliano. In poco tempo viene costruito un centro abitato che lentamente si popola.

Mercogliano, ancora casale di Avellino, viene citato per la prima volta in un documento nel 982. Lo sviluppo del paese continua ancora nell'anno 1000 in seguito all'invasione dei Normanni nel Sud Italia, iniziata nel 1030. In quel periodo viene costruito il Castello.

Tra il 1077 e il 1089, a testimonianza di un continuo sviluppo, l'antico casale viene elevato al rango di castello. Il paese, cosi', acquisisce finalmente autonomia amministrativa.

Signore del borgo fortificato nel 1136 era un certo Enrico di Sarno, subfeudatario del conte di Avellino Rainulfo. Nel 1137, sotto Ruggiero II, che assedi è  Mercogliano occupandone il castello, inizia la dominazione normanna. A quel tempo Ruggiero II fece rinchiudere nel castello Matilde, la moglie del conte Rainulfo.

Il feudo venne poi donato da Ruggiero II a Riccardo de Aquila, nominato anche nel catalogo dei Baroni per l'invio in Terra Santa di alcuni cavalieri ed armigeri.

A Riccardo de Aqulia, diversi anni dopo, vi successero Ruggiero 1161, e la contessa Pierrone de Aquila, 1183, sposa di Ruggiero de Castelvetere.

Il Santuario di MontevergineNel 1192 passa sotto la sovranità è  dei baroni Turgisio e Goffredo Montefalcione, ai quali fu confiscato dall'imperatore svevo Enrico IV, che in un diploma del 30 marzo 1195, concede Mercogliano, "con tutti i suoi tenimenti, uomini e pertinenze", in feudo all'abbazia di Montevergine.

Gli abati di Montevergine diventano, cos è  i feudatari di Mercogliano.

Con la decisione di Enrico VI, successivamente confermata da due diplomi di Federico Il (dicembre 1220 e febbraio 1224),ha inizio il periodo svevo. Alla morte di Federico Il, avvenuta il 13 dicembre 1250, la dominazione sveva entra in crisi e si apre l'aspro confronto armato tra Manfredi e Carlo d'Angi è  sostenuto dalle armi francesi e dai pontefici Urbano IV (1261-1264) e Clemente VI (1265-1268).

L'abbazia di Montevergine, retta dall'abate Bartolomeo I, fedele alla politica pontifcia, appoggia incondizionatamente Carlo d'Angi è  fratello del cattolico Luigi IX, re d Francia e conte di Provenza. Tra il 1266 e il 1268, crollate le ultime resistenze degli Svevi, nel 1265 il castello fu di nuovo assediato dalle truppe di Manfredi di Svevia, che furono respinte dall'esercito pontificio guidato dal cardinale Ottaviano, con la morte di Manfredi prima e la tragica fine della spedizione di Corradino poi, si insedia la dominazione angioina. Nel 1299, Carlo II d'Angi è  invia le sue milizie a Mercogliano per imprigionare il giudice beneventano Pietro Gaudioso, che si pensava ospitato da tempo nell'inespugnabile postazione militare.

Nel 1430 l'abate Palamide de Lando cede l'abbazia e la congregazione di Montevergine in commenda al cardinale Ugo di Lusignano, in cambio della prelatura secolare di S. Pietro ad Aram in Napoli.

Nel 1515 Mercogliano  è affidata alla S. Casa dell' Annunziata di Napoli. Diversi anni dopo il paese passa in mano all'Abbazia di Montevergine, mentre i governatori della Casa dell'Annunziata hanno il compito di svolgere le funzioni amministrative.

Nel 1567 l'Abbazia di Montevergine riprende il potere giurisdizionale spirituale, mentre fino al 1570, la vita delle terre feudali di Montevergine cade sotto il controllo dei cardinali e dei governatori laici dell'ospedale dell'Annunziata di Napoli, che designano loro luogotenenti e governatori.

Nel 1656 la peste miete molte vittime tra i sacerdoti dell'abbazia e la popolazione civile di Mercogliano. Nello stesso anno un violento incendio distrugge quasi completamente il castello. Nel soffitto della chiesa di S. Modestino un dipinto conserva il ricordo dell'incendio, con la raffigurazione del Santo che implora la Madonna di far cessare la sciagura.

