Avellino Calcio.

L'Avellino Calcio è assurta agli onori della cronaca sportiva nel 1978, con l' indimenticabile promozione in serie A, la storia calcistica della squadra di calcio avellinese cominciò nel 1912, anno di fondazione del sodalizio biancoverde.

Nel giro di pochi anni, nonostante la formazioni militasse nei campionati minori, il calcio ad Avellino diventa un vero e proprio fenomeno, con tanti ragazzini che si appassionano e cominciano a calcare il terreno polveroso del Piazza d’Armi, il primo campo di gioco ubicato al centro della città, proprio dove attualmente sorge il Palazzo di Giustizia.

Negli anni Sessanta, l’Avellino conquista la prima promozione in serie B, battendo per 1-0 il Catania nello spareggio disputato all’Arena di Milano.

La compagine biancoverde, però, non disputerà il successivo torneo cadetto in quanto, a seguito di una denuncia, viene riscontrata una combine che, di fatto, dà il via libera agli etnei.

Per rivedere i colori irpini in B bisognerà attendere la stagione 1972/73, quando, al termine di un entusiasmante testa a testa con il Lecce, la squadra allenata da Giammarinaro ottiene il via libera per il calcio che conta.

Nel 1978 si avvera, poi, il grande sogno. Battendo a Marassi la Sampdoria con un gol di Mario Piga, l’Avellino conquista matematicamente la promozione in serie A, categoria in cui militerà per dieci anni ininterrottamente.

La compagine irpina diventa, in pochi anni, la squadra simpatia.

Il “Partenio”, lo stadio di Avellino, appare ogni domenica gremito in ogni ordine di posto.

La salvezza è lo scudetto dei biancoverdi che arriva, puntuale, ogni anno grazie anche all’intuizione dei dirigenti abili a scovare campioni del calibro di Tacconi, Vignola, Juary, Limido, Bertoni, Benedetti, De Napoli, Colomba, Alessio, Barbadillo.

Nel 1980/81 l’impresa diventa ancor più memorabile se si pensa che prima una penalizzazione di 5 punti per la vicenda del calcio-scommesse e poi il terribile terremoto del 23 novembre, rendono più difficile il cammino dei lupi.

Il migliore risultato l’Avellino l’ottiene nel 1987, quando, con 30 punti, sfiora la zona Uefa.

L’anno successivo accade ciò che nessuno si aspettava.

Dopo un girone di andata pessimo, in cui la formazione guidata da Vinicio riesce a mettere insieme la miseria di 9 punti, non basta un ritorno a grande ritmo per salvare il sodalizio dalla retrocessione, che si concretizza a San Siro contro l’Inter. Il fenomeno calcio ad Avellino sembra ridimensionarsi.

E’ questo il decennio in cui l’Italia intera scopre la provincia irpina, con il suo patrimonio naturale e la sua ottima gastronomia, a cominciare dai vini Docg, quali Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo.

Anche grazie al calcio l’intera economia locale conosce un periodo di crescita.

Dopo alcuni campionati di serie B, nel 1992 la squadra precipita in C.

Nel 1995, grazie al ritorno di Antonio Sibilia, lo storico presidente della serie A, l’Avellino riesce ad ottenere la promozione che però viene vanificata l’anno successivo con l’immediato ritorno in terza serie.

Per rivedere la cadetteria bisognerà attendere il 2003, quando è Salvatore Vullo l’artefice della promozione.

L’anno dopo c’è il boemo Zeman in panchina. In Irpinia si sogna, ma la realtà dice di nuovo serie C. Una sola stagione di purgatorio ed ecco una nuova impresa targata Cuccureddu e Oddo: la finale play-off contro il Napoli vede gli irpini prevalere davanti a quasi 30.000 spettatori.

Una sciagurata stagione in serie B e, puntuale, arriva una nuova retrocessione, con in panchina Franco Colomba, non senza polemiche.

Dopo un altro lungo periodo travagliato, i lupi tornano in B nella stagione 2013-2014.

Nel periodo successivo al 2014, l'Avellino Calcio attraversa un'era di significative sfide e trasformazioni. L'entusiasmo seguito alla promozione in Serie B nella stagione 2013-2014 si trasforma presto in un difficile percorso di alti e bassi. La squadra lotta per mantenere la sua posizione in Serie B, affrontando una serie di cambiamenti sia nella gestione che nella rosa dei giocatori.

