Chiese, Palazzi e Monumenti a Caposele.

Santuario di San Gerardo

Cosa vedere e visitare a Caposele in provincia di Avellino, Italia.

Spostandosi nella vicina località di Materdomini si può ammirare il grande Santuario di San Gerardo Maiella, meta importante del turismo religioso, sono, infatti, numerosissimi i pellegrini che ogni anno visitano lo splendido Santuario.

Il complesso religioso risale al XVI secolo, con la Chiesa Nuova opera di fine ‘700 dell’architetto Giuseppe Rubino, restaurata recentemente.

LA BASILICA DI SAN GERARDO MAIELLA A MATERDOMINI

Fu il fondatore dell’Ordine, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, a volere che, in quello che fu il casale di Materdomini, nella parte alta del territorio comunale, si erigesse il complesso conventuale dei Redentoristi e la relativa chiesa. Affidata alla progettazione del regio architetto, Pietro Cimafonte, l’opera venne realizzata entro gli anni Cinquanta del Settecento, tant’è che Gerardo Maiella fu assegnato alla nuova Casa nel giugno del 1754, morendovi il 16 ottobre del 1755.

La chiesa originaria (nella foto), ingrandita e consacrata nel 1929 dall’Arcivescovo di Napoli, Cardinale Alessio Ascalesi, fu elevata a Basilica nel 1930, da Papa Pio XI. Tragicamente atterrata dal terremoto del 1980, e solo recentemente, il 30 aprile 2000, riaperta al culto, ospita nel presbiterio l’urna col corpo di San Gerardo.

Fin dalla fine degli anni Cinquanta del Novecento, la basilica era già ritenuta inadeguata ad accogliere le migliaia di fedeli che vi si recavano in pellegrinaggio. Fu perciò deciso, nei primi anni Sessanta, di edificare un’altra chiesa, più confacente alle accresciute esigenze e soprattutto alle nuove istanze del culto, dettate dalla Riforma liturgica del Concilio Vaticano II. La progettazione del nuovo tempio venne affidata all’architetto napoletano Giuseppe Rubino che, per sottolineare la dimensione esodale dell’esistenza umana, ne pensò le forme architettoniche come quelle della tenda biblica, elevata da Mosè nel deserto.

La nuova chiesa si estende su un’area di 592 mq, con la cuspide che si innalza a 42 metri d’altezza. L’aula delle celebrazioni, dove è stato collocato un organo di 2500 canne, accoglie il poderoso Cristo Redentore, opera bronzea di Tommaso Gismondi, artista che ha anche realizzato i pannelli dell’altare maggiore, l’ambone e la custodia eucaristica.

I mosaici del presbiterio, opera di Giuseppe Antonio Lomuscio, sono stati eseguiti dal centro di Arte Musiva di Scandicci. Il portacero pasquale è opera di Alfonso Verdilocco, autore del portone in bronzo della Basilica, i cui pannelli a bassorilievo raccontano otto episodi salienti della Vita di San Gerardo Maiella.

MUSEO GERARDINO A MATERDOMINI

Il Museo Gerardino, situato nel complesso del Santuario di San Gerardo a Maiella, nella frazione di Materdomini, è dedicato alla vita e alle opere di San Gerardo Maiella, visitato da numerosi pellegrini che si recano al suddetto Santuario.

Il terremoto dell’80 distrusse il museo e in particolare la camera consacrata dalla morte, ma oggi si possono ammirare le lettere autografe di San Gerardo, gli strumenti di disciplina e altri oggetti dell'epoca appartenuti al Santo.

 

  • Il Castello Medioevale, che appartenne anche a Jacopo Sannazaro, oggi ne restano sono alcuni ruderi e il torrione cilindrico.
  • Il Centro Storico dove si possono ammirare il Campanile della chiesa di San Lorenzo, salvatosi dal terremoto, la chiesa di Santa Maria della Sanità e i Palazzi delle famiglie Cozzarelli e Masi.

 









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