Week End a Mugnano del Cardinale .

Informazioni storiche e turistiche per trascorrere un week end nel comune di Mugnano del Cardinale  in provincia di Avellino, Italia.

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Vuoi Trascorrere un week end a Mugnao del cardinale ? Ecco qualche utile informazione storica e turistica.

Mugnano del Cardinale, comune di circa 5000 abitanti, sorge ai piedi delle propaggini occidentali del massiccio del Partenio.

Attraversato dalla strada statale 7 bis, o Nazionale delle Puglie, Mugnano del Cardinale dista 36 km. da Napoli e 19 da Avellino e si trova a 286 m. sul livello del mare.

Mugnano del Cardinale è un importante centro industriale e commerciale della bassa Irpinia.

Le zone alte del suo territorio sono ricoperte di boschi mentre quelle collinari e pianeggianti sono coltivate  a uliveti e piantagioni di noccioli.

Abbondante è anche la produzione di noci di ottima qualità.

Le industrie conserviere impiegano numerosi addetti nella preparazione della frutta sciroppata e dei pomodori pelati. Ancora più rinomata è l'industria delle carni insaccate.

Mugnano del cardinale è un comune facente parte della Comunità Montana del Vallo Lauro Baianese.

La Storia di Mugnano del Cardinale





Profilo storico di Pasquale Colucci

L’attuale territorio di Mugnano del Cardinale era sicuramente abitato già in epoca romana (e probabilmente anche prima), come testimoniano numerosi storiografi locali, i quali citano non pochi ritrovamenti archeologici avvenuti soprattutto fra il 1600 e il 1700, i cui reperti sono purtroppo andati quasi tutti perduti.

La «romanizzazione» del territorio mugnanese e dell’intera area avellana avvenne quasi certamente fra il I sec. a.C. e il I sec. d.C., allorquando si verificarono in tutto l’Agro nolano consistenti deduzioni di veterani dell’esercito romano, ai quali furono assegnate vaste estensioni di terreni coltivabili, all’uopo divisi secondo il sistema della «centuriazione».

Col tempo, alcune di tali proprietà si ingrandirono o raggiunsero per qualche particolare motivo una certa importanza, sicché le loro denominazioni divennero veri e propri toponimi, alcuni dei quali sono sopravvissuti sino ad oggi e proprio ad uno di tali toponimi (fundus Munianus, cioè «fondo di Munio») gli studiosi collegano l’etimologia del termine «Mugnano».

L’affidamento di notevoli appezzamenti di terreno agli ex legionari romani comportò probabilmente la costruzione anche nel territorio mugnanese di alcune ville, cioè di case coloniche usate sia come abitazione che come depositi di derrate alimentari. Di tali costruzioni però, sino ad oggi, non è affiorata alcuna traccia, anche per l’assenza di organiche e metodiche campagne di scavo.

È invece ben nota l’esistenza di una sontuosa costruzione di epoca romana, sorta (verosimilmente in età imperiale) nel sito collinare oggi conosciuto col toponimo di San Pietro a Cesarano (a ridosso dell’attuale centro abitato di Mugnano d. Card.), dove – nel corso del XVIII secolo – vennero alla luce mosaici, sculture e resti di un impianto termale.

Il primo nucleo abitato di Mugnano, corrispondente – secondo gli storici – all’attuale quartiere «Cordadauro», sorse con molta probabilità fra l’XI e il XII secolo, allorquando la baronia di Avella, a seguito della conquista normanna, fu interessata dal dissodamento e dalla rimessa a coltura di vaste estensioni di territorio (abbandonate nell’Alto Medioevo) e dalla creazione di nuovi insediamenti abitativi, uno dei quali fu proprio Mugnano, citato la prima volta in una pergamena dell’Archivio di Montevergine risalente al 1135 e poi in altre del 1165, del 1185 e del 1216.

A breve distanza da Mugnano sorsero in quello stesso periodo le piccole borgate di Ponte Mignano e Camillano (o Campigliano), mentre nella zona montana a circa tre km. ad est di Mugnano esisteva un altro, più antico, centro abitato denominato Litto, protetto da un vicino castello (del quale è visibile ancora qualche rudere).

Secondo la tradizione storiografica locale, nel corso del Basso Medioevo gli abitanti di Litto, Ponte Mignano e Camillano, per motivi non ben chiari, si trasferirono a Mugnano abbandonando i propri villaggi, i quali progressivamente scomparvero.

