Il volto di una donna, enigmatica e magnetica, capace di ribaltare ogni regola e di dissolvere il confine tra verità e bugia. Su Raiplay c’è un film da non perdere, un thriller che si fa carne, adrenalina e ambiguità.
Salt, diretto da Phillip Noyce, è un racconto sul doppio, sull’identità e sul prezzo della fedeltà: a una causa, a uno Stato o forse solo a se stessi.

Uscita nel 2010, la pellicola segna il ritorno di Angelina Jolie (Mr. & Mrs. Smith, Il collezionista di ossa, Identità violate) al genere che più le appartiene: quello dell’action sofisticato, in cui la forza fisica e quella emotiva si fondono in un personaggio femminile dirompente.

Oggi, grazie a Raiplay, il film torna a mostrare perché, a distanza di anni, resta uno dei titoli più riusciti del decennio nel suo genere: elegante, teso, costruito con intelligenza e ritmo perfetto.

La trama si apre a Washington: Evelyn Salt, agente della CIA, viene improvvisamente accusata di essere una spia russa dormiente, pronta ad assassinare il presidente degli Stati Uniti.
In pochi minuti, la vita della protagonista si rovescia: da leale servitrice dello Stato a ricercata internazionale.

Inizia così una fuga disperata, una corsa contro il tempo e contro se stessa, dove nulla è ciò che sembra.
Ogni sequenza è costruita con precisione chirurgica da Noyce — già regista di Sotto il segno del pericolo e Giochi di potere — che restituisce il gusto del thriller politico classico, aggiornandolo con una protagonista capace di riscrivere le regole del genere.

Nel cast, accanto a Jolie, spiccano Liev Schreiber (“Un giorno di pioggia a New York”“Scream”, “L’amore ai tempi del colera” nei panni dell’ambiguo capo della CIA Ted Winter, e Chiwetel Ejiofor (12 anni schiavo, Inside Man, The Old Guard) in quello dell’agente Peabody, incaricato di catturarla.
Le loro interazioni sono un costante gioco di sospetto, un ping-pong di sguardi e menzogne in cui il film trova il suo ritmo più teso.

Il personaggio di Salt era originariamente scritto per un uomo — doveva interpretarlo Tom Cruise — ma la riscrittura al femminile diede nuova linfa al progetto. Come dichiarò lo stesso Noyce, “Angelina ha portato vulnerabilità e ferocia, trasformando un thriller di routine in un film sull’identità.”
Un cambio che, alla prova dei fatti, si rivela la chiave del successo del film: Evelyn Salt non è solo un’eroina d’azione, è una figura tragica e sfuggente, vittima e carnefice insieme, sospesa tra due mondi.

Girato tra New York, Washington e Albany, il film combina location reali e stunt autentici, molti dei quali eseguiti direttamente dalla Jolie. Le scene d’azione, calibrate ma spettacolari — dalla fuga sui camion in autostrada alla sequenza nel bunker del presidente russo — non sono mai fini a sé stesse: ogni movimento di Salt è una scelta, un enigma da decifrare.

All’uscita, la critica si divise, ma concordò su un punto: Angelina Jolie era la vera forza del film.
“Una delle pochissime attrici (insieme a Milla Jovovich e Sigourney Weaver) in grado di tirare pugni e uccidere restando convincente e fascinosa” scrive a proposito Alessandra Levantesi Kezich su La Stampa.

“Angelina Jolie è sempre splendida, divina, altera, distaccata, di una bellezza sovrumana” fa eco Francesco Alò sul Messaggero.

Dal punto di vista commerciale, Salt fu un grande successo: costato circa 110 milioni di dollari, ne incassò oltre 293 milioni nel mondo. Su IMDb, mantiene una media di 6,4/10, mentre su Rotten Tomatoes registra un 62% digradimento della critica e un 59% del pubblico.

Gli utenti Google, invece, lo premiano con un 72% di approvazione, segno che, al di là delle recensioni ufficiali, il film ha trovato nel tempo un suo pubblico fedele. Vedere Salt su Raiplay significa scoprire un film che corre senza fiato, ma sa fermarsi sul volto di una donna che, mentre fugge dal mondo, cerca se stessa.

Condividi