Chiese, Palazzi e Monumenti a Senerchia .

Cosa vedere e visitare a Senerchia in provincia di Avellino, Italia.

Nel comune di Senerchia si possono ammirare, in un contesto di rara bellezza, il mastio del Castello di fondazione longobarda (X sec.), la chiesa di San Michele Arcangelo in Monte in stile romanico e la chiesetta di Sant'Antonio da Padova (XVI sec.).

Il vasto territorio, prevalentemente montano, spazia tra i 161 m. slm del fiume Sele, e i 1682 m. slm del Monte Polveracchio.

Le occasioni offerte, per scoprire ed apprezzare le qualità naturalistiche ed ambientali del posto sono diverse: dalle aree attrezzate delle località "Caccia", "Tasso", "Madonna del Tiglio", e "Rifugio Forestale" alla più nota "Oasi Valle della Caccia" del WWF Italia.

La flora e la fauna sono altri aspetti interessanti; con la presenza del lupo e del gatto selvatico in un intatto eco-sistema, si possono godere tutte le meraviglie della natura.

Lo stemma di questo comune ha per motivo un monte ed un fiume che ne sono la caratteristica per ciò che concerne il Monte Carpazzo ed il fiume Sele che bagna queste terre. La stemma sta come emblema di buona fortuna.

Testimonianza di feudo della famiglia di Riccardus Frateius Dominae Senercla, la troviamo incisa sulla campana posta nell'antico campanile della chiesa di San Michele Arcangelo sulla quale si legge: " Dominus Senerclae nell'anno del Signore 1312" .

L'OASI VALLE DELLA CACCIA

L’oasi del WWF “Valle della Caccia”, a 3 chilometri dal centro di Senerchia, per la conformazione morfologica - geologica - idrogeologica, per le caratteristiche faunistiche e specialmente floristiche è l'area più interessante, da un punto di vista naturalistico, di tutto il massiccio dei Monti Picentini.

L'area è rimasta pressoché integra nei millenni. Gli interventi umani si sono limitati alla caccia del cinghiale, che trova abbondante cibo nel querceto misto che occupa le impenetrabili pendici della "Ripalonga", ed alla pastorizia. La valle era è così impervia che veniva utilizzata, nel secolo scorso, da famosi briganti come sicuro rifugio.

Sulle rupi e nella boscaglia da 600 a 1600 m. vive il Pino Nero (Pinusi Nigra Arnold) sotto forma di una stazione relitta. Ha caratteristiche simili a quello di Villetta Barrea nel Parco Nazionale D'Abbruzzo.

Un'altra entità endemica floristica dei Picentini che si trova ai bordi superiori della valle, lungo le pendici erbose ed i pascoli sassosi, è la Stipa crassiculmis P. Smirnov subsp. picentina Martinovsky, Moraldo et Caputo.

Moltissime altre Gramineae endemiche popolano l'area. Le Leguminosae sono ben rappresentate dall'eccezionale Oxytropis caputoi Moraldo et la Valva. Queste sono soltanto una piccola parte di piante rare per cui possiamo renderci conto che la "Valle della Caccia" è uno scrigno di essenze floristiche.

Altrettanto possiamo dire per la fauna. Basta ricordare la presenza del lupo, del Gatto selvatico e di numerosi altri mammiferi. Tra gli uccelli annoveriamo numerosi esemplari degli Ordini degli: Accipitriformi, Falconiformi, Galliformi, Piciformi (il raro Picchio Nero), Corvidi, ecc..

Nell'insieme possiamo affermare che esiste, ancora oggi, un quasi perfetto equilibrio ecologico in tutta l'area.

 









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