Nonostante gli sforzi, la stagione 2017-2018 si rivela particolarmente dura, con l'Avellino che termina il campionato al 14° posto, a soli quattro punti dalla zona retrocessione. La situazione si aggrava ulteriormente a causa di problemi finanziari, che portano a ritardi nei pagamenti degli stipendi e a tensioni interne.

Nel luglio 2018, la FIGC esclude l'Avellino dal campionato di Serie B per inadempienze finanziarie. Questo duro colpo costringe il club a ripartire dalla Serie D per la stagione 2018-2019.

La squadra irpina dopo 9 anni deve ripartire dai dilettanti.

Nonostante la delusione, la passione dei tifosi non viene meno, e la squadra trova un nuovo spirito combattivo, mirando a risalire i ranghi del calcio italiano.

La stagione 2018-2019 in Serie D vede l'Avellino dominare il proprio girone, ottenendo la promozione in Serie C. Questo successo rappresenta un importante passo avanti nel processo di ricostruzione del club, che si propone di tornare gradualmente ai livelli di prestigio del passato.

La determinazione e la resilienza diventano le parole d'ordine per l'Avellino, che nella stagione 2019-2020 affronta la Serie C con rinnovato ottimismo. Sebbene il cammino non sia privo di ostacoli, la squadra mostra segnali di crescita, stabilizzandosi nel campionato e puntando a una futura promozione.

Questo periodo di transizione segna un importante capitolo nella storia dell'Avellino Calcio, un club che, nonostante le avversità, continua a rappresentare un punto di riferimento per la comunità di Avellino e per il calcio italiano in generale. Con uno spirito indomito e il sostegno incondizionato dei suoi tifosi, l'Avellino guarda al futuro con rinnovata speranza e determinazione.

Dal 2020, l'Avellino Calcio ha vissuto momenti di cambiamento, di crescita ma con troppi alti e bassi cercando di ritrovare la gloria dei tempi passati.

Il 2020, come per molti altri club, è segnato dalla pandemia di COVID-19, che causa una serie di interruzioni e sfide senza precedenti nel mondo del calcio. Nonostante queste difficoltà, la squadra mantiene il focus sulle prestazioni sportive. Nella stagione 2020-2021, l'Avellino si dimostra competitivo in Serie C, lottando per un posto nei playoff promozione

Nell'ultimo periodo l'Avellino, sotto la presidenza di Angelo Antonio D'Agostino, dopo l'esonero dell'allenatore Massimo Rastelli sta affrontando con determinazione la serie C sotto la guida del nuovo allenatore Michele Pazienza, mantenendo viva la speranza tra i tifosi di un ritorno ai fasti del passato. La passione in campo e fuori rimane un faro per il club, che guarda al futuro con rinnovato ottimismo.

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  • Alessandro Bertoni Le strade di Alessandro Bertoni e dell’Avellino si incontrarono nell’estate del 1985.
  • Beniamino Vignola E’ stato uno dei più grandi numeri “10” che abbia calcato il manto erboso del “Partenio” con la casacca biancoverde.
  • Cesare Cattaneo Con Salvatore Di Somma è stato l’icona della squadra avellinese che per la prima volta si affacciava ai palcoscenici della serie A.
  • Giampietro Tagliaferri Un campione in campo e fuori, un uomo vero, un simbolo. Questo è stato Giampietro Tagliaferri per l’Avellino dei primi anni ’80.
  • Luciano Favero Nonostante fosse ritenuto un calciatore grezzo, il baffuto Luciano Favero seppe dimostrare anche ai più scettici di essere un difensore completo.
  • Ottorino Piotti Quando giunse in Irpinia era poco più che un promettente portiere, quando lasciò Avellino era ormai ad un passo dalla Nazionale.
  • Paolo Benedetti Centrocampista di quantità e qualità ma all’occorrenza anche arcigno difensore e bomber dell’ultimo minuto.
  • Paolo Beruatto Quei tre anni in Irpinia Paolo “il caldo” non li ha mai dimenticati.
  • Stefano Tacconi Da indiscusso numero uno sui campi di calcio a uomo di spettacolo che non disdegna la politica.
  • Vincenzo Romano Con la maglia dell’Avellino Vincenzo Romano ha conquistato un personalissimo record.