Scopri la recensione e guarda il trailer di questo bel film italiano su Netflix: un thriller poliziesco premiato dal pubblico e dalla critica che ti terrà incollato alla tv.

Su Netflix c’è un thriller davvero interessante che può vantare ben 10 David di Donatello vinti e un cast davvero eccezionale, che rende la storia ancora più accattivante.

Il film che ti consigliamo di vedere su Netflix è “La ragazza del lago” una pellicola che prende le mosse dal romanzo dell’autrice norvegese Karin FossumLo sguardo di uno sconosciuto”, adattato per lo schermo da Sandro Petraglia: una storia che si addentra nei misteri della piccola borghesia italiana, dove abbondano silenzio e omertà.

Per farlo si serve di un Toni Servillo ancora una volta straordinario, nei panni di un commissario impegnato nella risoluzione di un giallo che vede vittima una ragazza di cui si ritrova il cadavere proprio lungo le vie del lago.

Esordio alla regia per Andrea Molaioli (già aiuto di Nanni Moretti) nel mettere a segno un buon giallo italiano.

La ragazza del lago” rappresenta un bell’esempio di cinema thriller italiano. Sicuramente Molaioli, che ha tanto lavorato con registi di fama (oltre Moretti, anche Mazzacurati, Luchetti e Calopresti), mette a punto un film molto intenso e interessante per gli amanti del genere.

In un calderone di drammi personali, personalità deviate, miserie e tremende verità, il film risulta davvero accattivante per lo spettatore che non riesce a staccarsi dalla visione per capire come va a finire la storia.

Non mancano le note noir e investigative, la tensione di scoprire i misteri e di risolvere un silenzio che rende tutta la narrazione avvolta in un’attesa sconcertante.

Si passa dall’ambientazione in un fiordo norvegese a quella di una realtà del Nord-Est italiano, con una provincia del quale si mette in evidenza un nauseante perbenismo e scarsa collaborazione a fare da scudo all’indagine da parte della polizia. Da questo contesto prende le mosse l’inchiesta del commissario, che svela gradualmente un quadro di dolore e di sofferenza che non risparmia nessuno.

Il risultato che ne esce fuori è un mondo fatto di disagio, di malattie nascoste, di sofferenze e di accanimento sempre contro i più fragili. Si tratta di un film molto ben accolto da critica e pubblico, (è piaciuto al 77% degli utenti Google) che ha incassato nei cinema di oltre 3 milioni di euro

C’è tanta verità in questo film, che si percepisce dalle intenzioni del regista di asciugare al minimo le ridondanze e di puntare alla realtà nuda e cruda. Quasi in maniera asettica. Il film riesce sapientemente a sbrogliare una matassa decisamente ingarbugliata, fatta di personalità e di circostanze sempre poco trasparenti.

Lo fa sicuramente avvalendosi di un cast non usuale per un’opera prima, tanti sono i nomi noti presenti, ma ciò non oscura le potenzialità intrinseche della pellicola. Di certo il regista è stato capace di valorizzare il film con il patrimonio attoriale presente, ma anche viceversa, dando loro ruoli perfettamente aderenti alle loro caratteristiche artistiche.

Intorno al formidabile Toni Servillo nei panni di un Maigret umano e intuitivo ma sradicato dal contesto di azione, si muove infatti un vasto gruppo di affiatati co-interpreti.

A fargli da spalla una donna del calibro di Valeria Golino (“Rain Man – L’uomo della pioggia”, “Lupo solitario”, “Frida”, “Per amor vostro”) insieme a Fabrizio Gifuni (“Il capitale umano”; “Esterno notte”, “Fai bei sogni”), Anna Bonaiuto, Omero Antonutti e Giulia Michelini

Lo schema della pellicola comunque, restando fedele al testo originale, è quello del classico giallo, dell’omicidio, del commissario che indaga, dell’assassino rivelato in chiusura, creando al contempo una serie di tensioni drammatiche ed emotive nello spettatore che vuole indagare nelle psicologie dei personaggi.

Presentato alla 22 settimana internazionale della critica della Mostra di Venezia 2007, il film si aggiudica il premio Isvema assegnato per “la sensibilità e la professionalità con cui, operando all’interno di un genere cinematografico e avvalendosi di un ottimo cast, riesce a esprimere il disagio esistenziale di una piccola comunità raccontata nel suo vivere quotidiano”.

A Toni Servillo, invece, è andato il premio Franceso Pasinetti come miglior protagonista maschile. “La ragazza del lago” ha vinto ben 10 David di Donatello su 14 candidature, e 3 Nastri d’Argento.

La bella colonna sonora, 14 tracce e pubblicata da Universal, riflette la tensione emotiva che si respira durante lo svolgimento della pellicola. E’ stata realizzata con maestria da Teho Teardo, compositore per tantissimi altri lavori cinematografici come “Il divo”, “L’amico di famiglia”, “Voce del verbo amore”, “Lezioni di cioccolato”.

Ma come si snoda la trama? Scopriamolo insieme!

Giovanni Sanzio, già afflitto da gravi problemi familiari, è un bravo e affermato commissario di polizia che viene mandato in un paesino del Nord Italia per indagare su un caso molto raccapricciante che coinvolge una minore. La piccola Marta, di soli sei anni, è infatti scomparsa in circostanze misteriose. Dopo essere rimasta a dormire a casa di sua zia, la bimba aveva incautamente accettato di salire sul furgone di Mario, un giovane con problemi psicologici, che l’aveva portata nel suo casale.

Sanzio si serve dell’aiuto dell’ispettore Siboldi, originario del posto, per affrontare meglio le ricerche. Ma in questa circostanza si imbatterà in una situazione ancor più sconcertante. Sanzio comincerà ad indagare e scoprirà un delitto ancora peggiore. In riva al lago nei pressi di Tarvisio viene infatti ritrovato il corpo senza vita di una ragazza.

La giovane, giocatrice di hockey, aveva lavorato per lungo tempo come babysitter presso la famiglia Canali. Fino a quando il bimbo di cui si prendeva cura era morto in strane circostanze, rimaste ancora avvolte nel più fitto mistero.

Cosa stava succedendo in quel luogo apparentemente tranquillo e pieno di persone con la faccia pulita? Quali verità agghiaccianti da scoprire, nel mezzo di una comunità chiusa e silenziosa?

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