Week End a Vallata.

Informazioni storiche e turistiche per trascorrere un week end nel comune di Vallata in provincia di Avellino, Italia.

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Vuoi Trascorrere un week end a Vallata ? Ecco qualche utile informazione storica e turistica.

Vallata, comune della provincia di Avellino, dista 57 chilometri dal capoluogo ed è composta da numerose frazioni sparse;si trova a cavallo delle valli dell'Ufita e del Calaggio.

Per la sua posizione è punto di riferimento agricolo, artigiano e di villeggiatura.

Sebbene l’agricoltura rappresenti ancora l’attività primaria per l’economia, è molto radicato il commercio.

Nel corso degli anni Vallata è stata interessata da forti flussi migratori. Molti vallatesi si sono trapiantati infatti nell’America del Nord e nel Canada.

La Storia di Vallata



Per quanto riguarda le origini del toponimo, alcuni studiosi ritengono che il nome Vallata provenga dalla sua posizione geografica, visto che il paese è in una valle chiusa, a 870 metri altitudine, tra le montagne di Santo Stefano, Serra Longa e il Formicoso. Altri invece sostengono che il toponimo voglia indicare una zona situata più a valle, dove sorgeva il primitivo abitato.

Di certo si sa che il territorio di Vallata è stato frequentato fin dalla preistoria. Tracce di presenze umane sono a Piano delle Rose e a Sferracavallo, a poca distanza dalle sorgenti dell’Ufita e del Calaggio.

Le testimonianze antiche più significative si riferiscono comunque alla fase di romanizzazione. Durante il corso degli anni, nelle località Maggiano, Serra Mattina, Macchialvio, Mezzana Perazze e Padula sono stati rinvenuti alcuni cippi funerari, tombe, anfore di terracotta e altri significativi oggetti, molti dei quali sono andati perduti. Con l’avvento dei Normanni Vallata fece parte della Baronia di Vico e fu tenuta, nel 1143, dal vassallo di Riccardo, Guario da Vallata. Sotto gli angioini, nel 1275, è registrato come signore del luogo un certo Johannes de Vallata. Quando Roberto d’Angiò donò la Baronia alla moglie, la regina Sancha, anche Vallata venne inclusa nel dono e, pochissimi anni dopo, il 12agosto del 1343, fu venduta, con gli altri possedimenti, a Raimondo del Balzo, barone del feudo di Minervino.

Durante le furibonde lotte tra angioini e aragonesi, che nel corso del Quattrocento interessarono tutta la Baronia, Vallata subì il più spietato massacro della sua storia, lI 6 maggio del 1496 il marchese di Mantova Francesco Gonzaga, che affiancava gli aragonesi, in seguito a una fallita ambasceria, respinta dai vallatesi col ferimento di alcuni ambasciatori, assaltò il paese compiendo una vera e propria strage. La soldataglia saccheggiò il paese in ogni sua parte e rubò tutto quanto le capitava per le mani. I vallatesi si difesero strenuamente ma, alla fine, nulla poterono contro un nemico spietato e avvezzo alla guerra. Numerosi furono i morti, che probabilmente superarono le due centinaia. il fatto ebbe tale risonanza che la maggior parte delle popolazioni vicine si affrettò a consegnare le chiavi dei loro paesi al vincitore. Ancora oggi l’avvenimento viene ricordato come la Battaglia di Chianchione”.

Dal 1523, quando venne venduta a Paolo Antonio Poderieo, Vallata, amministrativamente, non fece più parte della Baronia di Vico. Dopo una serie di passaggi, nel XVIII secolo passò agli Orsini, duchi di Gravina, che la tennero lino all’eversione della feudalità

La storia successiva di Vallata appare segnata dai moti carbonari e dalle lotte per l’unità d’Italia, raggiunta la quale non mancarono avvenimenti legati al brigantaggio, in cui furono coinvolti alcuni cittadini di Vallata. Per combattere il fenomeno, che ormai dilagava in tutta la zona e soprattutto lungo la valle del Calaggio, nell’alta valle dell’Uflta e sul Formicoso, a Vallata fu inviato un distaccamento di soldati piemontesi che fu accolto con grande ospitalità dalla popolazione.

 

Cosa fare e vedere durante un week end.

 




Vallatesi nel mondo