La fase che va dal 1666 (regno di Carlo Il d'Austria) al 1759 (regno di Carlo III di Borbone)  è  caratterizzata da numerose questioni tra i vari comuni del feudo.

Nel 1688 un terremoto miete molte vittime.

Nel 1732 un nuovo terremoto si abbatte sulla gi è provata popolazione.

Nel 1759 prende inizio la fase che conduce dal regno di Ferdinando IV all'unit è d'Italia. In questo periodo il castello di Mercogliano fu vandalicamente demolito con lo scopo di ricavare materiale per la costruzione di nuovi edifici. Da quel tempo l'opera di distruzione e di abbandono  è proseguita fino a pochi anni fa. Adesso, la sovrintendenza ai beni artistici sta portando a termine un lavoro di restauro e ricostruzione non solo del castello ma anche di tutto il borgo antico.

Mercogliano partecipa anche ai moti per l'indipendenza e l'unit è nazionale del 1820 - 1821. Il movimento organizzato a Nola dai patrioti Morelli e Silvati si rafforza a Mercogliano, per poi essere vittorioso a Monteforte e diffondersi rapidamente nelle province di Salerno, Foggia e Potenza.

Centro storico di Mercogliano: CapocastelloDopo le leggi eversive delle corporazioni religiose del 1861 - 1866 l'Abbazia di Montevergine perde tutti i poteri passati e viene abbassata al rango di monumento nazionale.

Nel periodo successivo all'unit è  d'Italia, l'intera catena del Partenio diventa il rifugio ideale di numerose bande di briganti che con rapine, saccheggi e ricatti infestano le zone circostanti.

Con l'annessione al regno di Sardegna, le generali condizioni di vita di Mercogliano conoscono un sensibile peggioramento e il paese va progressivamente perdendo l'antica rilevanza politica e sociale.

Gli intensi fermenti religiosi che sempre caratterizzarono la vita di questo paese sono ulteriormente testimoniati e alimentati dalla presenza dell'Abbazia del Loreto.

La costruzione del palazzo va fatta rientrare nel attivit è delle numerose fondazioni di insediamenti verginiani, direttamente ispirati da S. Guglielmo, che vissero particolare impulso tra il XII e il XVI sec. Alla fine del XII secolo, per i monaci pi è anziani che non reggevano il clima rigido di Montevergine e le severe regole alimentari dettate da S. Guglielmo, fu edificata un' infermeria in localit è Urrita, in prossimit è  della parte bassa di Mercogliano. Nella seconda met è del XIII secolo, intorno all'infermeria i monaci installarono un'abbazia territoriale che, dal XVI secolo, divent è la dimora dell'abate generale che vi si trasfer è dall'originaria sede di Montevergine.

A seguito del terremoto del 1732, fu realizzato un nuovo palazzo abbaziale, di notevole bellezza e grande gusto artistico e architettonico, esemplare unico nell'architettura rococ è del Mezzogiorno d'Italia. Progetto e direzione dei lavori vennero affidati a Domenico Antonio Vaccaro. Una contesa tra i monaci e i comuni di Ospedaletto e Mercogliano blocc è la costruzione del palazzo. Quando i lavori ripresero, nel 1746, il Vaccaro era gi è morto da un anno. In tempi a noi pi è vicini, il palazzo fu usato come ricovero dei profughi di Caporetto, durante la prima guerra mondiale, e come ricovero degli sfollati della seconda guerra mondiale. Presso l'Abbazia, nel corso dei secoli, si  è andata consolidando una biblioteca ricca di eccezionali documenti storici tra le pi è importanti del mezzogiorno d'Italia. Interessante  è anche la farmacia, splendidamente impreziosita e ricca di ceramiche decorate a mano del XVIII secolo.

Nell'elegante cortile interno, dalla forma poligonale, si tengono ogni estate prestigiose rassegne concertistiche di musica classica, con orchestre provenienti da ogni parte del mondo.

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