Nel 1312 Riccardo (II) Scillato, barone del feudo di Litto e Ponte Mignano, che comprendeva anche Mugnano, cedette questo territorio all’Abbazia di Montevergine, ricevendo in cambio altri territori che l’Abbazia possedeva nel Salernitano.

Nel 1430 l’abbazia di Montevergine ed i feudi che essa possedeva divennero una «commenda», furono cioè sottoposti all’autorità di un cardinale «commendatario» e non più all’abate.
Fra il 1465 e il 1485 tale «commenda» fu retta dal cardinale Giovanni d’Aragona, il quale – fra le molte opere realizzate – fece anche costruire nei pressi di Mugnano un grande palazzo in stile badiale (ancora oggi in parte esistente) quale sede ufficiale del cardinale commendatario di Montevergine e perciò chiamato «palazzo del cardinale».

Intorno a tale palazzo si formò progressivamente una piccola borgata che, dal palazzo, prese il nome di «Cardinale» e che oggi, col medesimo toponimo, costituisce uno dei più estesi rioni del paese.

Nel 1485 a Giovanni d’Aragona successe come «commendatario» di Montevergine il cardinale Oliviero Carafa, il quale nel 1497 fece trasportare a Napoli i resti mortali di San Gennaro ritrovati nella chiesa di Montevergine durante il governo del suo predecessore e poiché la strada obbligata per raggiungere Napoli da Montevergine passava – e passa tuttora – per Mugnano, il corteo con le reliquie del Patrono di Napoli sostò per una notte proprio nel «palazzo del cardinale».

Nel 1511 la «Commenda» di Montevergine passò al cardinale Ludovico d’Aragona, il quale quattro anni dopo la vendette alla Casa dell’Annunziata di Napoli, che era all’epoca uno dei maggiori enti assistenziali del Regno di Napoli. Di conseguenza anche Mugnano, passò sotto la giurisdizione feudale della Casa dell’Annunziata, ove formalmente rimase sino all’abolizione della feudalità nel 1806.

Nel 1641 l’«Università» (cioè il Comune) di Mugnano cedette l’antica chiesetta di San Pietro a Cesarano ed alcuni terreni attigui al prete napoletano Michele Trabucco, il quale fondò in quel luogo una casa religiosa destinata a diventare ben presto non solo un centro di spiritualità e di fede, ma anche una importantissima fucina di cultura per Mugnano e per i centri viciniori.

Durante la breve vita della Repubblica Napoletana del 1799, a Mugnano si svolse una delle più cruenti battaglie fra realisti e repubblicani. Il 28 maggio di quell’anno infatti, nutriti gruppi di realisti locali, armati ed organizzati da alcuni sacerdoti e da notabili di fede borbonica, inflissero una sanguinosa sconfitta ad una colonna dell’esercito repubblicano guidata dal generale Agamennone Spanò, il quale solo miracolosamente riuscì a salvarsi dopo aver lasciato sul terreno oltre cinquecento dei suoi uomini.

L’avvenimento più importante per la storia di Mugnano si verificò nel 1805 allorquando il sacerdote mugnanese Francesco Di Lucia portò a Mugnano i resti di una giovane martire cristiana rinvenuti tre anni prima nelle catacombe romane di Santa Priscilla, dando così inizio al culto di Santa Filomena, diffusosi ben preso in tutto il Meridione grazie anche alla protezione di Ferdinando II di Borbone.

Nel periodo postunitario Mugnano del Cardinale e l’intera area del Baianese – staccate nel 1861 dalla provincia di Terra di Lavoro ed aggregate a quella di Avellino – furono travagliate dal fenomeno del brigantaggio, nel cui ambito operò con una propria banda il brigante mugnanese Angelo Bianco, detto «Turri-turri».

Nel 1881, ad opera di un gruppo di studenti, fu fondata a Mugnano una Società Operaia di Mutuo Soccorso che fu la prima di tal genere nell’area baianese e fu attiva fino ai primi del Novecento.

Anche la nascita del movimento fascista, nei primi anni ’20 del secolo scorso, vide Mugnano del Cardinale in prima linea con la costituzione di una agguerrita sezione che si fece ben presto conoscere per la violenza delle sue azioni dimostrative.

 









Cosa fare e vedere durante un week end.

 



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